I perversi

Il Primo Commissario represse uno sbadiglio con la mano. Accidenti, lo smalto iridescente stava già andando via. E glielo avevano venduto come resistente a tutto. Che nervi, che nervi che nervi.
“Avanti i prossimi. Cosa abbiamo qui?” Domandò ad alta voce.
Gli altri commissari lo ignorarono. A parte che la descrizione completa del caso compariva già sugli schermi dei loro uplink, di cosa si trattasse lo sapevano tutti. Sempre la solita storia. Gli indici di un gruppo che voleva registrarsi per la Licenza di Convivenza non rientravano nei parametri e bisognava intervenire. Che barba. Tutto lavoro per cui sarebbe bastato un solo impiegato, rifiutare il permesso e basta. Invece, per colpa di una legge pietista e obsoleta, dovevano stare in tre ad ascoltare scuse penose da parte di cittadini con gli uplink pieni di pseugoogli illegali e connessioni ucraine tarocche.
La coppia che entrò  nell’aula della commissione era però decisamente inconsueta. Un uomo e una donna, e fin qua ci poteva anche stare. Ma l’uomo non aveva trucco, e la donna pochissimo. Niente tatuaggi, inserti, biospille e ricrescite, nessuno dei due. Erano vestiti. Ma che…?
I due si fermarono davanti alla scrivania. La seconda commissaria fece cenno che potevano sedersi, squadrandoli con curiosità. Il terzo commissario scambiò uno sguardo con i suoi colleghi, stringendosi le spalle come a dire “se ne vedono di tutti i colori”.
“Alloraaaa…” vocalizzò il primo commissario, leggendo i dati sullo schermo, “vedo qui che i vostri parametri sono fuori standard. Eh, ragazzi, così non va. Lo Stato deve essere sostenuto, se tutti facessero come voi si andrebbe in bancarotta.”
Il ragazzo chiese timidamente “Scusi, ma non ci è chiaro. Di cosa ci si accusa?”
Al Commissario non era sfuggito quell’uso inconsueto del “ci”. Altra stranezza. “Dai dati risulta che il vostro tasso di ritorno pornografico è zero. Non ho nessun dato sul tipo di sesso che preferite, quanto lo guardate e così via, e quindi non posso immettere le informazioni sul profilo di convivenza. E’ richiesto per legge, eh.”
Li spiò da sotto le lunghe ciglia. Sembravano perplessi. Che tipi. Continuò.
“Parliamoci chiaro: se non ho niente, questo vuol dire che state usando mezzi illegali per accedere alla rete. Ora, non so se siano uplink non registrati o sottoreti clandestine, ma devo ricordarvi che l’uso della pornografia è regolato da leggi che…”
“…ma noi non guardiamo porno.”
Seguì un attimo di silenzio. “Scusate, non ho capito. Avete detto che…”
“Non guardiamo pornografia. Né io né lei.”
“Guardate che non è possibile. Non pigliateci in giro, eh?”
“Non vi stiamo prendendo in giro.”
Altro silenzio. Il Commissario non sapeva se ridere o piangere. A vederli magari era anche vero.
“Vi rendete conto del danno alle casse dello stato se tutti facessero come voi? Il punto è che io, per potervi dare la LICA, la, come si chiama, licenza di convivenza autorizzata, devo riempire dei dati. Se nel vostro caso quei dati non ci sono io non posso darvi la licenza.”
“Mi scusi, che dati?”
“Circa le abitudini sessuali. Per il database ministeriale. Non possiamo attivare i servizi nè mandarvi la pubblicità se non conosciamo i vostri dati personali. E visto che, facciamo finta di crederci, non guardate pornografia” –  la seconda commissaria ridacchiò sotto la barba – “io non ho nessuna informazione e non so cosa scrivere. No informazione, no licenza.”
“Ah.” I due parvero abbattuti. “Cosa dobbiamo fare?”
“Beh, intanto cominciare a usarne sotto i canali ufficiali, e poi nel frattempo possiamo riempire a mano i campi mancanti.”
“Mi scusi, ma sono proprio obbligato a stare davanti…”
Intervenne il terzo commissario “Voi, avete per caso come uplink ufficiale un Set 4200 o superiore? Di quelli con la cattura tomografica?”
“No, un vecchio Tigana” rispose la ragazza.
“Ah, beh, allora potete anche accedere ad un canale porno a caso e poi ignorarlo. Se è vecchio e non ha la cattura tomografica l’uplink non si accorge se siete lì a guardare o scopare o cosa davanti allo schermo.”
Il Primo commissario lanciò uno sguardo di fuoco al suo collega. Se anche loro si mettevano a suggerire trucchetti per aggirare le leggi, dove saremmo andati a finire?
“Va bene, per il futuro regolatevi come credete, l’importante è che vi adeguiate alle convenzioni. La vostra mancanza è stata annotata, ma per stavolta lasciamo correre. Però…”
“Però?”
“Però per darvi la licenza ho bisogno di riempire qualche casella. In quanti scopate di solito?”
“Noi, insomma…”
“Basta diciate solo se più o meno di quattro, e se sono compresi minori, consanguinei o animali”
“A dire la verità noi…non scopiamo.”
Questa volta l’incredulità tra i commissari era palese.
“Come sarebbe a dire, giovanotto? Vuole prenderci in giro? Perché state facendo domanda di convivenza, allora?”
“Appunto perché vorremmo cominciare a farlo…non appena sarà ufficiale…”
“Ma da quanto vi conoscete?”
“Cinque anni.”
“ANNI? E nel mentre mai…?”
“Mai.”
“Chi di voi ha problemi fisici? Sapete che ci sono cure…”
“No, no, nessun problema fisico. E’ che non vogliamo farlo fino a che…insomma, non l’abbiamo mai fatto.”
“Ma quanti anni avete?”
“Ventitre e venti”
“Mai?”
“Mai.”
“E pratiche alternative? Sadismo? Masochismo? Qualche tipo di feticismo? Vi toccate, o toccate…”
“No, niente.”
Il Commissario alzò le mani, sconfitto. “Guardate, la risposta vuota non c’è. Se volete questa licenza dovete darmi almeno una pratica…”
“Scusa, ma perché non usi la casella Altro?”
Il commissario si girò versa la sua collega. “Dicevi?”
“La casella Altro. Seleziona Altro, e nella descrizione scrivi ‘non scopano’. Fine.”
Il commissario si grattò la testa e fece come aveva suggerito la seconda commissaria. Il sistema accettò senza neanche un bip di avvertimento.
“Bene, a quanto pare ci siamo. Visto che avete firmato gli assensi da questo momento dovreste essere ufficialmente sotto licenza di con…ehi!”
I due novelli licenziatari si erano voltati uno verso l’altra e, guardandosi negli occhi, si stavano baciando. O almeno, sembrava un bacio, di quelli di una volta.
“Era un bacio quello?” Sussurrò il terzo commissario, iincapace di distogliere lo sguardo.
I due si alzarono. “Grazie, grazie”, dissero ridendo, e tenendosi per mano corsero fuori dalla stanza. Tenendosi per mano, roba da pazzi.
“Non hanno nemmeno riempito il campo della data di scadenza”, notò con stupore il terzo commissario.
“Perversi”, sussurrò il secondo comissario nel silenzio della stanza vuota.
Fu il primo commissario a rompere l’incanto.
“Oh, signori, ‘sti due mi hanno proprio attizzato. Almeno noi, facciamo un po’ di sesso adesso?”

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 14 maggio 2015 su fiaboidi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.

  1. E’ appena il caso di ricordare che la castità è un carisma. E un carisma è un dono di Dio per il bene di tutta la Chiesa. Tu, casto, non sei bravo, ma è bravo Dio che ti ha donato questo gioello, questo profumo di cui ci si accorge, e tu lo hai accolto, e forse hai detto anche grazie, e qui la tua bravura ci starebbe, il tuo merito ci sta ed è computabile. E sai perchè Dio ti ha dato quel carisma ? Un ottimo esempio esplicativo è dato da Giuseppe figlio di Giacobbe, venduto dai fratelli che dopo molte vicessitudini giunge nella corte del faraone, dove la moglie di quest’ultimo (e quindi una donna oltretutto sposata) vuole coinvolgerlo nella sua lussuria, ma Giuseppe – unico in grado di decidere se obbedire a Dio o no – da solo decide di obbedire e per questo motivo deve affrontare minacce, pericoli, una calunnia, un martirio, un carcere, ma egli pur sapendo di non meritare tutto ciò rimane fedele a Dio. Ho detto “fedele”. E un bel giorno il Figlio di Dio ci preciserà che chi è fedele nel poco è fedele anche nel molto. Giuseppe è venuto al mondo e ha trovato un creato meraviglioso, una famiglia, una vita, un firmamento, una speranza, un’alleanza, una Torah, un popolo. E lui invece ha “creato” una obbedienza in una circostanza di tentazione. Allora Dio ha deciso che a Giuseppe poteva affidare il compito enorme di dare il pane al suo popolo : che non è cosa piccola, è addirittura quasi un continuare l’opera della creazione e del mantenimento della vita. Così è per noi. Ci sono interi popoli della terra che sono denutriti e hanno fame (ed è facile immaginare di quale Pane). Cosa vuoi fare ? Vuoi farli morire di fame o vuoi portare quel pane che tu non hai, che la terra non produce, che solo Dio può elargire ? Se sarai fedele, Dio ti darà questo compito di collaborare con Lui, altrimenti Dio si interesserà di te soltanto come creatura amata che deve essere salvata e cui comunque non può affidare altri compiti ed eredità (già su questa terra) di portata collettiva.

    Una controprova di questa teoria, la ritroviamo con un’altra persona vergine e fedele, stavolta non in una corte regale, ma ad un banchetto di nozze a Cana di Galilea, e questa persona, una donna di nome Maria, portò a quegli sposi e a quegli invitati il vino buono, altro elemento importante per la vita, indispensabile per la gioia e per il sostegno. Pane e vino, ormai è facile capirlo, sono i segni sacramentali di Gesù. Questa è un’opinione della Chiesa sulla castità e sulla fedeltà. Ora puoi capire come scuola, pubblicità, cinema, TV, stampa, internet, mass media, mondo moderno, tutti coloro secondo cui Dio non esiste o se esiste è bene che resti fuori, siano in grado di produrre controcatechesi su questo tema che ci riguarda tutti, e, diceva sempre il Figlio di Dio “E’ dai frutti che riconoscerete l’albero”. Se nella tua vita c’è un albero velenoso, sradicalo, e prova a piantare un albero buono. Semmai un popolo intero non dovesse dirti grazie, a dir poco te lo dirà la tua famiglia.

  2. Mi è tornato in mente il secondo episodio –agevolo link– di Black Mirror, dove in estrema sintesi le persone sono obbligate a guardare determinati progammi.

    Serie TV che stimola molte riflessioni sulla tecnologia e l’impatto che ha (avuto) sulla nostra vita: come ben spiegato nel libro “Il profumo dei limoni”, la tecnologia, contrariamente a quanto si pensa, non è neutrale, ovvero un po’ ci cambia e il come è ancora un po’ ignoto.

  3. Mi è tornato in mente Enzo Jannacci (Dio l’abbia in gloria)

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