Entopo, cugino di Esopo – Fiaba XX – La pecora e il domani

Una pecora stava brucando l’erba tranquilla quando scorse, al di là della staccionata, una pecora di un altro gregge.
“Ciao”, disse la prima pecora
“Ciao” rispose la seconda pecora.
La prima pecora diede un’occhiata nel prato accanto e le andò l’erba per traverso.
“Psss!”
“Cosa c’è?”
“Non ti voltare, ma comincia ad allontanarti piano…c’è un lupo che ti sta guardando!”
“Un lupo? Ah, dev’essere Giulio! Che tenero, non riesce a togliermi gli occhi di dosso!”
“Come? Conosci quel lupo?”
“E’ uno di quelli che frequentano il nostro gregge. Sono molto a modo. Di tanto in tanto fanno qualche mattana ma bisogna capirli…”
“E i vostri pastori?”
“Sono stati proprio loro a volerli con noi!”
“Davvero?”
“Massì! I nostri pastori sono rimasti affascinati dalla società dei lupi, ed hanno pensato che sarebbe bello se noi diventassimo come loro. Sai, i lupi non si perdono mai, si aiutano uno con l’altro, sono forti ed indipendenti. Sono tutte ottime qualità!”
“Ma sono lupi…”
“E cosa vuol dire? Mica vorrai discriminare qualcuno per la sua nascita? L’identità è qualcosa che ci si costruisce, come dice sempre il lupo Dario che frequenta il nostro gregge.”
“Non so se…”
“Perché hai una mentalità arretrata. Da noi ormai sono i lupi che si occupano dell’educazione degli agnelli. Ci insegnano a non avere paura del diverso, ad essere tolleranti per i modi di vita differenti dai nostri. E’ tutto naturale: siamo animali, no?”
“Ma non è pericoloso?”
“E perché mai dovrebbe esserlo? Una delle prime cose che ci hanno insegnato è che non dobbiamo essere legati ad antiche tradizioni arretrate. Anche quando succedono incidenti non giudichiamo il lupo per questo, ma lo accogliamo tra di noi. Il lupo Norberto ci dice sempre che non è possibile sbagliare, perché lupi e pecore sono la stessa cosa, e non c’è un solo modo di vedere le cose. Tutto va bene, purché sia fatto con amore.”
“E cosa vuol dire?”
“Non l’ho capito molto bene, ma forse significa che non importa cosa tu faccia tanto hai sempre ragione. Bello, eh?”
“Insomma…alcune cose che fanno i lupi…”
“Ecco, vedi? E la tua mentalità licofoba che prende il sopravvento. Da noi è quasi cancellata, ormai, ma capisco che tu abbia ancora tanta strada da fare. Vuoi venire da noi per un po’? C’è molto da imparare, sai.”
“Ecco, io cortesemente declinerei. Ma non c’è nessuno che si è opposto a questo approccio?”
“Oh, sì, qualche pastore, alcune pecore. Ma la società del gregge più avanzata è fortemente insorta contro di loro, e i lupi hanno fatto capire che sarebbe stato gravissimo persistere in un atteggiamento di disprezzo e chiusura. Chi non si adegua dovrà andarsene, hanno detto, e in effetti qualcuno dopo non si è più visto.”
“E questo non ti mette a disagio?”
“E perché dovrebbe? Mangio l’erba come al solito, anzi, più del solito, dato che da quando sono arrivati i lupi sembra ci sia più spazio per tutte noi. Sono molto soddisfatta perché faccio quello che voglio, non c’è più nessuno che mi dice vai qui, va là. E poi c’è questo lupo, che continua a mangiarmi con gli occhi…”
“E questo non ti mette a disagio?”
“Perché dovrebbe? Sono una pecora libera, vado con chi mi pare! E adesso ciao, devo andare, perché sai, te lo dico in confidenza, mi ha chiesto un appuntamento per stasera…ci vediamo domani e ti racconto, eh?”
La pecora guardò allontanarsi la sua sorella al di là della staccionata. Il grosso lupo grigio sulla roccia si alzò languidamente, poi la guardò e le strizzò l’occhio. La pecora si sentì avvampare. Quindi il predatore si allontanò trotterellando dietro al suo appuntamento serale.
La prima pecora scosse la testa. “Domani? Forse…”

lupo-salta-pecore

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 5 dicembre 2014 su Entopo. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 8 commenti.

  1. francesco sirio

    Da un lupo non nascerà mai un agnello…. nemmeno con l’obbrobrio della fecondazione a tre, (edulcoratamente denominata eterologa). Massimo rispetto per le persone. Distanti cento miglia dal lupismo….
    Buona fortuna a tutte le pecorelle :-) miopi
    Francesco sirio

  2. Mentalità licofoba !!!! Mitico Berlicche!!!

  3. Il punto è che le pecore non sono abbastanza francescane. O sono i lupi ad aver sterminato i loro consanguinei della riserva di Gubbio?
    Io però resto fiduciosa: la natura del lupo è troppo prepotente per non emergere prepotentemente da sotto qualunque mascheramento o addomesticamento temporaneo e posticcio dettato dall’ideologia o dall’appetitosità di qualsiasi convenienza contingente. E’ vero che i figli della luce sono meno scaltri e più lenti di quelli delle tenebre, ma questo non vuol dire che siano completamente disarmati.

  4. Temo che nelle zampe dei suoi consanguinei il lupo di Gubbio abbia fatto una brutta fine. Figuriamoci, uno che si è svenduto per un pasto al giorno come un cane qualsiasi. Come minimo l’hanno spedito in un “campo di rieducazione al Wolf Pride”.

  5. a senm_webmrs

    Divertente il “campo di rieducazione al Wolf Pride”! :-)

    Tuttavia, quello che volevo — maldestramente — sottolineare, è che sono proprio i lupi, con la loro pretesa, rigorosa passione per la Giustizia, il Diritto, la Tutela delle Minoranze, la Libertà Democratica di Scelta e di Opinione, a finire con l’essere in…lupesca contraddizione con se stessi, nel momento in cui mostrano — ma sarebbe meglio dire svelano, loro malgrado — tutta la loro intollerante inflessibilità nel soffocare e stigmatizzare come inammissibilmente anti-democratiche le posizioni e le convinzioni che sono in disaccordo o anche in insanabile contrasto con le loro.

    Quindi, a ben guardare: chi è il vero manipolatore opportunista, tra il lupo di Gubbio e i suoi ex compari?

    Inoltre, la storia di Zanna Bianca mostra che i lupi non metaforici sono molto meno snob e molto più comprensivi ed accoglienti di quelli travestiti da agnelli travestiti da ultra-umani, o quanto meno muniti di una sconcertante “voce di drago”, secondo le pre-visioni dell’Apocalisse di san Giovanni.

    Un sorriso sempre unito a un cordialissimo saluto.
    marilù

  6. bella la metafora, soprattutto perché il ruolo del lupo può venir recitato da svariati attori “prepotenti” della scena moderna: uniti nella volontà di prevaricare come nell’abilità di travestirla con parole di moderazione, democrazia, rispetto, tolleranza…..

    clima non bellissimo, con corollari leggermente inquietanti come quello descritto qui:
    http://zamax.wordpress.com/2014/12/02/cera-una-volta-il-prossimo/

    ben centrato, e parte della gigantesca operazione di costruzione della neolingua e del bispensiero, che sta facendo passi da gigante…

  7. il povero gregge credulone segue il lupo che si è fatto l’attico di 700 metri quadrati. ma come non credergli? con quelle belle parole, con quel manto…

  8. Uffa, aaa, ma è ancora a questo punto, persino con un Papa che ci manca poco si metta a dormire in un sacco a pelo sotto il ponte di Castel Sant’Angelo per far compagnia ai senza tetto?

    Poi se quell’alto prelato cui devo dedurre si riferisca la sua frecciata è l’ex-segretario di Stato, che è stato peraltro rimosso dal suo incarico un bel po’ di tempo fa, cos’altro vuole che gli si faccia per soddisfare il suo Alto Senso di Giustizia così gravemente leso? Che lo si riduca allo stato laicale e lo si spedisca ai lavori forzati in Siberia?

    Si potrebbe fare, purché ci vada a bordo del mega-yacht di D’Alema, e solo dopo una sosta prolungata nella dacia sul Mar Nero di Putin,

    A proposito, saprebbe riferirmi la metratura del suddetto yacht e della summenzionata dacia?
    Buone cose e saluti cari.

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