Nessuna misericordia – VI – Lasciare da soli i carcerati

Abbiamo quasi finito, cari amici demoni! Che faticaccia! Ci rimangono solo due opere di misericordia corporale da distruggere ed avremo terminato. Mio zio, l’arcidiavolo Berlicche, ha lasciato me, Malacoda, demone tentatore di seconda classe, da solo a fare il suo lavoro. Ma non vi pare che io sia finora stato un grande? Certamente avrò una promozione, specialmente dopo che Laggiù avranno sentito la conferenza di oggi, che è su

Visitare i carcerati.

E’ chiaro che il Nemico-che-sta-Lassù, inserendo nell’elenco quest’opera di misericordia, ha voluto provocarci.
Il carcere è il nostro regno. Nella peggiore delle ipotesi è il luogo dove, purtroppo, si rinchiudono quelli che hanno compiuto qualche malvagità. Nell’ipotesi migliore il posto dove i nostri amici di maggior talento angariano e torturano degli innocenti, cercando di spezzarli. In tutti i casi il nostro dominio, che lo si voglia vedere da una parte o dall’altra.

Perché un essere umano vorrebbe andare in un posto del genere? A meno che non sia un sadico, o un masochista, è chiaro. Ma un normale mortale avrebbe tutte le ragioni per passare alla larga. Cosa viene richiesto poi dal Nemico? Non di confortare, o tentare di liberare, ma semplicemente visitare. Quale scopo mai può avere una semplice visita? Davvero incomprensibile. A meno che, naturalmente, il Nemico non voglia che i suoi tocchino con mano cosa succede a dare ascolto a noi. Una visita per prendere esempio, come in uno zoo. Approfittandone magari per tormentare e umiliare i condannati. Allora però perché chiamarla opera di misericordia? Non capisco.

Mio zio Berlicche, nelle sue note, suggerisce che il Nemico abbia in realtà motivi completamente diversi e a mio modo di vedere assurdi. Lassù non vogliono che nessuno si senta abbandonato, dice. Per quanto in cielo facciano cose strane, questa mi sembra grossa. In fin dei conti, dopo che la vita dei mortali è trascorsa, i dannati li lascia a noi. D’accordo che fino a quando non hanno tirato l’ultimo respiro lui ci tenta, a portarseli nel suo paradiso, ma cosa conta?
E l’altra motivazione che mi scrive mi sembra lo stesso priva di senso. Quella di fare vedere ai suoi che quelli che sono caduti, che hanno sbagliato, non sono poi così diversi da chi l’errore non l’ha commesso. Che tra l’essere fuori e l’essere dentro c’è solo un confine sottilissimo. Ma si può? Mio zio si è rincretinito: quelle nelle carceri sono persone che i servi del Nemico dovrebbero disprezzare, o temere. Roba nostra.

Anche se prendessimo per buone le parole di mio zio, resta il fatto che non è così difficile convincere gli umani a starsene alla larga dalle prigioni. Cos’ha a che fare un buon cittadino e un buon cristiano con quella marmaglia che sta rinchiusa in un carcere? E’ solo ragionevole rimanerne il più lontano possibile. Non dobbiamo fare altro che assecondare questa tendenza.

Il nostro intento sarà perciò rendere inutile l’andare a visitare i prigionieri, o sconsigliabile, o praticamente impossibile. Vado a spiegare come.

Noi demoni lo sappiamo bene quanto sia scivolosa l’anima umana. Pensi di essere riuscito a conquistarla, di averla corrotta per sempre, ti rilassi e zac! Uno sguardo, un incontro, un attimo e quella ti rientra nella grazia. A ben pensarci, potrebbe essere proprio questa la ragione per cui il Nemico in persona ha invitato a visitare i carcerati: per dare anche loro la possibilità di quello sguardo puro.

Bisogna quindi negare che l’uomo possa cambiare. Dobbiamo mettere in testa agli uomini che sbagli una volta, sei fregato per sempre. Inutile stare dietro a della feccia del genere: i carcerati sono solo da disprezzare, si deve avere vergogna di loro, ci si deve dimenticare che esistano. La Redenzione è una balla: prova a dare loro fiducia, vedrai come ti imbroglieranno.

L’odio del moralista per chi sbaglia è più appiccicaticcio persino della pece dei nostri pozzi ardenti. Se esalteremo quelli che non fanno mai errori, i giusti per definizione, i campioni della legge e dell’ordine, basterà qualsiasi mancanza per scagliare il nostro carcerato, ancora vivo, in un inferno umano più profondo perfino del nostro. Segnato per sempre. Irrecuperabile.

Sconsigliabile quindi associarsi con simile spazzatura. Chi va a visitare qualcuno in carcere sicuramente ha con lui traffici innominabili, si sporca, è qualcuno da tenere d’occhio. E’ una questione di reputazione, e non solo. E’ un mettersi volontariamente sotto l’occhio della legge, un occhio che noi facciamo di tutto per mantenere miope e strabico. Ed attirare l’attenzione di qualcuno miope, strabico, sospettoso e pure armato è molto pericoloso.

E’ proprio per evitare pericolosi contatti che lo Stato che noi amiamo farà di tutto per rendere difficoltoso o impossibile andare a trovare i carcerati. Li spedirà lontano, in posti irraggiungibili, chiederà permessi folli per poterli contattare, renderà le visite quanto più rade è in suo potere. Tutto per il bene del cittadino, e per dimostrare che ha il potere assoluto sulle vite di quanti da lui dipendono. Lo Stato esemplare il carcerato lo fa sparire; se farlo ricomparire, lo deciderà a suo tempo.

Mio zio qui la fa un poco lunga. Per come la vedo io, basterebbe che in carcere ci finissero solo i servi del Nemico e i nostri amici restassero fuori, ed il problema sarebbe risolto alla radice. Altro che visite ai prigionieri! Quelli si visiterebbero solo più tra di loro, perché di libero e misericordioso non rimarrebbe nessuno.

E’ una tecnica che nel passato anche recente abbiamo applicato più volte, ma che stiamo continuamente perfezionando. Proprio mentre vi sto parlando ci sono demoni legali e politici amici che lottano strenuamente per fare approvare sempre nuove leggi che facciano proprio questo: mandarne in carcere il più possibile. Com’erano belli quei tempi e quei paesi in cui tutti i servi del Nemico erano imprigionati o tremanti e nascosti, e noi fuori a spassarcela. Chissà se torneranno.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 12 giugno 2015 su Nessuna misericordia. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.

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