Perché tu vali…?

Quando pensiamo di essere qualcuno, di valere, possiamo al massimo essere quello che pensiamo.
E’ solo quando capiamo di essere niente che possiamo essere tutto.

Caravaggio_Vocazione di San Matteo_Roma_San Luigi dei Francesi_Cappella Contarelli_1599-1600(part_4)

Advertisements

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 4 novembre 2014 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 28 commenti.

  1. Vaglielo a far capire…

  2. Io ci provo, non si sa mai.

  3. E per questo ti meriti frutta e fiori :-)

  4. Non ricordo quale santa ha detto che noi esseri umani siamo “niente più il peccato”, cioè peggio ancora di niente.
    Insomma, non c’è male per esseri creati a immagine e somiglianza di Dio. :-)
    Eh, ma quanto ci ama il Signore! :-)

  5. Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita,
    la luna e le stelle che tu hai fissate,
    che cosa è l’uomo perché te ne ricordi,
    il figlio dell’uomo perché te ne curi?

    Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli,
    di gloria e di onore lo hai coronato:
    gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
    tutto hai posto sotto i suoi piedi http://www.parrocchiasanvitale.it/index.php?option=com_content&view=article&id=143:salmo-8-commento-di-giovanni-paolo-ii&catid=34:salmi&Itemid=131

  6. “Tu, Signore, che ami infinitamente l’uomo,
    col diluvio lo hai spazzato,
    e, prima ancora, dal Diavolo lo hai fatto tentare, sapendo benissimo che ci sarebbe cascato,
    quindi, dopo cinque minuti, dall’Eden lo hai scacciato,
    di una colpa non loro la progenie di Adamo hai gravato,
    nelle fiamme eterne fai precipitare chi in vita non ti ha amato,
    meno male che infinitamente ci ami, altrimenti non oso immaginare cosa di ancora peggio ci sarebbe capitato!”

  7. E Dio rispose:
    Ti ho dato un mondo bellissimo e lo hai devastato,
    e con il diluvio per ricominciare da capo ho purificato;
    Ho permesso che il Diavolo ti tentasse, ma la scelta era tua, tutta:
    non ribaltare su di me se con lui sei stato in combutta.
    La libertà ti ho dato per bene usarla
    avresti preferito forse buttarla?
    All’inferno ci va chi ci vuole andare:
    Non so proprio perché questo si dovrebbe desiderare
    Ma un esempio ho qui davanti agli occhi
    Chi me, il Bene, rifiuta – bisogna esser gnocchi!

  8. “Ti ho dato un mondo bellissimo”
    Bello sì, ma pericolosissimo. Sotto diversi aspetti, un anticipo dell’Inferno.
    Fossi stato in San Francesco, avrei scritto così:
    “Laudate si’, mi’ Signore, per frate virus et bacteria, che penetrano invisibili nel mio organismo e ammazzano in massa le mie cellule.
    Laudate si’, mi’ Signore, per frate tumore, che, prima di ammazzarmi, mi devasta il corpo e la mente.
    Laudate si’, mi’ Signore, per sora zanzara anofele et altri insetti, che mi pungono con gioia, trasmettendomi infezioni e tante belle malattie.
    Laudate si’, mi’ Signore, per fratello serpente, che mi morde, iniettandomi tanto buon veleno.
    Laudate si’, mi’ Signore, per sora alluvione, che mi allaga la casa e mi butta per strada.
    Laudate si’, mi’ Signore, per frate terremoto, che rade al suolo le città e ripete più o meno quanto Tu hai fatto, pardon: permesso, con frate Diluvio.”

    “Ho permesso che il Diavolo ti tentasse”
    Laudate si’, mi’ Signore, per frate Lucifero, che ha fatto cadere Adamo ed Eva e continua a insidiare noi, loro dscendenti, come se la vita che ci hai gentilmente donato non fosse già abbastanza difficile.”

    “All’inferno ci va chi ci vuole andare”
    “Laudate si’, mi’ Signore, per frate Inferno, dove ci va effettivamente chi ci vuole andare, ergo i bambini non battezzati, gli onanisti, i suicidi e simili discepoli di Satana.”

    “Chi me, il Bene, rifiuta”
    “Laudate sì, mi Signore, sempre laudate, ma permettimi di dirTi infine una cosa: se Tu sei Bene, io sono Napoleone Bonaparte, e Mariangela Fantozzi è un pezzo di figa stratosferica.”

  9. Napoleone, anticipo dell’inferno? Per il fatto stesso che tu vivi, affermi che il mondo è un posto dove vale la pena vivere.
    Poi se vivi di cacca perché rifiuti Dio, e quindi vedi tutto come morte e distruzione, è libertà tua.
    Come ho già detto molte volte, “l’Inferno non è uno stabilimento penale, ma uno stato che i peccatori morti scelgono per ragioni d’intima affinità, come i beati il Cielo.” (G.B. Shaw)
    Perciò continua pure con l’onanismo, Napoleone, ma qui si preferisce vedere e vivere la bellezza che c’è.

  10. “vedi tutto come morte e distruzione, è libertà tua.”
    Gli esempi che ho portato – malattie, animali pericolosi, calamità naturali ecc. – sono reali, non frutto di una mia personale visione. Quello che intendo dire, in sostanza, è che nella natura non c’è (quasi) traccia di tutto questo (presunto) Amore divino. La natura è un tritacarne spietato.

    “l’Inferno non è uno stabilimento penale, ma uno stato che i peccatori morti scelgono per ragioni d’intima affinità, come i beati il Cielo.”
    Dato che lo scelgono, come mai allora i suddetti peccatori patiscono sofferenze atroci (le proverbiali pene dell’Inferno)? Non dovrebbero trovarvisi bene? Se l’Inferno consiste nella lontananza eterna da Dio, dovrebbe essere il “luogo” ideale per chi ha vissuto lontano da Lui, o sbaglio?

  11. Max, sei vivo? C’è bellezza nel mondo? C’è qualcuno che ti ama, tu ami qualcuno?
    Mi dispiace che il mondo non sia un posto da affrontare con le ciabattine di pelo, ma è effetto di quella cosa che si chiama “libertà”. Vuoi il leone che dorme con l’agnello? Parte del processo è anche accettare che il mondo è creato così, ed essere certi che potremo vederli quando accetteremo che le decisioni divine sono migliori delle nostre. Se non ci va bene niente…è inutile mettere le ciabattine in valigia.

    L’effetto della libertà è che delle scelte che fai ci sono conseguenze. Se sei avvertito che per quel sentiero non ci vanno le ciabattine ma gli scarponi, se metti lo stesso le ciabattine e ti rompi una gamba non hai molto diritto di protestare che “volevi” che il sentiero fosse come dicevi tu. Pretenderlo equivale a dire “io sono dio, e voglio che tutto vada come decido io”. Il peccato originale, ricordi, Napoleone? Poi magari nell’inferno il peccatore ci troverà esattamente le cose che sperava. Magari non sarà quella figata.

  12. “Mi dispiace che il mondo non sia un posto da affrontare con le ciabattine di pelo, ma è effetto di quella cosa che si chiama “libertà”. Vuoi il leone che dorme con l’agnello?”
    Tutto giusto, se non fosse per un fatto innegabile, ossia che il leone non dormiva con l’agnello già da molto prima che l’uomo usasse male – con le terribile conseguenze che sappiamo – quella cosa che si chiama “liberta”, anzi: prima ancora che l’uomo venisse creato. Il mondo era un posto difficile già da molto tempo prima, il mondo è sempre stato un posto difficile per le creature che vi vivono. Io posso accettare che il peccato originale abbia comportato per noi uomini la morte, la sofferenza e l’inclinazione a peccare; ma non capisco perché un Dio che è Amore abbia creato una natura senza Amore, una natura così spietata, una natura dove – per citare le tue stesse parole, Berlicche – “il pino uccide (perché) non vuole concorrenti” (Assassini I – Pineta) e dove “rimane vivo chi massacra i suoi fratelli (citazione modificata da Assassini II – Sopravvivere).
    In questo caso, non puoi tirare in ballo la libertà, giacché gli animali e le piante non sono liberi, e nemmeno pagano le conseguenze del peccato di Adamo ed Eva, essendo la loro creazione anteriore a quella dell’uomo.

  13. xMax: “C’era un giardino, in Eden”…Il mondo è sempre stato un posto difficile, certo. Le tue scarpe si consumano camminando: è nella natura dei materiali di cui sono fatte. I viventi si consumano vivendo.
    E qui sta il punto: vivendo. La morte non è un fatto estraneo alla vita, ne fa parte. E’ un passaggio.
    Tu attribuiresti dei sentimenti ad un bullone? Un chiodo può amare? E allora anche il fatto che tu affermi che la natura sia senza Amore non ha molto significato. L’Amore è qualcosa che, per essere espresso, ha bisogno di qualcosa di più di un minerale, di un vegetale, anche di un animale. Non umanizzare ciò che non è umano. L’atto della creazione è un atto d’amore, ma la creazione stessa è inconsapevole. Inconsapevole di se stessa.
    Come si può amare, senza essere consapevoli? E’ già difficile anche se lo si è.

  14. “L’effetto della libertà è che delle scelte che fai ci sono conseguenze.”
    Riguardo all’Inferno, mi pare evidente che non tutti hanno le stesse possibilità di salvarsi, che alla fine è anche una questione di fortuna.
    Pensiamo, ad esempio, a una persona ancora giovane che si trova in stato di peccato mortale e muore all’improvviso (a causa di un infarto, o di un ictus, un incidente ecc.): ebbene, si ritrova all’Inferno senza aver nemmeno avuto il tempo di maturare un pentimento. E’ vero che nessuno ci assicura che si sarebbe pentito, ma la morte improvvisa annulla qualsiasi possibilità.
    Pensiamo invece a un delinquente incallito che campa fino a 90 anni, e, un mese prima di morire, si pente – si pente sinceramente, sia chiaro – dei crimini commessi: a differenza del primo, costui si salva, anche se dovrà scontarsi un bel po’ di anni di Purgatorio.
    Come si concilia una situazione del genere con la giustizia divina?

  15. Forse dovresti chiederlo alla giustizia divina, Max…anche perché tu non hai la più pallida idea delle possibilità che ha dato la Grazia ad ognuno di loro.
    Una caratteristica della Giustizia Divina è che è giusta. Se non è giusta la Giustizia Perfetta, cosa lo è?
    Fortuna? Non esiste. Credi in strane dee…

  16. La fortuna non esiste!!??
    Vabbé, chiudiamola qui che è meglio.

  17. “Chi non crede in Dio non è vero che non crede in niente perché comincia a credere a tutto” (G.K. Chesterton)

  18. “La genialità dell’artista divino consiste nell’aver voluto completare la sua opera collaborando con essa”
    J. P. Hernandez sj

  19. «L’egoista tipico, quello che non si rende mai conto di aver fatto del male, chiede “Perché Dio mi ha fatto questo?” Per lui il potere salvifico di Dio si valuta in base alla capacità di evitarti qualunque grattacapo. Il ladro crocifisso a sinistra era il primo comunista. Molto prima di Marx, egli disse “La religione è l’oppio dei popoli. Se non può sollevarmi dalle mie pene, a che serve?” … La sola salvezza che il ladro crocifisso a sinistra poteva capire non era spirituale o morale ma fisica. “Salva Te stesso e noi!” Salva cosa? Le nostre anime? No! l’uomo non ce l’ha, l’anima! Salva le nostre pellacce! A che serve la religione se non riesce a mandar via il dolore? Scendi dalla croce! Libera gli oppressi dal sistema! Il cristianesimo o è un’arma di riscossa sociale o è una droga.» (F.J. Sheen, Vita di Cristo, 1958)

  20. “Chi non crede in Dio non è vero che non crede in niente perché comincia a credere a tutto” (G.K. Chesterton)
    Ah Berlì, ma mi dici cosa c’entra questa famosa nonché ultracitata frase di Chesterton con la fortuna?
    La fortuna è un fatto, è qualcosa di oggettivo e quindi innegabile.
    Una persona che, ad esempio, vince milioni di euro al superenalotto con una giocata minima come la definisci? Io la definisco fortunata. Lo stesso dicasi di una che sopravvive a un incidente ferroviario, mentre tutti gli altri passeggeri muoiono.
    Al contrario, una persona che sta camminado tranquilla per strada e si becca la classica tegola in testa, restandoci secca, come si può chiamare se non sfortunata?
    Tornando all’argomento precedente, uno che muore all’improvviso in stato di peccato mortale è innegabilmente sfortunato.

  21. Giusto, Max. E’ perfettamente normale adorare un meccanismo impersonale per cui statisticamente a qualcuno accade qualcosa, e negare il fatto che tutti abbiano qualcosa.
    Toglimi una curiosità: tu sei uno di quelli che, dopo avere preso una multa perché sono passati con il rosso, dicono “Che sfortuna, c’erano i carabinieri proprio lì dietro”?

  22. “E’ perfettamente normale adorare un meccanismo impersonale per cui statisticamente a qualcuno accade qualcosa, e negare il fatto che tutti abbiano qualcosa.”
    Io non adoro un bel nulla. Semplicemente constato come vi siano persone, ad esempio, a cui nella vita va quasi sempre bene, e persone sulle quali invece la sorte si accanisce in maniera impressionante. Le prime sono fortunate, le seconde sfortunate, elementare Watson! Poi magari queste ultime, come il Lazzaro della famosa parabola, vanno in Paradiso, ma su questo non abbiamo assolute certezze, a meno che le persone in questione non siano santi o beati.
    Tornando all’argomento di partenza, chi si trova in stato di peccato mortale e muore all’improvviso, magari pure giovane, è di sicuro una persona sfortunata rispetto al malvagio che, novantenne, ha tutto il tempo per maturare un pentimento e perciò riesce a salvarsi.

    “Toglimi una curiosità: tu sei uno di quelli che, dopo avere preso una multa perché sono passati con il rosso, dicono “Che sfortuna, c’erano i carabinieri proprio lì dietro” “?
    No posso risponderti, giacché non ho la patente (è vero). :-)

  23. Max, tu tiri per aria cento monete per sei volte. E’ statisticamente probabile che per una di queste monete esca sei volte testa. Quella moneta è “fortunata”?

    Personalmente credo che la misericordia di Dio dia a ciascuno il tempo giusto. Sappiamo che il nostro momento arriverà comunque. “Come ladro di notte”.

  24. “E’ statisticamente probabile”

    nota a margine: è statisticamente IMprobabile. 0.015 è sufficientemente basso per dire che è improbabile. Anche io non credo nella fortuna.
    Però Berlicche vieni incontro a Max: se si utilizza l’aggettivo fortunato come una constatazione non ha torto. Per dire, io posso non essere scaramantico e usare comunque parole come fortuna o jella. Quando gioco a carte e pesco delle carte orrende penso “minchia che sfiga” e non “è seccante essere dentro un caso probabilistico limite”.

  25. Ahem, Fasullo, se c’è una probabilità su 64 che esca sempre testa, e le monete sono 100…ho circa 4 probabilità su 5 che almeno una volta escano 6 teste. Matematica, non opinioni…
    Poi se vuoi personificare la fortuna, accomodati. Avvertimi quando la incontri.

  26. Ehm…. mi sono bevuto il cervello. Chiedo venia. Ho solo contato la probabilità di una singola moneta ignorando totalmente come funziona su 100 lanci.
    Ora posso anche andare casa a cercare una moneta fortunata.

  27. @Berlicche “Quella moneta è “fortunata”?
    Per come la vedo io, sì. Se infatti sosituiamo la tua moneta con un ipotetico signor Rossi, e sostituiamo le sei volte in cui esce testa con sei gravi incidenti ai quali Rossi scampa (o con sei eventi a lui favorevoli, ma anche uno, quale ad esempio il nascere in una famiglia ricca), ebbene: il suddetto signore è o non è un uomo baciato dalla fortuna?

    “Personalmente credo che la misericordia di Dio dia a ciascuno il tempo giusto.”
    Io invece non lo credo. Credo che se Dio vuole davvero salvarti, ti salva (la sua volontà non è forse immensamente più forte di quella umana?); se invece – per motivi suoi – non vuole salvarti, ti lascia finire all’Inferno. Dopotutto, i dannati non fanno parte anch’essi del disegno complessivo di Dio?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: