Non votiamo Nessuno

Post scritto la scorsa settimana per Pepe

Amici cattolici italiani, come si è visto abbiamo un problema.
Non si capisce chi votare.

Una piccola premessa. Per cattolico, qui, intendo chi è fedele al Magistero e quindi non si inventa diritti e leggi leggendo “Repubica” (scusate, intendevo “Repubblica”). Insomma, per capirci, quei tapini che sono ancora convinti che l’aborto sia un male, che ci si sposi solo tra maschi e femmine e che ammazzare il nonnetto non sia così poi tanto bene. Lo so che essere cristiano è altro, e che quelle sono solo conseguenze, ma passatemela per amore di brevità. Non è che chi “negozia” su questi temi sia ipso facto fuori dalla cattolicità, intendiamoci, fedele, prete o vescovo che sia. Ma dovrebbe rileggersi il catechismo alla categoria “peccato”.

Non si capisce chi votare, dicevo. Un tempo, quando ero decisamente più giovane, tutto quel problema non c’era. Se vogliamo è anche questo che ha causato il dilemma odierno: ci si è trovati scottati da tanti che militavano in una formazione che aveva nel nome “cristiana” ma nei fatti non lo erano molto. Lo si è visto quando quello scudo è esploso: gli schizzi sono finiti ovunque.
Come conseguenza di quel botto, ai cristiani è stato raccomandato di votare quei partiti e quelle persone che meglio rappresentavano i valori cristiani. E qui è stata grande confusione, perché ognuno aveva una sua idea di cosa fossero quei valori. Chi privilegiava il sesto comandamento e chi il secondo, chi il settimo e chi il quinto. Pochi che si filassero l’ottavo, e soprattutto che ponessero innanzi il primo.

Così i vari partiti, dall’estrema destra all’estrema sinistra, si vantavano ognuno di avere il proprio drappello di cattolici. Qualcuno ci aveva anche tentato, di fare un raggruppamento che fosse proprio cristiano, salvo poi doversi agganciarsi ad altri carrozzoni più pubblicizzati e con più dané. Con tutte le conseguenze di chi si accoda.

Ma la realtà è inesorabile. Se devi tacere chi sei per tranquillità di schieramento nessuno ti sente, nessuno ti vede. Se ti fai sentire, rischi di venire scacciato, perché non ti omologhi.
Quello che c’era di cattolico nei programmi dei vari partiti è stato via via annacquato, poi messo da parte, poi espulso. Non che il voto dei cristiani non sia ancora cercato: ma ormai si preferisce cambiare i cristiani piuttosto che cambiare il programma.

Siamo giunti all’oggi. Il partito che più è stato per gli ultimi anni la casa dei cattolici, nel senso che dicevo, li ha vomitati ed ha virato decisamente verso l’area liberal libertina che era l’altra sua anima. Il vomito di cui sopra si è cristallizzato in partitelli ondivaghi, con un nucleo di tosti irriducibili. Ma votare i quali significa triturarsi i piedi con la motozappa, allegati come sono in una coalizione che mal li sopporta e sostiene il contrario di quanto affermano. Il centrosinistra del novello manovratore ha abbondato con le parole ma ha dimostrato con i fatti che dei “valori cattolici” gliene frega niente. Chiesa, stai serena. Alle camicie verdi interessa più una tradizione morta che una Chiesa viva, i grillini detta Chiesa la preferirebbero morta e basta. Del resto degli sfridi taccio che è meglio.

Eppure la crescente disaffezione al voto qualcosa vorrà pure dire. Il cattolico in politica è sempre più come il signor Nessuno omerico: per non finire ingoiato dal gigante, non dice il suo nome e fa finta di non esserci, mimetizzandosi con le altre pecore. Ci credo che poi ci si fida poco dei troppo astuti. Se devo votare Nessuno, tanto vale che voti nessuno.

Per esemplificare, si arriva al paradosso irlandese, dove quel 40% che rifiutava i matrimoni gay non se lo filava nessun partito, non era rappresenato da nessuno. Tutti convinti, a forza di editoriali, menzogne e dollari, che il cristianesimo sia dalla parte sbagliata della storia e sia destinato a scomparire. Certo, se ci si crede; o meglio, se non si crede.

Signori politici, e voi che politici non siete ma che avete a cuore il vivere umano, vi scongiuro: dateci un partito da votare, dateci un nome da seguire, e se non sarà perfetto non importa, ma datecelo. Trovate il modo di contare senza scontare e di dire chi siete senza capriole. Unitevi. Siamo tanti che vi vorrebbero così, e che butteranno il voto in seconde scelte piuttosto che scegliere chi vuole il peggio.
O voteranno Nessuno. E gli altri ciclopi ci prenderanno in giro.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 18 giugno 2015 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 15 commenti.

  1. Piccola nota: cristiano e cattolico non sono sinonimi. Nel post parli di cristiani in generale o di cattolici in particolare? O usi sempre “cristiani” o usi sempre “cattolici”. IMHO

  2. lavitasempreintorno

    L’ultima volta che votai convintamente misi la X su Ferrara da una parte, scrissi BXVI, dall’altra… Così giusto per dare un voto inutile, piuttosto che complice. Dopo, convintamente, non ho più votato…

  3. Ah be’, in effetti, anch’io all’ultima votazione ho ripreso la vecchia abitudine di…sfogliare margherite disegnate sulla scheda con la matita copiativa. Meglio sfogliate che decapitate del tutto: una questione di ottimismo a-topico. Entopo mi capirà.

    Però di una cosa non riesco a smettere di dispiacermi: l’aver dovuto smettere di sfogliare “La Croce”, che in edicola non si trova più — con grande sorpresa del mio giornalaio di fiducia, che spesso si trovava a non riuscire a soddisfare la domanda di quel giornale perché non gliene inviavano copie in numero sufficiente.

    Misteri della matematica economica che neanche Odifreddi saprebbe risolvere, ci scommetto.

  4. “Per esemplificare, si arriva al paradosso irlandese, dove quel 40% che rifiutava i matrimoni gay non se lo filava nessun partito, non era rappresenato da nessuno.”

    Provo a ribaltare questo discorso. In Irlanda ci sono 734.000 persone (circa il venti per cento degli aventi diritto al voto, e il 38% dei votanti) per cui il fatto che due omosessuali possano o meno sposarsi era una questione abbastanza importante per recarsi a un seggio e esprimere il proprio dissenso. Non minimizzo: queste persone hanno votato ‘no’ in un contesto in cui la maggior parte dei media e delle personalità culturali e politiche favorivano il ‘sì’, e quindi erano sicuramente molto motivate e investite dal tema (è verosimile che nel 40% di astenuti ci fossero molte persone non entusiaste all’idea del matrimonio gay che alla fine hanno deciso di rimanere a casa).

    Ora la domanda è: perchè le forze politiche irlandesi (e in particolare quelle di centro-destra) non ‘si filano’ questi potenziali elettori? E’ a causa della propaganda, delle trame dell’OMS e della massoneria mondiale, dei soldi dell’FMI? Io penso che ci sia un calcolo politico molto più semplice. I politici di destra irlandesi immaginano che, per quanto molti cattolici possano aborrire l’idea di due uomini che si sposano, le loro priorità al momento delle elezioni politiche saranno altre. Votare è compromesso; tu cattolico non ti ritieni rappresentato da nessun partito (rilevante) esistente al momento, ma lo stesso vale per me e per tantissimi altri, credenti o atei che siano. La pretesa di votare per un movimento politico magisterium friendly è un pio desiderio, quanto la mia di trovare un partito di sinistra che non abbandoni la spinta umanitaria del movimento socialista ma che allo stesso tempo abbia una visione realistica dell’economia e del mercato del lavoro del terzo millennio.

  5. Hai detto la parola magica, Quente: calcolo. Cioè l’opposto della ragione, per me, di far politica: ideale.

  6. Caro Berlicche, ti sei infilato in un argomento molto scivoloso e divisivo.
    Anch’io come lavitasempreintorno l’ultima volta che ho votato senza turarmi il naso ho messo la X su Ferrara da una parte e non ricordo cosa dall’altra; l’ultima volta che sono andato al seggio (europee più comunali) ho detto al Presidente di seggio di tenersi la scheda delle comunali ancorché piena di candidati amici, conoscenti ecc. ecc.
    Qualcuno mi ha chiesto “Perché? Non vedi che c’è X?” o “C’è Y!” o “Z!” (così mi fermo visto che è pure finito l’alfabeto).
    Mi sembrava che dovessi votare per Miss/Mister Italia o simpatia. Ci mancherebbe, io volevo solo votare qualcuno onesto e capace, in fondo mi accontento di poco.
    Invece mi ritrovavo da scegliere tra cialtroni, ladri e incapaci di gestire un Comune.
    I guai per me cattolico derivano dai tempi in cui bisognava votare un partito “cristiano” nel nome ma poco nei fatti, il tutto senza poterlo mettere in discussione altrimenti sarebbero arrivati i cosacchi.
    Così, senza possibilità di controllo, a quel partito era concesso tutto e quando si è capito che i cosacchi non sarebbero arrivati il partito è finalmente morto.
    Anch’io come te Berlicche, vorrei tanto un partito da votare, ma non c’è.
    Forse ci potrebbe essere se chi vota può avere qualche arma di controllo, faccio un esempio stupido ma vediamo se riesco a spiegarmi.
    Un giorno un immaginario politico di questo partito “cattolico”, nome di fantasia Roberto F., va in aeroporto a prendere l’aereo ma siccome è in ritardo, gli addetti lo bloccano, lui sclera e atteggiandosi in “Lei non sa chi sono io” inveisce apostrofandoli come teste di cazzo.
    Non penso ci sia nulla da Codice Penale, però da persona che lavora e che a volte si trova di fronte a boriose teste di cazzo che pensano di essere chissà chi, mi immedesimo in quegli addetti. Vorrei allora poter andare dal politico e, ribaltandogli addosso i termini da lui usati, vorrei tanto poterlo prendere a sberle e cacciarlo dal partito a pedate.
    Con un simile potere di controllo, pensi che certa gentaglia avrebbe ancora voglia di candidarsi all’interno del partito “cattolico”? e, soprattutto, non avremmo finalmente un partito “serio”?
    Accetto altre proposte.

  7. Caro gatto, tutto ciò che è vivo si corrompe, per il fatto stesso che è vivo. Dopo un po’ marcisce e muore. Ma la vita è tale che qualcosa d’altro nascerà, e vivrà anche lui la sua vita. Non pretendo qualcosa di eterno, ma qualcosa qui e ora che io possa scegliere.
    Riguard l’esempio, sì, hai ragione, è davvero stupido; perché non bisogna confondere l’attimo di incazzatura personale, di cui in fondo non sappiamo niente per circostanze e premesse, con il lavoro che uno fa. Io sono incazzoso, e se mettessero in rete un filmato di quando mi girano a mille gli zebedei tu dici dovrebbero licenziarmi? NB: lo direi anche se il nome di fantasia del politico fosse stato Rosy B o Nichi V. Un poco più grave sarebbe un politico che, che so, insulta un milione di persone a sangue freddo.

  8. Ora, proprio a sangue freddo non lo so, io direi che la stizza c’era tutta, e ne aveva ben donde! ;) E’ significativo che tale politico abbia usato la parola “inaccettabile”, comunque. Dire che certa gente non accetta la realtà è anche più vero e meno metaforico di quello che noi stessi immaginiamo mentre lo diciamo argomentando. Sono proprio certi soggetti a dirlo di se stessi.

  9. “Hai detto la parola magica, Quente: calcolo. Cioè l’opposto della ragione, per me, di far politica: ideale.”

    E’ un calcolo che però hai fatto anche tu, ogni volta in cui hai votato per un partito che non avesse la criminalizzazione dell’aborto in programma, cioè sempre credo, Democrazia Cristiana inclusa.

  10. Cara marilumari, confesso che il Suo ultimo post mi ha sorpreso non poco… non ho mai pensato di non esercitare (e il più compiutamente, cioè con le preferenze quando possibili) il mio voto anche se questo comporta un impiego non piccolo di tempo nell’arrivare a decidere per chi votare, sempre più, col passare degli anni, nell’ottica del “male minore”. Se questo “voler contare (o meglio, in questo caso: “essere contato”) ad ogni costo è un peccato di superbia, spero sia veniale. Quanto a La Croce, nell’edizione digitale (www.lacrocequotidiano.it) ci sono molti articoli in chiaro: in fondo anche un pc o (soprattutto) un tablet si possono sfogliare, non Le pare?

  11. Caro Berlic, hai ragione, l’esempio era stupido ma purtroppo per me ho lasciato per un attimo la tastiera al mio “diavoletto custode” che si è divertito un po’. Però, visto che è un tuo compare e che ultimamente dici di non essere un tipo cupo, speravo che la prendessi con un po’ di umorismo, vabbè lasciamo perdere.
    Vogliamo essere seri? OK, procediamo.
    Sei d’accordo con me che ci deve essere un qualche modo per controllare che gli “eletti” si ricordino ogni tanto che se fanno i politici è per servire la gente e non per essere serviti dalla gente?
    Altrimenti andrà a scatafascio nel giro di due tornate elettorali e saremo poi ancora qui a lagnarci e a rimpiangere la cara vecchia DC.
    Hai proposte in merito? Esponile, le accetterò, però per favore rispondimi su questo.
    p.s. noblesse oblige, se fai il politico perché te lo ha prescritto il medico, forse è meglio che cambi medico, altrimenti se vuoi sfogarti sul prossimo trovati un altro lavoro. Sentirsi dire di no a un cancello di imbarco senza protestare è compreso nel (lauto) stipendio, anche nel caso tu abbia ragione. In quel caso prendi il modulo reclami, lo compili e lo consegni a chi di dovere.
    p.s. 2 se avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto … anche a me, come a te e forse come a tanti, ogni tanto girano, non chiedo di essere licenziato ma cerco di non farlo davanti ai miei clienti, comunque … chiedo scusa a vossìa.
    p.s. 3 parli di Scalfarotto? Ho seri dubbi che vorrebbe entrare in quel partito che vorrei votare.

  12. Caro Gatto, ma la mia risposta era umoristica! Per la mia predisposizione personale all’ira non riesco davvero ad essere severo da chi si lacia prendere la mano. Stare calmo, tranquillo e compilare un reclamo davanti allla disastrosa incompetenza è un eroismo di ottavo livello, ed io a malapena raggiungo il terzo. Non posso giudicare.
    Teoricamente, il modo di controllare gli eletti in democrazia si chiama “elezione”. Ma il sistema politico (nostrano ma non solo) è tale per cui è il nome, e non la competenza, ad essere votata. La storia insegna però che non c’è sistema politico immune dal disfacimento di cui ho accennato. Perfino quelli in cui i “politici” dovrebbero essere assolutamente votati alla causa. La mia soluzione, allora, è la soluzione viva: crescere chi si muove nell’ideale, favorirlo, favorire il fatto che queste persone si uniscano.

    Quente, cos’è per te il calcolo, e cos’è l’ideale?

  13. Gentilissimo Eppe, Le chiedo scusa se rispondo così tardi al Suo commento, ma me ne sono accorta solo ora. Posso dire che anch’io condivido la Sua sorpresa, dal momento che me ne sorprendo? E me ne sorprendo perché la mia manifesta casalinghitudine non mi ha purtroppo fin qui impedito di vedere avallata da esperienze ripetute, de visu e on-line, la veridicità profonda e ineludibile del cantico di Geremia 17,5, cantico che ho più volte menzionato nei miei commenti in questo blog. Anche se, casalinghitudine o no, io a votare ci sono andata e sempre ci andrò, dovessi farlo in futuro pure in sedia a rotelle (corna bicorna agli’e frattaglie…. — srtizzatina d’occhi a gattorandagio).

    Poi, se alle ultime europee ho (ri)scoperto un lato diversamente abile della matita copiativa, non credo di dover per questo essere deferita, seduta stante o meno, alla Corte Costituzionale.

    Sul lato diversamente sfogliabile della versione digitale de La Croce Quotidiano concordo con Lei, tranne che per un…pixel: gli articoli non leggibili con l’accesso alla sola versione ‘free’. Sarà ancora più piccolo di un neo, quel pixel, ma alla mia sempre più subdola avarizia punge parecchio.

    Comunque, i miei stratagemmi elettorali assicurano alla mia superbia — solleticata anche dal Suo cortese interessamento — la certezza aritmetica di un conteggio. Di questi tempi bisogna sapersi accontentare.

  14. Carissima Marilumari, La ringrazio molto per la cortesissima risposta che ero sicuro sarebbe arrivata quando avesse notato la domanda!
    Con me non corre certo alcun rischio di deferimento né per uso improprio di matita copiativa né per presunto eccesso di diritto di voto: non so più a quanti referendum mi sono rifiutato di votare affinché non raggiungessero il quorum…
    Quanto al quotidiano La Croce, soffro anch’io della puntura di pixel che fa soffrire Lei. Arrivo a pensare che il costo per la lettura di un singolo articolo tra i tanti che il giornale offre ogni giorno dovrebbe essere in teoria soltanto di qualche centesimo ma il dover sborsare invece una somma non piccolissima in un solo momento è effettivamente per me un pur piccolo problema. Credo però che non siano lontanissimi i tempi in cui sarà possibile una modalità “pay per view” relativa a ciascun articolo… chissà!
    Grazie ancora per le Sue riflessioni, esposte con una verve che mi incanta. Buon fine settimana!

  15. Grazie e buon fine-settimana a Lei, sempre gentilissmo Beppe.

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