Nessuna misericordia – 1 – Non dare da mangiare agli affamati

Buongiorno, vorrei presentarmi. Mi chiamo Malacoda, e sono demone tentatore di terza classe aggiunto.

So che vi aspettavate Berlicche, ma sfortunatamente oggi non poteva essere presente. Mi ha quindi mandato qui per sostituirlo e presenziare a questa sessione di lavoro che riguarda…lasciatemi consultare gli appunti…le opere di misericordia corporale.

Mio zio…cioè l’illustrissimo arcidiavolo Berlicche, mi ha fornito il testo di ciò che dovrò dire. Cominceremo quindi proprio con il definire queste opere. Di misericordia. Corporale.

Si chiamano corporali perché, leggo qui, riguardano il corpo. Il che è strano, vero? Cioè. Il Nemico-che-sta-lassù lo sappiamo bene quanto tiene ai corpi, anche se non si capisce il perché. Voglio dire, noi demoni siamo esseri spirituali, giusto? E quindi ci fa parecchio godere tormentare la materia. Almeno, a me piace. Mio zio dice sempre che non capisco niente, che far soffrire la parte fisica serve solo per impadronirci meglio delle anime. Che il Nemico ha unito corpi e anime così strettamente che…

Ma torniamo al nostro argomento. Allora. La prima delle opere di cui vi ho detto è…vediamo…dare da mangiare agli affamati. Ecco, questo è strano. Voglio dire, il vecchio…il Nemicochestalassù ha fatto tutto questo mondo, no? E l’ha riempito di ogni cosa. Ma allora perché non poteva fare sì che gli umani prendessero il cibo che so, dall’aria? Ha fatto quella cosa lì, la manna, e poi ha moltiplicato pani e pesci. Che gli costava? Stiamo parlando del Nemico, mica di…va bene, lasciamo perdere. Però poteva escogitare un sistema migliore per fare le cose, no? Così tutti avrebbero mangiato, e più nessuno avrebbe avuto bisogno di essere buono. Sempre così perfettino, perché non stavolta?

Ecco, qui mio zio mi ha lasciato un appunto: “per fare sì che usino la misericordia”. Non lo capisco bene. Cioè, è un po’ come se il Nemico volesse che gli umani provassero a fare questa cosa al posto suo. E che è, stanchino? E anche egoista, un po’ come quando mio zio pretende che sia io a capire come dannare gli umani. Se lui lo sa, perché non lo fa al posto mio? Perché devo essere io a faticare?
Comunque, il fatto che permetta la fame e pretenda che siano gli altri umani a pensarci, lascia a noi diavoli un sacco di opportunità. Soprattutto visto che lega proprio a questo sfamare l’ingresso al suo regno.

Naturalmente la prima cosa è fare sì che questa opera di misericordia non ci sia.

Come? Facendo dire agli uomini “Questa roba è mia, perché dovrei darla ad un altro che manco conosco?”
In ciò ce la caviamo benissimo. Il trucco è che dell’affamato all’umano non importi niente. Che sia lontano, che sia diverso, che sia straniero, magari nemico…dobbiamo suggerire una qualsiasi scusa che lo lasci rimanere indifferente e a posto con la coscienza. Dovevo intervenire? No, è uno di quelli che ruba. Dovevo dargli qualcosa? Ma no, fa finta. Ci pensa lo Stato. Ci pensa la Chiesa. E poi è sporco. Se gli do dei soldi poi si droga, o se li fuma, macché mangiare.

Insomma, mi avete compreso. Mio zio dice sempre che se arrivano a domandarsi se devono dare qualcosa significa che ho fatto male il mio mestiere. Cioè. Capite, manco devono chiederselo.

Un altro metodo è suggerire che ci siano modi migliori per nutrire. Avete presente? Quella roba che se dai un pesce ad uno lo sfami per un giorno, ma se gli insegni a pescare lo sfami per tutta la vita. Mio zio dice che è uno degli slogan che gli sono venuti meglio. Racconta sempre di quella volta che hanno mandato diecimila canne da pesca a dei tizi che morivano di fame nel deserto. Cioè, avete presente, no, nel deserto!

Mio zio dice che quelli che ci credono non hanno mai provato ad avere fame. Che credono, che se ci fosse un pesce a disposizione gli affamati non cercherebbero di prenderlo prima di morire? Che poi ad insegnare a pescare è sempre qualcun altro, perché loro di pesci non ne hanno mai catturato uno. E’ tutto nella loro testa, ed è questo l’importante.

Perché è quello che mi raccomanda sempre mio zio: non devono mai pensare davvero alla persona che muore di fame. Lì rischiano di capire. Se però avremo indurito abbastanza il loro cuore, anche di fronte ad un bambino scheletrico non gliene fregherà assolutamente niente, sarà per loro trasparente. Al massimo invocheranno l’ingiustizia del mondo.

Se gli affamati per loro sono nulla, possiamo farli usare. Per arricchirsi. Per ottenere la vittoria politica. Sfruttarli, vivi o morti. Chi crepa di fame farà di tutto per mangiare, e chi possiede il cibo ha potere su loro. Vittime o aguzzini, diventeranno ciò che abbiamo scelto siano. Avete idea quanto odio si riesce a produrre in questa maniera? Il cibo dovrebbe dare vita e dà morte. Bello!

Noi odiamo la vita. Nutrirsi di materia, che ribrezzo: viva l’anoressia. Davvero, ci fanno proprio schifo questi mortali. Sarebbe magnifico il mondo senza di loro.

A forza di ripeterlo agli umani anche alcuni di loro adesso la vedono come noi.

Mio zio dice che una delle migliori campagne mai realizzate dal suo dipartimento è la finta carità di quelli che dicono “Siete in troppi sulla Terra. Non possiamo nutrire tutti, se volete che vi aiutiamo dovete fare meno figli”, che fa meno impressione che seppellirli.
Invece di produrre più cibo, produrre meno uomini.

Ammazzare i bambini, prima o dopo che sono nati. Evitare che siano concepiti. Togliere loro il posto dove potrebbero essere amati, la famiglia. Suscitare dissidi tra coloro che potrebbero metterli al mondo. Convincere i poveracci che possono fare di tutto, ma generare altre bocche da sfamare no. A noi piace infecondo.
E questo odio per l’umanità, per ciò che è vivo, mascherarlo da diritto e da pietà. La pietà dell’avvoltoio, la chiama mio zio ridendo.

Tutto ciò che può evitare agli uomini di avere misericordia è benemerito. Per noi.

Sempre affamati di anime. Dateci anche la vostra da spolpare.

Biafra, Nov. 1969 Medical clinic in Mabaitoti - Owerri.
Anche questi articoli stanno uscendo su La Croce

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 30 aprile 2015 su Nessuna misericordia. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 9 commenti.

  1. L’ha ribloggato su manuroma86 IO E UN PO' DI BRICIOLE DI VANGELOe ha commentato:
    “Siete in troppi sulla Terra. Non possiamo nutrire tutti, se volete che vi aiutiamo …..”
    mi sa che in tanti lo dovremmo chiamare zio!

  2. Non sono per niente masochista ma leggere questo post (ed in particolare vedere la foto alla fine) oggi mi è servito… Ieri ero in un CUP del servizio sanitario nazionale. Davanti a me una quindicina di extracomunitari (già questo mi ha messo di cattivo umore: avevo fretta) e nessuno ha pagato alcun ticket: tutti con l’esenzione ed il cattivo umore si è consolidato. Ti devo dire però, Berlicche, che il tuo slogan sul pesce e sulla canna da pesca mi convince. Spero però che questo non basti a guadagnarmi la tua futura compagnia…

  3. L’ha ribloggato su Blog di Salvowe ha commentato:
    Nessuna misericordia – 1 – Non dare da mangiare agli affamati

  4. Ma io avevo sentito dire che Malacoda era stato sbranato qualche decennio fa a causa di un suo fallimento. Com’è che ora scrive per la Croce?

  5. E’ il guaio dei demoni. Hanno anime indistruttibili, così come gli umani. E se sono già all’inferno, dove vuoi mandarli?

  6. Be’, pare che possano essere mandati in esilio dentro i suini, all’occorenza.
    E forse anche dentro i lemming di Norvegia, viste le comuni attitudini.

  7. Ne convengo, “nessuna misericordia” per questo post. Solo applausi a scena aperta da spellarsi le mani, al limite dell’adulazione. Ma solo proprio per strizzare un occhiolino fugace, fallace e dunque sommamente dispettoso a quel “Ghepensimi” del Malacoda. (In (mala)cauda…razzismum).

  1. Pingback: Nessuna misericordia – 1 – Non dare da mangiare agli affamati | manuroma86 IO E UN PO' DI BRICIOLE DI VANGELO

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