Normalità

Mi capita l’occhio su una di quelle tabelle comparative che girano su internet dai suoi albori.

Ve la allego qui. “Un normale sabato mattina, con o senza figli”

saturday_mornings

Ah-ah, fa proprio ridere. Per chi s poco l’inglese o non ha voglia di leggere, il genitore passa la mattinata tra piscio, capricci, incidenti domestici a ripetizione. Normale amministrazione, come sa chi ha una famiglia. Quello senza figli, dorme.
Sapete cos’ho pensato, leggendolo?

A quel poveretto che, a fine mattina, si guarda un film nel suo letto. Da solo, senza il sorriso di un bambino, senza nessuno che abbia bisogno di lui.

Che non sa cosa fare, che non ha niente da fare. Inutile e solitario, mentre il film risuona nella stanza vuota.

 

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 7 novembre 2014 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 19 commenti.

  1. Cavaliere di San Michele

    Sabato senza coccole nel lettone, senza uscire tutti insieme per fare la spesa, mettendoci tre volte il tempo necessario ma VIVENDO insieme e soprattutto senza sentirsi dire “Posso ditti una cosa?” “Dimmi” “Ti vojo tanto bene!”

    Ma poi, dico, possibile che non ci siano più genitori capaci di ridurre la frequenza dei disastri e (soprattutto) dei capricci con dei NO fermi, qualche bella sgridata, un saggio uso delle punizioni (angoletto, niente dolcetto,ecc.)?

    Ok, la creatività infantile è più infinita della stupidità di certi adulti, ma non riesco a credere che debba essere sempre un tale disastro. A volte lo sarà pure di più, ma spesso molto meno!

  2. Lettrice silenziosa

    No, nessuna vita è inutile. Lo dico per me e mio marito, che ci svegliamo ogni mattina senza bimbi, nel silenzio della casa, perché quei bimbi non sono arrivati. E non sono inutili neanche quei fratelli che li evitano, noi non sappiamo perché lo fanno, quanto dolore c’è al fondo. Quello che sappiamo è che anche attraverso questo abisso di solitudine possiamo essere mirabilmente raggiunti e salvati, per Grazia. Ed è questo solo che alla fine definisce ogni nostra vita. Con immutata stima da una lettrice silenziosa.

  3. Quoto in pieno San Michele (non posso fare diversamente), soprattutto quando il pargoletto va a svegliare i fratelli più grandi ridendo e quando ti lascia a bocca aperta per quello che riesce a fare ogni giorno di più e qualche volta ti fa sciogliere in lacrime.
    E poi, ultimamente i pannolini (grazie a chi li ha inventati) hanno delle prestazioni di “tenuta” fantastiche. Forse agli albori di internet non era così, converrebbe allora un aggiornamento dell’hardware (diaper) e della lista. E infine, i mei fino alle 8 ronfano.

  4. Lettrice, c’è chi sceglie di vivere una vita inutile. E si gloria di farlo – tipo il prospetto qui sopra. La scelta egoista e consapevole. Per essere raggiunti dalla Grazia occorre prestare attenzione al silenzio che c’è attorno a noi, e sappiamo che non tutti lo fanno. E’, come sempre, una questione di libertà.

    Come contraltare, credo abbiate già visto questo spot.

  5. …però secondo me il punto di vista dello scherzo è quello della persona con figli, dai…

  6. Quente, non ho capito cosa intendi.

  7. Ad aver saputo com’è avere figli ne avrei fatti di più e prima.

  8. Però Berlicche quell’aggettivo “inutile” gettato lì senza nemmeno pensarci a me – come a lettrice silenziosa – fa riflettere. Perché nello scrivere tu dai per scontato che chi non ha figli sia un egoista, e non ti accorgi nemmeno di dirlo, ma chi come me è sterile se ne accorge, eccome.
    Ricordi la nostra discussione in cui ti dicevo della sottile riprovazione sociale nei confronti delle coppie senza figli?

  9. Agh.
    Faccio un paragone.
    C’è uno che se ne sta al bar, stravaccato, e deride quelli che vanno a lavorare. Secondo voi, se lo rimprovero, manco di rispetto a tutti quelli che sono disoccupati perché non riescono a trovare lavoro? Direi proprio il contrario.

    Io non do per scontato che chi non ha figli sia un egoista. Mai detto, mai pensato. A giudicare da quella tabella di cui sopra, la riprovazione sociale sembra andare piuttosto in senso opposto a quanto tu sostieni.

    Ti assicuro che quell’inutile è pensato, non certo gettato lì. Non sto rimproverando il riposo – Dio si è riposato, il settimo giorno, e Chesterton ha scritto pagine magnifiche sullo stare nel letto di mattina.
    Ma una cosa è il riposo, e un’altra l’accidia.

  10. Confesso che una volta ho fatto una certa fatica a partecipare al dolore di genitori che hanno perso il figlio adulto (volutamente) unico a causa di un incidente.

  11. @Berlicche: intendevo che tu sembri arrabbiarti con l’autore dello scherzo, che però a me sembra più un autoironico padre/madre di famiglia che non uno scapolo che esalta la propria condizione. Potrei sbagliarmi eh…

  12. @caro Berlicche, come dire? hai saputo esprimere quello che io provo ogni domenica mattina, ogni Natale, ogni Pasqua ed ogni altra festa (il sabato lavoro), nessuno che abbia bisogno di me, nessuno per cui alzarsi e preparare la colazione o un buon pranzo, il silenzio della casa vuota è assordante e certe volte insopportabile. E’ qualcosa di faticosissimo ma ogni volta una sfida a vivere sempre e intesamente il reale anche quando è diverso da come lo vorresti. Con stima.

  13. Dici bene, Mistralina: è una sfida. Perché adagiarsi lo può fare chiunque, anche chi è sposato con figli. Ma il punto è che c’è sempre qualcuno che ha bisogno di te.
    E’ la sfida delle circostanze, che ci spingono fuori da quel letto.

  14. Cachorroquente potrebbe anche aver ragione, ma il tono eccessivo e il poco realismo nel rappresentarsi le fatiche della vita con figli di questa tabella mi richiamano alla mente i toni e i clichè del mondo childfree, che soprattutto nel mondo anglosassone è molto “aggressivo” e sfiora il fanatismo surreale. Chi ha voglia di farsi un’idea più precisa di chi siano questi strani personaggi che propugnano il non avere figli come un valore sociale più che una scelta personale, può andare a sbirciare in posti come questo: http://childfreevoices.com/
    C’è un po’ di tutto: come si debba evitare a tutti i costi di frequentare un genitore single, come partorire bambini down sia crudele, come dire no a una richiesta di babysitting anche se fatta da tua sorella che deve andare all’ospedale… e anche un bel po’ di carezze all’ego per la propria vita senza figli sul genere della card qui sopra….

  15. Credo che il mondo cattolico, di cui faccio parte credente e praticante, dovrebbe smettere di applicare dei cliché e ricordare continuamente come la grazia e l’amore di Dio fluiscono abbondantemente ovunque, senza distinzione di storia personale.

    Una volta andava di moda la cattolica pallida, con quella gonna lunga e quelle magliette amorfe, rigorosamente senza trucco: a tendere una suora.

    Ora va di moda la cattolica multimadre, liberata dalla suora che la possedeva e, ora, finalmente, gioiosamente prolifica, ma chic, ineluttabilmente charmante.

    Penso che tali modelli appartengano, in larga parte, a modelli umani, che, almeno in larga parte, danno sfogo a un bisogno identitario di facile riconoscimento.

    Io sono parte del gruppo! Io sono una mamma! Io sono un prete! Io sono etero! Io leggo i libri giusti! Io faccio parte dei gruppi di preghiera in voga!

    Dio ci guarda con infinito, e, per questo, infinitamente eguale amore, e si diverte a osservare i suoi bambini che tifano per questa o quella squadra di calcio, preoccupandosi solo del fatto che, nel tifare, non si facciano male e diventino degli uomini dritti, pur nelle loro storture, e felici, pur nei loro dolori, in quanto, tutti, egualmente, infinitamente amati.

  16. “Una volta andava di moda …” “Ora va di moda …”. Premesso: delle mode me ne sono sempre infischiato quindi sono profondamente ignorante in tema. Posso chiedere soltanto qualche chiarimento al riguardo? In particolare, visto che ormai comincio ad avere qualche annetto sulle spalle perciò la moda odierna la lascio a chi può permettersela, quella “di una volta” a chi si riferiva? A me, anche da giovane, sono sempre piaciute le cattoliche carine.

  17. Perdonami Estate Calmi, ma mi sfugge proprio il punto. Forse sono troppo giovane per ricordarmi di quando andava di moda la “cattolica esangue”, mia madre e mia nonna, però, erano entrambe decisamente belle. E i rispettivi mariti apprezzarono anche tale aspetto.

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