Dannate virtù – II – Uomini giusti

Demoni e collaboratori demoniaci tutti, bentrovati in questa seconda puntata del nostro seminario specialistico sulle virtù. Oggi affronteremo la seconda virtù cardinale…ecco, vedo che alla parola cardinale un certo brusio eccitato si è diffuso tra il pubblico. Non fatevi trarre in inganno: non sto parlando dei collaboratori del Nemico-che-sta-lassù che ci hanno dato tante gioie e tante preoccupazioni in passato, ma di un termine che, nel linguaggio degli uomini, vuol dire “basilare”. Un tempo persino i bambini umani conoscevano a memoria l’elenco di queste virtù fondamentali: ora, anche tra noi se ne è quasi dimenticato il senso.
Mi fa piacere: vuol dire che abbiamo lavorato bene.

Oggi affronteremo la virtù cardinale forse più importante di tutte:

2- Giustizia

Se la Prudenza è la virtù che distingue tra il bene e il male, la Giustizia è comprendere e fare la volontà del Nemico. Capite, diavoli miei? Da farci arricciare la coda, quello che potrebbe accadere se i mortali si mettessero sul serio a praticarla. Ci si spaccano le corna, a sbattere contro un uomo che la usa davvero. Ma non preoccupatevi: abbiamo millenni di esperienza nella perversione di questa virtù. Abbiamo a disposizione i migliori avvocati, quaggiù, e negli ultimi secoli abbiamo sviscerato ogni strada per portare alla dannazione persino un uomo giusto.

Per prima cosa dovete riandare con la mente al fatto fondamentale: la mente umana è troppo piccola per comprendere da sola la ragione del Nemico e il governo che questa esercita sul mondo, che si chiama appunto Giustizia. Se lo è la mente, figurarsi il suo spirito. Il mortale potrà anche tentarci, ma non può riuscirci. Quindi ripiegherà su una approssimazione, cioè le regole.

Le regole in fatto di giustizia sulla Terra sono chiamate Leggi. Per quanto limitate, se rimanessero fedeli allo spirito del Nemico sarebbero pericolosissime. Sino dall’inizio abbiamo lavorato perché non sia così.
Abbiamo sibilato dentro le orecchie di ogni legislatore fin dall’alba del tempo. Perché attenersi ai dettami celesti, quando è tanto più comodo le leggi crearle in proprio? Forse che una legge fai-da-te è meno bella di quella scritta dentro ogni uomo? Beh, in realtà sì: ma questo non impedisce agli uomini di farsele lo stesso, e di farsele piacere.

Ecco dunque il primo trucco: far sì che la giustizia che gli uomini adoperano non sia quella del Nemico, ma quella decisa da loro. Saranno convinti di essere giusti, e in realtà seguiranno una simulacro fabbricato ad uso e consumo di creature come loro stessi.

Questo abbiamo ottenuto: uomini che si dicono giusti non perché praticano la giustizia, ma perché l’adorano; invece di esercitarla, sacrificano ad essa. Spesso con il tipo di sacrifici che a noi piacciono di più: quelli umani.

Non è difficile convincere coloro che fanno le leggi a seguire il loro vantaggio; ancor meno difficile far credere che le loro leggi siano le più giuste, persino quando si scontrano con la Giustizia del Nemico.
E’ legge dello Stato, diranno. O meglio: glielo faremo dire. Fino a quando si dimenticheranno di quando quella legge non c’era, e delle vere ragioni per cui è stata scritta. La volontà senza una ragione diventa arbitrio; si troveranno a esercitare un’ingiustizia tanto più tremenda quanto più rigorosa sarà la loro dedizione ad essa.
Tutto ciò ha un interessante corollario: pensando di essere nel giusto, si metteranno ad accusare il Nemico stesso di essere in realtà ingiusto. Ci pensate, il Nemico ingiusto! Li ha creati, ha dato ordine alla loro vita, ha promesso loro un giudizio di misericordia invece di ributtarli nel nulla dal quale li ha tirati fuori, e viene maledetto per i suoi giudizi! Giudicato dalle sue stesse creature, con il loro intelletto da formica! Ah, son soddisfazioni.

Il metro che usa il Nemico per giudicare le sue creature è esattamente lo stesso che la creatura ha utilizzato nei confronti degli altri. Dà loro quanto desiderano: se nel loro occhio c’è lo scintillio del boia, difficilmente troveranno lassù quella misericordia che loro stessi non hanno esercitato.

Di un tribunale così insopportabilmente diverso dal loro metro di giudizio piccino piccino negheranno la stessa esistenza. Non crederanno più al Giudice finale, perché non si adegua a loro.

Se lo schema che ho fin qui descritto non funziona, c’è quello speculare. Ovvero: attribuire al Nemico stesso le leggi umane.

Non è semplice, è un tipo di tentazione per demoni esperti. Ma quando riesce il risultato è spettacolare. Credendo di esaltare il Nemico, questo tipo di giusti esalteranno la loro stessa idea; credendo di fare il bene, faranno il nostro gioco. E non crediate che siano al sicuro dai nostri forconi perché non sanno quello che fanno. In fondo al loro cuore lo conoscono bene – è il Nemico stesso che si preoccupa di dirglielo. Ma cosa volete che sia un piccolo prurito di coscienza, quando si è convinti di essere assolutamente nel giusto? Otteniamo così un triplo effetto: ci guadagniamo l’anima dell’implacabile persecutore orgoglioso della propria giustizia e l’odio verso il Nemico di coloro che vengono perseguitati in suo nome. E, in aggiunta, tutto il dolore provocato. Che, come sapete, è seme di altro odio se non temperato da quella giustizia che noi stiamo demolendo.

Così, che sia l’imporsi dello Stato sul Nemico, su ciò che è, oppure l’innalzamento di false idee a Legge, il risultato è la rinuncia dell’uomo a ciò che è giusto in nome della giustizia. Trasformiamo la legalità in giustizia e otterremo per mezzo dei giusti l’inferno in terra.

Sappiamo che il Nemico riequilibrerà la vita degli uomini dove loro non vedono. Essi scorgono solo una faccia della sua giustizia, quella terrestre. La celeste, che mette ogni cosa al suo posto, è nascosta dove non possono arrivare mentre sono in vita. Quando la vedranno e capiranno, non avranno più così fretta a dichiarare il Nemico ingiusto; ma quel giorno saremo noi a reclamare Giustizia su di loro.

Si deve pur mangiare, no?

Pollaiolo,_giustizia

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 19 marzo 2015 su Dannate virtù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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