Dannate virtù – IV – Uomini temperanti

Illustrissimi demoni e carissimi colleghi tentatori, oggi esamineremo assieme l’ultima virtù cardinale che ci rimane da trattare.
Prima di procedere, però, vorrei fare un saluto speciale a tutti gli umani che ci stanno seguendo in differita. Come forse sapete, per speciale concessione del Nostro Padre che sta Quaggiù queste mie parole arrivano anche ad un certo numero di mortali che sono interessati alle nostre tecniche.

Li saluto caramente, sperando di rivederli presto.

Ma adesso basta giocare con il cibo: passiamo a parlare della

4-Temperanza

Tutti quelli di voi che hanno avuto direttamente a che fare con il mondo umano sanno quanta poca differenza ci sia tra quelle creature e gli altri animali che affollano la Terra. A volte si può davvero credere che si siano evoluti gli uni dagli altri! L’uomo ha tutti gli appetiti e le voglie che possiedono gli esseri ancora più inferiori di lui. Disgraziatamente ne ha anche uno in più, quello che lo porta tendere verso il Nemico-che-sta-lassù. E’ questo desiderio che l’allontana da noi demoni per innalzarlo oltre la nostra portata.

L’approccio classico lo conoscete bene quanto me: usare le passioni animali per mascherare e soffocare la ragione. E’ una tecnica che funziona assai bene, ma accade talvolta che, sentendo come le soddisfazioni corporali che diamo loro non bastino a soddisfarli pienamente, coloro i quali tentiamo ci si rivoltino contro. Che ingrati!
Purtroppo scoprono di riuscire ad essere davvero loro stessi solo mettendo un limite alla sfrenatezza dei loro appetiti. Questo mettere a freno, questo regolare le passioni è appunto la temperanza.

Capite anche voi che, con un uomo autenticamente temperante, i soliti approcci di stimolazione dei bassi istinti sono destinati al fallimento. In questi casi occorre rovesciare completamente le carte in tavola. Servirsi insomma della temperanza stessa per dannarli.

La temperanza come virtù è equilibrio. Ma spesso nel mondo umano è intesa invece come astenersi da tutto ciò che di animale una persona possiede, rifiutare ciò che dà piacere al corpo. Come mai questo accade? E’ chiaro, perché glielo abbiamo suggerito noi.

Il Nemico ha fatto anche il corpo dell’uomo, non solo la sua anima. Se spesso i nostri ospiti scendono quaggiù a causa della corporeità, altrettanto vantaggioso per noi è quando rifiutano proprio quella carne con cui sono stati creati.

Le passioni sono troppo forti? Eliminiamole del tutto, suggeriamo alle menti. Ma quello che fa di un uomo un essere umano è proprio il desiderare.
Un uomo senza passioni è un cadavere animato, persino la sua anima è secca e polverosa. In realtà una passione ce l’ha: l’eliminazione di ogni desiderio. Ogni desiderio, capite? Quindi anche quello per il Nemico-che-sta-lassù.

Il Nemico si serve delle passioni per condurre a sé le anime. Se il temperante le rifugge si taglia fuori anche da tutto ciò che potrebbe portarlo verso il Nemico, che il Nemico stesso ha posto sul suo cammino. Il temperante alla nostra maniera si astiene da ogni cosa, ma non si ricorda più perché dovrebbe farlo. La sua diventa un’ostinazione, una moda, e se anche con le labbra invoca il Nemico lo fa con un cuore svuotato.

Questi sciocchi vogliono guadagnarsi il Cielo rifuggendo la carne, quando il Nemico si è fatto carne per loro.

Il loro desiderio è la mancanza di desideri, la loro passione mancanza di passioni. Non desiderano una pienezza, ma il nulla. E noi, volentieri, glielo diamo.

La strada è giusta, ma la direzione sbagliata. Invece di partire dall’amore del Nemico e per questo respingere ciò che può da questo allontanarlo, odiano ogni cosa sperando che questo possa far loro trovare quello che cercano. Invece di astenersi “per” qualcosa, questi nostri figli spirituali si astengono “contro”.
E ogni “contro” è roba nostra!

Il passo successivo è fare sì che queste anime magre ribaltino la loro aridità sugli altri. Ah, le leghe della temperanza! Quanto amo questi eccessi! Credo che abbiano contribuito di più queste associazioni di spiriti secchi a fare odiare il Nemico di tutta la propaganda atea dei nostri burattini.
Ci pensate al paradosso? Ci sono stati umani che, in nome del Nemico, volevano proibire quella stessa bevanda che diventa il sangue di suo figlio. Uno dei nostri risultati più eclatanti. Non per vantarmi, ma quando l’ho raccontato a Sua Eccellenza Infernale ha riso per un mese.

Ah, che godimento eccitare in loro questo spirito eroico che fa pensare che la salvezza sia tutto uno sforzo che occorre compiere. A questi asceti casalinghi abbiamo fatto dimenticare che è una mano dall’alto che li salva dall’essere divorati da noi per l’eternità. Invece si affidano solo alla loro resistenza, alla loro temperanza. Duri, ma mica tanto puri. Sono infelici, e l’infelicità è a un passo da quella negazione che è il biglietto d’entrata ai nostri bagni di pece.

Ah! Dolce anoressia! Tolto il desiderio del Nemico, la temperanza diventa un fatto del tutto corporeo. La Quaresima si fa per dimagrire. Abbiamo sostituito la temperanza del cibo con una dieta, il temperarsi nel bere con il mandare giù una bevanda zero calorie, il temperarsi nel sesso con il non avere figli.
Senza rapporto con lo spirito oggi l’uomo temperante è il mediocre, colui che non trova gusto nell’esistenza e ha smesso di cercarlo. Guai ad alzare la voce ed il gomito, guai a dimostrare un guizzo di vita. Vite temperantissime ma senza scopo di uomini a cui abbiamo insegnato che ad alzare la testa, a volere l’impossibile è eccesso, è fondamentalismo, e forse anche reato. Uomini che non si offrono mai volontari, che non danno mai un giudizio per paura di uscir dai ranghi.

Concordo con voi; rispetto ai sapori forti che troviamo in altri dannati questi seguaci della mediocrità son davvero scipiti e senza gusto, così come erano in vita. Ma riempiono a frotte i nostri gironi, e in tempi di crisi non si deve essere troppo schizzinosi se si vuole mangiare. Non vogliamo fare dieta anche noi, vero?

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Come gli altri articoli della serie, anche questo è già stato pubblicato su La Croce

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 1 aprile 2015 su Dannate virtù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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