Senza soluzione

Togliere Dio non elimina il problema del male nel mondo, ma solo tutte le sue possibili soluzioni.

male

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 5 febbraio 2015 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 40 commenti.

  1. infatti è buffo notare come l’ateo più ateo poi si indigni di fronte a qualcosa e si ostini ad affermare che qualcosa è meglio o peggio di qualcos’altro.

  2. @Fasullo

    già chiedere perchè è sbagliato, se una cosa non ha senso vuol dire che non ha un senso.

  3. “infatti è buffo notare come l’ateo più ateo poi si indigni di fronte a qualcosa e si ostini ad affermare che qualcosa è meglio o peggio di qualcos’altro.”

    Secondo te l’ateo più ateo può dire che Piero Fassino è più alto di Brunetta? Se sì, può dire che la musica di Schubert è migliore di quella di Justin Bieber (se non altro a suo parere)? Se sì, può dire che è meglio mangiare un panino con la mortadella che ricevere una vangata sul naso? Se sì, può indignarsi per una legge che ritiene ingiusta o inadeguata ai suoi scopi rispetto ad altre possibilità?

  4. L’ateo più ateo può dire tutto quello che vuole ma continua a non avere senso qualsiasi cosa si dica e come giustamente fai notare si tratta solo di una questione di gusti, preferenze o modi di vedere le cose. Uccidere per alcuni è giusto per altri no, etc. etc. etc.

  5. Forse volevi dire: “Pensare di togliere Dio…. “.

  6. Uccidere con Kalashnikov è sbagliato..poiché illegale,uccidere con forcipe è legale..quindi giusto.

  7. Gesù dice “Non avete letto la Legge e i Profeti dove è scritto che bisognava che il Messia doveva soffrire per redimere il suo popolo …”, e se tutto il mondo dice il contrario e poi il male resta e nessuno unisce le sue sofferenze a quelle del Signore, beh allora tenetevi le spiegazioni del male che vi offre il mondo, i politici, gli opinionisti, e vivete – se ci riuscite – tranquilli e beati.

    Dio che ha creato miliardi di galassie ove ciascuna ha miliardi di stelle, e ogni stella è un “coso” grande e potente come la nostra stella di nome “Sole” ! E Dio non si autodefinisce come grande costruttore o grande architetto (come dicono i massoni) ma si definisce con una parola “Amore” che nel nostro villaggio globale è terribilmente distorta dal suo significato primitivo e puro. Pertanto, se il Figlio di Dio si fa uomo (già qui è aria di vertigini), vive e lavora in mezzo a noi, parla la nostra lingua, muore prendendo per Amore (significato puro e primitivo) il nostro posto di imputato in un processo (come fece Salvo D’Acquisto), e oggi ci parla dicendoci quelle cose, ritengo che non sia poi così lecito dichiarare “Questo qui è scemo, ma cosa vuole da me”. Forse è il caso di ascoltarlo e di meditare con umiltà le sue parole severe e forti, ma preziose per la fonte da cui provengono.

    «Non avete letto la Legge e i Profeti dove è scritto che bisognava che il Messia doveva soffrire per redimere il suo popolo …». Domanda : e perché io debbo andare dietro a Gesù a soffrire ? Che ho la faccia da Messia ? No, non ce l’hai, però lontano da Gesù si soffre lo stesso e inutilmente poiché il dolore e le ingiustizie abbondano nel mondo e stai tranquillo che non ti risparmieranno mai, e Gesù quando è venuto sulla Terra con in tasca il progetto del Padre, non ha eliminato la morte, il dolore, l’ingiustizia, il peccato, ma – mite come un Agnello destinato al macello – ci si è sdraiato sopra, e allo scandalo del male ha aggiunto uno scandalo ancora più grande, cioè la sofferenza di un Dio (Onnipotente ??) che soffre e muore. Se resti nella Chiesa capirai il perché di tutto questo, e comunque questi suoi gesti ti hanno spalancato le porte del Paradiso – consentimelo – senza alcun tuo merito. Infine, Gesù vede dietro di sé, “troppa” gente che lo segue, vede anche me e te, e non ci caccia via, ma ci chiede “Vuoi essere cristiano ?”. Cristiano vuol dire alla lettera “essere al seguito di Gesù Cristo”. Attenzione, non ha detto “Vuoi andare in Paradiso al termine della tua vita”, in quanto per questo scopo già ci sono le basi, e cioè la sua morte e resurrezione, e manca solo il tuo accettare il dono senza gettarlo ai porci (Mt 7), ma ha detto “Vuoi essere cristiano ? Vuoi seguirmi ? Vuoi dividere con me la gioia di costruire un Regno per te e per tutti ?”

    Gesù non racconta barzellette e con molta serietà unisce le mie e le tue sofferenze a quelle della sua croce, ne fa “una confezione unica” e la offre al Padre dicendo “Ecco, vedi, queste sono le NOSTRE offerte e i NOSTRI sacrifici che ti presentiamo INSIEME.

    E siccome i peccati erano cose serie, siccome l’amnistia (Alè tutti in paradiso, andiam andiam andiamo a paradisar coi sette nani andiamo andiamo andià) è una buffonata ingiusta, e siccome la cauzione per i nostri crimini concretizzatasi con il sangue sulla croce è cosa serissima come i peccati, ecco che stavolta la nostra assoluzione è in piena dignità, il nostro riscatto è completo, e il merito di una simile svolta IN GIUSTIZIA ED AMORE (Dio è giustizia e Dio è amore) ha un merito che ovviamente è in primis del nostro capitano Gesù e del suo pagamento in contanti (il suo sangue preziosissimo) ma anche nostro che siamo stati suoi soci in affari “una confezione unica” nel progetto SOFFERENZA per amore.

  8. @Berlicche “Togliere Dio non elimina il problema del male nel mondo, ma solo tutte le sue possibili soluzioni.”
    In realtà, nemmeno Dio è una soluzione al problema del male. Non lo è nel mondo terreno, visto che – per citare le parole di Mario – “Gesù quando è venuto sulla Terra con in tasca il progetto del Padre, non ha eliminato la morte, il dolore, l’ingiustizia, il peccato”; e non lo è nemmeno nel mondo ultraterreno, giacché l’Inferno è eterno, e ciò significa che il male non sarà mai cancellato dalla creazione. Il male ci sarà sempre.

  9. E dagliela. Dillo, Max, che volevi che ti evitasse la fatica di essere buono.

  10. Buono? Ma se in uno dei Vangeli Gesù medesimo dice che solo Dio è buono!
    Ovviamente io non gli credo: uno che ti lascia soffrire eternamente (Inferno), può essere tutto tranne che buono.

  11. Solo Dio è buono, noi possiamo provare ad esserlo.
    E’curioso, Max, che tu non credi in Dio e nello stesso tempo lo accusi. Se non gli credi potrebbe essere come tu credi non sia; se gli credi allora non dovresti accusarlo. Devo ammettere che sei istruttivo: tu, letteralmente, pensi di essere sullo stesso piano di Dio, o un poco più in su.

  12. Infatti si è atei quando si pensa di essere meglio del dio che si ha in mente.

  13. @ Alèudin dell’8 febbraio alle 18.32: proprio così!

    Sempre più spesso sono tentata di concludere che certi atei (non tutti!) cercano di dimostrare in tutti i modi che Dio è malvagio non solo per infingardaggine spirituale, in conseguenza della quale “sotterrano” quell’unico talento spirituale che non gli riesce di vaporizzare, ma solo di nascondere, talento da cui proviene l’assillante richiamo intuitivo al fatto che il Cosmo, nonostante lo sfregio della morte e dell’entropica dissipazione dell’energia, conserva comunque un equilibrio che ne assicura la permanenza come Tutto interconnesso e ordinato, capace per giunta di esprimere e sostentare un fenomeno così complesso come l’insieme dei viventi.

    No, non solo per questo interessa loro affibbiare al Creatore l’etichetta di sadico distruttore e torturatore; lo fanno anche perché così si sentono pienamente legittimati loro per primi a essere, se non proprio dei serial-killer, almeno degli sleali sfruttatori della ‘buona fede’ di quei tontacchioni beoti che pretendono di difendere l’onore, o meglio di “santificare il nome” di un Padre così poco degno di fiducia e gratitudine (dal loro “illuminato” punto di vista).

    Così, se diventano dei ladri, dei calunniatori, dei traditori possono sempre dire: “sono sempre migliore, più giusto, di quel Dio devastatore da cui pure quei fessi creduloni sopportano tante angherie. In fondo, quei babbei si meritano ben peggio dei banali dispettucci che mi son permesso di fare io, pover’uomo/povera donna in lotta col Fato mostruoso e il Mondo infame e…le bollette da pagare”.

    Un singolare mix di vittimismo e narcisismo an-empatico (o dis-empatico) e prevaricatore, non trova?

  14. @Berlicche
    “E’curioso, Max, che tu non credi in Dio e nello stesso tempo lo accusi.”
    Io credo nell’esistenza di Dio e credo pure che Gesù sia suo figlio. Al tempo stesso, però, non credo nella bontà di Dio, non credo che ami ciascuno di noi infinitamente.

  15. Curioso, Max. credere a qualcuno ma non credergli…
    Vuol dire che non credi a Lui, ma alla immagine che te ne sei fatta.
    E’ come se dicessi ad una ragazza: “io credo in te”. Lei “io ti amo”; Tu: “Non è vero, t..ia!”
    Un po’ da ricovero.

  16. Ti sbagli.
    E’ un po’ come se dicessi alla ragazza del tuo esempio: “io credo nella tua esistenza – dal momento che ti vedo, ti tocco e ti sento – ma non credo che tu mi ami davvero”.
    Non penso proprio sia un’affermazione assurda.
    Voi cristiani partite da questo ragionamento: se Dio non fosse buono, non sarebbe Dio; pertanto, se Dio esiste, è per forza buono.
    Io invece la vedo diversamente: Dio esiste, ma non è detto che sia veramente buono, anzi: molte cose (vedi, per esempio, l’Inferno) mi fanno credere tutto il contrario.

  17. Se non la ami, non è la tua ragazza.
    Se non gli credi, non è Dio. E’ la tua immaginazione.

  18. Max ha scritto: “Io credo nell’esistenza di Dio e credo pure che Gesù sia suo figlio. Al tempo stesso, però, non credo nella bontà di Dio, non credo che ami ciascuno di noi infinitamente.”
    E ancora:
    “Buono? Ma se in uno dei Vangeli Gesù medesimo dice che solo Dio è buono!
    Ovviamente io non gli credo: uno che ti lascia soffrire eternamente (Inferno), può essere tutto tranne che buono.”

    Un vero diavolo, intendo uno che non sia una metafora letteraria, non potrebbe esprimere con maggior chiarezza il suo pensiero.

    Vangelo di Marco, capitolo 1, versetto 24: “Che c’è fra noi e te, Gesù Nazareno? Sei venuto per mandarci in perdizione? Io so chi sei: il Santo di Dio!”

  19. Ma non è strano che il demone accusi Gesù di volerlo mandare in perdizione? Il demone c’è già in perdizione, altrimenti non sarebbe tale.

  20. @ Max, a parte che le traduzioni variano (nella CEI 2008 per esempio, il demonio dice «Sei venuto a rovinarci?») basta far mente locale al contenuto dell’episodio in questione per capire che di strano non c’è proprio nulla. Si tratta della liberazione di un indemoniato. Lo spirito immondo si lamenta del fatto che Gesù lo sta scacciando da una situazione per lui comoda e gradevole, “dentro” un tale di Cafarnao.

  21. A senm_webmrs

    Grazie senm_, stavolta mi ha preceduto Lei nel fornire la risposta. Comunque devo dire che avevo scelto apposta quella traduzione della frase, piuttosto che la più diffusa “Sei venuto a rovinarci?”, proprio per accentuare l’analogia tra l’insistenza di Max nel collegare Dio, Gesù e l’inferno e la stessa “forma mentis” manifestata dall’inquilino abusivo dell’ascoltatore del Maestro, nella sinagoga di Cafarnao.

    A Max

    Guardi che non avevo mica intenzione di darle dell’indemoniato, sa? Volevo solo sottolineare una somiglianza significativa. Anche a me è capitato di averne una con un altro personaggio poco raccomandabile, dal punto di vista dell’Innocente condannato, ossia con Caifa, e mi ritengo fortunata per l’osservazione di un’amica che me lo fece notare.

    In ogni caso, complimenti per l’abilità sofistico-dialettica. Sarà mica un copyrighter?

  22. @senm
    “a parte che le traduzioni variano (nella CEI 2008 per esempio, il demonio dice «Sei venuto a rovinarci?»)”
    Ecco, così si capisce meglio.

    @marilumari
    “Guardi che non avevo mica intenzione di darle dell’indemoniato, sa?”
    Meno male, mi era sembrato…. :-)
    Ritornando alla questione della bontà di Dio, la cosa che più mi fa dubitare di essa è, come ho già detto, l’esistenza dell’Inferno: il fatto che Dio, invece di distruggere i dannati: il che sarebbe un atto davvero misericordioso, come il colpo di grazia che si dà ai condannati agonizzanti; li abbandoni in quella condizione di sofferenza eterna e fine a se stessa.
    Che poi mi chiedo: come può, ad esempio, una madre essere felice in Paradiso, sapendo che suo figlio brucia all’Inferno?

  23. “Che poi mi chiedo: come può, ad esempio, una madre essere felice in Paradiso, sapendo che suo figlio brucia all’Inferno?”

    Infatti, Max, la Madre del Signore e Madre della Chiesa universale (visibile e invisibile), la Regina di tutti i santi, è spesso apparsa in lacrime ai veggenti a cui si è rivolta nel corso dei secoli. A La Salette, nel 1846, si è manifestata come una giovane contadina (abbigliata comunque con gli abiti della festa tradizionali per le donne del luogo) seduta su una roccia con la testa tra le mani, scossa da violenti singhiozzi, benché fosse avvolta da una luce intensissima, a ragione definibile come paradisiaca. A Fatima, col volto profondamente rattristato, ha più volte raccomandato ai pastorelli di pregare e offrire rinunce per strappare quante più anime possibili alla dannazione infernale, supplicando, nel contempo: “Non offendano più il Signore già tanto offeso”.

    Come possa convivere questa lancinante sofferenza morale dettata da tenerissima commozione empatica anche per il dolore dei peggiori rèprobi, con la non meno reale beatitudine del Cielo (“tutte le generazioni mi chiameranno beata”, ha Lei stessa profetizzato nel cantico del ‘Magnificat’) è uno dei molti misteri di un’Eternità da quaggiù non pienamente sondabile, su cui deve appuntarsi la virtù teologale della nostra Fede, insieme con quella della Speranza.
    (Niente a che spartire con masochismo o dolorismo più o meno perversi, naturalmente. Questa, casomai, potrebbe essere una storpiatura da “opere di crudeltà spirituale” berlicchiane :-))

    La permanenza dell’inferno ha comunque molto più a che fare con l’inflessibile odio (verso Dio e gli umani) dei demòni che non con una (inesistente) finzione di bontà da parte di Dio. Com’è che queste un tempo splendide e tuttora intelligentissime creature angeliche siano ridotte alla più totale incapacità di perdonare se stesse e gli altri (o l’Altro), è rimasto un mistero per molti teologi e santi.
    San Paolo parla di “mistero dell’iniquità”. In un manoscritto custodito nella basilica antoniana a Padova, San Massimiliano Maria Kolbe scrive che se Satana potesse anche solo di sfuggita, mentalmente, pronunciare con un pizzico di venerazione o nostalgia l’invocazione “Maria!”, verrebbe … assunto in Paradiso all’istante. Il punto è che proprio non può, non ci riesce, non è…nelle sue corde. Perché? Mistero di una superbia e un orgoglio che definire masochisti sarebbe da minimalisti e che purtroppo possono infettare anche quegli umani che finiscono col diventare dannati.

    Perché non annientarli, allora? Perché demòni e dannati non sono altrettanti PierGiorgio Welby. Loro vogliono esistere per continuare a maledire Dio e il mondo, in un loop perverso in cui l’unico a sparire è lo spirito di non-contraddizione, mentre Menzogna e Ipocrisia sono esaltate alla massima potenza.
    Leggere e meditare il passo di Giovanni 8, 43-44 (nel contesto di tutto il capitolo ottavo di quel vangelo) può esserle d’aiuto, anche se capisco che non riuscirà a eliminare ogni perplessità.

    Saluti cordiali e buon…rimasuglio di domenica.

  24. @ Max, a proposito della questione dell’inferno perché c’è e perché non è vuoto, le suggerisco , di C.S. Lewis, «Il grande divorzio».
    https://lafontanadelvillaggio2.wordpress.com/2013/03/05/perche-camminare-quando-puoi-cavalcare-reprint/

  25. @ a Senm_Webmrs

    Divertente il brano di Lewis riportato per intero dal reverendo nel suo blog. Però, ecco, non fa giustizia dei nostri fedeli amici e pazientissimi custodi angelici, secondo me.

    Quell’energumeno sfavillante che continua a ripetere come un automa “Posso ucciderla?” (in riferimento all’anima lucertolosa), quando potrebbe — in tutta semplicità e con umile adesione tanto alla realtà oggettiva della situazione quanto alla verità soggettiva dell’angosciata incomprensione del titolare di quella stessa anima più rettiliana che retta — annunciare una trasformazione, una “riparazione”, dolorosa sì, ma mai distruttiva, mi fa pensare a un cinico e sprezzante doctor House più che a uno spirito eletto, tutto permeato dall’Amore e dalla Con-passione del suo (e nostro) Creatore e Salvatore.

    Potrò risultare più noiosa di un pastore protestante della serie dei Simpson, però ritengo sia fondamentale non dimenticare mai che “Dio può far sorgere figli di Abramo anche dalle pietre” (Matteo 3, 9), sempre e comunque. L’unica cosa che può impedirglielo è il “no!” irriducibile di quelle stesse pietre più testarde di un muro (che sarebbe un ‘mulo’, tradotto in infernalese).

  26. @ marilumari: vale la pena leggere tutto, garantisco :-)

  27. @ senm_webmsr

    D’accordo, del Suo giudizio mi fido particolarmente, per cui non mancherò.
    Anche perché credo che questo titolo sia molto probabile trovarlo tra quelli disponibili al prestito, presso la biblioteca comunale. (:-))

  28. Per chi volesse, e conosce l’inglese, posso mandare il testo originale. Scrivetemi per posta.

  29. @marilumari
    “Come possa convivere questa lancinante sofferenza morale dettata da tenerissima commozione empatica anche per il dolore dei peggiori rèprobi, con la non meno reale beatitudine del Cielo (“tutte le generazioni mi chiameranno beata”, ha Lei stessa profetizzato nel cantico del ‘Magnificat’) è uno dei molti misteri di un’Eternità da quaggiù non pienamente sondabile […]”
    Mi pare infatti una contraddizione insanabile. Se la beatitudine è felicità al sommo grado (e la beatitudine della Madonna è superiore a quella di tutti i beati, giusto?), non dovrebbe esservi in essa nemmeno un briciolo di sofferenza, altrimenti che beatutidine è?

    “Perché non annientarli, allora? Perché demòni e dannati non sono altrettanti PierGiorgio Welby. Loro vogliono esistere per continuare a maledire Dio e il mondo […]”
    Può darsi che ciò sia vero per quanto riguarda Satana e i demoni, ma mi pare assai diffcile credere che i dannati, pur di continuare a maledire Dio, non vogliano essere annientati e, di conseguenza, scelgano di soffrire eternamente.
    La ragione principale per cui non lo credo è la seguente:
    se già le sofferenze terrene spingono molte persone a togliersi la vita, ad auto-annientarsi; com’è possibile che le sofferenze ultraterrene – di gran lunga peggiori delle prime – non spingano i dannati a desiderare l’annientamento (dal momento, appunto, che non possono suicidarsi)?
    Se non sbaglio, lo stesso Dante scrive che i dannati desiderano la “seconda morte”, quella veramente definitiva.
    Ritorniamo quindi alla solita domanda: perché Dio, se è davvero misericordioso, non dà ai dannati questa “seconda morte”?

  30. @senm
    “a proposito della questione dell’inferno perché c’è e perché non è vuoto, le suggerisco , di C.S. Lewis, «Il grande divorzio».”
    Grazie per la segnalazione. Mo’ scrivo a Berlicche.

  31. Max, mi scusi, vedo solo ora il suo commento.
    E’ molto tardi, sarò breve.
    Riguardo al primo esempio, non credo che si possa parlare di una contraddizione, quanto piuttosto di un paradosso, di un mistero. Infatti c’è, nel caso dell’apparizione mariana de La Salette, una COESISTENZA REALE E SOSTANZIALE sia delle lacrime e del dolore profondo, sia della “luce paradisiaca” che avvolge la Signora apparsa ai due piccoli veggenti. E’ un po’ come la compresenza delle piaghe — dotate di uno spessore e una profondità ben tangibili, verificati da san Tommaso — e della capacità di attraversare i muri COME FOSSE un fantasma (ma non lo è), nel corpo del Risorto.

    A proposito della seconda morte tanto desiderata dagli ospiti dell’ “Inferno” dantesco, non ricordo nulla, mi spiace. Posso dirle che nell’Apocalisse essa è menzionata nel senso di morte definitiva, eterna.

    Sui dannati che desiderano l’annientamento. Desiderano molto di più (r)esistere per vendicarsi di Dio e della creazione intera, se stessi inclusi: l’odio che li ricolma li trasforma in qualcosa di ben diverso dagli esseri umani che potremmo considerare ragionevoli e normali. Ha presente gli psicotici in generale e gli psicopatici omicidi più in particolare?
    Nel solito capitolo ottavo del vangelo giovanneo il Signore accenna al fatto che “chi commette il peccato diviene schiavo del peccato”; il peccato di rifiuto di Dio e di tutto quanto da Lui amato domina completamente chi lo commette fino all’ultimo respiro. Ne ho scritto più diffusamente in un commento a fine dicembre ’14; mi scusi, ma ora non ho proprio voglia di andare a ripescarlo.

    Saluti cordiali e alla prossima.

  32. Berlicche, grazie mille dell’offerta, ma preferisco verificare prima alla biblioteca pubblica. Sono un bel po’ pigra, e il mio inglese, anche solo letto, si è andato sempre più arruginendo negli ultimi anni.
    Comunque la terrò presente come ‘extrema ratio’ (:-)), grazie ancora.

  33. @marilumari
    “mi scusi, ma ora non ho proprio voglia di andare a ripescarlo.”
    Non si preoccupi.

    “Desiderano molto di più (r)esistere per vendicarsi di Dio e della creazione intera, se stessi inclusi: l’odio che li ricolma li trasforma in qualcosa di ben diverso dagli esseri umani che potremmo considerare ragionevoli e normali. Ha presente gli psicotici in generale e gli psicopatici omicidi più in particolare?”
    Possibile che tutti i dannati siano ricolmi di odio? Resto molto dubbioso al riguardo.

  34. Ringrazio Berlicche per il libro di Lewis.

  35. Max,

    è possibile che alcuni o anche molti, ALL’INIZIO siano più che altro travolti dall’incredulità e dallo stupore, scoprendo di aver amato SOLO se stessi quando credevano di aver amato e adorato Dio e il prossimo secondo la migliore e più…onorevole tradizione. La risposta dei reietti, nel Giudizio Universale in seguito al quale si vedono condannati alle fiamme eterne, che viene riportata al capitolo 25 del vangelo di Matteo, dovrebbe farci tutti riflettere in questo senso. D’altra parte c’è la fervente raccomandazione di San Paolo, nel secondo capitolo della lettera ai Filippesi, versetti 12-13:: “attendete alla vostra salvezza con timore e tremore. [13]E’ Dio infatti che suscita in voi il volere e l’operare secondo i suoi benevoli disegni.”

    Anneliese Michel scelse proprio la frase scritta da San Paolo in Filippesi, 2,12 come epitaffio della propria tomba.
    Per scoprire chi sia stata questa straordinaria e misconosciuta, giovane santa, consiglio la lettura di questo bell’articolo di Rino Camilleri: http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3292.

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