Nessuna misericordia – V – Mai visitare gli infermi

Ciao a tutti, demoni e simpatizzanti. Qui è sempre il vostro Malacoda, diavolo tentatore di seconda classe, che vi spiega come impedire agli umani di realizzare quegli atti schifosi noti come “opere di misericordia corporale”.

Credo che ormai mio zio Berlicche, il famoso arcidiavolo, il vero titolare del corso, non si farà più vedere. Siamo già alla quinta puntata,

Visitare gli infermi

e si fosse degnato una volta! Per fortuna basta seguire i suggerimenti che mi ha mandato.
Che questa volta me la cavavo anch’io, tanto è facile. Chi ha voglia, tra gli uomini, di stare dietro agli ammalati? I nostri capi hanno fatto uno splendido lavoro in proposito. Sono secoli che martellano il genere umano su quanto è meraviglioso stare bene e sulla bellezza di essere perfettamente in salute, suggerendo che chi non è sano è solo un peso inutile. E’ per questo che gli infermi non li vedi mai; i nostri li tirano fuori solo quando serve, ovvero per dire quanto sarebbe meglio che se ne andassero fuori dai piedi una volta per tutte.

La persona di successo non può ammalarsi. E non può permettersi di badare agli infermi.
Abbiamo riempito l’uomo moderno di cose da fare, sempre più pressanti e urgenti; l’idea di perdere il suo prezioso tempo dietro a qualcuno che sta male, fosse anche chi gli ha lavato il sedere quando era piccolo, è per lui il peggiore degli incubi. Oltretutto gli rammenta che anche lui è fatto di carne, ricordandogli che presto potrebbe toccargli la stessa sorte. Ah, Nostro Padre che sta Quaggiù non voglia! A noi i mortali piacciono ignoranti della loro mortalità, convinti di avere davanti tutto il tempo di questo mondo per raddrizzare le loro vie. Non sapete quanti ci dicono “ma stavo per confessarmi”, “stavo proprio per cambiare vita”, sulla barca che li sta portando nella loro nuova bolgia.
E vi do una ragione di più per impedire questa opera di misericordia. Ricordate che, oltre al visitante, c’è anche il visitato: abbandonati, da soli, bisogna essere dei santi per non sentirsi inutili e disperati. E la disperazione è il migliore condimento per un’anima destinata alle nostre tavole.

La migliore maniera di evitare queste dannosissime visite agli infermi è esaltare la repulsione che ispirano agli altri mortali. Il tentatore, ci suggerisce il mio saggissimo zio, qui dovrà usare prudenza: lo schifo provato non lo si può, ancora, raccontare in pubblico. L’umano non del tutto corrotto, invece di ammettere il ribrezzo, cercherà una maniera di giustificarsi.
Questo perché il Nemico, per renderci le cose difficili, ha nascosto dentro i mortali la pietà per i loro fratelli. Condizionamento difficile da superare anche per noi. Ma non impossibile. Basta convincerli che abbandonare il sofferente rientra nel grande ciclo della vita, e che in fondo è meglio per loro essere affidati a professionisti dell’assistenza piuttosto che a quanti li tengono cari.
Che sia socialmente accettabile fregarsene del prossimo, questo è ciò a cui devono mirare i nostri amici giudici e legislatori. I risultati sono ottimi, ma la strada è ancora lunga.

Il disgusto si nutre della paura della morte, della sofferenza, del contagio. Le paure vivono dell’ignoranza; più riusciremo a fare sì che il dolore sia tenuto distante dalla quotidianità più aumenterà la riluttanza a condividerlo. Dobbiamo disabituare i mortali al contatto umano, alla realtà vera; impareranno a volere più bene ad un cagnolino, un gattino, un albero che al vecchietto della porta accanto.

Se non si vuole che gli infermi siano visitati, un buon modo è eliminare gli infermi. Se convinciamo l’anziano o l’ammalato che il mondo se la caverebbe meglio senza la loro presenza, saranno essi stessi a implorare di eliminarli. Con quanto sollievo il figlio si libererà della madre, vecchierella inutile! Me lo ha chiesto lei, dirà: e per una volta l’erede obbedirà prontamente.
Non parliamo poi di quelli che l’amore è tutto. Vediamo quanto dura l’amore per i begli occhi blu quando questi guardano fisso un soffitto. La Chiesa del Nemico era saggia a pretendere che quel “in salute e in malattia” fosse preso sul serio dagli sposi. Per come abbiamo ridotto le coppie oggi è già tanto se non si mollano al primo raffreddore.
Abbiamo fatto perdere l’abitudine a soffrire; e con essa la sofferenza volontaria, che si chiamava sacrificio. Gli umani non si sacrificano più neanche per coloro che dovrebbero avere a cuore, figurarsi gli estranei come vorrebbe il Nemico. Odiano il dolore, che non capiscono, e pretendono che sia soppresso; e con soppresso intendo proprio questo.

Naturalmente non possiamo sempre sperare in una eliminazione definitiva dell’infermo. Ai nostri fini, abbandonarli in una bella casa di cura o un ospizio può andare altrettanto bene. E pensare che i seguaci del Nemico-che-sta-Lassù avevano pensate certe strutture per ospitare quelli che non avevano nessuno; oggi, servono ad accogliere a pagamento quelli che qualcuno vuole rendere nessuno.

Ma il progresso non si ferma: in futuro riusciremo anche ad eliminare sempre più bisognosi con azioni preventive. Siamo riusciti a far passare il concetto che le infermità si possono debellare eliminando l’infermo. Pur di non averne uno in casa molte madri e molti padri sarebbero disposti ad ogni sacrificio, ad esempio sacrificare loro figlio e l’essere padri e madri.
L’ultima frontiera è sterminarli all’origine, selezionando un embrione a spese degli altri. Un concetto, lasciatemelo dire, molto diabolico. Oltre a massacrare innocentissimi produce caini inconsapevoli; bimbi oggetto fabbricati con la pretesa che siano sani, ma che, potete contarci, si ammaleranno come gli altri.
Il Nemico ha previsto un tempo nel mondo per ciascuna delle sue creature; pensare di poter eliminare il metodo principale che usa per portarsele lassù è da sciocchi.
Ma gli umani sono sciocchi, facili da illudere e prendere in giro. Se no, come faremmo noi diavoli ad acchiapparne tanti?

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 5 giugno 2015 su Nessuna misericordia. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Grande.

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