Un gusto inimitabile

Mettiamo che vi arrivi un regalo anonimo. Ma non un regalo qualsiasi.
Questo dono è una splendida torta. Una ricetta particolare, segreta, che sapete essere a conoscenza di una sola persona. Gli ingredienti, la confezione sono esattamente gli stessi che quella persona usa. Nessuno che conoscete sarebbe minimamente in grado di fare qualcosa di simile. Sì, alcuni, anche bravi, ci hanno tentato. Ma non si sono neanche avvicinati al risultato finale. Non sono riusciti a elaborare che pallide imitazioni,  le quali ad una degustazione men che casuale mostrano tutti i loro limiti. E i particolari, perfino i più piccoli particolari combaciano con ciò che ben sapete. Sapete anche un’altra cosa: che quella persona vi ama.

Ed ora avete davanti ciò che ha tutte le caratteristiche a loro modo uniche che voi conoscete bene. Chi ha fatto ciò che avete di fronte? Certo, non potete escludere che qualche imitatore sia riuscito in ciò in cui tanti hanno fallito, pure adoperando mezzi potenti e strumenti all’avanguardia. Non avete la certezza matematica che quel regalo non sia contraffatto.
Ma se doveste fare un’ipotesi, se doveste ringraziare qualcuno, chi direste, ragionevolmente, che è?

In altre parole: o mi trovate che è riuscito, secoli e secoli fa, a creare l’immagine di un cadavere impressionando un telo di lino con bruciature proporzionali alla distanza perpendicolare del telo dal corpo; un cadavere che presenta gli stessi esatti segni di quelli che si possono leggere su alcuni libri noti come Vangeli e riferiti ad un uomo, tale Gesù detto Cristo, morto a Gerusalemme venti secoli fa; un telo tessuto con tecnica del tempo, pieno di pollini di quell’area geografica…

O mi trovate, dicevo, chi è riuscito a riprodure questa ricetta pressoché unica o dovrete anche voi ripiegare sulla risposta più ragionevole.
Cioè che c’è un mistero su come sia stato fatto, quel dono che ci è dato e che è chiamato Sindone, ma tutto indica una persona. E voi sapete chi è.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 11 maggio 2015, in meditabondazioni con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 23 commenti.

  1. In estrema sintesi: è più ragionevole chiedere a Quente di spiegarci perché pensa che la Sindone sia un falso (ammesso che lo pensi) piuttosto che a Berlicche di spiegarci perché pensa che sia vera.

  2. …Ma voi chi dite che “torta” sia?

    Quel benedetto Pasticcere è riuscito a “firmare” una torta in modo indelebile da resistere ad ogni contraffazione.

    “E’ mai possibile che una torta che ha lievitato per 3 giorni, sia ancora così indigesta e dura da digerire?”

    Eppure…

  3. Ho passato tutta la serata davanti a quel lenzuolo. Ne parlerò ancora domani.

  4. Un miracolo tuttora in atto….

  5. Per rispondere ad Eppe, sì, penso che la Sindone sia un falso (o meglio: un autentico oggetto devozionale medievale). Non voglio entrare nel campo della sindonologia (sottoinsieme della categoria ‘la vita è troppo corta per queste cose’*), quindi rimarrò alla torta di Berlicche.

    E’ possibile per un pasticcere agire seguendo un’ispirazione, infornare un dolce di nuova concezione, ottenere un risultato particolarmente delizioso ma non riuscire a riprodurlo nonostante ripetuti sforzi? Che io sappia, sì. E parliamo dello stesso creatore, a distanza di poche settimane.

    Immaginiamo un dolce che è stato infornato ottocento anni fa, con ingredienti sconosciuti, da un cuoco di cui si sa poco o nulla (neanche con sicurezza cosa voleva ottenere), e che gli archeo-cuochi di oggi studiano con estrema cautela, un pezzettino alla volta, per non rovinarlo. E’ verosimile che non troveranno mai la ricetta originale.

    * Però quella dei pollini, per quanto ne so, è sostanzialmente una bufala (http://sindone.weebly.com/pollini1.html)

  6. Ringrazio di cuore Quente per la sua chiara risposta e gli confermo la mia stima e la mia simpatia.

    Personalmente non metterei la sindonologia nello stesso sottoinsieme nel quale la pone Quente, ma non essendo all’altezza di praticarla resto anch’io nella più accessibile gastronomia, e mi domando se davvero un cuoco capace una volta di ottenere un risultato particolarmente delizioso non sperimenti poi varianti basate sulla medesima alchimia di gusti.
    Mi sarei quindi aspettato di trovare almeno una sindone della Vergine Maria, una di San Pietro e magari una di san Paolo (senza testa, ovviamente) e invece nulla…

    Quanto all’allegato, che ho solo scorso velocemente, mi colpisce l’ultimo punto: 26. È compatibile un’accusa di superficialità e scorrettezza con la grande fama di Frei?
    E’ davvero necessario, per ribadire la sfiducia nell’operato di un tecnico, citare una sua amicizia discutibile che comunque è del tutto estranea all’oggetto della discussione (i pollini)?

  7. Quente, sì, certo, è possibile quanto affermi. Lo dico anche nel post.
    Ma è ragionevole?
    Si trattasse della torta, non credo che il dubbio ti sfiorerebbe. Nel caso presente tu invece parti dal preconcetto: quella cosa non può esistere, quindi deve essere falsa. In altre parole, tu non parti da quello che hai davanti, ma da qualcosa di anteriore che ti impedisce di prendere sul serio la pretesa.
    Sul fatto che sia un falso medievale hai un unico riscontro, la radiodatazione al carbonio che è stato scientificametne dimostrato, per casi come quello del telo sindonico, essere inaffidabile (per non parlare di altri sospetti, e più che sospetti).
    Come mi pare di avere già scritto, la sindone o è quello che penso sia o è la prova di un delitto efferato, effettuato su un uomo dalle precise caratteristiche fisiche con mezzi del tutto simili a quelli usati nel caso di Cristo (flagelli, spine, percosse eccetera) il cui corpo morto è stato poi sottoposto ad una operazione che tu asserisci il suo stesso creatore (e nessun altro) sia stato incapace di riprodurre in seguito.
    Certo, se per te ammazzare un uomo in maniera tanto elaborata con la speranza di avere un risultato tecnico che non si sa davvero come ottenere è la soluzione più ragionevole all’indovinello del telo di Torino non mi sento in grado di dirti nient’altro. Hai ragione, la vita è troppo corta, e bisognerebbe dedicarla a ciò che è decisivo per essa.
    Circa i pollini, non posso adesso vedere il link, ma ho il dubbio che sia quello che mi avevano già sottoposto qualche anno fa. Forse non lo sai, ma le ricerche stanno continuando con nuovi risultati. Appena potrò esaminarlo risponderò meglio.

  8. Quella dei pollini non è una bufala. I pollini ci sono e si stanno proseguendo gli studi, anche mettendo in discussione il lavoro di Frei, un lavoro di 40 anni fa e dunque con i limiti che da ciò derivano. Si veda ad esempio quanto sta facendo la palinologa del Centro Spagnolo di Sindonologia Marzia Boi che ha ripreso, integrato e corretto il lavoro di Frei.
    Pur non volendo entrare nella sindonologia si esprime un giudizio e si posta un contributo che di sindonologia tratta, ma dato che il primo capitolo parla inopinatamente dei pollini come “prova principe” non vado avanti per lo stesso motivo citato: la vita è troppo breve per certe cose.
    I pollini non danno alcun elemento di datazione ma solo di localizzazione geografica.
    Ditemi piuttosto come fare a ottenere nel medioevo un’ossidazione di intensità costante con una superficialità pari a 1/5 di millesimo di millimetro (dati ENEA) limitata alla zona del corpo dell’uomo e poi ne riparliamo.
    Detto questo io non sono un grande fan del dibattito sull’autenticità che trovo molto riduttivo (pur riconoscendone l’importanza) rispetto alla ricchezza di contenuti umani e spirituali che la contemplazione di quel telo fa scaturire; preferisco godermi il regalo, come lo chiama Berlic. Perché di questo si tratta. Concludo sul filo del paradosso dicendo che anche se la Sindone non fosse autentica (e io credo che lo sia) sarebbe comunque “vera”.

  9. Come ho detto, o è autentica, o è l’autentica testimonianza di un delitto. Ogni cosa reale è vera: basta volerci avere a che fare, e capire con cosa si ha a che fare. A chi non vuole credere non basterebbe neanche un selfie dopo la resurrezione – cosa che credo sia, a suo modo, la Sindone.
    Fornisco questo link ad un interessante articolo sul sudario di Oviedo : http://www.lindro.it/0-cultura/2015-03-20/168556-il-sudario-di-oviedo-e-la-sindone-di-torino/
    Nei link di quella pagina ci sono altri due articoli sulle ragioni del sì e del no all’autenticità della Sindone stessa, utili al raffronto per fare il punto della situazione.

  10. Berlicche, per quanto riguarda
    – la presenza di sangue
    – il polline
    – il tipo di tessitura
    – la verosimiglianza anatomica delle ferite e della ricostruzione tridimensionale
    – l’affidabilità del test al radiocarbonio
    ci sono scienziati che dicono una cosa, e scienziati che dicono quella esattamente opposta. Purtroppo, diventa una quesitone di fiducia (basta vedere come tu ventili sospetti di sabotaggio, e dall’altra parte della barricata si accusano i sindonologi di essere pseudoscienziati).

    Dal mio punto di vista, che non posso sapere tutto, mi limito a dire due cose:
    – la teoria del falso medievale non è assolutamente suffragata solo dal carbonio 14, ma dalla coincidenza tra carbonoio 14 e le prime testimonianze storiografiche precise del manufatto (che comprendono il processo e la condanna del falsario). Non è da poco.
    – mi limito a notare che si è passati dal ‘credo quia absurdum’ alla fiducia nell’esistenza fisica di una prova materiale della resurrezione*. Riallacciandomi al tuo post successivo (a cui rispondo ora), mi sembra un excusatio non petita della fascinazione cattolica per reliquie e affini.

    *NB: mi pare di capire che questa non sia la posizione ufficiale della tua chiesa però…

  11. Quente, per capire se una cosa è vera o falsa occorre stare davanti a ciò che si dice, e giudicare.
    -Coloro che affermano che di sangue non ce n’è non citano nessuno degli studi recenti, ad esempio Baima Bollone
    -Coloro che parlano del tipo di tessitura affermano che non esistono esempi simili, mentre esistono, documentati.
    -La somiglianza anatomica: chi la critica parte dalla sua idea che la Sindone sia dipinta, cosa che non è, e trae per questo conclusioni erronee.
    -Sul test radiocarbonio ci sono prove che sia falsata. Uno su tutti su cui non si può dubitare (matematica, dati): la forchetta di errore è palesemente errata.

    Processo e condanna del falsario non risultano, risulta solo che un vescovo polemico asserisce un qualcosa che è smentito dai fatti, cioè che il sudario sia dipinto. Prime testimonianze storiografiche riferibili alla Sindone con certezza; in realtà almeno un oggetto con caratteristiche simili è documentato da parecchi secoli prima.

    E ancora però non sai giustificare come questo falsario medioevale con approfondita conoscenza della gravità, della differenza di sangue arterioso e venoso, dei costumi romani antichi, omicida, possa ottenere un’immagine non per contatto ma come radiazione orientata non sfericamente ma perpendicolarmente, che brucia solo la parte esterna del tessuto, non sotto le macchie di sangue…
    Ancora una volta: per avere cerezze occorre considerare tutte le prove e gli argomenti, non solo quelli favorevoli alla propria tesi.

    Scusami, ma abbiamo un telo con caratteristiche uniche – perché “quia absurdum” non dovrebbe valere? L’avevo detto anche l’ultima volta: non mi straccerò le vesti se sarà dimostrato inequivocabilmente che è falsa. Ma affermare che è falsa sulle basi che mi hai dato è irragionevole, perché consapevolmente trascuri tutte le prove a favore.
    La sindone, comunque, non è una prova della Resurrezione, anche fosse vera: è “solo” la registrazione di un evento inconsueto che ha coinvolto un cadavere con le caratterisiche descritte dai Vangeli, di cui non si conoscono i particolari. Associarla alla Resurrezione è una questione di fede. Appunto perché è ragionevole farlo.
    Fascinazione cattolica, comunque, un par di balle: ho appena detto che è proprio dell’uomo avere bisogno di prove fisiche. Se poi tu vivi solo di immagini mentali, io sono fatto altrimenti; ma non perché cattolico, ma perché uomo.

  12. Quella non è una immagine ma il negativo di una immagine del tipo flash (energia ignota connessa ad una resurrezione) che impressiona una lastra fotografica. Ma all’epoca del falsario la fotografia ancora non era stata inventata. Il fotografo di casa Savoia quando fece il primo negativo di “quel negativo” si ritrovo’ tra le mani il positivo meraviglioso che conosciamo. Adesso la fede e l’incredulità potremmo anche accantonarli e cercare un’altra spiegazione. Ad esempio che in quel cadavere deve essere accaduto qualcosa che sta fuori delle conoscenze scientifiche, ed un qualcosa accaduto una volta sola ….. O forse due volte ??!! …. Pronto ?? …. Efeso ? ….. Casa di Maria Santissima ?? ….. Ci siete ?

  13. Detto papale papale: se la Sindone di Torino è un falso del Trecento, la spiegazione meglio in grado di soddisfare tutti i requisiti sopraelencati sarebbe che a fabbricare questo falso sia stato uno degli alieni dal teschio di cristallo di indianajonesiana memoria.
    Che un essere umano nato e vissuto nel Trecento, con la cultura, le conoscenze storiche, scientifiche e tecniche, le possibilità di spostamento, le tecnologie esistenti nel Trecento abbia messo insieme questo manufatto è cosa che io (formazione accademica umanistica, tesi in storia medievale, operante nel settore delle discipline ausiliarie alla sismologia) non riesco francamente a figurarmi.
    Però se Quente o Odifreddi mi portano argomentazioni ragionevoli a sostegno della teoria di una visita degli alieni dal teschio di cristallo a Lirey, o magari del fatto che da quelle parti c’è un accesso ad Agartha l’inaccessibile e che la Sindone viene da lì; se mi portano tali argomentazioni, dicevo, sono disponibilissima a considerarle e ad accettarle se credibili.

  14. a senm_webmrs

    Dimentichi la possibilità che un liceale del 23esimo secolo, nel suo esame finale al corso di tirocinio per prestigiatori e intrattenitori di comitive, abbia confezionato il manufatto, viaggiando a ritroso nel tempo con il suo primo gruppo di clienti, appassionati di storia medioevale.
    Visto il successo riportato dalla falsa reliquia e il fervore suscitato, non se la sarebbe poi sentita di sottrarla ai suoi barbari ma entusiasti estimatori. Così, una volta superato l’esame e ottenuto il permesso delle autorità, avrebbe rispedito il Sacro Lino a quei pii babbei del Trecento. Elementare, senm_, non ti pare?
    Ciao, un sorriso e buona giornata, marilù.

  15. @Marilumari, effettivamente non ci avevo pensato ma sembra anche più ragionevole delle altre due. Buona giornata anche a te…

  16. Sappiamo che è logico tanto accanimento!

    La Sindone, (e va detto forte) è la prova tangibile di una Resurrezione!
    La datazione del lino o sapere di chi è il Cadavere, sono congetture fuorvianti. Quello che preme sapere e dimostrare è solo l’origine dell’immagine sul Lino.
    Avendo questa risposta scientifica di conseguenza ci sono anche le altre risposte (se non si è scemi).
    Pura matematica o puro buon senso?

    Il credente gioisce di fronte alla Verità, l’agnostico freme soltanto.

    Mio Dio io credo, adoro, spero e Vi amo;
    Vi domando perdono per quelli che non credono non adorano, non sperano e non Vi amano,…

  17. A me pare che voi abbiate più bisogno di credere alla SIndone di quanto io ne abbia di pensarla un falso (se non altro, io non ho molto studiato il problema a differenza vostra, mi pare). Il mio approccio metodologico è che le cose più apparentemente strane e impossibili alla fine tendono ad avere una spiegazione banale. Nello specifico, se vogliamo parlarne seriamente, potreste cominciare a trovare le pecche principali di questo sito ‘anti-sindonologico’ (http://sindone.weebly.com/) così faccio fare tutto il lavoro a voi ;).

    Nel frattempo, però, noto un’incongruenza tra la posizione di Armando (‘prova tangibile della Resurrezione’) e Mario (‘flash’ di energia sconosciuta con immagine in negativo, anche se poi se capisco bene non è un vero negativo), e la tua Berlicche (perchè per te è semplicemente il lenzuolo che ha avvolto il corpo di Cristo o – meno probabilmente – quello di un’ignota vittima di un falsario).

    Sull’importanza di un corpo, di un oggetto fisico da amare, avevo cominciato una risposta più articolata (riflettevo invece sull’estrema capacità umana di astrarre e di concepire realtà non raffigurabili, come le particelle subatomiche o le vastità dell’universo) ma poi mi è passata l’ispirazione. Mi ha molto colpito al riguardo un passo di Agostino, in cui professa l’ammirazione rispetto all’anima e alla memoria rispetto ai fenomeni fisici che questa può contenere e elaborare.

  18. Bisogno di credere alla Sindone, Quente? Io non ne ho proprio bisogno: la mia fede si basa su concretezze molto più quotidiane. Il mio problema è dare un nome a quello che vedo e sperimento, non costruire teorie in base alle quali vivere. Ma avere di fronte un fatto, e non giudicarlo, vuol dire abdicare dal reale, tagliarsi un pezzo di esistenza che potrebbe esser significativo. La Sindone è odiata proprio per questo, perché è una concretezza, mentre coloro che si immaginano il cristianesimo e i cristiani questa concretezza non sanno dove metterla: per loro è teoria. E quindi la odiano e vorrebbero cancellarla, trovando ogni mezzo per ignorarla.

    Le pecche principali di quel sito è che è una raccolta poco ordinata di materiale generalmente di scarso valore e parecchio orientato ideologicamente, obsoleto (risale a cinque anni fa, le poche recenti a due, quindi non ci sono le ultime ricerche) e che ospita dei pataccari anche peggiori di quelli che dice di voler confutare. Di fatto si concentra su poche azzardate ipotesi di contorno per smentirle, e manca totalmente il “bersaglio grosso”. In definitiva, un sito amatoriale di poco valore. Fosse stato serio, o inteso a volere conoscere la verità, avrebbe quantomeno linkato gli articoli realizzati dagli autentici scienziati ed esperti sulle analisi effettuate.
    Non sono responsabile delle posizioni degli altri su alcun argomento. Esiste la libertà. Non vedo perché dovrei pensarla come loro, o come te.

  19. Trovo legittima e garbata la richiesta di Cachorroquente,
    e sebbene non mi sappia esprimere in modo scientifico, provo in modo semplice a formulare dei concetti basati sulle Sacre Scritture.

    Il “flash” citato da Mario, lo ha detto per esprimere semplici conoscenze fotografiche che avvengono su una superficie emulsionata (non è il caso della Sindone). Rimane piuttosto di esaminare altre scoperte che ha fatto l’uomo, (e che ha osato fare) col modificare l’atomo, per poter dare una risposta appropriata all’enigma dell’immagine.
    Sappiamo che in natura ogni corpo può passare dallo stato solido, allo stato liquido e allo stato gassoso e viceversa. Qui è successo qualcosa di più importante e a livello atomico. Qui ci è stato un cambiamento atomico-molecolare della sostanza, e per il suo “passaggio” (come fosse una piccola atomica) ci è stato un fatidico “bang” che causò quel tremendo tuono citato dalle Sacre Scritture, e di conseguenza avvenne il ribaltamento della grossa pietra posta davanti al sepolcro. Le guardie presenti furono tramortite per l’evento fisico e sbigottite all’apparizione del Risorto.
    L’ energia sprigionata per la “metamorfosi” che ha cambiato la sostanza del corpo materiale in un corpo modificato “geneticamente”, cioè estraneo e esente dalle leggi della natura terreste…. ha prodotto e lasciato al suo “bang” una immagine indelebile sulla Sindone simile ad una ossidazione o bruciatura del tessuto, (non si trova altra analogia) e che sconcerta ogni ricerca in merito. Il corpo così “trasformato” ha preso vita nel Risorto, e sebbene avesse ancora densità al tatto, poteva egualmente attraversare altri corpi solidi come è citato nelle Scritture (Entrò a porte chiuse, …e chiese da mangiare). Un Mistero che affronteremo personalmente nell’aldilà.

    Scusate il mio ardire, ma io ho trovato la cosa possibile e in sintonia col Vangelo.
    Comunque grazie per l’attenzione.

  20. A proposito del carbonio 14 come “prova regina”, va detto che – se non si trattasse della Sindone di Torino – probabilmente ci si andrebbe molto più cauti. E’ risaputo che basta poco per compromettere l’attendibilità delle valutazioni fatte con questo metodo. Un caso a caso
    http://www.mummytombs.com/bog/meenybradden.htm
    “Mummia” irlandese scoperta in una torbiera nel 1978. Al test del radiocarbonio il corpo risultava anteriore di 500 anni al mantello che lo rivestiva.
    «Scientists wonder if this indicated a problem with the dating system, or if she was reburied in a cloak from a later time».

  21. In effetti giusto ier sera qualcuno mi diceva “gli scienziati dicono che”, dove quel nome collettivo indicava la sola prova al radiocarbonio tra le decine realizzate.

  22. “Non sono responsabile delle posizioni degli altri su alcun argomento. Esiste la libertà. Non vedo perché dovrei pensarla come loro, o come te.”

    Nessuna responsabilità. Solo che non mi è chiaro cosa vuol dire ‘credere alla Sindone’, ovvero qual è la teoria che si vuole confutare o confermare. Perchè una generica devozione può essere avallata da qualsiasi reperto apparentemente inspiegabile dalla scienza (o non immediatamente e facilmente spiegabile), una teoria coerente e circonstanziata invece è falsificabile esattamente come quelle proposte dagli ‘anti-sindonologi’.

  23. xQuente: La mia posizione è frutto di ricerche, di incontri, di meditazioni e pensieri. La ritengo corretta, ma non impilo la mia fede sopra di essa. Se altre persone sono giunte a conclusioni, o atteggiamenti differenti, bene per loro; per amore di verità confrontiamo le posizioni e vediamo quale riesce meglio a spiegare l’esperienza.
    Come ho già detto, a mio parere la Sindone testimonia un fatto eccezionale accaduto ad un uomo crocefisso come nei Vangeli. Ritengo altamente probabile, ragionevole, che abbia a che fare con la Resurrezione, ma non ho abbastanza elementi per affermare che ne sia la prova. La mia certezza della Resurrezione poggia su un’esperienza che prescinde dalla Sindone. Poggia sulla testimonianza di persone, giunta fino a me; poggia sulla verifica delle conseguenze di quella Resurrezione, sulla mia vita; poggia sul fatto che è la soluzione più ragionevole al’indovinello dell’esistenza, dato che ne spiega tutti i fattori.
    Coloro che vedono i Vangeli come letteratura, cosa che evidentemente non sono, prescindendo dalla vita e dalla testimonianza delle persone, o non sono in grado di stupirsi o di interrogarsi sulla Sindone, si evirano consapevolmente, dato che è nella natura dell’uomo interrogarsi sul proprio destino ultimo, e non avere pace fino a quando una posizione sia raggiunta. La mia esperienza è che a questi dubbi viene data risposta, prima ancora che noi consapevolmene volgiamo gli occhi. Come dice Francesco, il Signore ci precede. Poi tutto sta se si vuole vedere, o si preferisce seppellire l’inquietudine e le risposte sotto un disperato cinismo che rende sempre più delusi e infelici.

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