La lezione dei lamponi

C’è da imparare dai lamponi.

Le avevo comprate al supermercato, tre di quelle piantine confezionate. In offerta, perché già tarda la stagione. Un lampone dorato, un ribes, ed un mirtillo. Chissà, mi ero detto.

Il ribes aveva attecchito subito, al contrario del mirtillo immediatamente defunto. Il lampone…il lampone stentava.
Una, due, tre foglioline. Un fiore, e con immenso sforzo aveva generato il suo primo lampone. Poi era arrivato l’inverno. Era rimasto uno spuntone apparentemente secco. Cosa ne sarebbe stato a primavera?
Le prime gemme sullo spuntone. Poi mio suocero aveva vangato.

Mi ero messo il cuore in pace. Colpa mia. Non avevo delimitato la zona, e non era facile da distinguere dalle erbacce infestanti. L’esile fusto era sparito nella terra rivoltata di fresco. Addio, lampone. Quel tuo unico frutto era stato gustoso.
A tarda primavera, notai qualcosa di strano. Alcune foglioline dall’aspetto familiare. Poteva essere? Sì, lo era.

Era sopravvissuta, in qualche maniera. Rinata. E adesso faceva capolino imperiosa dalla terra, la mia pianticella di lampone. In pochi giorni era già alta dieci centimetri.
E’ quando ti senti sicuro che rischi di ripetere errori già fatti. La foglia del lampone non è insalata, non è un peperone o un pomodoro. Non ci assomiglia. Vita dura per chi non sembra commestibile, in un orto.
Forse è il caso che segnali l’esistenza del lampone, mi ero detto rincasando.
Per poi scoprire che non ce n’era più bisogno.
Estirpato, ancora. Senza traccia.

Devo ammettere che ho provato un certo rincrescimento. Anche rimorso. Ma quello che è fatto è fatto. Niente lamponi, quest’anno, mi sono detto.
Ancora una volta, mi sbagliavo.

A metà estate, foglioline dalla terra. Non ci posso credere. Sono davvero loro? Persistenti, nonostante le persecuzioni, pronte a rimettere fuori il capo. A vivere.
Recinto il suo spazio con una bandella. Cresce. A fine settembre, settembre! mette i fiori, è cresciuta di un metro in poche settimane. Dopo i fiori, i frutti, decine. Gli ultimi li gela il vento freddo di novembre.

Adesso, a primavera appena iniziata, la pianta ha eruttato foglie su foglie. Altre stanno spuntando dal terreno, a un metro di distanza. Cosa corre sottoterra, ignorato, con troppa sicumera dato per morto? C’è una forza che non ci aspettiamo, dove non ci aspettiamo.
Attendo frutti abbondanti.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 15 aprile 2015 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 6 commenti.

  1. L’ha ribloggato su Luca Zacchi, energia in relazionee ha commentato:
    La vita è come il lampone. Molto ma molto più resistente di quanto possiamo immaginare. E così la Verità, che rispunta sempre fuori, pur se il nostro peccato cerca di estirparla o fa finta di non vederla.

  2. Questa storia ha dell’incredibile, un po’ come quella della mia rosa, piantata con le mie stesse mani e poi tagliata insieme alle erbacce dal giardiniere del condominio e rinata contro ogni previsione. Quella pianta era per la Vergine Maria che credo abbia gradito!

  3. Cavaliere di San Michele

    Quando scoppierà la persecuzione, per farci riconoscere tra noi, al posto dell’ormai troppo noto pesce, disegneremo un lampone…

  4. Ehh, si.
    La lezione del Lampone è proprio bella.
    La vita prova e riprova fin quando non trova chi ne ha cura.
    …..Io sto alla porta e busso…..e bussa continuamente a tutti quanti, poi quando qualcuno gli apre allora si che viene il BELLO.
    Grazie mio Signore per avermi creato e avermi sopportato, grazie.

  5. Considerando che la pianta del lampone e’ della famiglia dei ..rovi e quindi pianta considerata infestante e di scarso interesse se non per i suoi frutti,questo racconto ci fa capire come la parola di Dio si esprima fortemente nelle immagini della natura che Lui stesso ha creato.
    Noi viviamo di apparenze e preconcetti e facciamo della bellezza
    e della bravura ( piu’ delle volte quella puramente umana ) il metro per giudicare …l’importanza delle cose.
    IL rovo del lampone, ci insegna che sotto la sua immagine poco gradita dagli amanti dei giardini e delle aiuole,degli orti e dei fiori,
    continua …nonostante tutto a portare avanti la sua missione per cui e’ stato creato,dare cioe’ i suoi frutti per il gusto e il palato di uomini e animali..gioiosi di mangiarli ma incuranti di ricordarsi l’importanza di chi li produce e che bellezza nasconde in se’ !!!!

    Concedetemi una analogia, per noi Cristiani e’ un po’ come lo Spirito Santo, operatore di immensi doni e prodigi ,Ideatore e costruttore di programmi infiniti per l’uomo,di cui noi siamo i beneficiare ,ma nonostante tutto e’ dimenticato,scarsamente considerato,ma,come il rovo continuera’ nella sua missione a donarci i suoi frutti piu’ grandi Il Padere e Gesu’

    Grazie.

  6. Bellissimo post.
    Mi ha fatto venire in mente non solo tante chiese “clandestine” del presente e del passato, ma anche tanti fatti di cronaca apparentemente più medica che religiosa, come il caso di Angele Lieby, o di Eluana Englaro.

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