Il pesce che non ti aspetti

Vi ricordate della pesca miracolosa? No, non quella dopo la resurrezione, ma di quell’altra, tre anni prima, quando Gesù aveva appena cominciato la sua vita pubblica. Aveva già conosciuto Giovanni, ed Andrea, ed anche Simone, a cui aveva affibbiato il soprannome di Pietro. Cristo cominciava a farsi conoscere, e già venivano da tutti i paesi circostanti per sentirlo. Così doveva essere stato in quella mattina di duemila anni fa.

Simone e gli altri avevano pescato tutta la notte. Una sfiga nera. Neppure un pesce, avevano preso. Erano stanchi morti, ed anche un poco arrabbiati. Al porticciolo c’era una gran folla. Gesù parlava, sulla riva, e la gente che si accalcava era tanta, troppa. Avevano attraccato, e si erano messi a lavare le reti vuote, tendendo l’orecchio a quelle parole portate dal vento. Gesù aveva fatto un cenno: prendetemi a bordo. Simone aveva avvicinato l’imbarcazione, e il Maestro era salito. Seduto sulla barca aveva terminato il suo discorso. La gente aveva cominciato ad allontanarsi. E Gesù aveva detto a Simone: prendi il largo, getta le reti.

Ora, non so se avete presente chi era Simone e chi era Gesù. Simone era il più tosto dei pescatori del lago di Genesaret, aveva la sua cooperativa, figlio di pescatore e pescatore da quand’era piccolo. Nessuno conosceva quelle acque quanto lui, sapeva tutti i posti migliori. Però si era fatto un mazzo tanto tutta la notte, e non aveva acchiappato niente.
Gesù era invece il figlio di un falegname. Un falegname, capite? Cosa ha a che fare un falegname con le barche da pesca, a parte fabbricarle? E per di più uno di Nazareth, un paesuncolo abbarbicato sui monti. Ora ‘sto qui, che si è messo a fare il predicatore, viene a insegnare al più figo pescatore del mare di Galilea dove gettare le reti?

Certo, con il senno di poi è facile. Per noi, che sappiamo come finisce la storia, è facile. Ma pensate a quello che deve essere passato per la testa di Simone e degli altri. Ma questo, che vuole? Quello che chiede è del tutto irragionevole. E’ folle. E’ presuntuoso. Io che ho ragione, che ho l’analisi della situazione più corretta, più verosimile, più attendibile, ti dico che è inutile buttare le reti.

Ma Simone si è fidato. Perché era ragionevole fidarsi.
Esiste una ragionevolezza che è seguire la nostra testa, e una ragionevolezza che è seguire i fatti. I fatti erano che quell’uomo aveva qualcosa di più grande di quanto ci si poteva immaginare. Una ragionevolezza che eccedeva ogni ristretta ragione. “Signore, mi pare una stronzata, ma se me lo chiedi tu lo faccio”. Per cui si buttano le reti dove poche ore prima non c’era niente, dove l’esperienza dice che è inutile gettarle, e si tira su invece un numero di pesci che eccede ogni speranza.

La storia della salvezza è un susseguirsi di questo fidarsi oltre ogni calcolo. La storia di una coppia vecchissima alla quale viene promesso un figlio. La storia di un popolo che sfida il deserto inseguita dall’esercito più potente del mondo. Di uomini a cui viene detto: è risorto.
E anche a noi, in questo tempo di tempeste e pesche scarse, è proposta la stessa scelta: fidarci ancora una volta di quello che non ci ha mai delusi, oppure andare dietro al nostro giustissimo ragionamento, al meditato disegno. Seguire un Altro e la sua proposta folle, o noi stessi e la nostra idea di ciò che è.

Che sceglieremo, dunque?

Petri_Fischzug_Raffael
Grazie a Paola per avermi lasciato usare il suo esempio

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 29 giugno 2015 su Apocrifatti, meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. La richiesta dell’ex Falegname dovette suonare assurda anche perché a quell’ora i pesci generalmente sparivano sul fondo del lago a causa dell’alta temperatura dell’acqua. Non per niente il pescatore usciva di notte.
    Nell’episodio della pesca dopo la Resurrezione Gesù chiederà di lanciare le reti a destra, contraddicendo una volta di più una delle tecniche consolidate di pesca, che prevedeva di lanciare insieme le reti sempre a sinistra, essendo necessario lanciare lontano, fare uso della maggior forza offerta dal braccio destro, essendo i mancini, al tempo, quasi inesistenti.
    Grazie, grande Berlic.

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