Le 7 opere di crudeltà spirituale – 6 – Sopportare pazientemente le persone moleste

Cari compagni demoni di ogni girone e bolgia,
grazie per essere qui anche oggi a seguire le nostre lezioni. Il tema è sempre quello: come mutare quelle che sono chiamate “Opere di Misericordia Spirituale” in qualcosa di più conforme ai nostri gusti di Figli di Nostro Padre che sta Laggiù. L’opera che oggi esaminiamo recita così:

6 – Sopportare pazientemente le persone moleste.

Capisco bene che vi grattiate tra le corna. Anch’io condivido la vostra perplessità. La prima cosa che ci viene in mente è “perché?”
In effetti detto così è abbastanza inspiegabile. Per quale motivo uno dovrebbe perdere tempo a trattare bene chi lo infastidisce? Non ha senso. Non ha senso per noi immortali, figurarsi per gli umani che vivono pochissimo. Alcuni tra i nostri più fini intelletti si sono misurati con questo interrogativo per secoli, e quaggiù di celebri pensatori ne abbiamo parecchi, ve lo posso assicurare. Io vorrei tentare di illustrarvi le conclusioni che abbiamo raggiunto qui al Dipartimento delle Tentazioni tramite esempi pratici.

Per prima cosa, interroghiamoci su cosa voglia dire “moleste”. Molesto è qualcuno che dà fastidio, che impedisce di fare quello che si vorrebbe. Come vedrete, incitare i molesti a disturbare è una delle nostre attività più redditizie.

Avete presente le scatoline metalliche con le ruote, sapete, quelle che servono agli umani per arrivare rapidamente in un dato luogo? Quando sono a bordo di esse non c’è niente di meglio che mettere loro davanti qualche vecchietta che attraversa la strada, un anziano con il cappello che non sa dove svoltare, un tizio che parla al telefonino guidando con una mano sola. Più hanno fretta più l’effetto è devastante.
Quello che gli umani non sanno è che spesso questi rallentatori molesti non sono nient’altro che nostri agenti, anime possedute oppure diavoli in permesso premio. Sapessero chi davvero ha dato loro la patente!

Solo con il raccolto di bestemmie ci ripaghiamo il costo della trasferta del demone. Quando poi ciò fa scattare un comportamento imprudente, e magari qualche anima viene messa a nostra disposizione con anticipo sui programmi, ah! Altro che tentazioni della carne! Qui c’è il vero business.

E in famiglia. La madre che ricorda che occorre fare i compiti durante la partita, o che passa l’aspirapolvere  mentre si è al telefono con qualcuno a cui si tiene. Il padre che fa notare sempre le stesse inezie. I figli che hanno sempre bisogno di qualcosa quando ci si vorrebbe rilassare. Basta poco per creare un clima infernale. Il tentatore attento sa cosa si può ottenere con una parola di troppo.

Ci sarà poi una ragione per cui tutte le più grandi ditte hanno trasferito i loro call-center qui da noi. Noi offriamo tariffe agevolate e mano d’opera a basso costo. E garantiamo chiamate rigorosamente nei momenti meno opportuni.

Dovreste dare un’occhiata all’infrastruttura che abbiamo messo su per garantire almeno un paio di chiamate durante le Messe. Ormai riusciamo a disturbare, statisticamente, più del 30% delle eucarestie. Ah, il dolce suono della suoneria a tutto volume durante la consacrazione! E non avete idea dei peccati mortali che questo suscita in parroci e fedeli.

Spero che questi piccoli esempi vi abbiano convinto del perché il Nemico chiede pazienza per i molesti. Pensate cosa accadrebbe se gli umani cominciassero davvero ad esercitarla. Un disastro.

Quelli che viaggiano in automobile potrebbero capire che in fondo non c’è tutta quella fretta di arrivare. In coda dietro il trattore, potrebbero accorgersi della bellezza della campagna; mentre aspettano che la vecchierella con la spesa attraversi la strada potrebbero essere presi perfino da commozione per la lumacosa vegliarda che ricorda la loro nonna.

In famiglia, poi, che disastro sarebbe! La moglie che dal letto chiede per la ventesima volta di controllare che i figli nella loro cameretta respirino potrebbe destare nel marito, invece che irritazione, tenerezza per quelle sue preoccupazioni così sciocche ma così materne. I figli magari finirebbero per capire che i burberi rimproveri paterni sono la sua maniera di dire vuole loro bene, un abbraccio di parole. E i genitori potrebbero comprendere come gli atti di maleducazione e le ribellioni costanti non sono indice di cattiveria ma desiderio dei giovani di trovare una loro strada. Tutti eventi che, spero siate d’accordo con me, è meglio evitare a tutti i costi. Non per niente chiediamo a tutti i nostri rappresentanti di impegnarsi in favore del divorzio breve: perché la pazienza non abbia il tempo di essere esercitata.

Spero di avervi convinto. Tenersi accanto le persone moleste, avere pazienza con loro, è per l’essere umano un modo di capire che nessuno è perfetto. Un fatto che bisognerebbe tenere sempre nascosto ai mortali, in quanto potrebbero malauguratamente cominciare ad amare gli altri nonostante le loro imperfezioni. Una volta che cominciano a capire che anche il molesto è un creatura come loro non si può dire dove li porterà questo filone di pensiero. Persino ad affermare che sono loro fratelli…no, basta parolacce. Ci siamo capiti.

Finché terrete l’umano che vi è stato affidato con gli occhi fissi sul suo orologio, sul suo compito, sulla strada, sul televisore e non alla persona che gli sta vicino, non c’è problema. E’ quando posa su di loro uno sguardo diretto, li vede davvero, che occorre preoccuparsi ed intervenire.

Capite perché è essenziale convincere che quello che stanno facendo – lavoro, gioco, quello che è – sia più importante del disturbatore: è un modo per persuaderli che ciò che vale più di tutto il resto sono loro stessi. Quando uno ama se stesso più di ogni altra cosa noi lo amiamo, lo amiamo così tanto che lo invitiamo a tavola con noi, come portata principale.

Ecco quindi cosa occorre consigliare:

6 – Liberarsi degli altri in fretta       

Sia come sia, la nostra ragione principale per intervenire rimane quella di dare fastidio al Nemico che sta Lassù. Quello che infastidisce Lui, fa piacere a noi!

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 26 febbraio 2015 su Crudeltà spirituale. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 6 commenti.

  1. “Solo con il raccolto di bestemmie ci ripaghiamo il costo della trasferta del demone. ”

    Con me ce ne pagano due di trasferte x°D

  2. Grazie. Mi ci voleva.

  3. Questi pezzi sono tutti bellissimi, ma questo è un piccolo capolavoro…

  4. Il pezzo è — beh, sarò banale — impeccabile come sempre (che gli operatori di call center gliene rendano merito, Berlicche!), ma al Vero Cristiano sotto le mentite spoglie di gatto, che è ritratto nella foto, bisognerebbe fare un monumento. Possibilmente laminato d’oro.
    Intanto io beatifico subito Lei, fortunatissimo Berlicche, per il solo fatto di poter godere della discreta compagnia di simili creature di Dio. (Qui a casa mia non si può: multiallergie sparse a piene mani — ops, volevo dire artigli! — dal Dipartimento delle Tentazioni).
    Un sorriso molto divertito, marilù.

  5. Marilù, i miei gatti casalinghi non hanno la medesima pazienza. I miei familiari possono esibire eloquenti cicatrici.

  6. Ah sì? Deve averli involontariamente scoraggiati; è un irraggiungibile, Lei, diavolo d’un Capo-branco!

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