Permetti una parolina?

Caro Stato, qui è la Famiglia che parla. Non fare quella faccia stupita: so che pensavi di essere solo. Ma non è così. Io ero qui da molto, molto prima di te: sono così antica che i primi uomini mi trovarono già lì. Tu, invece, sei il tipico parvenu che fa la voce grossa credendo di essere qualcuno. Non ti illudere. Io esisto, a te ti hanno inventato, bello. E non sono neanche ancora riusciti a decidersi bene su che faccia hai. Quindi tu vorresti venire a dire a me chi sono io? Ma fammi il piacere. Passi tutto il tempo a litigarti dentro! Come? Sì, anche noi litighiamo, ma a differenza tua al nostro interno ci amiamo. E’ questo che ci regge e ci fa forti; sappiamo chi siamo, mentre tu neanche ancora l’hai capito. Non sai chi sei tu e vorresti dirmi chi sono io, robe da pazzi. Mi obblighi perfino a scomodarmi, a venirti a parlare per ricordarti che dovresti stare al tuo posto. Già, il tuo posto. Quello che ti compete. Che non è quello di dire chi dovrei essere, come mi dovrei regolare su ciò che mi riguarda, ma quello di fare sì che io possa vivere il meglio possibile. Non mi confondere con qualcun altro: io sono io, e nessun tuo editto potrà cambiare questa realtà. Le tue sono parole, la mia realtà e vita, e il futuro: persino il tuo. Se anche ripeti parole che qualcun altro ti suggerisce (la conosco, sai, quella voce: mi è costata cara, in passato) presto o tardi si capirà quanto valgono. Niente.
Per concludere, caro Stato, te lo dico sorridendo: tu non hai potere su di me. E se credi invece di avercelo, caro il mio giovincello, non sarò io a poterti togliere l’illusione. Saranno gli anni, sarà il tempo. Perché io sarò ancora qui dopo che tu sarai sparito da un pezzo. Forse mi avrai fatto male, ma sai una cosa che io, Famiglia, so fare molto bene? So perdonare.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 11 giugno 2015 su diavolerie e cattiverie. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 34 commenti.

  1. Ciao, come al solito mi dichiaro avulso dalle ultime notizie che ci riguardano, ma lo slogan “difendiamo i nostri figli” mi sembra molto serio, cosa c’è che li mette in pericolo?

  2. Chi pensa che i bambini siano oggetti che lo Stato può gestire, che madre e padre siano indifferenti alla crescita sana, che si possano comprare/fabbricare/siano un diritto, che i genitori non possano decidere dell’educazione dei loro figli, ad esempio che sia giusto insegnare che amore è solo sesso, e quale sesso lo puoi decidere tu, a partire dall’asilo. Ideologie che altrove stanno causando danni enormi, e qui si preme per introdurre in nome di una falsa libertà e di diritti inventati.

  3. Minchia don Berlicche !!!
    Anzi …. M’inchino ….

  4. BeatoAngelico72

    Volevo scriverti in privato, ma non ho trovato il modo, sai perchè CL si è sfilata da questa importante manifestazione? da altri movimenti confesso me lo aspettavo ma da CL no

  5. In quest’istante, in CL, c’è il timore che combattendo certe battaglie si possa perdere di vista il vero motore di tutto, cioè Cristo. Ovvero che si finisca per combattere quelle che, in altri post, ho chiamato “battaglie di retroguardia”, smarrendo il senso del perché si fanno le cose.
    Il pericolo certamente c’è; ma esiste anche il pericolo simmetricamente opposto, cioè di smarrire il fatto che siamo chiamati comunque a dare testimonianza di cosa portiamo.
    Probabilmente ne parlerò in un post la settimana prossima. In ogni caso non sono d’accordo con la scelta fatta dalla dirigenza del movimento in questa circostanza, a mio parere decisamente sbagliata.
    La ragione portata è “non sembra adeguata a favorire il necessario clima di incontro e di dialogo con chi la pensa diversamente“. Sono d’accordo per il dialogo, ma occorre essere consci che dall’altro lato in troppi casi non si vuole dialogare, si vuole distruggere. E da questi la rinuncia a dire con forza, pubblicamente, ciò in cui si crede, è accolta con grande giubilo, ma non perché così si può dialogare meglio, ma peché così ci potranno schiacciare senza essere troppo disturbati. Lo si è visto con chiarezza in altri luoghi. Il Family Day nel 2007 funzionò (è bene ricordarlo: funzionò) perché vide tutti uniti e pronti.
    Se poi non si vuole “disturbare” Renzi, perché l’alternativa sarebbe peggiore, è una valutazione legittima ma, sempre a mio parere, errata nell’istante in cui c’è una prova di forza come quella di oggi. Sempre che davvero si abbia quell’idea di famiglia che si dice di avere (qui non sto parlando di CL).
    Come si è sempre detto, per dialogare occore avere ben chiaro chi si è, e dirlo.
    Eserciterò quindi l’opzione di “partecipare se lo si ritiene opportuno, e verificare l’esperienza”. Se non putroppo fisicamente, almeno in spirito.

    PS: nella colonna a lato, a sinistra, c’è il mio indirizzo mail.

  6. Cavaliere di San Michele

    Comunque tutte le realtà tipo movimenti possono e devono invitare gli appartenenti ad andare. Così è stato già fatto in molti casi, allo scopo di poter invitare a partecipare anche persone che non c’entrano con “etichette cattoliche” (altre religioni, agnostici, ecc.) ma che hanno a cuore la famiglia e i figli.

  7. @Berlicche: “ad esempio che sia giusto insegnare che amore è solo sesso, e quale sesso lo puoi decidere tu, a partire dall’asilo.” Spero tu non ti sia bevuto la bufala del ‘Gioco del rispetto’.

    Per il resto, a me pare che più che difendere i vostri figli (che, evidentemente, non rischiano di finire nel racket della compravendita di bambini per omosessuali poliamorosi e che comunque male che vada possono sempre andare all’asilo delle suore) vogliate difendere i figli degli altri. Intento lodevole, sia chiaro, ma che rientra nelle attività tipiche dello Stato e non in quelle della Famiglia.

  8. Bufala, Quente? Ti dispiace indicarmi i motivi per cui la ritieni una bufala?
    Quanto all’asilo delle suore, forse ti è sfuggito il fatto che lo Stato lo renderebbe obbligatorio ovunque, suore o no; come avviene altrove. Ti ricordi quando te lo anticipavo e tu rispondevi “noooo, non succederà mai”? Comunque guarda, non so se hai intenzione di far figli, ma se fosse toccherai con mano cosa significa educare. E forse capirai che non è così bello che lo Stato ti dica che tu non conti niente e che ci penserà lui ai tuoi bambini. Tu non eri filoliberale una volta? Perché ora mi sembri invece abbastanza statalista: la tua concezione dello Stato mi pare più da veterocomunista.
    Dei bambini degli altri mi interessa perché ho figli che avranno bambini, spero, e ho amici che hanno bambini, e in ogni caso il male fatto a loro si ripercuoterà anche su di me. I bambini sono il nostro futuro. Tu, invece, che scusa hai per non occupartene?

  9. “Ti dispiace indicarmi i motivi per cui la ritieni una bufala?”

    Google is your friend.

    http://retecivica.trieste.it/new/Default.asp?tabella_padre=sezioni&ids=12&tipo=-&pagina=cstampa_leggi.asp&comunicato=11659

    Comunque nessun genitore è libero dell’educazione dei propri figli, è che per come è fatta la scuola grossomodo va bene alla maggior parte delle persone.

  10. Daje Berlì e grazie, soprattutto per l’ onestà intellettuale

  11. Io non sono nè filoliberale nè veterocomunista. Sono stato cresciuto in una famiglia che era, in vario grado, comunista; con il tempo ho imparato a superare vari miti statalisti e ad apprezzare la coerenza degli ideali liberali ma spesso considero la socialdemocrazia più pragmatica e comunque mi sento (senza particolari obblighi identitari) di sinsitra.

    Detto questo: lo stato non potrà mai sostituirsi alla famiglia nel rapporto con i figli. Ma allo stesso tempo il suo ruolo è, anche, quello di proteggere i bambini dai propri genitori. Nelle situazioni più estreme (in cui si revoca la patria potestà) ma anche imponendo degli standard (i programmi ministeriali) alle scuole sia pubbliche che paritarie. Penso che chi consideri questo un abuso statalista (sia lui/lei un libertario o un cattolico) dovrebbe immaginare a dei bambini sottoposti a scuole private di Scientology, o di chiese evangeliche con libri che mostrano esseri umani a cavallo di dinosauri, o (molto più concretamente) di madrase salafite finanziate dirattamente da Ryad.

    Per quanto riguarda le storie dell’orrore sull’educazione sessuale ai figli: perdonami di essere scettico dopo aver visto da vicino (è successo nella mia città, Trieste) la storia del ‘gioco del rispetto’. Perchè una bufala? Dipende dalla versione che hai sentito. Perchè quando se n’è cominciato a parlare si è detto
    a) che i bambini venivano fatti spogliare
    b) che i bambini dovevano toccarsi a vicenda
    c) che i bambini erano sottoposti all’ ‘ideologia gender’ e vestirsi con abiti del sesso opposto
    Non c’era assolutamente NULLA di vero in tutto ciò.

  12. Fasullo: your friend indeed. Qui la vicenda ricapitolata.

    Quente, lo stato non potrà, ma sta cercando di. E’ proprio questo il punto della questione. Uno standard va bene se non diventa pensiero unico. Per non restare nel generico, una certa retorica del Risorgimento, o della Resistenza se è per questo, forzatamene imposta è dal punto di vista storico una buffonata non dissimili dei dinosauri cavalcati. Per non parlare di certi altri argomenti “scientifici” già vecchi cent’anni fa.
    Come diceva stasera un grande che sono stato a sentire, occorrono maestri che ci guidino allo stupore di ciò che è, perché solo da questo si impara. Solo così la testa si riempie anziché svuotarsi.
    E non può essere imposto per legge.
    Dal mio punto di vista, l’indottrinamento gender non è differente da Scientology.

  13. Berlicche la ricapitolazione che tu ci offri in nessun modo smonta l’accusa di bufala (per lo più si limita a fare precisazioni irrilevanti sulle circostanze delle scandalo), anzi conferma involontariamente l’esiguità delle ragioni dei contestatori.
    1) “ascoltare il battito del cuore a vicenda, respirare per riempire i polmoni e poi svuotarli facendo porre la mano sul torace” in bambini all’asilo questo può scandalizzare solamente chi sia, veramente, ma veramente, sessocentrico.
    2) “possono riconoscere che ci sono delle differenze fisiche che li caratterizzano, in particolare nell’area genitale” questo non è in nessun modo in contraddizione con il fatto che non si parla di affettività o di sessualità (le differenze genitali a quell’età riguardano più il modo di fare pipì che quello di fare bambini). Naturalmente i bambini non vengono fatti spogliare come paventato da alcuni genitori paranoici (nessun educatore dell’asilo è completamente pazzo)
    3) “É importante confermare loro che maschi e femmine sono effettivamente diversi in questo aspetto” e questo ti sembra indottrinamento gender? A me pare il contrario. Anzi magari se lo proponevano in Svezia qualche talebano del politicamente corretto poteva lamentarsi per la violenta imposizione di un’identità sessuale ai bambini.

    Fidati Berlicche, quella del ‘Gioco del Rispetto’ è stata una polemica indegna peraltro fiorita nello stesso giornale (il nostro amato quotidiano locale, il Piccolo) che ha dedicato cinque colonne di articolo VERGOGNOSO sulla ridicola circostanza della comparsa di un supplente transessuale in un liceo cittadino. Con tanto di foto ‘rubata’ al docente in questione, neanche fosse stato un animale selvatico che scorrazzava in centro.

    Parlando invece più in generale (stato vs. famiglia nell’educazione dei figli), riconosco la complessità del problema. Non esiste un modo neutrale di raccontare la storia, la geografia, l’italiano, o di fare educazione civica. Nel momento in cui lo stato dà degli standard, per quanto condivisi largamente dalle forze politiche e dalle parti civili, ha un ruolo attivo nel dare ai bambini una visione della realtà che può essere contestabile. In più, a prescindere dagli intenti dello stato, un ruolo ancora più attivo ce l’ha il singolo insegnante: che sia di una scuola pubblica, paritaria o privata nel momento in cui sale in cattedra ha un potere enorme che è largamente fuori dal controllo dei genitori.

    Sull’argomento secondo me puoi avere un atteggiamento pragmatico, o idealista e intransigente. Se sei pragmatico ti rendi conto che una visione semplificata del Risorgimento* è un male minore (o una bugia di grado inferiore, se preferisci) rispetto a insegnare cose palesemente false (dinosauri e umani che convivono) o a sottoporre dei bambini alla propaganda jihadista.

    Se invece vuoi essere intransigente e coerentemente liberale, eliminiamo la scuola pubblica e diamo alle famiglie dei voucher per mandare i loro bambini dove vogliono. E’ un’idea semplice ed elegante che esercita un certo fascino anche su di me. Però ho l’impressione che quando cominceranno a fiorire le madrase rimpiangerai i tempi dell'(inesistente) indottrinamento gender (che peraltro invece in questo scenario andrebbe alla grande in tutta una serie di asili ed elementari radical chic, senza nessun freno da parte di politici conservatori e genitori preoccupati).

    Mentre a me pare che tu voglia la moglie ubriaca e la botte piena. Ti va bene uno stato che indirizza l’insegnamento, solo che vorresti che fosse condizionato più da chi la pensa come te, che non da chi non la pensa come te; esattamente come gli statalisti di sinistra (e, tutto sommato, me). E’ questo il senso della mia prima risposta.

    *posto che secondo me solo da voi in Piemonte a scuola glorificano il Risorgimento. A me alle medie hanno fatto vedere un film sul massacro di Bronte, per intenderci.

  14. xQuente: ho letto i commenti pro e contro, e con le informazioni in mio possesso non sono in grado di dire se si sia trattato veramente di una bufala o meno. Tu hai scelto di fidarti di certe opinioni, io preferisco non pronunciarmi, anche perché i documenti “ufficiali” di cosa dovrebbero fare i bambini dell’asilo ci sono, i librettini colorati anche, e quelli non sono certo bufale. Né quanto si fa altrove, nel mondo. Hey, che si debba insegnare all’asilo lo ha detto Obama, in fin dei conti.

    Tu conosci una scuola dove insegnano che umani e dinosauri convivevano? Io no, ma ne conosco parecchie dove ci hanno insegnato che l’Italia si è consegnata “spontaneamnete” ai Savoia. O l’oscurantista medioevo cattolco, se è per questo. Tu dici che non fa male? Eppure è palesemente falso, anche più falso di immagini alla Flintstone.
    C’è una certa differenza tra lasciare libertà totale di fare ciò che si vuole e imporre determinate ideologie per forza. Se la chiesa radical chic vuole insegnare ai suoi figli love is love, si accomodino. Già lo fanno. Non obblighino me ad adeguarsi, però.
    Io non voglio che sia “condizionato da quelli come me”, e neanche da quelli come te. Io vorrei che ci fossero dei veri maestri che insegnano ai ragazzi ad amare la verità, a stupirsi della realtà, e li educhino alla bellezza. Voglio troppo? Credo di no. Meno di questo, non vale la pena discutere.

  15. @Berlicche: “Tu hai scelto di fidarti di certe opinioni” è vero che io sono stato influenzato dalla versione di persone di cui mi fido che difendevano l’iniziativa. Ma è altrettanto vero che anche da un articolo estremamente critico che ricapitola la questione (senza, lo riconosco, inventare particolari dal nulla come successo all’inizio) quale quello della Bussola Quotidiana si può facilmente capire che non c’era nulla di sessuale, sconveniente o tanto meno legato alla ‘dottrina Gender’.

    “Tu conosci una scuola dove insegnano che umani e dinosauri convivevano?”

    Non in Italia, perchè, appunto, i programmi delle scuole (pubbliche o paritarie) sono sottoposte a un controllo da parte dello Stato. Il mio punto di vista è che questo controllo è, per quanto opinabile, un male minore che prova a proteggere i figli che altrimenti crescerebbero in una bolla in cui nessuno mette in discussione le opinioni con cui sono cresciuti.

    Siccome tutto sommato che uno possa sopravvivere abbastanza dignitosamente (e non mettere a rischio la mia sicurezza) credendo che Noè si sia dimenticato di imbarcare i Velociraptor sull’Arca faccio capire il tipo di preoccupazioni che ho: http://www.bbc.com/news/education-30129645

    ” Io no, ma ne conosco parecchie dove ci hanno insegnato che l’Italia si è consegnata “spontaneamente” ai Savoia. O l’oscurantista medioevo cattolco, se è per questo.”

    Aspetta un attimo però. Chi insegna queste cose sono i libri di testo che seguono il programma ministeriale, o i singoli docenti? Perchè un insegnante è un terno al lotto, essendo un estraneo a cui affidi i tuoi figli. Potrà essere incompetente, negligente, psicologicamente fragile fino e oltre i confini del disturbo psichiatrico, e naturalmente imporre le sue idee politiche. Ho avuto insengnanti appartenenti a tutte queste categorie (e penso anche tu). E’ possibile (per me un tempo sarebbe stato un’eresia ammetterlo, ma come ho già detto ho superato molti miti statalisti) che in un istituto privato parificato ci sia un maggior controllo e sicuramente, dal tuo punto di vista, se l’istituto è religioso è meno probabile che l’insegnante di storia sia un anticlericale incallito. Ma un controllo statale sui programmi evita che le informazioni a scuola diventino un mero riflesso dei messaggi passati a casa. Tornando sui tuoi esempi, io ricordo abbastanza bene i miei libri di testo delle medie e non si parlava nè di medioevo cattolico oscurantista nè si ignorava ad esempio il ‘brigantaggio’ (ne sono sicuro perchè c’era un immagine di briganti giustiziati messi in posa che mi faceva venire gli incubi).

  16. Comunque, fasullo e quente, guardate che il link fornito è una paraculata posteriore ai fatti. Hanno cioè deciso di informare i genitori solo dopo aver cominciato coi loro porci comodi. Poi, su cosa sia il gioco del rispetto, mi fiderei di una psicologa piuttosto https://www.youtube.com/watch?v=Lef9PKFcYF8

  17. Mi piacerebbe molto leggere un tuo approfondimento sulla scelta di CL in questa circostanza, come hai accennato in uno di questi commenti. Non sono nel movimento ma tra una vera passione per il meeting e amicizie dell’università diciamo che un po’ gravito nell’orbita, e la decisione mi ha lasciata piuttosto sconcertata.

  18. Beh, Quente, forse i programmi delle tue scuole erano diverse dalle mie, dove l’esaltazione del Risorgimento era la norma. Tu hai letto “Cuore”? Ecco.
    Non mi è chiara la frase sui velociraptor. Refuso?
    Cosa dovrebbe fare una scuola l’ho già detto. Che uno stato dia un criterio per la validità degli studi mi sta bene; che specifichi cose che dovrebbero essere al di fuori del suo controllo o competenza non tanto.

  19. Dile, non so ancora se ne scriverò o no, perché l’ultima cosa che voglio è qualcosa che serva a dividere invece che ad unire. Sono abbastanza d’accordo con questo articolo. Credo che il Grande Divisore si serva anche di queste cose per farci male, anzi, che sia quello in definitiva il suo scopo. La mia opinione l’ho comunque detta qui sotto.

  20. “Non mi è chiara la frase sui velociraptor. Refuso?”

    Era un po’ convoluta. Più semplicemente: le scuole che insegnano la creazione del mondo in sei giorni magari non ti preoccupano, e tutto sommato anch’io posso prendere sonno pensando che qualcuno ci mandi i bambini. Le scuole private islamiche, invece, possono suscitare qualche inquietudine più concreta.

    “Tu hai letto “Cuore”? Ecco.”

    No. That’s exactly the point. Sono nato nel 1982 e di ‘Cuore’ conosco solo l’elogio a Franti di Umberto Eco (che, se non sbaglio, era pure nel mio libro di testo del liceo). Magari la mia educazione scolastica è stata particolarmente anti-risorgimentale perchè ho avuto solo insegnanti di comunistoidi, ma non credo che troverai esaltazioni acritiche nei libri di scuola dei tuoi figli se vai a spulciarli.

  21. Vedi, Quente, nella tua scuola non hai avuto più le imposizioni ideologiche che ho avuto io; erano diventate imbarazzanti. Adesso si vogliono introdurre altre esaltazioni, al cui confronto quelle di prima erano acquetta. Molto più pericolose, perché altrerano la verità della persona. E ancora non si parla di ciò che dovrebbe importare di più, cioè dell’educazione.

  22. Scusa Berlicche, leggevo questo volantino https://abbattoimuri.files.wordpress.com/2015/06/choqgyhxaaanwfe.jpg

    Non è che hai un link dove si trovano le linee guida dell’OMS? Perché a me sembra una bufala (così come il gioco del rispetto) ma non avendo il documento originale nn saprei giudicare.

  23. Non è una bufala, ne avevo fatto un post e tu l’hai commentato.

  24. credo che il documento sia questo: http://www.uppa.it/elfinder_vfs/1108/educazione_sessuale_oms_europa.pdf
    ti consiglio di guardare pagina 40 al secondo rigo della tabella.

    mi permetto anche di aggiungere altri due links:

    e

  25. Grazie molto gentile, sto leggendo il documento.

    Però per me è una bufala quel volantino.

  26. Se ne deduce, caro Fasullo, che
    1-O due anni fa avevi commentato senza leggere, o non avevi capito cosa stavi leggendo ma hai commentato lo stesso, o stavi\stai facendo finta
    2-E’ abituale per te definire bufala a priori ciò che non hai letto o capito (vedi punto 1)
    3-Le tue opinioni valgono esattamente quanto si deduce dai punti 1 e 2.

  27. “Però per me è una bufala quel volantino.”
    “E’ abituale per te definire bufala a priori ciò che non hai letto”

    Sì, parto dal presupposto che sia una bufala se da quella fonte la maggior parte delle volte ho letto delle bufale (non ho bisogno di documentarmi su una notizia presa da “Catena umana” per partire dal presupposto che non sia vera, spero che la pensi così anche te). Mi sembra un atteggiamento abbastanza normale, vedi la favola di Pierino e il lupo.

    Due anni fa (non vado a memoria, leggo i miei commenti) stavo appuntando la tua pressapochezza riguardo la teoria dei gender.
    Non ho cambiato opinione.

    Comunque l’ho letto nel frattempo (non tutto, oh) quel volantino effettivamente non è una bufala, anche se è effettivamente un’esagerazione di quanto è scritto nelle linee guida.

  28. Caro Fasullo, io sono solito verificare. Infatti la bufala l’hai detta tu. Applicati quanto hai scritto, e traine le conseguenze.

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