Può darsi che preghino

E’ sottile, curva, tutta vestita di nero. Solo una cosa solleva: non la testa, ma un’icona di Nostro Signore.
Dietro di lei arrivano a due a due; un inchino all’altare, poi si accomodano al loro posto nei banchi della chiesa millenaria. Facce vecchie, facce giovani. Alcune serie, altre allegre, sorridenti. E’ tutto quello che si vede di loro.
Quante sono! Una cinquantina circa. Per ultime arrivano due novizie con il velo bianco, e due postulanti senza velo. Giovani, forse venticinque anni, senza dubbio carine. La nostra amica che le raggiungerà presto per ora siede invece con noi, col coro, venuto sin quassù ad Orta per un saluto.

Di lei un amico mi ha detto che quando parla del convento, della vita che l’aspetta, diventa ancora più bella. C’è chi potrebbe trovare un mistero la ragione per cui una ragazza nel fiore degli anni, intelligente, dinamica, laureata, decida di chiudersi in un monastero di clausura. Il dramma vero sarebbe liquidarlo così, come incomprensibile. Non farsi altre domande, o darsi risposte banali. Ogni cosa nel mondo ha una ragione, così come ogni cosa ha un uno scopo. Solo chi è disabituato a cercare una e l’altra può lasciarsi passare sopra la testa, di fianco, alle spalle una cosa come questa. Non farsene interrogare.

Non farsi interrogare dalla bellezza di questa messa cantata da cinquanta monache vestite di nero e cinquanta amici vestiti come viene. Dalla struggente armonia dei polifonici di de Victoria e Palestrina, dallo splendore dei gregoriani nitidi come una stella nel cielo limpido. Dal silenzio che ha avvolto la celebrazione come i secolari dipinti sulle pareti di pietra di questo balcone sull’hortus conclusus, il giardino sigillato rigonfio di vergine – cioè feconda – vita.

E ci si può domandare perché, in anni di chiese disseccate e ordini rimpiccioliti, qui siano così tante, ci siano così tante facce giovani. In un luogo che è l’esatto contrario di ogni cosa che ci è venduta come conveniente all’uomo, alla donna d’oggi. Tesi che evidentemente qualcuno non ha comprato.
Mia moglie ha azzardato una risposta. “Può darsi che preghino”, mi ha detto.
Sapete, credo che sia proprio così.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 14 ottobre 2014 su tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Mia moglie ha azzardato una risposta. “Può darsi che preghino”, mi ha detto.
    Sapete, credo che sia proprio così.

    Parli raramente di tua moglie, ma ogni volta che ne parli intuisco che il tuo matrimonio è stato un 6 al Superenalotto.

    La nostra suorina aveva sete e un giorno prese una brocca e andò a cercare da bere anche di nascosto (ad esempio a mezzogiorno quando fa caldo e non mi vede nessuno) e li incontro’ un matto che le disse “dammi da bere”. Apparentemente quell’uomo voleva qualcosa, chiedeva esplicitamente. Eppure poco dopo disse “posso darti da bere io, ho un’acqua migliore” e quella buttò la brocca. Quell’uomo strano quanto vi pare però non dava fregature e non era matto.

    Le fregature le prendiamo noi quando ai nostri pozzi c’è un cornuto che fa di tutto per non farci bere/pregare e di sete si muore molto prima che di fame.

    Non ci sarebbe nessun divorzio al mondo se due sposi pregassero insieme (ho detto insieme) una sola volta al giorno tutti i giorni magari segnandolo sull’agenda fra gli appuntamenti, ma come un piacere, come una gioia e non come dovere. E semmai scaturisse “un dovere” vabbè sono cose che capitano ma speriamo che domani sia una gioia.

    La preghiera non è l’appuntamento dal dentista, doveroso. Forse è andare a trovare una persona cara in ospizio o all’ospedale del marciapiede di fronte (no problem logistici) e questo nella gioia e in nessun altro sentimento. Quello non ti frega quella poca acqua zozza che hai ma ti farà gettare via la preziosa brocca. In quel monastero avviene questo. E in casa nostra un monastero è edificabile senza dare mazzette al comune o all’assessore o al genio civile. E ce ne dimentichiamo. Rimasi colpito una volta da un trafiletto su papa Luciani.

    “Congedata la folla, salì sul monte, solo, a pregare”. Un giorno fu chiesto a Papa Luciani dove andava, ed egli stava ritirandosi a pregare (come in quell’inciso relativo a Gesù), ma la sua risposta fu “Vado a combattere”. Ed in effetti è quello il momento ed il luogo in cui l’inferno al completo si scatena con tentazioni e distrazioni e astuzie di ogni tipo (perfino il suggerimento improvviso di utili risoluzioni di problemi purchè non si preghi).

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