Un grande, assurdo regalo

Quest’oggi il post lo lascio scrivere da uno a cui non sono degno di sciogliere i legacci degli scarponcini.
I miei antichi lettori sanno quanto io detesti il Rosso Panzone a cui alcuni hanno appaltato il Natale. Ma nel testo che segue mi sta proprio bene.

Da una lettera a “The Tablet” di Londra

“Quello che mi è successo è l’opposto di quello che sembra essere l’esperienza della maggior parte dei miei amici. Invece di rimpicciolire fino ad un puntino, Babbo Natale è divenuto sempre più grande nella mia vita fino a riempire la quasi totalità di essa. È successo in questo modo. Da bambino mi trovai di fronte ad un fenomeno che richiedeva una spiegazione. Avevo appeso alla sponda del mio letto una calza vuota, che al mattino si trasformò in una calza piena. Non avevo fatto nulla per produrre le cose che la riempivano. Non avevo lavorato per loro, né le avevo fatte o aiutato a farle. Non ero nemmeno stato buono – lungi da me!

E la spiegazione era che un certo essere che tutti chiamavano ‘Santa Claus’ era benevolmente disposto verso di me… Ciò che credevamo era che una determinata agenzia benevola … ci avesse davvero dato quei giocattoli per niente.

E, come affermo, io ci credo ancora. Ho semplicemente esteso l’idea. Allora chiedevo solo chi metteva i giocattoli nella calza, ora mi chiedo Chi mette la calza accanto al letto, e il letto nella stanza, e la stanza della casa, e la casa nel pianeta, e il grande pianeta nel vuoto.

Una volta mi limitavo a ringraziare Babbo Natale per pochi soldi e qualche biscotto. Ora, lo ringrazio per le stelle e le facce in strada, e il vino e il grande mare.

Una volta pensavo fosse piacevole e sorprendente trovare un regalo così grande da entrare solo per metà nella calza. Ora sono felice e stupito ogni mattina di trovare un regalo così grande che ci vogliono due calze per tenerlo, e poi buona parte ne rimane fuori; è il grande e assurdo regalo di me stesso, perché all’origine di esso io non posso offrire alcun suggerimento tranne che Babbo Natale me l’ha dato in un particolare fantastico momento di buona volontà.”

Gilbert Keith Chesterton

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 18 dicembre 2014 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 7 commenti.

  1. Gilbert Keith Chesterton ?? E allora davanti ad un maestro tutti in piedi !! Forza !

  2. L’ha ribloggato su Luca Zacchi, energia in relazionee ha commentato:
    Una bella riflessione di un maestro della scrittura, Chesterton, sul Natale e oltre.

  3. Va bene, potete raffigurarmi in piedi su una seggiolina da ufficio, di quelle con le rotelle :-D

  4. Grazie Berlicche, di questo gioiello.
    Favoloso.
    Parafrasando Newman, si può dire che con una dozzina di Chesterton si potrebbe convertire il mondo intero!

    Un Santo Natale a te, ai tuoi e a tutto il Blog!

  5. Impareggiabile: c’è più fede, più teologia in questo brano che nella testa di tanti prelati petulanti! Santo Natale a tutti.

  6. Bellissimo, Ortodossia, mi pare di ricordare, giusto?
    Buona novena e buon Natale a tutti quanti.

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