Gente che ama mentalmente

Ieri ho passato quasi tutta la serata davanti alla Sindone. Mentre cantavamo il Caligaverunt non potevo fare a meno di pensare che quel telo stinto, con le sue deboli tracce quasi del tutto indistinguibili dalla distanza a cui mi trovavo, era con ogni probabilità stato testimone di ciò che stavamo dicendo.

Caligaverunt oculi mei a fletu meo:
quia elongatus est a me, qui consolabatur me:
Videte, omnes populi,
si est dolor similis sicut dolor meus.
O vos omnes, qui transitis per viam, attendite, et videte
si est dolor similis sicut dolor meus.

Che davvero in una tempestosa serata primaverile di quasi duemila anni fa il corpo di un uomo morto era stato adagiato con occhi oscurati dal pianto e mani amorevoli dentro quello stesso lenzuolo, e poi all’interno di un sepolcro.

Che pena quegli sprovveduti che pensano che si possa davvero amare un puro pensiero. L’uomo ha bisogno di solidità, di materia, perché possiede un corpo materiale. Vuole mani da stringere e teste da accarezzare, perché se no l’essere amato rimane un evanescente fantasma che si può far essere cosa si vuole. Chi ama mentalmente finisce con l’amare solo la sua immaginazione.
Un anello, un indumento; il posto dove ha vissuto, dove la si è incontrata. L’amore deve sapere che ciò che ama vive davvero, e non è invenzione.

Noi cristiani siamo fortunati: la presenza reale di Cristo la verifichiamo ogni giorno nelle nostre vite. Il telo sbiadito e rattoppato che tanti si sono provati a distruggere senza riuscirci ci richiama a un Gesù che non è il santino pulito di certe favolette, ma un uomo che è stato sottoposto a crudeltà terribili. Non mentali, non illusioni. E’ stato pestato, flagellato, trafitto fino a fargli uscire letteralmente il sangue dal culo. Fino ad ammazzarlo.
C’è chi cerca di farcelo dimenticare; e non sono gli sprovveduti di prima.

Però, poi, mi ha colpito un pensiero. Quel telo non testimonia una morte. Sì, c’è stato un morto lì sopra, ma fosse stato per quello non sarebbe accaduto niente di strano. Ogni giorno centinaia di migliaia di lenzuola ospitano corpi senza vita. Testimonia un avvenimento posteriore alla morte, misterioso, incredibile. Testimonia  – si può dirlo? – una resurrezione.
La notizia non è che quel telo ha avvolto un cadavere, ma che ad un certo momento quel cadavere non era più lì. La notizia è che la morte una volta, almeno una volta, ha perso. Non un richiamo ad una sconfitta, ma ad una vittoria.

Amate pure mentalmente i vostri fantasmi, voi che affermate che la fede non si nutre di realtà. Noi preferiamo credere in ciò che vediamo e tocchiamo. Credete alle vostre idee morte, noi preferiamo gli uomini vivi.

*OR* SINDONE: SABATO AL VIA L'OSTENSIONE, ATTESI MILIONI PELLEGRINI La rappresentazione tridimensionale del telo sindonico sul rilievo del volto (in negativo) diffuso oggi 7 aprile 2010 dal professor Bruno Fabbiani della Fondazione Fabbiani.  Dal 10 aprile al 23 maggio sara' esposta la Sacra Sindone, e' la prima esposizione dopo il restauro. Il 2 maggio atteso Benedetto XVI. ANSA/Tonino Di Marco /gid

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 12 maggio 2015, in tra lassù e quaggiù con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 9 commenti.

  1. Noi cristiani amiamo Cristo, la Sua persona, e solo di conseguenza ci riconosciamo nel cristianesimo. Non ha senso dire, come fece un mio collega di università “convertirsi al cristianesimo”, ossia cambiare una teoria di vita per un’altra teoria. Insomma, i miscredenti di solito sbagliano la mira, pensando di prendere per essenza del cristianesimo una teoria invece di una persona reale.

  2. Grazie. Davvero.

  3. Ormai anni fa, sul mio blog “Ambricourt” (che Berlic ha la bontà di avere ancora tra i suoi link) ebbi a scrivere: “sono troppo razionale per essere ateo; sono troppo materialista per non essere cristiano”…

  4. Eh, carissimo, è proprio vero: credo che ci siano poche dimostrazioni migliori dell’irrazionalità di certi atei di quando, invece di stare davanti alla realtà della Sindone, senza magari averla mai vista Nè approfondita presuppongono sia falsa perché incapaci di volerla comprendere. Come se, per usare l’esempio del post precedente, la possibilità di doni falsi rendesse impossibili i doni veri. Così butteranno via il regalo e quell’amore, e forse non capiranno mai neanche l’occasione che hanno perduta. Perché non si accorgeranno che sì, la presenza del’amore non ha bisogno di regali, ma negare i regali dell’amore, i suoi segni reali, equivale a rifiutare l’amore stesso. Rimarrano soli, ad amoreggiare mentalmente con loro stessi, in attesa di cosa che non gli sia già stato offerto?

  5. @Paolo Pomata

    ottimo il tuo aforisma l’ho citato oggi nel mio blog.

  6. E’ struggente la cortina di note-lacrime del “Caligaverunt” che continua a piovere il suo cordoglio su quella Corporeità disfatta dalla ferocia di chi la misconosce e opprime.

    Poi devo dire che è strano, ma stamani mi sono svegliata con altre note martellanti nella testa, quelle del cantico di Geremia, 17,5: “Maledetto l’uomo che confida nell’uomo,
    e pone nella carne il suo sostegno, mentre il suo cuore si allontana dal Signore;
    è come un tamerisco della steppa
    che quando viene la sua felicità non se ne accorge,
    ma abita l’arido deserto,
    in terra salmastra e inospitale.

    Benedetto l’uomo che confida nel Signore,
    ed il Signore è la sua speranza.
    Egli sarà come albero piantato presso l’acqua,
    verso il ruscello allunga le sue radici;
    quando sopraggiunge la calura non ci fa caso,
    le sue foglie rimangono verdi;
    nell’anno della siccità non si preoccupa,
    non cessa di produrre i suoi frutti”.

    Mi è parso giusto condividere questo mio particolare…risveglio, qui, in coda a questo post molto bello e commovente.

    Aggiungo un saluto molto cordiale, unito all’augurio che santa Maria della Speranza resti al nostro fianco sempre, come ha promesso nel suo ultimo messaggio del 2 del mese a Mirjana.

  7. Grazie Alèudin, complimenti per il blog!

  8. brunella.rosano@tin.it

    Ciao Berlicche, ci siamo conosciuti a Rimini agli esercizi: sono la raccoglitrice di firme!!! Buona giornata Brunella

  9. Buona giornata a te!

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