Cose pazzesche

Ne parlo sempre troppo poco, di Maria. E’ perché sono un testone, uno di quei testoni che fanno una fatica boia a dire quello che provano, quello che sentono. Sono un timido con il nucleo di un razionalista, un pigro che ha sempre timore di disturbare. Eppure se, qualche annetto fa, non avessi trascorso buona parte di una serata in ginocchio davanti ad una sua effige (siamo uomini d’argilla, abbiamo bisogno di qualcosa a cui fissare lo sguardo) adesso con ogni probabilità io non sarei qui a scrivere, voi non sareste lì a leggermi.

Forse è proprio lo strabiliante effetto di quella serata, dove finalmente domandai non cosa volevo ma cosa avevo bisogno, che mi rende così burbero e dimentico. Come un adolescente ribelle che, colpito sul vivo, mai e poi mai ammetterebbe che in fondo la mamma sa bene quello che fa.
Non sono più adolescente, ma in fondo mi è rimasta quella tentazione di fare da me. Fare a meno della Madre.

Quel debito non lo potrò mai ripagare, però di tanto in tanto quella tentazione la vinco. Così vi parlo del film che ho visto l’altra sera, “Terra di Maria”.
E’ un documentario un po’ sui generis, come lo era la precedente opera del suo autore, quell'”Ultima Cima” di cui vi ho già parlato. Che evidentemente gode un sacco a spiazzare l’osservatore con qualcosa che di inatteso (un po’ come, per esempio, un blog cattolico marchiato da un diavoletto).
Non voglio dirvi niente che possa rovinarvi la sorpresa. Diciamo solo che c’è un approccio inconsueto ad un libro molto famoso, l’incontro con diverse personalità affascinanti dal passato controverso, un viaggio in alcuni luoghi che un razionalista liquiderebbe con uno sbuffo, compiendo un grave errore.
Perché è sempre un errore sottovalutare la realtà, anche quando ci sembra pazzesca.

Mia figlia ad un certo punto si volta verso di me e mi chiede “Ma è vero?”
E cosa posso risponderti, figlia mia? E’ una questione di fede. Non nell’Altissimo, ma nelle persone che stanno raccontando la loro esperienza. Puoi scegliere se buttare via tutto quello che ti narrano, la loro vita, e tenerti la tua certezza che una certa cosa è folle, un’altra illogica, un’altra ancora impossibile.
Ma poi devi cercare come giustificare in altra maniera ciò che vedi. Non è una cosa semplice.

Forse certe volte occorre proprio fare cose pazzesche, credere a cose pazzesche, buttare via la propria vita e rifondarla daccapo per capire che i pazzi eravamo noi. Che credevamo di sapere, adolescenti ribelli e infelici in cerca di risposte che non pensavamo possibili. Mentre tutto quello di cui avevamo bisogno era chiederlo alla Mamma.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 24 febbraio 2015, in gusto e disgusto con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 15 commenti.

  1. Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.

    Luca 14:26-27
    .

    Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada.

    Sono venuto infatti a separare
    il figlio dal padre, la figlia dalla madre,
    la nuora dalla suocera:

    e i nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa.

    Matteo 10:34-36

    A me pare che spesso si tenda a far passare una concezione un po’ unidimensionale, univoca, letterale e materialistica della religione: mi sembra che si voglia dimenticare, in breve, che il discorso religioso è sempre obliquo e simbolico e non si lascia imbrigliare nelle strettissime maglie del senso comune – esempio tipico, la Mamma.

    C’è sempre un rovescio della medaglia, da tenere in considerazione; c’è sempre un significato ulteriore, da non dimenticare.

    E spesso si tratta di medaglie con più di due facce.

    La vita è complessa, la Mamma è piuttosto semplice.

    Lo sapevano i greci, il cui pensiero ha innervato il cristianesimo: φάρμακον, veleno e medicina.

  2. Lasciatemi dire una cosa:

    Quando ci rivolgiamo alla Madonna
    è bene chiamarla con un attributo e non con il nome.
    Lei è Madonna, Vergine, Regina e Madre.

    Non mi sono mai permesso di chiamare mia madre con il suo nome,
    tanto meno mio padre.

    Non è solo una questione etica, un dovere morale,
    ma di sensibilità.

    Mentre certi filmati di racconti “generis” come pseudo sacri
    si debbano ritenere pericolosi per i grandi e deleteri per i giovani
    perché hanno facile presa su chi è dimentico dei testi del Vangelo col inculcare considerazioni e situazioni lontane dalla verità.

    Grazie.

  3. tranquillo, armando

    il regista-produttore è dell’Opus Dei: una garanzia, dovrebbe almeno, per te

  4. Tranquillo, Panciroli: non lo è.

    Armando, tu l’hai visto? Se non l’hai visto dovresti, se vuoi dare giudizi. E’ un dovere morale.

  5. tranquillo, ber. lo è

    “Ex numerario dell’Opus Dei, 47 anni, studi all’Università di Navarra e una carriera tra periodici e televisioni, Cotelo…..”
    http://www.avvenire.it/Spettacoli/Pagine/La-Terra-di-Maria-il-docufilm-che-indaga-la-fede.aspx

  6. come in un film

    OPUS DEI: “…..la mortificazione corporale praticata dai membri numerari (pratica che consiste nell’applicazione sulla coscia, del “cilicio”, una cintura di metallo con degli uncini interni, che penetrano nelle carni, allo scopo di ricordare il dolore provato da Gesù durante la crocifissione)……)

  7. Armando ti hanno chiesto se hai visto il film, se sì commenta, se no, meglio se ti astieni. Lo dico per te.

  8. …lo ammetto, non l’ho visto: Mea culpa.

    Non l’ho visto e giustamente non l’ho giudicato,
    ma ho espresso solo un timore,
    …e chi è stato scottato ha paura anche dell’acqua fredda.

    Grazie Berlicche nel voler fugare i miei timori come un amico.

  9. Che bel commento!!!! E quanto hai ragione!!!

  10. xPanciroli:
    E’: tempo presente.
    Ex: cosa che riguarda il passato.
    Capisco che la x, così piccola, possa confondere.
    In ogni caso, “ecchisenefrega”.
    Per il resto, ti suppongo avido lettore di Dan Brown e dei giornali di gossip da parrucchieri.

  11. Non ho visto il film ma posso testimoniare che quando si chiede con fede la guarigione dell’anima alla Mamma celeste, LEI ti aiuta. Con la Mamma non si cammina ma si vola nella vita spirituale. Questa è la mia esperienza.

    Sono entrata in questo blog per caso e subito mi è piaciuto, nel senso che mi sono trovata a mio agio. Mi sono iscritta e spero di ricevere gli aggiornamenti.

  12. Bello, Bello, Bello, l’ho visto 2 volte, una con marito e figli, un’altra volta con le colleghe. Nella mia città è arrivato grazie ad una mia amica. (È fuori dai circuiti di distribuzione) doveva rimanere in cartellone una settimana ed è rimasto più di un mese. Bisognava prenotare i biglietti
    Insomma se tanta gente va a vederlo un motivo ci sarà. .

  13. hai sempre ragione, ber

    “Juan Manuel Cotelo Onate (Madrid, 1966) no es sacerdote, ni miembro de ninguna orden religiosa. Es actor, director, guionista y productor de cine -habiendo coincidido con destacadas figuras del mundo de la televisión, incluyendo el gigante Globomedia, con el que aún colabora-. Sin embargo su nombre ha quedado asociado al cine religioso después del exitoso documental ‘La última cima’, que el año pasado se convirtió en una de las producciones españolas más vistas ante la sorpresa de críticos y analistas.”

    e nel video il Cotelo annuisce quando l’intervistatore pronuncia il periodo succitato

    controlla al minuto 2′: http://www.periodistadigital.com/ocio-y-cultura/cine-y-teatro/2011/11/30/juan-manuel-cotelo-ultima-cima-te-puede-pasar-a-ti-dios-religion-director-productor-guionista-.shtml

  14. ci sarebbe anche wiki, ber,

    che conferma la laicità e la non appartenenza del Giovanni Emanuele ma evito; chissà perché Avvenire, cioè la CEI, parla di Opus Dei? Sarà che ha disposizione informazioni più precise? Ah, Dan Brown è un dilettante dei complotti, al confronto.

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