Dannate virtù – I – Uomini prudenti

Amici demoni e amici dei demoni, benvenuti a questo nostro corso avanzato di Guida alla Dannazione. I temi con cui ci cimenteremo sono più complessi e arditi rispetto a quelli fino ad ora trattati. Infatti, mentre fino a questo momento vi ho insegnato come rovesciare le migliori intenzioni degli uomini per condurli a condividere la nostra tavola, ora vi educherò alla perversione di quelle stesse intenzioni. E’ mia intenzione prendere una ad una le virtù che si suppone portino infallibilmente al Nemico-che-sta-Lassù e mostrarvi come si possa, con pochi suggerimenti diabolici, trasformarle in una scorciatoia per i nostri laghi di pece.

Le virtù dalle quali voglio partire sono quelle che vengono chiamate, dagli umani colti, cardinali. Ovvero, cardini di quello che i filosofi mortali indicavano essere una vita vera e degna. E’ chiaro: queste virtù arrivano direttamente dal Nemico, come tutto quello che ci ripugna. Se l’umano attingesse a quella fonte saremmo spacciati. Ma c’è quel vecchio difetto di progettazione: il mortale è costretto a metterci del suo. Qui possiamo intervenire noi.

I – Prudenza

Cominceremo dalla Prudenza. Chi è l’uomo prudente? E’ colui che esercita il discernimento. Distingue il male dal bene, il falso dal vero, e sceglie quest’ultimo.
Il tentatore comune potrebbe semplicemente reindirizzarlo verso le falsità. Ci può anche stare: esiste però un approccio più sofisticato che alla fine garantisce persino maggiori soddisfazioni.

La prudenza infatti chiede di fare una scelta. Quanto difficili sono le scelte per gli umani, con la loro vista limitata! Sono veramente creature penose e incomplete. L’importante per noi è che non scelgano il bene. La mancanza di bene è quello noi chiamiamo male.

Sarà quella la mia vera lei? Sarà quello il mio vero lui? Prudenza. Non impegniamoci troppo, potremmo sbagliare. Per sempre? Prudenza. Per sempre è troppo lungo. Stiamo insieme per un mesetto rinnovabile, poi si vedrà. Amore eterno? Prudenza, non leghiamoci. E così, di prudenza in prudenza, mireranno sempre più in basso, fino a fallire completamente il bersaglio.

La prudenza che non vuol dire scegliere bene, ma non scegliere affatto: quella è la prudenza che piace a noi. Quella della virtù diventa una scusa per non rischiare, per non mettersi in gioco, per non vivere.

Quelli stanno facendo il male? Stanno distruggendo ogni cosa buona? Prudenza. Potrebbero avere le loro ragioni. E poi non è prudente parlare troppo forte, esporsi. Potrebbe capitarci qualcosa di brutto.

La vulnerabilità dell’uomo prudente è nella paura. E’ la paura che dobbiamo instillare nei cuori. Paura di prendere decisioni. Paura che qualcosa vada storto. Paura di disturbare, di rompere, di giudicare, di giocarsi tutto. Prudenza, dovrete sussurrare agli orecchi degli indecisi. La prudenza è una virtù, suggerite sorridendo. Vuoi mica sbagliare? Tramite la prudenza ingigantite ogni dubbio, ogni perplessità. Sarà vero? Non sarà vero? Meglio rimandare, posporre, aspettare fino ad un momento più favorevole. Cioè mai.

Se i nostri vessilli – ce ne sono tanti, di ogni foggia e colore – sventolano sull’alto di mille edifici è perché abbiamo convinto tanti buoni ad essere prudenti invece di usare la Prudenza.

Invece di giudicare, preferiscono voltarsi dall’altra e attendere. Invece di invocare il Nemico che dia loro la Sapienza, vogliono usare la loro, che non è mai stata gran che. Buon per noi.

Se la Prudenza è una virtù, certo non vincola noi creature infernali. Noialtri non vogliamo averci niente a che fare. Quindi, all’arrembaggio: prendiamoci quello che non ci spetta. I nostri fedeli seguaci non si lasciano distrarre da perplessità e ripensamenti. Si deve afferrare il frutto quando è maturo, e se il caso anche abbattere la pianta. Noi non siamo prudenti: siamo astuti. I prudenti sono la nostra cena.

So che non è la vostra lettura preferita, ma sappiate che una volta il Figlio del Nemico ha parlato ai suoi discepoli di vergini prudenti. Delle ragazze che avevano previsto dei possibili problemi e si erano premunite: acquistando olio in più per le loro lampade.

Ma la saggezza delle vergini sagge non consiste nell’avere accumulato olio per lampade, quanto nell’esserselo portato dietro. Così come la stoltezza delle vergini stolte non è non avere olio, ma l’avere lasciato spegnere la lampada. Guai a voi se questo dovesse essere compreso! L’idea che dovete far passare è invece che quelle stolte erano tali perché non avevano acquistato abbastanza roba.

La prudenza, nel mondo moderno, è avere lo spazzolino da denti di riserva. Magari anche due o tre, nel caso di qualche strano incidente. E’ prudenza un buon conto in banca, una provvista di commestibili, una casa grande, un paio di servizi da tè, un set completo di piatti buoni nel caso venisse a cena il Presidente. E’ prudenza non fare figli perché ce la si vuole ancora godere, e poi vuoi farli venire in questo schifo di mondo? E’ prudenza avere due auto e cinque vestiti belli. E’ prudenza non dare la carità a quel povero, caso mai si affezioni. Se diamo, poi rimaniamo senza noi. Prudenza è conservare quello che si ha, e procurarsene altro. Non si sa mai.
Vi piacciono? Le ho suggerite io.

Vedete bene, cari aspiranti satanelli: ho trasformato l’uomo prudente, che sa bene giudicare e, quando lo fa, si impegna tutto senza lasciare indietro niente, in un avido accaparratore troppo impaurito del mondo per riuscire a vivere. Si riempirà la casa di idiozie, e si rifiuterà di fare alcunché che ritiene imprudente per paura di perderle.

Quando l’unico modo per possederle davvero, per avere davvero una vita, sarebbe perderle.

Spero di essere stato convincente. La Prudenza, che normalmente sarebbe per noi un veleno dei peggiori, può essere trasformata in preziosa alleata. E se qualche umano, leggendo queste righe, si domanderà dubbioso se la sua prudenza sia quella buona per il Cielo o per L’Inferno, bene! Massima prudenza nel decidere, figliolo. Prenditi il tuo tempo.

prudence
Anche queste dannate virtù le potete leggere prima su “La Croce

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 13 marzo 2015 su Dannate virtù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 8 commenti.

  1. levesloquuntur

    Stupeo

  2. Scusate se distrbo, ma ho bisogno di un consiglio da questo blog.

  3. Sono uno studente di quarta liceo e proprio stamattina la prof di religione ci ha parlato degli orfani di Duplessis: una storia orrenda usata per attaccare la Chiesa, a mio parere. Però non so dove trovare libri che parlino contro questa versione o che ci dicano qual’è la verità, perchè mi pare impossibile che succedano cose come queste. C’è un link su questa storia però è in inglese: http://en.wikipedia.org/wiki/Duplessis_Orphans. Se qualcuno mi sa suggerire qualche cosa, grazie. Complimenti per il sito. Rino

  4. Per chi non l’avesse capito, “Rino” è l’ennesimo fake di “Manlio Pittori\ecc ecc…\Massimo”.
    Una preghiera per il povero troll incapace di avere un nome vero. O se è per questo, alcunché di vero.

  5. devono averlo pensato in molti 70 anni fa

    “Quelli stanno facendo il male? Stanno distruggendo ogni cosa buona? Prudenza. Potrebbero avere le loro ragioni. E poi non è prudente parlare troppo forte, esporsi. Potrebbe capitarci qualcosa di brutto.”

    e così abbiamo votato le leggi razziali, conquistato l’Etiopia, l’Albania, abbiamo dichiarato guerra alla Francia e al Regno Unito, invaso la Greia e la Yugoslavia e poi l’URSS………….

    ma saran stati tutti relativisti; sapevi di aver nonni relativisti, tony?

  6. “Invece di giudicare, preferiscono voltarsi dall’altra e attendere”…. mh, mi ricorda due o tre persone… due in particolare…

  7. Manlio Pittori

    Però gli orfani di Duplessis sono veri – verissimi. Ignora pure me, ma perchè ignorare loro?

    Ovvio: ignorare è l’unica scelta di chi non sa spiegare.

  8. E’ la scelta di non rispondere a chi consapevolmente mente e si presenta con l’intento di ingannare.
    Non ha a cuore la verità; quindi a che pro rispondere? Non ha rispetto: perché darglielo?

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