Nessuna misericordia – 7 – Lascia i morti dove stanno

Buongiorno, compagni demoni. Qui è il vostro arcidiavolo preferito, Berlicche. Cosa sono quelle facce? Vi aspettavate forse ancora il mio disgraziato nipote, l’ex demone di seconda classe Malacoda? O è sollievo, quello che vedo sui vostri volti? Vi capisco; quel buono a nulla non doveva far altro che seguire gli appunti che gli avevo lasciato ed invece ha fatto un pasticcio. Ovviamente tutte le affermazioni azzardate e le interpretazioni dubbie che ha proferito sull’argomento delle opere di misericordia corporale sono da attribuirsi esclusivamente a lui, ed è lui ad essere stato punito con la retrocessione alla terza classe. Se qualcuno aveva la recondita speranza che sarei stato io a finire sotto il torchio dei demoni guardiani per i miei punti di vista, immagino sia stato deluso.

Ma veniamo a noi, e concludiamo questa carrellata sulle depravazioni che il Nemico-che-sta-Lassù infligge ai poveri mortali che si accontentano delle sue promesse di gioia eterna. L’ultima è forse la più strampalata di tutte:

Seppellire i morti.

Un mortale che vivesse nelle tranquille contrade occidentali avrebbe sicuramente parecchia difficoltà a capire questa richiesta. Un po’ perché le opere di misericordia corporale sono ormai roba per specialisti, da esame di storia dell’arte, mentre al catechismo si insegna a colorare gli angioletti. Un po’ perché la morte, dove abbiamo potuto, l’abbiamo cancellata, rimossa, sepolta come si vorrebbero i cadaveri.
Oggi lassù sulla Terra si muore in modo discreto, senza troppo fastidio, e qualcuno provvede, dietro compenso, ad evitare anche solo di pensare a quest’azione misericordiosa.

Ma in altre parti del mondo, dove il Nemico-che-sta-lassù non è intervenuto con le sue intollerabili intrusioni, la vista di un morto non è così rara. Possiamo essere ben contenti che i defunti restino insepolti, anzi, più ce n’è meglio è. Disinteressarsi di un cadavere, per un essere umano, vuol dire fregarsene di lui: di chi è stato, della sua umanità, di quell’unicità che noi conosciamo bene: ogni anima ha un sapore diverso. L’indifferenza verso un morto è il supremo rigetto del Nemico, perché significa negare di fatto ogni proseguimento dell’esistenza in un mondo migliore. Meglio per noi: il lezzo della decomposizione ci è più gradito di ogni possibile altro profumo. Se l’uomo non si interessa del suo futuro oltre la morte, o nega che possa esistere, rifiuta ogni possibile bontà. Perché la fonte del bene non sta certo nel mondo mortale.

La morte è stata fin dal principio il modo con cui il Nemico si è rivelato alle sue creature, il modo con cui aggira tutti i nostri astuti tentativi di convincere gli umani che possono tutto, che sono degli dei. Nessun uomo può crederlo sul serio, quando ha davanti un morto. Quando vede di cosa è davvero fatto l’uomo.
Il seppellire, l’onorare, il ricordare, sono la base del potere che Quello-di-Lassù ha sulla terra. Gli esseri umani non riescono a concepire che davvero finisca tutto, che tutto si risolva in un marcire nella tomba, per quanto ci sforziamo di convincerli. In qualche modo, sanno. Possiamo solo allontanare per un po’ il pensiero di quanto corta sia la loro esistenza e quanto lunga l’eternità.

Occorre dire che, affinando sempre più le nostre menzogne, oggi questo risulta sempre più facile.
Quanto sono ridicoli questi uomini, che da un lato negano che esistano leggi eterne e dall’altro tentano continuamente di scriverne! Per noi diavoli la durata della loro vita è il breve intervallo prima che il cuoco abbia finito di cucinare.

Invece sono lì, che al posto dei cadaveri cercano di seppellire coloro che non sono ancora morti per potersene liberare come fanno per tutti i defunti. Ciò avviene non perché se ne freghino di ciò che è spirituale, ma perché non capiscono il valore di ciò che è materiale. Tutti questi materialisti in realtà sono dei gran teorici, con un’idea molto approssimativa di quanto conti quella realtà fisica che in fondo disprezzano.
E’ stato un grande errore del Nemico innalzarli sopra gli animali. E lo sanno bene, lassù.

Non per niente il Nemico si è fatto carne, non per niente si continua a far trovare come carne e sangue in quell’orrido miracolo quotidiano chiamato Eucarestia.
Perché, fissatevelo bene in testa demonietti miei, il Nemico è tutto per il presente. Quando esorta a seppellire i morti dice in sostanza che il passato va lasciato indietro, che la vita va vissuta nella sua pienezza. E’ il fondamento della civiltà che ha voluto costruire: onorare i morti, ma come memoria, non come oppressione. Lui stesso non è voluto restare morto, ma è ritornato vivo a rovinarci i pranzi e le cene.

E’ per questo che incita a seppellire i morti. Perché con i morti sulle spalle invece che alle spalle, per l’umanità non c’è presente. E se li si dimentica, li si lascia insepolti, l’uomo è perso in un futuro astratto, proiettato in un’illusione. Magari! Come sarebbe bello!.

Gli umani hanno inventato una potente metafora: gli zombie. Si immaginano che i morti insepolti camminino sulla terra, divorando i vivi. Confusamente capiscono che è proprio ciò che accadrebbe se tralasciassero quest’opera di misericordia. Non nel senso che orde di morti arriverebbero a mangiare tutti: non ci è permesso rianimare defunti e per il cibo non vogliamo concorrenza – Nel senso che loro stessi diventerebbero zombie, cadaveri viventi senza gusto per la vita e intenti solo a divorarsi l’un l’altro.

Tutte le opere di misericordia sono fatte più per chi le compie che per chi ne è il destinatario. In quest’ultimo caso è tanto più esplicito, perché il defunto o è lassù assieme al Nemico o è quaggiù a godersi la nostra buona compagnia. Spero di avervi convinto a non sottovalutarle.
Conclusione? Non cessate mai di incoraggiare gli umani a disfarsi dei vivi fastidiosi, minuscoli o grandi che siano, e a delegarne lo smaltimento. A quello possiamo provvedere noi; per il pagamento del servizio, passeranno più tardi.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 24 giugno 2015 su Nessuna misericordia. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 4 commenti.

  1. Il blog e io ci prendiamo qualche giorno di ferie. Alla settimana prossima.

  2. Buone ferie, allora!
    Con l’augurio che siano un presente ininterrotto di gioia e scoperte, senza neanche l’ombra di un’illusione o di un rimpianto — ma senza il contributo di anche solo un nanogrammo di LSD, ovviamente.
    Insomma, Le sto augurando una sorta di incursione-assaggio del Paradiso, con prenotazione assicurata per l’eternità. (E poi dicono che manco di ambizione…).

  3. Ah menomale!Mi stavo preoccupando per non aver ricevuto la mail che ogni giorno leggo con gran piacere! Buone vacanze!

  1. Pingback: Nessuna misericordia – 7 – Lascia i morti dove stanno | manuroma86 IO E UN PO' DI BRICIOLE DI VANGELO

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