Sul limite

Cammino sulla spiaggia al confine del giorno, mentre il vento del tramonto rende il mare una tavola d’acciaio e le lontane piattaforme petrolifere una virgola nera in una foschia oscura. I gabbiani  stanno volando a nascondersi alla luna.
C’è l’alta marea, e uno strato di vongole morte scricchiola e geme sotto i miei piedi come fantasmi di molluschi. Nella sabbia giace il corpo immoto di un granchio, forse lo stesso che avevo visto solo stamattina nuotare in due dita d’acqua che la marea inaridiva.
E’ al limite delle onde, fuori da quel l’elemento che per lui era vitale.

I crostacei possono vivere fuori dal mare, ma non per molto. Inesorabile il sole li uccide, la secchezza li devasta e li riduce a guscio buono per essere beccato dagli uccelli. Forse questo granchio si era spinto fuori dal suo mondo, in quella zona insicura dove la marea si ritrae, tradendo quanti di lei si erano fidati. Accade a vivere oltre il limite, fuori dal proprio mondo, dove non siamo fatti per stare.

Può sembrare una buona idea, ma il limite non ha misericordia. Non siamo fatti per essere ciò che non siamo, e prima o poi la realtà esige il suo prezzo.
Non facciamoci cogliere dalla marea delle illusioni che si ritrae, lasciandoci allo scoperto. Faremo la fine di quel granchio che la notte avvolge, rinsecchito, lontano da tutto, dalla parte sbagliata del suo limite.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 27 maggio 2015 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 4 commenti.

  1. “si sfugge ai propri limiti accogliendo, non conquistando.”

    Appena letto su: https://ritornoalreale.wordpress.com/2015/05/27/l-infinito-ed-il-limite/

  2. vabbe’, che te sei creazionista.

    altri ritengono invece che tutta la giostra – per buona o cattiva che sia – sia cominciata proprio così.

  3. Eh-eh, R&s, touché; ma quello che volevo dire era un poco diverso (e creazionista non sono).
    Una cosa è esplorare il limite tenendo conto di chi si è; un altra è ignorarlo illudendosi che la realtà ci appartenga, ed essere ciò che ci si immagina.

  4. per riconoscere il limite bisogna anche pensare….e oggi mi sembra una cosa fuori moda…si agisce d’impulso e poi per non ammettere di aver sbagliato , si prosegue nell’errore,chiamandolo scelta.

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