Ritorno all’infanzia

Mi sembra di essere tornato bambino. A quegli anni settanta di “volemose bene”, di illusioni e buonismo, moralismo farisaico e austerity e scandali. I maître à penser di oggi non sono più i guru della rivoluzione del ’68, coloro che prepararono l’illusione, ma sono coloro che quell’illusione l’hanno creata, e ci sono invecchiati dentro.

Illusione svergognata dalla storia: “son caduti i fiori, restan solo i simboli di morte”, cantava Guccini quando l’ingloriosa fine delle pretese ribelli era ormai chiara a chi voleva vederla. Erano gli anni dell’incontro tra il comunismo, rivoluzionario ma tradizionalista, e il radicalismo laicista snob della ricca borghesia annoiata. Dio era stato assassinato perché dava fastidio, ma nel contorno del suo cadavere restava un vuoto bisognoso di essere riempito. Il vuoto dei cuori che generava idee per riempire il nulla. Libertà senza limiti, che presto si scontrò con i limiti della libertà.

Una differenza c’è, però, ed è eclatante. Se un tempo i ribelli lottavano contro il sistema conformista, ora che i ribelli sono il potere, il conformismo è la lotta. Gli autentici rivoluzionari sono coloro che ricordano le cose belle che si sono volute abbattere. Il qualcosa, prima che dominasse il nulla.

E’ veramente un ciclo quello che stiamo vivendo? Dopo il buonismo permissivo dove tutto è lecito verrà, forse sta già venendo, un orgia di morte? E dopo la reazione, il riconoscimento della vita, e poi il rifiuto di quel riconoscimento e così via, correndo tra corsi e ricorsi storici?
Non lo so dire. Ma mi piacerebbe davvero tanto che cominciassimo ad imparare dagli errori del passato.

Se ce ne ricordassimo; se li conoscessimo.

Bambini a Londonderry, Londonderry, Irlanda del Nord, circa 1970_thumb[2]

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 14 gennaio 2015 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 10 commenti.

  1. Prendi l’elenco delle rivendicazioni che facevano i sessantottini. Poi prendi il programma di governo…

  2. Ormai sono diventati dei rivoluzionari con la carta di credito e il cellulare, e essere radicale è passato dal costituire una scelta al divenire conformismo di massa, “radical chic”, per cui se non sei allineato sei fuori.

    Tutto ciò mi ricorda questa canzone: http://youtu.be/8O48KPO126k

  3. L’ha ribloggato su Luca Zacchi, energia in relazionee ha commentato:
    E’ veramente un ciclo quello che stiamo vivendo? Dopo il buonismo permissivo dove tutto è lecito verrà, forse sta già venendo, un orgia di morte? E dopo la reazione, il riconoscimento della vita, e poi il rifiuto di quel riconoscimento e così via, correndo tra corsi e ricorsi storici?
    Non lo so dire. Ma mi piacerebbe davvero tanto che cominciassimo ad imparare dagli errori del passato.

    Se ce ne ricordassimo; se li conoscessimo.

  4. Ammetto di avere una conoscenza parziale dell’argomento del ’68 ma il programma del governo mi sembra tutto fuorché rivoluzionario…. Stanno cercando di fare cose non troppo diverse dal precedente governo. Di radical non c’è neanche l’ombra. Di chic invece anche troppo.
    I rivoluzionari? In Italia? C’è gente che festeggia la fine di Napolitano perché era troppo di sinistra (cfr. ilGiornale). Napolitano. L’uomo che ha appoggiato il governo Berlusconi in una maniera indecente.
    I rivoluzionari? Mah.

  5. Vedi, Fasullo, non riesci neanche più a renderterne conto…appunto perché la sovversione è al potere, e hai perso la memoria di cosa c’era prima.

  6. A mia difesa sono nato negli anni ottanta. Da quel che ho visto la rivoluzione del ’68 è stata solo un fallimento.

  7. Ma sei meglio di Spengler, ber

    “la visone ciclica della Storia”, dagli antichi Greci ai Tedeschi moderni attraverso la Filosofia della Storia: bravo, ber.
    Però la ciclicità, la funzione d’onda sinusoidale, è il contrario di quella asintotica – funzione senza dominio nel pre-creazione e, forse, nel post-armageddon – del Cristianesimo: l’alternarsi regolare e per certi versi prevedibile di Kultur, Zivilisation e Tramonto è la negazione dell’Evento che dovrebbe aver cambiato la Storia, perchè se i cicli si ripetono allora Lui non ha cambiato nulla

  8. Infatti, caro Panciroli, non sto parlando di cicli di civiltà ma del fatto che ogni generazione deve riscoprire quello che la generazione precedente ha scoperto a sue spese. L’esperienza è sempre personale.

  9. Concordo col fatto che ora il vero anticonformista è colui che cent’anni fa sarebbe stato apparentemente conformista. Con altre parole già lo disse Chesterton
    “Non c’è niente di più eccitante dell’ortodossia”
    e anche San Pio X
    “I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti.”

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