Fango

Correva e correva, e le sembrava che non avrebbe mai finito di nascondersi.
La pioggia cadeva da una settimana, la campagna era fredda e fradicia, fango dappertutto.
E questo era un bene. Il fango le era sempre piaciuto, fin da piccola. Le piaceva saltare nelle pozzanghere, gli schizzi, la senzazione di freschezza. Adesso il fango, la pioggia, le piacevano ancora di più. Non si può seguire una pista mentre piove.
Scappava. Scappava dal giorno in cui erano arrivati a casa a prenderli. Avevano dovuto lasciare il nonno, e sua madre aveva pianto tanto. Ma non si poteva fare niente. Si erano rifugiati a casa del suo amico Danny.
Chissà cose ne era stato del nonno. Poteva immaginarlo. Si sapeva cosa facevano dei vecchi.
Non era sempre stato così. Si ricordava ancora quando vivevano bene. A volte derisi, ma rispettati. Utili per tutti. Poi le cose erano iniziate a peggiorare. Il problema era la razza, le avevano spiegato. C’era qualcuno a cui loro non piacevano. Credevano…non sapeva neanche lei bene cosa credevano. Era una questione politica, ed era una questione di paura, perché quelli a cui la loro razza non piaceva erano spesso violenti. Molto violenti. E non li si voleva inquietare.
Così suo padre aveva perso il lavoro. Non era riuscito a trovarne un altro. Nessuno voleva ospitare più quelli come loro. Avevano pensato di fuggire altrove, dove fossero ancora apprezzati, o quantomeno potessero vivere in pace. L’avessero fatto! Adesso lei non sarebbe stata lì, a scappare, senza potere farsi vedere da nessuno.
Perché farsi vedere assieme a loro era diventato pericoloso. Li avevano banditi, perché a quegli altri loro davano fastidio. A quelli che parlavano di ciò che è puro, e ciò che non lo è. Erano state fatte nuove regole, nuove leggi. Apposta per loro. Per far stare tranquilli gli altri.
Da un giorno all’altro non avevano più avuto un posto dove stare. Si raccontava di luoghi in cui…ma era meglio non pensarci.
Erano fuggiti di notte. Gli amici di quelli a cui loro non piacevano, i custodi delle nuove leggi, stavano venendo a prenderli. Suo nonno non aveva voluto venire. Non l’aveva mai più visto.
Suo padre, sua madre, suo fratello. E lei.
I genitori di Danny li avevano nascosti nella loro soffitta. Poche settimane. Per un caso lei era in cantina, quando li avevano scoperti. Era stata Suzy a denunciarli. La sua migliore amica, un tempo. Ma era cambiata. Suzy, sempre pronta a compiacere quelli più forti.
Lei era in cantina, e aveva sentito. Aveva sentito tutto. Quando erano entrati, quando avevano preso suo padre, sua madre, suo fratello. Sapeva cosa avevano fatto a sua madre. Suo padre era stato un tonfo, suo fratello gridava e poi aveva smesso di colpo. Quindi era stata sua madre a comincia ad urlare. C’erano state delle risa sguaiate, aveva sentito una voce d’uomo gridare “fagliela vedere, a quella porca”, e poi altro che aveva cercato di dimenticare.
Non ricordava neanche quando era scappata dalla porticina sul retro, mentre i catturatori della sua famiglia erano impegnati.

Cadde nel fango. Non si rese conto di essere andata a sbattere contro qualcuno finchè non vide, a pochi centimetri dalla sua testa, gli stivali.
Erano avvoltoi. Erano iene. Erano faine. Erano coloro che la stavano cercando, e l’avevano trovata.
Lo stivale la schiacciò nella mota. “Guarda guarda, cosa abbiamo qui? Una maialina a cui piace rotolarsi nel fango.”
Erano troppi, e lei era stanca. Avrebbe voluto tornare a casa sua, ma non aveva più una casa. Le era stata tolta, per paura.
Ma lei non aveva paura. Non sentiva neanche cosa le dicevano, le frasi orribili su salcicce e salami che non voleva capire. La pioggia si mischiava alle lacrime, e le lacrime erano fango. Il fango, che sarebbe stata la sua casa.
Un calcio alla testa. “Ho chiesto: come ti chiami, maialina?”
“Peppa”, lei rispose.

fango

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 16 gennaio 2015 su fiaboidi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 56 commenti.

  1. lavitasempreintorno

    L’ha ribloggato su lavitasempreintornoe ha commentato:
    Bellissimo. Diabolico veramente…

  2. lavitasempreintorno

    Non riesco ad aprire il link, ma mi sembra di aver letto da qualche parte che qualcuno comincia ad aver problemi anche con i cartoni animati… Sbaglio?

  3. Cerca su Google “Oxford press” e “pig”.

  4. lavitasempreintorno

    Trovato, grazie.

  5. Penso che chiunque con figli di 3-5 anni abbia immaginato con piacere distopie del genere, dopo il ventesimo episodio di fila …

  6. Un papà che immagina distopie del genere dopo soltanto venti episodi è un dilettante…

  7. Il caso della Oxford University Press mi pare assomigli al caso Barilla.
    In entrambi i casi, si è di fronte a scelte legittime in ambito imprenditoriale.
    Tante persone percepiscono uno stipendio lavorando onestamente per la Oxford University Press e per Barilla.
    E la Oxford University Press e Barilla hanno l’obbligo di riuscire a ottimizzare le proprie vendite e di espanderle per quanto possibile, garantendo – in questo modo – lo stipendio di chi onestamente lavora per loro.
    E “inimicarsi” una parte possibile dei propri potenziali acquirenti non è una funzionale strategia di marketing.
    Cordialità

  8. Quindi, Aristarco, le fabbriche di armi “hanno l’obbligo di riuscire a ottimizzare le proprie vendite e di espanderle per quanto possibile, garantendo – in questo modo – lo stipendio di chi onestamente lavora per loro”?

    PS Je suis Jacovittì

  9. Certo, Aristarco , è pienamente legittimo buttare a mare tradizioni, onestà, un poco della propria libertà se lo scopo è guadagnare. Anche tu sei giustificato.
    Da parte mia ritengo il denaro un poco meno importante di altro. Anche la mia è una scelta legittima. E non la cambio, perché mi permette di guardarmi allo specchio.

  10. Eppe,
    cosa – a tuo parere – dovrebbe invece fare – ad esempio – la Fabbrica d’Armi Pietro Beretta S.p.A.? Chiudere e licenziare le 2500 persone che vi lavorano?
    Poi, magari, vengono tutte a casa tua a mangiare ;-)

    Berlicche,
    Io lavoro in una ditta privata.
    In cui vi sono dieci comandamenti.
    Il primo comandamento è:”vendere, vendere, vendere”.
    Il secondo comandamento – che si sta oggettivamente irrobustendo – è di tipo “etico”: codice morale, codice etico, codice deontologico e – ovviamente – pieno rispetto delle leggi vigenti.
    Il terzo comandamento è poi uguale al primo. E così pure il quarto, il quinto e così via, fino al decimo.

    Sui codici morali interni, ci credo limitatamente.
    Sul rispetto della legge, invece, mi pare che – per quel che mi risulta – sussista senza dubbi.

    Onestà? In senso di rispetto delle leggi vigenti? Ovviamente!
    Tradizioni? Certamente! Ma se il mercato va in un altra direzione, le tradizioni vanno nel portarifiuti nel giro di due secondi.
    Obiettivo – nel rispetto delle leggi vigenti – è vendere vendere vendere e massimizzare i profitti: non esiste che qualcosa si frapponga a questo obiettivo (sempre – ovviamente – nel rispetto della legge).

    Cordialità

  11. Queste sono le regole della ditta. Sono le tue?

  12. Berlicche, non sono le regole della ditta in cui lavoro: sono le regole del “mondo”.
    Dubito che una qualsivoglia ditta possa sopravvivere alla concorrenza con un differente approccio.
    Cordialità

  13. C’è sempre qualcuno pronto a dire «meglio rossi che morti». Aristarco, lei stia pure col mondo. Io preferisco cercare di stare con Havel.

  14. Bene, Aristarco, tu segui pure il mondo, io preferisco seguire Cristo (perché alla fine di questo si tratta).
    Di ditte, e di persone, che fanno scelte diverse ce ne sono. Io ne conosco. E’ un modo migliore di vivere. E’ quello di cui continuo a parlare, qui.

  15. A questo punto, anche rispettare le leggi diventa un assurdo: se posso guadagnare di più, e le leggi me lo impediscono , cosa impedisce che finiscano nel portarifiuti nel giro di due secondi? Tanto conta solo il quattrino, no?

  16. Del resto, si guadagna di più se i dipendenti non sono pagati, ma tenuti in catene alla catena di montaggio. In tal modo, la schiavitù aiuta la competizione economica, mentre i diritti dei lavoratori (nobile tradizione, sia chiaro!) devono finire nel portarifiuti nel giro di due secondi, altrimenti “se non si guadagna, non mangia nessuno”, no?

    La legalità la si segue solo per non avere delle multe, o delle noie, non certo perché la legge “è giusta”, visto che giusto è solo il quattrino.

    Aristarco, ti rendi conto che i tuoi “principi” portano a questi scenari? Se questo è il “mondo”, come lo chiami tu, peggio per lui: che vada nel portarifiuti nel giro di due secondi, o di due secoli. Staremo tutti meglio e nessuno lo rimpiangerà.

  17. Da “vietato vietare” alle fabbriche-casa alla Fourier il passo è brevissimo.

  18. Non so quanti dei lettori siano familiari con gli utopisti…forse varrebbe la pena farci su un post o due (mettiamo in coda…)

  19. I famosi Falansteri! I quali avevano sempre un bordello annesso (ogni utopista che si rispetti deve spendere metà della sua opera su questo tema).

  20. A proposito di Barilla. Supponiamo che in casa mia ci sia una macchina magica che produca non stop uno spaghetto Barilla sempre, ma senza interruzione. Dopo che è uscito uno spaghetto di 6 metri e di sezione 0,25 cmq io lo taglio e questo bizzarro cilindro lo riduco in una 30na di cilindretti (gli spaghetti Barilla così come li conosciamo) ed ecco fatto che con un po’ di ragù e una spolverata di parmigiano oggi si mangia. Ma se non fermiamo quella macchina tutto il nostro pianeta sarà sommerso di spaghetti. Addirittura verrà un giorno tra molti millenni che su una bilancia a piattelli quello spaghetto (magari anche spezzatosi in più segmenti) sarà più grande e più pesante dell’universo. Quei 0,25 cmq circolari piatti ( a due dimensioni) sono io e l’altezza infinita del cilindro spaghetti Barilla e’ il conferimento della vita eterna datomi da uno che ha detto “io ho vinto il mondo”. Stai tranquillo che questo sentore un giorno lo avrai anche tu. In tal caso esulta e afferra la salvezza al volo senza fare il pirla

  21. Detto in altre parole, se esiste Gesù Cristo allora esiste anche la vita eterna ed io non sono solo raggio per raggio per 3,14 cioè una candida base in cmq ma sono anche altezza e base per altezza non sono piatta area ma sono superiore volume, io non sono cmq ma sono metri cubi. E ne sono talmente tanti che il mio volume e’ perfino più grande dell’universo. Io sono più prezioso di tutto l’universo. Questa e’ la mia dignità se Gesù Cristo e vero. Sennò hai ragione tu e San Paolo lo ha detto 2000 anni fa prima di me e te

  22. Aristarco,
    a mio modesto avviso la Fabbrica d’Armi Pietro Beretta S.p.A. dovrebbe semplicemente, nel rispetto delle leggi vigenti (è una frase che mutuo dai tuoi post; fosse per me non la scriverei perché è una cosa scontata), selezionare la sua clientela vendendo armi soltanto a chi pensa ne possa fare buon uso (io penso che esista un “buon uso” anche per le armi: il primo è creare una deterrenza che ti permetta di evitare di doverle usare). Quanto ai 2500 dipendenti, se tu fossi a carico di tua madre disoccupata, ti andrebbe bene se si prostituisse per procurarti da mangiare?

  23. se esiste Gesù Cristo..........

    E infatti Paolo scrive: “Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo è risuscitato! Ma se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede. Noi, poi, risultiamo falsi testimoni di Dio, perché contro Dio abbiamo testimoniato che egli ha risuscitato Cristo, mentre non lo ha risuscitato, se è vero che i morti non risorgono. Se infatti i morti non risorgono, neanche Cristo è risorto; ma se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati. E anche quelli che sono morti in Cristo sono perduti.”
    Quindi è la resurrezione dalla morte ciò che conta non la semplice esistenza di un Gesù di Giuseppe; molti vi hanno ascoltati, alcuni si son convertiti ma la gran parte non l’ha fatto perché evidentemente era, è e sarà possibilissimo non credere; abbiamo scommesso su uscite diverse della roulette e l’uscita non è esistenza o non esistenza di Gesù quanto resurrezione o non resurrezione

  24. echi dalla Renania

    la prostituzione è, come il lavoro in fabbrica, la mercificazione e l’alienazione del proprio lavoro e del proprio corpo: l’aveva già sostenuto a suo tempo un certo Carlo da Treviri

  25. Panciroli, sarebbe un po’ come amare la cerimonia del matrimonio più della donna che sposi.

  26. sei troppo profondo, ber

    e non riesco a seguirti; parli della prostituzione?

  27. Direi proprio di no. Ti sto semplicemente facendo notare che hai messo il carro davanti ai buoi. Non c’è resurrezione senza Cristo, perché è di Cristo che si sta parlando; Paolo sta dicendo che se si nega la resurrezione allora il racconto della resurrezione è falso, e Cristo non è quello che si è detto.
    Ma è da Cristo che si parte, non dalla resurrezione. La fede si ha in Crsito risorto dai morti, non nella resurrezione incidentalmente di Cristo. Leggi tutto e meglio.

  28. " “Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo è risuscitato!"

    sei imbarazzante, ber, ma insostituibile

  29. resurrezioni e Resurrezione

    “I vangeli canonici riportano quattro casi di resurrezioni attribuite a Gesù:
    1) La figlia di Giairo – Giairo, capo di una sinagoga, chiede a Gesù di curare la sua figlia gravemente malata. Ma, mentre Gesù vi si sta recando, alcuni uomini vengono a dire che la figlia è morta. Gesù afferma che sta solamente dormendo e quando arriva alla casa la risuscita con la parola «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico, alzati!» (cfr. Vangelo secondo Marco, 5,21-43);
    2) Il figlio della vedova a Nain – Il figlio di una vedova viene portato a sepoltura nella cittadina di Nain. Gesù ha pietà della vedova e le dice di non piangere. Si avvicina poi alla bara e con le parole: «Giovinetto, dico a te, alzati!» lo risuscita (cfr. Vangelo secondo Luca, 7,11-17);
    3) La resurrezione di Lazzaro – Lazzaro, amico intimo di Gesù, è morto ormai da quattro giorni quando Gesù gli ordina di alzarsi (cfr. Vangelo secondo Giovanni, 11,1-44);
    4) La resurrezione di Gesù, che (teologicamente) è un fatto a sé, completamente diverso dai precedenti.”
    http://it.wikipedia.org/wiki/Miracoli_di_Ges%C3%B9#Resurrezioni_dei_morti

    perché c’è resurrezione e Resurrezione, ma quella che vale per Paolo è la seconda; per me per esempio andrebbe bene anche solo la prima, abissale ber.

  30. A parte che continuiamo ad essere decisamente OT, vale il punto 4 che anche tu segnali.
    Nelle prime tre si torna a morire; l’ultima, che varrà anche per noi al suo momento, è per l’eternità.
    Se ti interessa, il metodo è semplice: seguire Cristo. Oltretutto si vive anche cento volte meglio in questa vita.

  31. "Oltretutto si vive anche cento volte meglio in questa vita."

    Ne dubito fortemente ma per i cristiani la sofferenza è gioia: “Perciò sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa.”
    http://www.laparola.net/testo.php?versioni%5B%5D=C.E.I.&riferimento=Colossesi1

  32. Ogni cristiano sa bene che questa affermazione e’ il massimo della sapienza. Non hai diritto a spiegazioni poiché al contrario di berlicche io non ho pazienza con te. Se qualcuno in correttezza di intenti e’ sorpreso di questa affermazione di San Paolo e vuole da me una spiegazione, mi rintracci e mi scriva

  33. Panciroli, direi proprio di no: la sofferenza è sofferenza. Ma se si soffre per qualcuno, allora ha un senso.
    Ti faccio un esempio: un padre ci gode a sorbirsi due ore di Peppa Pig? No, ma se lo fa per la propria figlia allora ne vale la pena, ne è lieto. Non si sottrae.
    La gioia non è la sofferenza, ma ciò che tramite quella sofferenza si riesce a fare.
    Non hai mai sofferto per qualcuno? Non ti sei mai sacrificato per qualcuno? Allora non sai cosa voglia dire davvero amare.

  34. dai, marione, non alterarti

    ho solo stuzzicato il buon ber che tentava di contraddire il tredicesimo Apostolo, quello dedito ai Gentili come te e ber tra l’altro; quanto all’esegesi Paolina risparmiati: non sum dignus, Domine.

  35. dai, ber, non alterarti

    è solo che sembravi sostenere che la Fede “facesse vivere meglio in questa vita” e invece par proprio che tu, cristianissimo, soffra volentieri per i figli come me – per i nipoti per la verità – che puzzo di zolfo: so che la nostra – enorme – differenza teologica m’impedirà di raggiungerti nell’eternità ma ad un osservatore di Alfa Centauri non dobbiamo sembrare molto diversi, in fondo.

  36. Oh, Panciroli, ma la fede fa effettivamente vivere molto meglio in questa vita; così meglio che pare incredibile, se non lo si prova. Una cosa che ti fa dire: “Ma come accidenti vivevo male, prima? E come ho fatto a non accorgermene?”
    La differenza con i cristiani è che tu ti sacrifichi per quelli della tua famiglia, ma per il cristiano tutti sono famiglia. Anche i nemici.
    Sta sicuro che anche da Alfa Centauri se ne accorgono.

  37. ma per il cristiano tutti sono famiglia. Anche i nemici.
  38. Caro Panciroli, beato te che riesci a non peccare e non sbagliare mai; noialtri, invece, si sbaglia e spesso. In quella circostanza ci furono persone che rischiarono la vita (e spesso ce la rimisero) per salvarne altre, magari formalmente nemiche. Altri, tra cui alcuni che si dicevano pure cristiani, che non lo fecero. Ci si meraviglia? Se l’uomo fosse perfetto, non avrebbe bisogno del cristianesimo per potere essere salvato.
    In ogni caso se alcuni si macchiarono di crimini, fu non perché cristiani, ma perché rifiutarono in quella circostanza il cristianesimo. Tu trovami qualcosa d’altro che dice di amare i propri nemici, e poi magari ne riparliamo.

  39. Mr Panciroli appears to be…
    A gentleman of moderate virtue
    And of moderate vice
    That will not lay down the Cross
    Because he will never assume it.

  40. Ah, il mio poeta preferito!

  41. Io di poeti preferiti ne ho troppi (dev’esser vero che la donna è mobile…). Però ti devo imperitura gratitudine per aver scritto cose che mi hanno indotto a procurarmi The Rock. Costui va letto in originale (vabbe’, come tutti i poeti, del resto…)

  42. Ma sei il principe dell'eufemismo, ber

    ” Altri, tra cui alcuni che si dicevano pure cristiani, che non lo fecero.” Sì, 500000: http://it.wikipedia.org/wiki/Genocidio_del_Ruanda

  43. Quindi, Panciroli, se tu domani decidi di sterminare i tuoi vicini è colpa del cristianesimo? Qualsiasi sterminio fatto da qualsiasi gruppo armato è colpa di Cristo? I trentamila miliziani organizzati che passavano di villaggio in villaggio agivano su istigazione papale?
    E’ un ragionamento interessante: quando qualcuno compie un’azione in diretto contrasto con i Vangeli è colpa dei Vangeli se la fa. Mi complimento per la tua acutezza e coerenza.
    Con la paglia è meglio fare i cappelli, però.

  44. ma no, ber; era solo che trovavo

    divertente il tuo “alcuni”: so che tu – e il Papa e l’Emerito e forse molti cattolici – non faresti del male a nessuno; è solo che i catto sparano e mutilano come i prote, come gli orto, come gli hindu, come i musil………

  45. Ho solidarizzato con la vittima fino al nome. Poi basta. Adesso devo andare a confessarmi… :-(

  46. A proposito di “amare i propri nemici”, mi chiedo: ma Gesù amava pure il Nemico per eccellenza, amava pure Satana?
    E i cattolici amano Satana?

  47. Io personalmente desidererei tantissimo che Satana cambiasse idea.
    C’è differenza tra amare qualcuno e amare quello che fa.

  48. Berlicche,
    Non vengo più sul tuo sito.
    É stregato!
    Mi si rimette il mio nome e cognome, invece che il mio nickname.
    Ti chiedo cortesemente un ultima volta di cancellare il mio intervento.
    Ciao
    P.S. E comunque, quanto ti ho scritto corrisponde a ciò che mi è stato detto

  49. @Berlicche
    “C’è differenza tra amare qualcuno e amare quello che fa.”
    Mi stai dicendo, quindi, che tu ami Satana, ma ovviamente non ami ciò che lui fa e rappresenta. E’ così o sbaglio?
    Personalmente, non credo proprio che Dio ami il suo principale nemico Satana e nemmeno che ami i dannati.

  50. Dio ha creato Satana, Max, e lo mantiene esistente. Un tempo era uno dei suoi angeli più grandi.
    Io non mi azzardo a dire che Dio non ami qualcuno, fosse pure chi si è ribellato così.

  51. “Dio ha creato Satana, Max, e lo mantiene esistente”.
    Già, tanto Satana tormenta noi uomini, mica tormenta Lui. :-)

    Se Dio non amasse Satana (cosa che io credo), si contraddirrebbe, visto quello che Gesù ha appunto comandato: “Amate i vostri nemici”. In altre parole, Dio chiede, anzi: comanda, a noi miseri mortali di fare una cosa molto difficile (e, secondo me, pure ingiusta), ma Lui col cavolo che la fa!

  52. Max, te le canti e te le suoni.

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