Accoppiamento assisitito

Com’è noto, la Corte Costituzionale a proposito della fecondazione eterologa ha stabilito che
“La determinazione di avere o meno un figlio, anche per la coppia assolutamente sterile o infertile, concernendo la sfera più intima ed intangibile della persona umana, non può che essere incoercibile”
Ovvero io, cittadino, devo pagare di tasca mia perché qualcuno vuole regalarsi il figlio invece del barboncino.
Ma, prima di questo, non c’è qualcosa d’altro di ancora meglio attinente alla “sfera più intima ed intangibile della persona umana” che occorrerebbe considerare?
Ovvero, avere un compagno, una compagna, chiamiamoli così, qualcuno da amare?

Non c’è addentellato che i giudici abbiano sentenziato per l’eterologa che non valga anche per moroso o morosa. I dolori per non essere adeguatamente legati ad un’anima qualsiasi, sia morali che carnali, sono numerosi e documentati da scrittori e poeti fin dai tempi più remoti. Nell’istante in cui lo Stato è obbligato a garantirmi un figlio a tutti i costi, perché non dovrebbe trovarmi prima la persona con la quale eventualmente metterlo in cantiere? Pensate alle ambasce, alla disperazione di tutti i single non per scelta ma per difetto che potrebbero trovare soluzione in una agenzia statale per l’accoppiamento assistito.

Mi aspetto a questo punto che, a spese dello Stato, mi possa essere fornito l’oggetto del desiderio dato che, per parafrasare,
“La determinazione di formare o meno una coppia, anche per l’individuo assolutamente ripugnante, concernendo la sfera più intima ed intangibile della persona umana, non può che essere incoercibile”.

Ti iscrivi alla lista e, dopo gli adeguati accertamenti burocratici e il pagamento del ticket, ti arriva a casa ciò che hai sognato. Prostituzione? Macché, allimite si può pensare come per la madre surrogata ad un simbolico rimborso spese. Mettiamo pure in conto le proteste dei sindacati e dei professionisti, ma la soddisfazione è un diritto, no?

Voi direte: non si può obbligare qualcuno ad accompagnarsi a qualcun altro. Ma se non puoi costringere qualcuno a mettersi con te, allora perché costringere qualcuno ad esserti figlio?

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 4 settembre 2014 su diavolerie e cattiverie. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 18 commenti.

  1. Il testo della canzone (alcune strofe):

    LASELA PA PÌ SCAPÈ
    A l’à doi beij uijn
    un mars e l’aot ch’ai cola,
    a l’à ‘l morfel al nas
    ch’ai va ‘n tla gola.
    RIT:
    Lasela pa pì scapè,
    lasela pa pì ‘ndè via,
    la treuvi pì nen doman,
    la treuvi pì nen doman.
    Lasela pa pì scapè,
    lasela pa pì ‘ndè via,
    a treuvi pì nen doman
    n’aota parija.

    A l’à ‘n porèt sël nas,
    l’è gròs coma ‘na bòcia,
    a l’à ‘l gavas da part
    ch’ai va ‘n sacòcia.
    RIT
    Le gambe faite a archèt
    e i pè ch’ai vardu ‘n drinta
    e quand ch’a fa pipì
    ‘na fa ‘na pinta.
    RIT
    A mangia coma ‘n beu,
    a beo coma ‘na vaca,
    ma mac per travajè
    l’è sempi straca.

    NON LASCIARLA PIU’ SCAPPARE
    Ha due begli occhietti
    uno marcio e l’altro che le cola
    ha il moccolo al naso
    che versa in gola
    RIT:
    Non lasciarla più scappare
    Non lasciarla più andare via
    non la trovi più domani
    un’altra che le stia alla pari

    Ha un porro sul naso
    che è grosso come una boccia
    ha il gozzo che parte
    e va in saccoccia
    RIT
    Le gambe fatte ad archetto
    i piedi che guardano in dentro
    e quando fa pipì
    ne fa una pinta
    RIT
    Mangia come un bue
    Beve come una vacca
    ma solo per lavorare
    è sempre stanca
    (canzone goliardica piemontese)

  2. “perché costringere qualcuno ad esserti figlio?”

    Se seguiamo questo ragionamento nessuno dovrebbe fare figli.

  3. Berlicche, direi che nell’ultimo verso “stracca” funzionerebbe meglio anche in italiano.

    Fasullo, in codesto ragionamento c’è una falla delle dimensioni di un vitello di razza chianina, se ne rende conto.

  4. Scusa, senmWebmrs, i tuoi figli ti hanno chiesto di venire al mondo? Nemmeno i miei. Non sentivo nessuna voce: mamma fammi nascere; ed è la cosa che in genere ci si ricorda quando ci fanno perdere la pazienza e li ammazzeresti: non sono loro che ci hannochesto di vivere ma li abbiamo generati noi, la nostra volontà. Dove è la falla enorme?

  5. Fasullo, la falla è che in un caso i figli sono donati, accolti, non sono nostri; nell’altro sono fabbricati, ingegnerizzati secondo un desiderio a cui si pretende che siano conformi, come fossero nostra proprietà.
    E’ la stessa differenza che c’è tra l’innamorarsi di una donna che incontri, che ti è data così, e pagarne una. O un servizio che te ne fornisca una.

  6. C’è anche un’altra piccola differenza: in un caso i figli sono biologicamente il risultato di entrambe le persone che li cresceranno, nell’altro caso solo di uno dei dei; il terzo estraneo, che entra in gioco, rimane anonimo. Così il figlio non verrà mai a conoscenza di quale sia il suo padre o la sua madre biologica. Anche questo – il diritto alla conoscenza di chi ti ha generato – mi sembrerebbe una cosa da tutelare, ben più del capriccio di una coppia che vuole a tutti i costi comprarsi un figlio che gli assomigli (quando, se proprio, potrebbe ricorrere all’adozione). Ma si sa, oggi si ragiona con la propria pancia (se non con una parte ancora meno nobile che sta un pò più in giù), per cui da Fasullo ed i suoi epigoni non si può pretendere la capacità di cogliere distinzioni sottili specie se vanno contro al desiderio di fare quel cavolo che gli pare, nè tanto meno pensare che nei loro interventi considerino il fatto che le scelte di ciascuno possono arrecare pregiudizio ad altri..

  7. Micaela bg, se per generare figli bastasse la volontà non ci sarebbe bisogno di costose e complicate pratiche di inseminazione artificiale né di pronunciamenti giuridici. Basterebbe volere e oplà: ecco Atena che esce completa di armatura dalla testa di Zeus.
    Ma è così?

  8. La mia era una semplice constatazione logica. Un figlio non sceglie mai da che parte nascere. Ci arriva e basta. Il commento di Micaela mi sembra sia stato abbastanza esaustivo e nessuno le ha replicato a dovere.
    Alla fine un figlio nasce dalla volontà unito alla possibilità di averlo (anche se in casi non sempre piacevoli la volontà manca).

    Che poi un figlio naturale sia diverso da un figlio con la eterologa, non è importante al fine di questa puntualizzazione.

  9. Invece è lì tutto il punto della vicenda. La differenza tra accogliere e pretendere.

  10. Fasullo, se ti fermi ad un’interpretazione letterale della sola frase che hai citato, la tua constatazione è corretta, è vero. Ma siccome quella frase arriva alla fine di un post nel quale si esprime anche dell’altro, che senso ha, isolarne una piccolissima parte per poter concludere che tutto il discorso non si regge in piedi? Semplicemente nessuno.

  11. “Ovvero io, cittadino, devo pagare di tasca mia perché qualcuno vuole regalarsi il figlio invece del barboncino.”

    Però da questa eclatante mancanza di rispetto per la posizione di altri (non di chi non è d’accordo con te sul piano ideologico, ma delle persone che, con motivazioni e storie che tu non puoi conoscere, decidono di provare la fecondazione eterologa) non si va da nessuna parte.

    Come ho già detto in altre discussioni, non difendo a spada tratta il diritto all’eterologa nè le motivazioni delle sentenze al riguardo della CC (che non ho mai avuto tempo di approfondire, a differenza di argomenti che mi stanno più a cuore tipo la diagnosi pre-impianto). Qui mi baso quindi solamente sul tuo post (e su alcuni commenti), perchè mi sembra assolutamente confuso su piani diversi.

    Un piano è quello del tuo personale e peregrino giudizio morale. Un altro è quello della liceità della fecondazione eterologa, ovvero il fatto che questa costituisca o meno un danno a qualche soggetto giuridico tutelato dalla legge. Un terzo piano quello del diritto alla fecondazione eterologa, che nel contesto di una sanità pubblica quale quella italiana si concretizza in una rimborsabilità della procedura.

    Partiamo da quest’ultimo. Se io sono clinicamente depresso, o ho l’artrosi o l’appendicite, ho diritto a ricevere prestazioni sanitarie che (nella misura del possibile) provino ad ovviare questa mia condizione; tali prestazioni in Italia sono in larga parte a carico dello stato. L’infertilità è una condizione patologica?

    La prima parte della tua obiezione ha un senso e, in forma e occasioni diverse, è un problema che mi sono posto anch’io. Il SSN non passa una soluzione per la solitudine, o la frustrazione professionale, o la disperata realizzazione che i giorni migliori della propria vita sono sfumati. Un numero enorme di pazienti che ho visitato, d’altra parte, non avevano bisogno di un medico (neanche di uno psichiatra) ma di uno psicologo, o di un prete, o un buon amico ecc… Da qui il cortocircuito di pseudodiagnosi il cui obiettivo è medicalizzare un disagio che ha poco di medico (con tutto un corteo di richieste di indennizzo, di mansioni ridotte al lavoro ecc. ecc.).

    Non avere un figlio evidentemente non è una malattia (e sarebbe interessante riflettere sulla commistione di tradizionalismo e consumismo che invece ha spinto a pensarlo). Personalmente però ritengo che la condizione di volerne avere uno e non riuscirci in maniera naturale sia qualcosa che ha una base medica (in alcuni casi molto ben delineata – che so, un’azoospermia -, in altri meno) più concreta di quella (ad esempio) di non aver avuto successo nel proprio lavoro o litigare ogni giorno con il proprio coniuge.

    Questa è una posizione che si può tranquillamente non condividere, però non vedo come si possa essere così tranchant nell’accantonarla (di fronte alle richieste ed esigenze delle coppie infertili).

    Una volta che si decida che effettivamente sì, l’infertilità è una malattia ed è giusto che il SSN paghi per la cura (che sì, è una cura, per piacere non cominciamo quella discussione che impazzisco. Se perdi una gamba in un incidente mica devi pagartela tu la protesi, anche se TECNICAMENTE la protesi non guarisce l’amputazione) bisogna capire se la fecondazione eterologa lede i diritti di qualcuno (il figlio, eventualmente il donatore ecc.). Anche qui, discorso complesso di cui si è parlato molte volte; io sono sensibile ad alcune considerazioni in merito. Ma di nuovo: l’affermazione con cui chiudi il post non è un buon punto di partenza, perchè violentemente illogica. Il parere del bambino (che non è neanche un embrione al momento della decisione) non è mai considerato, quale che siano le caratteristiche del suo concepimento.

    Quelle che avete fatto nei commenti sono considerazioni moralistiche, che con l’etica che dovrebbe stare dietro una legge non hanno nulla a che fare. Moralistiche perchè vanno a fare assunzioni irrilevanti e indimostrabili sui valori delle persone che si affidano all’eterologa (“capriccio di una coppia”, “un desiderio a cui si pretende che siano conformi, come fossero nostra proprietà.”) invece di pesare le conseguenze della procedura.

    E quando dico ‘irrilevanti’ ragiono in entrambi i sensi. Mi spiego: è secondo me abbastanza probabile che, a livello di responsabilità, desiderio di paternità e maternità, preparazione ad accogliere un figlio con amore una coppia che prende quella strada possa essere superiore a due quindicenni che concepiscono un bambino nel bagno di una discoteca. Se però decidiamo che l’eterologa viola il diritto di un bambino a conoscere il proprio genitore naturale, allora qualsiasi giudizio morale (positivo o negativo) su chi la sceglie diventa, appunto, irrilevante e la procedura è da vietare.

  12. Quente,
    1-se una cosa è male, è male. Posso avere comprensione per il ladro o l’assassino, per la storia che l’ha portato lì, e misericordia per lui; ma questo non toglie che stia facendo male. Il rispetto lo risparmio per chi lo merita.
    2-E’ irrilevante e illogica se consideri irrilevante il bambino, come mi pare evidente. Non il suo “diritto a conoscere”: proprio lui.
    3-Il SSN mi paga per l’ortodonzia, per la chirurgia estetica? Dammi una risposta al post: perché non fornisce il “moroso”? Qui non c’è nessun diritto: c’è solo la spinta della lobby omosessualistica, di quella di certe ciniche cliniche, quella degli anticattolici che, cme ho già detto, usano di tutto in odio alla Chiesa.
    4-secondo te il parere del bambino potrebbe essere favorevole ad essere strappato con il cordone ombelicale caldo dalla madre naturale, e dato ad altri? Che hanno fatto un contratto dove era scritto che se fosse sstato malaticcio, non perfetto, si sarebbe dovuto distruggere? Pensa che bello, quei figli, quando saranno in grado di capire di essere stati acquistati, e che sono frutto di un atto di compravendita, non di amore fosse pure nel cesso di una discoteca. Pensa che bel rapporto falso padre\madre-figlio.
    Quente, il moralismo peloso è il tuo. L’etica, non di questa cosa.

  13. «La Consulta ha fatto derivare tutto questo dal principio, che ha sancito come costituzionalmente fondato, all’autodeterminazione in ordine al figlio: parificando quest’ultimo a un oggetto che la coppia ha diritto a conseguire. Esattamente il contrario della decisione di quel re giovane e saggio che, brandendo la spada per dividere a metà il figlio rimasto vivo, ha sollecitato l’amore della madre vera a non ritenerlo “QUALCOSA” da spartirsi, ma “QUALCUNO” da riconoscere e da rispettare.»
    (http://www.tempi.it/lo-sconcerto-di-re-salomone-davanti-al-diritto-di-spartirsi-un-essere-umano)

  14. @Berlicche:
    1- appunto. Se una cosa è male, le motivazioni sono indifferenti. Stupisce dunque l’accanirsi su di esse: prima parlando di “capriccio” e “desiderio ecc.”, poi ascrivendole alle trame delle lobby omosessualiste (parola che non si puo’ sentire).
    2- il bambino al momento di decidere per l’eterologa non esiste, così come non esiste prima che una coppia di eterosessuali monogami vergini si accinga a consumare le nozze. Non può dare il consenso a venire al mondo. Quindi bisogna circostanziare il danno che può derivargli dalla fecondazione eterologa (ovvero il diritto che in lui venga leso); io ho fatto un’ipotesi, sarà riduttiva ma è l’unica concreta che mi venga in mente.
    3- “Il SSN mi paga per l’ortodonzia, per la chirurgia estetica? Dammi una risposta al post: perché non fornisce il “moroso”? ” Ho provato a dartela e ho anche riconosciuto che il problema esiste. Il SSN non paga per aumentare le tette di una misura, ma un intervento ricostruttivo (a scopo puramente estetico) dopo una mastectomia lo passa. Il “diritto alla salute” è un concetto che ha confini labili. La mia risposta è che l’impossibilità di avere figli è un problema più “medico” di quello di non avere la morosa.
    4- “secondo te il parere del bambino potrebbe essere favorevole ad essere strappato con il cordone ombelicale caldo dalla madre naturale, e dato ad altri?” Mmmmh qua siamo in un campo un po’ fantascientifico, perchè la domanda che dovresti fare al bambino sarebbe: “Preferisci non nascere, o nascere da questa donna e venire a lei sottratto per essere affidato a questa coppia di gentili signori?”. Un po’ come la domanda che faresti al bambino non nato di una ragazza madre che i volontari del Centro per la Vita vogliono convincere a tenere per dare in adozione. NB: io quando penso all’eterologa penso soprattutto al donatore di sperma. La maternità surrogata secondo me è come una donazione d’organo, e sono contrario se fatta per soldi e molto scettico su altre possibilità. Forse sto dicendo una cavolata assurda, perchè come ho detto non ho studiato bene il problema, ma non credo che per la legge italiana (anche dopo le sentenze sulla legge 40) sia fattibile.

  15. Quente
    1-No! Le motivazioni sono il percorso che ti ha portato fin lì. Sono quello che devi mettere in discussione. La Chiesa ha sempre distinto tra peccato e peccatore. Se un ragazzo è stato ingannato da chi gli ha fatto credere che non c’era niente di male a fare una certa cosa, se gli è stato insegnato che può avere tutto ciò che desidera, se voglio recuperarlo devo avere amore e misericordia per lui, fargli vedere la realtà, ma essere fermo su ciò che è male. Altrimenti è fetido moralismo.
    2-Ti sfugge sempre il punto fondamentale: il bambino è dono, è accoglienza, non è un oggetto, qualcosa di tuo. Il bambino una coppia lo “cerca”, non “lo costruisce”. Se un bambino è costruito, quando non rispetta i tuoi parametri verrà rifiutato peché è pensato come una proprietà.
    Quando ti è donato qualcosa, accogli quello che ti viene dato; quando sei tu a progettarlo, ti incazzi se non è come lo vuoi. Che razza di “amore” avrà qual bambino comprato?
    3-“avere figli è un problema più “medico” di quello di non avere la morosa“: peccato che il pronunciamento dei giudici prescinda dal fatto medico, per ricadere…altrove.
    La soddisfazione di un desiderio come diritto non ha niente a che fare con la medicina.
    4-Vedi punto 2.
    non credo che per la legge italiana … sia fattibile.
    Oh, non c’è da preoccuparsi, si troverà un giudice creativo.

  16. “Se un bambino è costruito, quando non rispetta i tuoi parametri verrà rifiutato peché è pensato come una proprietà.”

    Però stai spostando il discorso sull’eugenetica non sulla fecondazione eterologa in sé. Per riprendere quanto dicevo prima, quello che sostieni te non va contro l’eterologa altrimenti va contro tutte le nascite in generale.

  17. Fasullo, ho già risposto. Temo ti manchi l’esperienza di cosa sia davvero un figlio, e non te la posso dare.

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