Tutti quelli che conosco

Devo fare una premessa: difficilmente mi ricordo di voi. Mi confondo persino a chiamare per nome mia moglie e i miei figli. Può darsi che la vostra faccia mi ricordi vagamente qualcosa, ma con ogni probabilità non saprò dire con esattezza dove o quando vi ho conosciuto. Persino se abbiamo condiviso un viaggio, una stanza, una vacanza, una riunione, un lavoro.
Non è per cattiveria. Non è perché non tenga a voi. Ma la mia memoria è fatta in questo modo, ha difficoltà a capire il ruolo che dovrebbe avere. Ho tentato di dirle che così non va, che se non smette la licenzio. Si è limitata a ridermi in faccia.

Diverso sarebbe se fossi con voi ora. Se in questo istante stessimo insieme, condividessimo una medesima vita. Allora sì che saprei chi siete. Saprei mettervi al vostro posto. Ma tutto ciò che si trova nel passato affonda piano piano e  svanisce alla vista sotto strati sempre più densi di tempo, tingendosi di azzurro, color di lontananza.
Lo stesso accade con ogni cosa bella o brutta che abbia incontrato nella mia vita.

Se il mio matrimonio, se quello che ho visto in quella donna che ho al mio fianco non fosse rinnovato sempre, poveri noi due. Saremmo estranei, e invece di una storia d’amore la nostra sarebbe una stretta sopportazione. Non è che non accada di tanto in tanto, eh.
Voi amici sparireste, le vostre storie sarebbero ricordo. Magari mi chiederei, a distanza di tempo: ma che fine ha fatto Alberto? È un anno che non lo sento. E passando davanti alle vostre case mi domanderei se fossero ancora abitate. Avrei pudore a suonare il campanello.

In fondo è il motivo per cui scrivo: per tenere ogni giorno vivo, desto il giudizio, il muscolo della memoria e del cuore che solo l’esperienza allena.
E anche Cristo, se non fosse risorto, se non fosse vivo, se non fosse qui, che sarebbe se non un ricordo lontano buono per il mio moralismo e per essere piegato alle campane dell’oggi?

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 13 maggio 2015 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 9 commenti.

  1. brunella.rosano@tin.it

    Demenza senile??? Brunella

  2. No, ero così anche da giovane…

  3. …….”L’isola non trovata” 😉

  4. Io di te mi ricordo, ma di riuscire a identificarti se ti incontro in un luogo inconsueto, non lo giurerei… Però io sono, a detta di tutti, un caso patologico.

  5. Condividiamo la patologia, e anche il caso.

  6. Bene, diamoci sempre appuntamenti molto precisi. Io sarò al Sermig dal 20 al 25 luglio con la mia parrocchia…

  7. Gozzano…vero, é molto bella.Non la conoscevo. 😊

  8. Come per me, hai prima sentito Guccini…e io adesso conosco a memoria tutti e due. (PS: da quel disco anche “Asia” è di osservanza gozzaniana)

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