Avviso ai naviganti

La Grazia divina parla (di solito) non tramite voci mistiche all’orecchio, ma attraverso parole e fatti reali di gente reale.
Dio non si impone magicamente sulla libertà delle persone, neanche se questi stanno in Vaticano. Quello che abbiamo per garantito è che alla fine la Verità vincerà, ma nel frattempo potrebbe essere sangue e sofferenza. Il barometro della Chiesa è da sempre fisso su tempesta imminente, e se per caso la lancetta segna bello è meglio che picchettiamo sul vetro.

Se date un’occhiata alla storia, ci sono stati secoli di Papi-Antipapi, di scismi, di lotte intestine anche feroci, vescovi, cardinali  e pontefici pessimi; persecuzioni, esili, eresie, e ogni genere di peccato nessuno, proprio nessuno escluso.
E questo solo dall’interno. Figurarsi per i fulmini che arrivano dall’esterno, con il preciso scopo di affondare la barchetta.

Che di fronte a tutto questo la Chiesa permanga e sia anzi una immensa fonte di bene e santità è un Mistero, di quelli con la M maiuscola. Ed anche un segno. Per quanto possa essere terribile la tempesta, per quanto si sia sballottati dalle onde ci sarà sempre qualche marinaio che avvista una terra tra le onde, un pilota che volge il timone in quella direzione. Alla fine si toccherà una spiaggia, si sarà salvi. Di altre scialuppe, specie quelle che noi immaginiamo più sicure, non è detto altrettanto. Attenzione a cosa propina la pubblicità.

Ma guai a coloro che l’uragano della storia prende nel mezzo: cioè, presumibilmente noi.

Attenti, però, naviganti: i “guai” di solito sono proprio quei venti impetuosi che ci strappano da quanto pensavamo di sapere. Meglio le burrasche che ti sospingono verso isole sconosciute della calma piatta che fa morire di inedia.
E ora tenetevi saldi, che il vento si rafforza.

giu10-2

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 15 ottobre 2014 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 12 commenti.

  1. non prelevabunt

  2. Concordo completamente e, quindi, abbasso la “Concordia” & Co..

    @ renzo

    No che non lo faranno, ragazzo, per mille Bolene!

  3. Ahimé Renzo non è un ragazzo dislessico ma uno squalo. Beware.

  4. Mamma mia. Appena qualcuno, papa, vescovo o uomo qualunque a dire il vere nemmeno importa tanto, comincia a pensare ad una prospettiva leggermente diversa sui gay, dicendo cose peraltro ovvie come che nelle coppie gay ci può essere il sacrifico per il bene dell’altro (tipo assisterlo con dedizione nella malattia, etc..) e che questo è un gran bene, ecco che partite lancia in resta con le filippiche sul demonio etc. etc… Ma porvi qualche dubbio su quello che pensate no, eh? Provate a pensare, dico solo provate eh…, che forse i gay non sono un ammasso di pervertiti senza cuore belli e pronti per l’inferno, ma che magari abbiamo anche noi dei sentimenti, che siamo capaci di amare un’altra persona dedicandogli la nostra vita fino alla (sua o nostra) fine. Provate solo per un attimo, vedrete che magari papa, cardinali e vescovi qualche ragione possono anche avercela, e magari non sono proprio demoni al servizio di Satana quando vi (ci) invitano a riflettere su queste cose.

  5. Berlicche, grazie dell’avviso supplementare, ma un po’ di brio in mezzo alla bufera ha sempre aiutato a tirare su il morale alla ciurma. Eppoi anche la simmetria ha in qualche modo a che fare con reciprocità e giustizia: gli specchi non sono sempre e soltanto per le allodole o gli allocchi.
    Le auguro di cuore una serena notte, con il fulgore della Stella Polare su di noi e i versi del salmo 121 sotto le palpebre. Tranquillamente chiuse.
    Ancora grazie e a presto rileggerLa.
    marilù

  6. Sempronio, si assiste l’altro perché è il proprio compagno gay o perché è un essere umano?
    E porti qualche dubbio che noi i dubbi ce li abbiamo, e che pensiamo, e che quello che non pensiamo è che siano una massa di pervertiti senza cuore no, eh?
    Noi proviamo per qualcosa più di un attimo: continuamente. Tu?

  7. Ecco bravo, se hai tutti questi dubbi allora perché parli di barche nella tempesta e martirii prossimi venturi ? Quanto all’assistenza, non siamo ingenui: se si assiste un malato terminale di cancro lo si fa perché è un parente stretto al quale si vuol bene o un coniuge. Certo, c’è anche chi lo fa come volontario, ma assistere il proprio coniuge rientra fra gli obblighi del matrimonio… Il tuo problema, vedi, è che ti ostini a non volere capire la relazione d’amore di coppia fra due donne o due uomini, che non è una semplice amicizia, ma una promessa di vite insieme.

  8. “se si assiste un malato terminale di cancro lo si fa perché è un parente stretto al quale si vuol bene o un coniuge”
    “assistere il proprio coniuge rientra fra gli obblighi del matrimonio”
    Quindi due conviventi non hanno l’obbligo di assistersi, ma se ne possono benissimo fregare l’uno dell’altro?
    E meno male che c’è chi propone la convivenza come “migliore” del matrimonio, ma a quanto pare vale solo per le coppie eterosessuali.

  9. Concordo su tutto: tra l’altro amo citare spesso il dialogo tra il Card. Consalvi (segretario di Pio VII) e Napoleone
    N. “Basta, se non la smettete di avanzare pretese distruggerò la Chiesa”
    C. “Sire, non ce la potete fare: ci abbiamo già provato noi cardinali e ce l’abbiamo messa tutta!”
    E’ vero che sono stati commessi tutti i peccati, ed è vero che il fatto che tutta la baracca stia in piedi nonostante ciò è un gigantesco Mistero (e una gigantesca testimonianza che c’è sotto, anzi sopra, Qualcuno che sostiene tutto).

    Tuttavia… non concordo affatto col finale: ” Meglio le burrasche che ti sospingono verso isole sconosciute della calma piatta che fa morire di inedia.” Eh no, perché nelle burrasche i forti resistono, ma i deboli soccombono, e la Chiesa deve pensare anche ai deboli, e, anzi soprattutto a loro:
    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-gabriella-la-prima-vittima-del-sinodo-10614.htm

    Diceva il Giuss
    “Loro obiettano: “Ma la fede non guarda il potere… così se siamo perseguitati è meglio!” Come “se siamo perseguitati è meglio?”. È una frase da intellettuali! Perché nella persecuzione chi ci lascia le penne sono i più deboli, i più poveri! Nelle catacombe, se Dio ci manda, noi invocheremo lo Spirito, ma andarci senza cercare di difendersi, è cretino!” (dalla “Vita di Don Giussani”)

  10. Circa l’ultima frase, sofferenze e dolori cono il metodo con il quale Dio ci scuote dal torpore e ci mette alla prova. Tutti sono capaci a non fallire quando non c’è niente in ballo. La croce non è un modo di dire. Non è che te la cerchi la tempesta, non è che non ammaini le vele, liberi gli ombrinali e metti mano alle pompe. Sarebbe bello il male calmo e il vento costante, ma la tempesta c’è.

    Sempronio, i dubbi servono per mettere alla prova e trovare la verità. Solo con i dubbi manco ti alzi la mattina, perché non sai decidere da che parte del letto scendere.
    Comunque vorrei disilluderti: non c’è nessuna legge civile che ti dice che devi assistere il coniuge in ospedale, o che non devi assistere qualcuno se non sei parente stretto.
    Se c’è una legge su questo è la legge di Cristo, quella del prossimo; ma mi pare che tu non sia sulla stessa lunghezza d’onda. Se la metti da parte non hai motivo per fare niente per nessuno, se non per convenienza o denaro. Se per te il matrimonio è quello che hai accennato, la tua promessa di vita insieme non dura. Manco per gli etero. “Quando gli amanti promettono, Giove ride”, si legge in Shakespeare.

  11. Se Gabriella si tratteneva dall’andare a convivere solo per degli scrupoli morali vuol dire che non aveva capito un bel nulla del perchè la Chiesa ritiene sbagliata la convivenza pre-matrimoniale. E vuol dire che ha una visione della vita cristiana tutta “precetti” ed “impedimenti” che è comprensibile per qualcuno che ha del cristianesimo una visione superficiale (quella propugnata dai media) ma non da parte di chi prende sul serio la propria fede (ed al giorno d’oggi, volendo, gli strumenti ci sono tutti). Sono d’accordo sul fatto che certe “aperture” (vere? presunte?) del Sinodo possono ingenerare confusione, ma non sopporto questa visione “tradizionalista” (nel senso peggiore del termine) del cristianesimo, per cui le cose le si fanno perchè si è sempre fatto così, perchè la tradizione vuole così ecc. Personalmente ritengo che una cosa la si debba fare perchè ci si è riflettuto sopra e la si è ritenuta la migliore opzione possibile, se ne sono comprese e condivise le ragioni., Altrimenti si diventa schizofrenici. Bisogna avere ben poca fede nel Vangelo per pensare che il “centuplo” quaggiù abbia bisogno di divieti e costrizioni per essere sperimentato.

  12. Ah, ok…. mi sembrava che tu auspicassi le crisi… e in particolare le crisi di Fede…

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