Dannate virtù – V – Uomini di fede

Compagni demoni, fratelli diavoli, dopo avere discusso vari modi di accaparrarci le anime dei mortali dedite alle virtù cardinali esaminiamo ora quelle che i sapienti umani chiamano virtù teologali: fede, speranza e carità.

Forse qualcuno di voi si domanderà se e come sia possibile che queste pratiche, che in fin dei conti riguardano direttamente il Nemico-che-sta-lassù, possano essere usate per soddisfare i nostri appetiti.

Questa è esattamente la domanda alla quale sto per rispondere, cominciando con

5- La fede

L’opera fruttifera dei nostri tentatori non potrebbe essere possibile senza il lavoro silenzioso e costante di legioni di demoni minori e di accoliti umani dediti a modificare, ogni giorno, il senso profondo delle cose in qualcosa più consono ai nostri fini infernali.
A questa schiera di misconosciuti operai del male io dico: lavorate ancora di più, larve, perché l’inganno ha bisogno di essere mantenuto.
Prendete appunto la fede. Se i mortali, oggi, pensano in grande numero che consista in qualcosa di cieco, arbitrario, scollegato con la realtà, è appunto grazie al costante lavorio di suggeritori che allontanano dalla mente degli umani quanto loro stessi vivono ogni giorno.

Se gli appartenenti alla razza umana si fermassero un solo secondo a pensare a tutte le cose o alle persone in cui hanno fede si accorgerebbero che questa virtù è da loro praticata in quasi ogni istante. La scienza si ferma a ciò che è dimostrato, ma cosa è davvero dimostrato nella loro vita di ogni giorno? Senza la fede nella ragionevolezza degli altri, nell’affidabilità degli oggetti, nel fatto che il sole sorga, vivrebbero come bestie nella più profonda caverna ringhiando al resto del mondo. Hanno fede in una persona perché l’hanno verificata affidabile nel passato e la suppongono tale per il presente; ma, grazie alla nostra opera capillare, non sono più capaci di estendere il ragionamento anche al Nemico-che-sta-lassù.

Gli uomini di fede che ci piacciono sono quelli che, nonostante la considerino irragionevole, asseriscono lo stesso di averla, e la realtà non la guardano neanche di sbieco. Non si fanno domande, e se qualcuno gliele pone lo guardano colmi di disdegno. La loro convinzione è granitica e immobile come solo i pesanti macigni sanno essere.

Il guaio per questi fedeli è che quanto credono non è il frutto di un amore ricambiato, ma di una lezione bene appresa o, nel peggiore dei casi, dell’adeguarsi ad una imposizione. E’ così non perché è così, ma perché deve essere così. Invece di un affidarsi ad uno sguardo paterno vogliono imporre la loro convinzione su quanto li circonda.

Quella che noi, con i nostri consigli, li convinciamo a deprecare, è la ragione, il considerare ogni cosa con la mente aperta. Il loro credere è cristallizzato: basta poco per introdurre in questi cristalli imperfezioni ed impurità che li rendano velenosi. Già sono distaccati dal reale, allontanarli ulteriormente non è una gran fatica.

Con il passare del tempo si trasformeranno nei custodi di un museo pieno di figure polverose, dediti a riti di cui non capiscono il senso; e neanche potrebbero comprenderlo, dato che per loro non ce n’è alcuno. Oppure diventeranno zeloti della loro idea particolare, fedeli fino alla fine a quanto pensano dovrebbe essere, ma non è.

Nel nome della loro fede questi personaggi si sentiranno giustificati a qualsiasi efferatezza; odieranno parlando d’amore, faranno il male pensandolo una versione di bene, ed ovviamente andranno all’Inferno sicurissimi di percorrere la strada per il Paradiso.

E’ vero, il Nemico salva coloro che credono in lui, ma costoro non credono veramente in lui. Credono in una immagine che si sono fatti; e per quanto il Nemico si sforzi di segnalare loro “Ehi, io sono qui!” essi continuano a guardare il proprio riflesso in uno specchio immaginario.

Per ottenere la fede il Nemico si fa conoscere. Il metodo che quello di lassù ha adottato per continuare a rubarci il pranzo è rendersi presente tra i mortali. Ha fatto quella pazzia di farsi carne, per questo. Per noi, veri interpreti del pensiero originale del Creatore, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ce lo ha reso qual è: Nemico-che-sta-lassù. E’ stato Nostro-Padre-che-sta-Quaggiù che ci ha fatto capire quanto assurda e traditrice sia stata questa azione, che ha sporcato irrimediabilmente l’idea cristallina di purezza di cui ormai noi siamo gli ultimi custodi. E’ il Nemico che ha tradito noi, non viceversa.

In fondo quella che noi tentiamo di restaurare è la fede come dovrebbe essere: un comando da dare, non una persona da incontrare e a cui credere. E’ per questo che chi crede ciecamente viene volentieri quaggiù da noi: condividiamo in fondo lo stesso punto di vista.

Noi siamo ribelli nei confronti di un Nemico che socializza con le creature inferiori, che credono in lui grazie a quell’incontro; sentiamo perciò profonda simpatia per coloro che in nome della loro fede rinnegano tutto ciò che esce dai loro schemi, fosse anche l’autorità.

Ciò che non è naturale si impone solo con la forza. Questi fedeli combattono tutto ciò che non rientra nella loro ideologia, dato che basterebbe anche una sola cosa che la negasse per farla crollare miseramente in niente.
Sono in fondo dei creduloni: vivono di parole d’ordine e slogan. I nostri uffici ne sfornano sempre di nuovi.

E’ questa la differenza tra avere fede in ciò che è vivo piuttosto che in un’idea: la vita cresce e da lei si impara, mentre l’idea è fissa, immobile, morta. Si perpetua facendosi tiranna, e si nutre di cadaveri.

A me personalmente piace moltissimo spingere le anime verso queste parodie della fede, inventandomi sempre nuovi idoli e sollecitando l’adesione immediata e completa a dottrine di mia fantasia. In fin dei conti sono un angelo mancato; o meglio, sono gli angeli del Nemico ad essere demoni che non hanno avuto il coraggio di ripensare la loro fedeltà.
Credetemi quando vi dico che questa virtù può darci grande soddisfazioni: abbiate fede!

Piero_del_Pollaiolo_faith

Annunci

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 9 aprile 2015 su Dannate virtù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: