Sul gradino

Credersi Dio è qualcosa che ci occorre spesso. Crediamo di essere invulnerabili, immortali, immensamente razionali ed intelligenti. Pensiamo di capire tutto.
Poi, pataf! Accade qualcosa che fa crollare questo nostro piccolo universo divino. E abbiamo un bell’aggrapparci alla nostra illusione, a credere di guarire da questa malattia mortale che chiamiamo vita.
Quant’è difficile capire quanto poco siamo. Quanto nulla c’è in noi. Quanto distanti siamo da quella pienezza che pure desideriamo tanto.

Ma feriti dalla realtà si può crollare, pensare di essere effettivamente nulla. E perdersi.

Eppure no. Ci siamo. Non siamo descritti dalla nostra incompiutezza. Esiste su di noi una misericordia che ci fa esistere, un’amore sulla nostra vita che va oltre quello che siamo. Un amore che non possiamo in nessuna maniera darci da soli.
E’ l’accorgerci di questo amore che ci salva dal crederci déi e dal crederci  nulla. Che fa di noi delle persone vive e vere.
Certo, mi potreste dire: sei tu che ti aggrappi ad una fede per mascherare la tua impotenza. Come se non fosse ragionevole riconoscere la nostra povertà, come se non fosse ragionevole riconoscere che non è questa povertà che fa di noi degli uomini. Che qualcosa, prima di noi, ci fa esistere. Fa esistere la nostra realtà. Senza nostro merito o capacità.

Possiamo stare davanti a questa constatazione senza farci toccare da essa. Illudendoci che basti la nostra interpretazione a definire il mondo. Oppure stare davanti a questo Mistero come chi cerca, come chi chiama, come chi vuole capire e non si accontenta. Come il bambino che vuole salire il gradino, e chiama la mamma che lo sollevi un poco.

Senza questa purezza di domanda, questa nostalgia del reale, è tutto scetticismo oppure vuoto orgoglio.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 4 luglio 2014 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.

  1. Ricerca creativa

    ma…. celarsi dietro il nome di un diavolo e raccontare la propria interpretazione del mondo non è più o meno fare la stessa cosa che osteggi in questo tuo ultimo post? Forse sul gradino ci sei salito, ma la purezza di domanda è rimasta giù….

  2. “Ricerca creativa”, non è che io la verità la posseggo e mi fermo lì. In questo blog, come ho detto tante volte, cerco di confrontarmi ed esplorare il reale e ridire quento ho capito, mi hanno insegnato, reputo di valore. Ogni giorno trovare qualcosa da dire, dare conto di quello che dico mi serve appunto per non fossilizzarmi, per tenere gli occhi aperti, la domanda desta, la ragione pronta. Hai un modo migliore per tenersi in allenamento? Dimmelo, così che io possa verificarlo.
    E se la purezza di domanda fosse rimasta giù, dovrò trovare il modo di farla salire.

  3. Quello nelle foto è Berlicche da diavoletto?

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