Novanta

Nino infilò la quinta.
La strada riluceva di ghiaccio e sale. Gli alberi erano spettri bianchi alla luce dei fari.
Nino accelerò.
Era seccato. Arrabbiato. Furioso. Tutti lo trattavano come un bambino.
“Fai attenzione”, dicevano. Attenzione a questo, attenzione a quello. Echepalle. Come se lui non fosse perfettamente in grado di fare tutto. E anche meglio di loro.
La verità è che tutti mi vogliono dominare, opprimere, rendermi impossibile la vita, rimuginava Nino. Tutti. La mamma. Il papà. E anche Silvia, sempre preoccupata. Ecco, adesso si stava certamente preoccupando. Attendeva una telefonata. Seee, che l’aspettasse. Faceva prima ad arrivare che telefonare. Le donne. Sempre a preoccuparsi per qualcosa.

Le macchine erano rade. Faceva un freddo cane. Almeno, niente nebbia, ma una pioggerellina sottile e gelida che non aveva abbastanza carattere per diventare neve.

E tutti a dire quel che era giusto e sbagliato. Come suo padre. Fai attenzione a non frenare, che c’è il ghiaccio. Scala le marce. Viaggia lentamente. Prendi le curve piano.
Ma in che secolo viveva? Le auto moderne sono piene di dispositivi di sicurezza. Fin troppi. Ma suo padre non era moderno. Non capiva. Non capiva quanto era figo viaggiare sempre al massimo. Era arretrato. Anche lui voleva dire la sua su come vivere la vita. Ma la vita è mia.

C’era uno che viaggiava piano, nella corsia di sorpasso. Nino gli si accostò fin quasi sotto il paraurti, facendo i fari. Quello si scostò di colpo. Idiota. Premette ancora sull’acceleratore.

La verità? Nessuno lo capiva. Nessuno di loro era buono. Nessuno voleva mettersi in testa che lui aveva tutto il diritto di fare quello che voleva.
E che ci provassero ad impedirmelo. Io so cosa è meglio per me. E qui sono solo.

Al di là del fascio di luce dei fari sembrava estendersi il nulla. Un vuoto nero, senza forma.

Nino ebbe un brivido. Forse non era così bello stare da solo. Forse quello che gli dicevano era perché, in una certa maniera…tenevano a lui.

I rami degli alberi sembravano ali di angelo congelate, posate sopra di lui per proteggerlo.

Alzò un poco il piede, la macchina iniziò a rallentare. Per un istante ebbe quasi…
Ecchecazzo, si disse. Ma che vado a pensare. Sono in ritardo. Chissenefrega del ghiaccio. Premette il pedale.
Davanti, la strada faceva una curva stretta in discesa. Lui la prese ai novanta.

Motion Blur of Car Driving

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 29 dicembre 2014 su fiaboidi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 10 commenti.

  1. Questo racconto insegna che i vecchietti nn devono guidare.

  2. Parole sante, Fasullo. Infatti, io che c’ho la patente da vent’anni e passa, ma mi sono accorta da molto prima di essere esposta all’irreversibile fenonemo dell’invecchiamento, ho smesso di guidare da subito dopo l’esame di guida.
    Gli alberi, che l’inverno pietoso riveste talora di ali d’angelo tanto splendide quanto inutilizzabili ai fini di un provvidenziale decollo, ancora mi ringraziano per quella mia faticosa ma saggia rinuncia di molti lustri fa.

  3. lo stalking produce sia danni psicologici sia conseguenze materiali come incidenti e altro, per questo è considerato un reato.

  4. Fasullo, da che parte del racconto deduci quello che hai scritto? O non è che uno dei soliti tentativi di sviare da quello che ne è il tema, scrivando qualcosa di ovviamente errato o OT, ovvero spam?

    E, ba, che c’entra lo stalking?

  5. la persona in questione sembra percepirsi come vittima di stalking. per quanto ne sappiamo potrebbe esserlo

  6. Uhm…ba, lo stalking è un altra cosa. Che io sappia, fare raccomandazioni ad una persona preoccupandosi del suo bene non rientra nello stalking, che è qualcosa di ben più intrusivo e preoccupante.
    Se vuoi bene ad una persona cerchi di metterla in guardia quando vedi che sta imboccando una cattiva strada. O una strada qualunque troppo velocemente.
    Poi, resta la libertà.

  7. Dall’ultima frase, “novanta” può essere inteso come l’età del conducente. Era una battuta. Ridi ogni tanto >__<

  8. Ah. Ah. Risate pazze.
    Non ci sarei mai arrivato.

  9. penso che fasullo abbia fatto la battuta riferendosi alla frase “la prese ai novanta” (anni)…una volta tanto è stato simpatico

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