La tempesta e la fiamma

Giornate piene, rigonfie di avvenimenti. Gioie, e dubbi, dolori, amarezze. L’usuale armamentario dell’essere vivi.
Il vivace confronto tra amici. Anche più che vivace, perché quando qualcosa dentro brucia non si può stare freddi.
E quella senzazione che la vecchia Roccia sia smossa dai venti di tempesta, e ancora di più dai ruscelli che scorrono senza fare troppo rumore, ma ne erodono le basi. Sì, perché se c’è una cosa che è evidente, se c’è una cosa che colpisce è la divisione all’interno della Chiesa. Sono solo io che oscillo, o è lei? Oh, lo so che la tempesta c’è sempre stata, è da tutta la storia che cerca di rovesciarla. Forse sono io che la sento particolarmente forte, o forse sono solo più consapevole.

Ho letto e ascolato con attenzione cosa mi dicevano i miei amici, le persone che ammiro e rispetto su fronti diversi, con idee contrapposte su come affrontare la bufera.
Sapete cosa mi è parso? Che avessero tutti ragione. Che ciascuno di loro portasse qualcosa di ragionevole, almeno un frammento di verità. Ma la divisione è profonda, gli animi accesi. Una linea di frattura che si riverbera dall’alto in basso, un solco che affonda nell’abisso. Da una parte e dall’altra, non credo di dovervi portare ulteriori esempi.
Vi dirò: in questo il male ha già vinto. Gender e quant’altro arrivassero adesso, non avrebbe più importanza, perché il nostro stesso cuore sarebbe già caduto: in un modo o nell’altro ci perderemmo, in un intimismo o in un urlo che smarrisce le sue radici.
Anche se vincessimo in solitaria, perderemmo.

Però. Però noi siamo qui a discutere, e discutere non di tempo o di gol, ma su qualcosa che ci infiamma, perché ci importa. E c’è chi ci richiama alla ragione profonda per cui facciamo le cose, e chi ci ricorda che non è se non opera. E tutte e due le posizioni sono vere, e sono vere insieme. Insieme. Questa nostra contrapposizione non diventa divisione e sconfitta solo se prendiamo su di noi il peso di quello che dice il nostro avversario, nostro fratello. Lo prendiamo seriamente, cerchiamo di capire se e quanta ragione abbia. Ragione: tenere conto della realtà secondo tutti i suoi fattori. Che ce ne perdiamo sempre qualcuno, di ‘sti benedetti fattori. Meno male che c’è chi ce li ricorda.
Io ho quello che manca a te, tu quello che manca a me. Chi ci divide ci rende più forti, se ci sosteniamo gli uni con gli altri.

Quindi continuiamo a confrontarci, a tirarcele anche addosso ma senza cattiveria, e ricordandoci che in fondo vogliamo la stessa cosa, che la fonte sotto è la stessa. Che la Roccia stia sicura. Solo così la divisione può tornare unione, e da quella che sembra una brutta circostanza nascere qualcosa di più grande, migliore, oltre quello che la nostra piccola visione di uomini possa prevedere.

tempesta-solare-1

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 1 luglio 2015 su tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 5 commenti.

  1. lavitasempreintorno

    L’ha ribloggato su lavitasempreintornoe ha commentato:
    Come sempre, togli le parole di bocca. Grazie

  2. Secobndo me, l’importante è ricordarsi che per essere cattolici i requisiti sono in realtà molto semplici: credere in Dio e alla sua Rivelazione, seguire Cristo e la sua Parola, invocare la presenza dello Spirito Santo, credere a tutti i dogmi della Santa Madre Chiesa e conoscere il Magistero, essere in obbedianza al Papa, vivere la preghiera e i Sacramenti (specialmente Confessione e Eucarestia), seguire i dieci comandamenti. Su tutto il resto dividiamoci pure, ma nessuno accusi un altro di essere o non essere cattolico se partecipa o non partecipa ad una manifestazione.
    Cordialmente, Pio

  3. Segnalo questo articolo, uscito quasi contemporaneamente al suo: http://www.uccronline.it/2015/06/29/cari-fratelli-cattolici-la-nostra-divisione-ci-fa-perdere-lucidita/

    La Barca oscilla paurosamente…

  4. “Signore, non t’importa che affondiamo?”
    La barca oscilla ma non si rovescia. C’è Uno bravo al timone.

  5. Infatti ho detto semplicemente “oscilla”… a cadere sarà chi non vi si aggrappa forte :)

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