La C sul nostro muro

In un silenzio imbarazzato da parte di chi li ha finanziati mentre stavano a combattere in Siria, le milizie dell’Isil stanno cercando di eliminare ogni presenza avversa nel territorio da loro controllato. Distruzioni di chiese, santuari e moschee non conformi alle loro idee, e sommarie esecuzioni di quanti le frequentavano. Sarebbe l’occasione perfetta per quanto si sono persi il nazismo e magari hanno sottovalutato, per così dire, il comunismo, per parlare. Il tacere è però assordante. O magari stanno esercitando su altri bersagli la loro indignazione. Si sa che è complicato avere un’opinione, prendere una posizione contro qualcuno che non è, come i cristiani, educato a porgere l’altra guancia.

Perché ad essere si rischia. Sarebbe comodo convertirsi e continuare a vivere. Lo sa Meriam, lo sa Asia Bibi, lo sanno tutte quelle famiglie in fuga, pronte a perdere tutto pur di salvare cosa è importante. Noi saremmo disposti a lasciar scrivere sul nostro muro la N di Nazarat, la C di Cristiani? Riusciremmo, come anche alcuni coraggiosi musulmani, a prendere le difese dei deboli a rischio della vita? Mi domando quanti tra quelli che conosco direbbero “in fondo in chiesa non ci vado”.
Ma se non ci sono neanche le parole, come possono seguire i fatti?

Per il momento si preferisce essere indignati più della distruzione delle pietre morte che di quelle vive.

Quando poi gli anni saranno trascorsi, e l’erba sarà cresciuta sui teschi e sulle ossa, ci si potrà sempre pentire e fare un’autocritica. I cristiani perdonano.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 25 luglio 2014, in meditabondazioni con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Proprio ieri mi è capitato, ad un matrimonio, sentir leggere questa frase di San Paolo (dalla lettera ai Romani): “…Se possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti.” E sempre ieri il card. Scola ha twittato: “Non c’è iniziativa istituzionale, per quanto lodevole ed efficace, che possa sostituire l’iniziativa della persona.” Ovviamente non mi permetto di interpretare né l’uno né l’altro, ma credo che, in una situazione di “grande turbolenza politica” (eufemismo) come quella che hanno dovuto affrontare i cristiani (ed anche i curdi) di Mosul all’arrivo dei militanti dell’Isil, e di fronte al venir meno di ogni difesa istituzionale sia interna che esterna all’Irak, prendere le armi sarebbe giusto ed anzi doveroso. E se mai capitasse qui da noi qualcosa di analogo, vorrei avere la possibilità di farlo.

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