Cercare di vivere

Ci sono certe pizze che è difficile mangiarle. Sono pesanti, a metà sei già intasato, berresti un fiume per tirarle giù. Invece quando è buona la pizza va giù liscia, ti lascia leggero, il bicchiere rimane mezzo pieno.
Devo ammettere che avevo un certo timore mentre entravo nel cinema a vedere l’ultimo film di Miyazaki, “Si alza il vento”. Dati gli ingredienti, temevo fosse una di quelle pizze indigeribili.
La biografia di un ingegnere, a metà tra le due guerre mondiali, le sue vicende personali anche abbasanza dolorose…eh, accidenti, una peperoni, cipolla e funghi.

E invece finisce come al solito, i lucciconi agli occhi e nessuno si muove dal posto fino alla fine dell’ultimo fotogramma. Se il pizzaiolo – anzi, il regista e sceneggiatore – è un genio, anche il mix più letale sulla carta è invece leggero, poetico, commovente. Non è né Howl la Città Incantata, piuttosto il film più serio e adulto – con la possibile eccezione di Mononoke – del Maestro. Anche se c’è la fantasia fantastica dei sogni del protagonista, questi fanno duro contrasto con la terribile realtà. E’ soprattutto nei bellissimi panorami, verdi pianure e nuvole, e poi nei piccolissimi particolari, un soprammobile, uno specchio, un movimento, che si nota la differenza con altre produzioni, con altri autori. Sono elementi che danno respiro e te lo tolgono, perché rendono vivo quello che accade sullo schermo. Durante la proiezione ragionavo che neanche con gli attori veri c’è talvolta una simile ricchezza ed espressività: quanti si limitano al copione e dimenticano la vita.

E’ un’opera complessa, piena di rimandi e citazioni che si possono anche non cogliere ma che insaporiscono tutto come spezia nascosta. C’è la distruzione della natura e la distruzione ad opera dell’uomo, la generosità e l’imbecillità, la guerra e la tranquillità e il lavoro e l’amore. E veramente non si potrebbe volere di più. Ma il cuore di quello che vuole dirci Miyazaki sta nel titolo.

“Si alza il vento, dobbiamo cercare di vivere” dice la poesia che è l’intestazione del film. E tutto ruota attorno a questa frase. Quando il vento si leva occorre afferrare quello che il vento cerca di strapparci, fosse il cappello, un ombrello, i nostri sogni.
Occorre afferrarli e viverli, fino al sacrificio, fino a quando il vento non tornerà a posarsi e capiremo di cosa erano fatti.

Annunci

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 13 settembre 2014 su gusto e disgusto. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. Bellissimissimo!!!!!
    Miyazaki è sempre Miyazaki…

  2. Molto bello. Ha rischiato molto e ha vinto la scommessa.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: