L’altro lato della malinconia

Ci affezioniamo alle persone, agli animali, alle cose. Perfino le macchine inanimate sembrano, con il tempo, acquistare una sorta di vita, di personalità.

Ma tutte le cose finiscono. Viene il giorno che si sa essere l’ultimo. Non si torna indietro, quello che adesso è diventerà passato, poi ricordo, poi svanirà dalla memoria scolorandosi piano.

E prende una sorta di malinconia, di tristezza, perché è parte dell’essere uomini la riluttanza a lasciare andare le cose. Vorremmo tenercele tutte strette, per sempre, anche se non è possibile.

Se solo riflettessimo, sapremmo che ogni atto, ogni azione è la fine di qualcosa. E’ un atto irripetibile, unico, e non tornerà. Il suo attimo è speso per sempre. Ogni istante, ogni cosa finisce.

Ma voltiamoci dall’altra a guardare. Ogni cosa, ogni istante, inizia.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 28 aprile 2015 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 6 commenti.

  1. Mi spiace comunque della Sua perdita. Sinceramente.

    Ed è anche questa inevitabile condivisione della nostra precarietà e fragilità umane e terrene che ci aiuta a diluire, nell’eco ripetuta della partecipazione emotiva, dolore e nostalgia.

    Qualcosa che i demoni ‘scomunicati’ non potranno mai assaggiare al loro buffet.

  2. Oh, Marilù, di me non ti crucciare. Come dicevo, occorre perdere il vecchio per trovare il nuovo. Un giorno, poi, avremo tutta l’eternità.

  3. gattorandagio

    Sì, ma ci sono attimi che ti fanno dire “fermati, sei bello!” (un grazie a Goethe) e che, se non ti squarciano l’anima, comunque la lasciano sanguinante, anche se razionalmente puoi ammettere che doveva finire …
    Non è malinconia, forse desiderio di eternità di quell’attimo, anche se quaggiù non potrà mai esserci.

  4. Sono squarci aperti verso l’infinito, per questo l’anima si taglia.
    Ma l’infinito c’è! E quel desiderio è un presentimento.

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