Pornificazione

Giuro che non mi era passato per l’anticamera del cervello. Eppure il film l’ho visto. Però, davvero, il fatto che il rapporto tra la Maleficent dell’omonimo film e la principessa Aurora, coprotagonista, potesse essere qualcosa di un po’ diverso dal normale non  mi aveva neanche sfiorato.
Come del resto quello tra le due sorelle protagoniste di Frozen, pure della Disney. Sì, pure lì abbiamo un certo numero di persone che fantasticano su una relazione non propriamente fraterna tra le due ragazze.

Che volete farci, sono fatto così. D’accordo che le figure maschili forti nei due film latitano alquanto, ma questo non significa affatto che due persone dello stesso sesso che si trovano accanto debbano per forza andare a letto assieme. Io non cedo alla regola 34, che asserisce che su internet ogni cosa che può essere pornificata lo sarà: andate pure avanti, io non vi seguo.

Io preferisco continuare a credere che i protagonisti di Supernatural siano solo fratelli, che nel Signore degli Anelli non ci siano state orge lungo la strada per Mordor, che Sherlock Holmes e Watson…oh, insomma, che proseguo a fare. Credo che mi abbiate capito. C’è qualcosa di molto malato nell’essere incapace di pensare che possa esistere amicizia, amore sì ma fraterno o parentale, purezza. Ed in ogni cosa cercare e trovare sempre e solo sesso.
E che tipo di sesso, poi. Perché anche il sesso può essere puro. Può avere come termine l’infinito. Ma no, non questo.

Signori miei pornificatori, non sapete cosa vi perdete.
Ritrovatelo, se potete.

 

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 16 giugno 2014 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 16 commenti.

  1. Il porno è la distruzione dell’Amore.

  2. …intere generazioni hanno lo sguardo sporcato dalla sessolatria, lo vedo quotidianamente a scuola. Ad es., nelle prime scene del film “La Rosa Bianca”, Sophie saluta con un bacio sulla guancia la cara amica Gisela…e tutti via a sorrisetti e mugugni. Addiritttura ho notato accenni di sorrisetti e malizia durante la commovente scena del film “Cristiada” in cui l’anziano sacerdote, prima di essere ucciso dai federales, accarezza e bacia il piccolo Josè dopo avergli detto che non c’è gloria più grande del dare la vita per Cristo…
    c’è un vero e proprio inquinamento dello sguardo…

  3. La distruzione dell’affetto più semplice e bello per far posto alla fisicità più gretta in ogni tipo di rapporti sociali.
    Recentemente ho letto delle critiche “moderne” al “Mercante di Venezia” di Shakespeare dove si etichettava come praticamente “inequivocabile” una presunta relazione omosessuale tra Antonio e Bassanio… interpretazione evidente in alcune scene del film del 2004 con Al Pacino e Jeremy Irons.
    A me che ho letto l’opera è sempre sembrata una forte e nobile amicizia fraterna, ma la mentalità di oggi, evidentemente, vede più cose di me…

  4. (e comunque questo è niente, se su Internet vai a fare un giro nei siti di fanfiction trovi roba da far rizzare i capelli…)

  5. Molto carino, nel citato Supernatural, l’episodio in cui i protagonisti si ritrovano loro malgrado personaggi di una serie di romanzi ed apprendono attoniti di certe fanfiction del genere descritto…
    http://www.supernaturalwiki.com/index.php?title=The_Supernatural_Books

    Dean: There’s Sam Girls and Dean Girls and…What’s a slash fan?
    Sam: As in Sam slash Dean, together. (NdR, Sam/Dean)
    Dean: Like together, together? They do know we are brothers, right?
    Sam: Doesn’t seem to matter.
    Dean: Well that’s just sick!

  6. Secondo me il tuo post può generare due possibili riflessioni.

    Una sulla possibilità data da internet di soddisfare la nicchia più specifica, minoritaria ed estrema (in campo sessuale, ma non solo), che alla fine rientra nella più generale problematica della possibilità e della libertà nella società del benessere e della comunicazione. Ma mi pare un po’ troppo generica e pretenziosa.

    L’altra ha una prospettiva meno ampia ed è quella sullo sguardo più o meno innocente del pubblico, nel caso specifico rispetto alle implicazioni sessuali del rapporto tra due personaggi. Ora, eviterei per il momento le derive incestuose di questo fenomeno perchè mi pare rientrino in pieno nella regola 34 (epifenomeno dell’estrema gamma di possibilità offerta da internet) e mi concentrerei invece su quelle omosessuali. E’ vero che in questo senso il pubblico ha in qualche modo perso l'”innocenza” (non credo che i primi lettori de “Il signore degli anelli” malignassero sul rapporto tra Sam e Frodo come hanno fatto molti spettatori del film), ma questo configura una caduta da uno stato di purezza originaria? Non ne sono del tutto sicuro.

    Tanto per cominciare, l'”innocenza” molto spesso stava solo da una parte dell’equazione, quella del pubblico, mentre l’autore era totalmente consapevole delle implicazioni. In alcuni casi parlerei più di ingenuità (per non dire rimozione) che innocenza. Così come ci stupisce oggi che pochi decenni fa qualcuno potesse aver visto il video di “Wake me up before you go-go” e poi STUPIRSI dell’omosessualità di George Michael, sembra oggi incredibile che nessuno si scomponesse di fronte alle evidenti caratteristiche pederastiche del rapporto tra Batman e Robin nei fumetti degli anni ’50 (non proprio nessuno in realtà: i censori maccartisti avevano qualcosa da dire, e anche sugli aspetti palesemente sado-maso che erano parte integrante dell’appeal di Wonder Woman). Se vogliamo, siamo più moralisti oggi che non negli anni ’50, perchè un fumetto in cui un uomo adulto dorme nello stesso letto di un ragazzino ai nostri tempi sarebbe off limits. Non è una questione di innocenza, perchè l’efebofilia e la pedofilia esistono (ed esistevano anche negli anni ’50), è il riconoscimento di un problema. Ti faccio un altro esempio, ancora più paradossale: Lewis Carroll. In anni recenti si è molto parlato della sua pedofilia, e questo è dovuto anche al fatto che biografie agiografiche di epoca vittoriana insistevano (tra l’altro falsamente) che non aveva nessun interesse per le coetanee, solo per le bambine. Questo per FARLO APPARIRE IN LUCE MIGLIORE, come un “puro”. In alcuni casi la perdita dell’innocenza può vuoler dire semplicemente rinunciare alle fette di mortadella sessuofobica che ci coprono la vista.

    Sherlock e Watson: è ovvio che due uomini possono avere una profonda amicizia senza nessun connotato sessuale (anche un uomo e una donna, ma questa è una possibilità poco frequentata da Hollywood, in un fenomeno speculare a quello descritto da te direi; mentre il genere “bromance” che descrive esattamente quel tipo di amicizia è un pilastro della comicità americana, vedi “Scrubs”). E’ altrettanto vero che se tu conoscessi due professionisti ultratrentenni e scapoli (un medico e uno scienziato) che condividono un appartamento, nonostante tutte le dichiarazioni di intenti di questo post forse qualche dubbio l’avresti. Mettici il vocione profondo di Benedict Cumberbatch ed abbiamo una pornificazione che non richiede di scomodare la regola 34.

    Infine, torniamo a Tolkien. Evidentemente è la malizia dello spettatore odierno (e anche la recitazione un po’ sopra le righe di Elija Woods, Sean Astin e compari) a trasformare la Compagnia dell’Anello in una succursale del gay pride. Ma vogliamo dire che i modelli letterari di amicizia virile offerti (a noi e a JRRT) dall’epica sono privi di implicazioni erotiche? Mi parrebbe un’affermazione forte.

  7. @GiuliaM: effettivamente che in spettacoli in cui degli uomini interpretavano donne che si travestono da uomini, scritti da un autore che componeva sonetti d’amore per un altro uomo, ci fossero delle implicazioni omosessuali è veramente impensabile.

  8. Poi ci sarebbe un certo Bergoglio più noto come Francesco (discepolo di uno che diffuse lo slogan “beati i puri di cuore perché vedranno Dio”) che ripete sempre il suo invito di accostarsi al sacramento (azione efficace, azione che “fa” davvero) della riconciliazione e poi a quello della eucarestia in modo che il menzognero assassino che ci fa credere di essere felici scippando e sconvolgendo i doni di Dio (sesso : dono di Dio e materia di un sacramento) sia sbugiardato e cacciato nelle sue puzzolenti tenebre. E c’è chi lo ascolta e c’è chi invece usa parole ed argomentazioni nuotando nel mare delle chiacchiere e nel tepore della maggioranza che viene percepita (altro inganno) per verità indiscutibile.

    Signore aprici, io non sono diventato come l’assassino di Yara e lo sgozzatore di moglie e figli, non sono diventato un assassino come quelli, ma sono rimasto puro e ho solo diffuso la diversa purezza in un mondo diversamente utente e ho rispettato la costituzione più bella del mondo, ho porno ficcato solo con consenzienti come me e non ho mai fatto violenza. Signore aprici, ero in buona fede e tutti i sondaggi dicevano che l’inferno non esiste oppure era vuoto ….

  9. Porno ficcato …. Pornificato ….. Scherzetti del correttore automatico iPhone quando dai invio senza rileggere il testo

  10. @cachorro: perchè, Bassanio e Antonio erano forse travestiti? :)
    Non parlavo inoltre della vita personale di Shakespeare (per quanto anche questa questione sia “moderna”), ma di due suoi specifici personaggi in un suo specifico testo teatrale. Non so proprio perchè hai sentito il bisogno di uscire così velocemente dalla questione, sarebbe stato più utile un confronto letterario invece di una rispostina sarcastica.

  11. “Moderna” tra virgolette, appunto, perchè da wikipedia mi risulta essere stata sollevata già nel 1780.

    Non sono entrato nel merito del testo perchè, in sincerità, credo di non averlo mai letto e di averlo solo visto in una riduzione televisiva inglese (non particolarmente omoerotica, che ricordi) tanti anni fa. Ricordi non freschissimi, dunque.

    Comunque: è un tema ricorrente nella letteratura e nel cinema quello di un’amicizia virile forte, che sorpassa per importanza le relazioni con l’altro sesso (e che spesso è messa in risalto proprio in contrasto a queste ultime: “Io sono in angoscia a motivo di te, Gionata, fratello mio; tu mi eri molto caro, e l’amore tuo per me era più meraviglioso dell’amore delle donne.”). Ora non voglio dire per forza che quest’amicizia deve avere caratteristiche omosessuali, ma che questa interpretazione può nascere sia dalla prospettiva del lettore (non sappiamo come la pensava Omero, ma per Platone Achille e Patroclo erano sicuramente amanti; e così il giovane spettatore che guarda Sam e Frodo farsi gli occhi dolci ha una prospettiva diversa dal lettore di Tolkien di cinquant’anni prima) che effettivamente dalle intenzioni dell’autore. E il tema dell’amicizia virile in alcuni casi rappresenta lo sfogo di un filone sotterraneo di tematiche omosessuali nella narrativa. Quindi, se dei critici hanno fatto un’associazione di questo tipo per un testo di Shakespeare (che scriveva sonetti d’amore a un uomo) in cui un uomo più maturo ha un profondo affetto per un uomo più giovane non ancora sposato, tale da portarlo a rischiare la propria vita (e, guarda caso, verrà salvato dalla sua fidanzata TRAVESTITA DA UOMO), non mi pare si possa parlare di una speculazione incongrua dell’accademia politically correct schiava della gender theory.

  12. Vedi, Quente, è esattamente quello che intendevo: sei virtualmente incapace di concepire che certi rapporti possano essere non-sessuali; che in una società con ruoli maschili-femminili ben diversi dai nostri certi atteggiamenti potessero essere normali; alla fin fine hai smarrito (tu e quasi tutti noi) quello sguardo che avrebbe fatto gioire più a fondo di quello che leggiamo.
    Posso fare un piccolo esempio? Nella puntata 1 della seconda serie di “Sherlock” (segue spoiler, ma vista la citazione forse l’hai vista – se non l’hai vista fallo perché quella puntata in particolare era assolutamente magnifica) il protagonista arriva con la deduzione a capire che una certa persona ha l’intenzione quella sera di dichiararsi; incapace però di capire a chi, finisce per fare del male a chi gli vuole bene. La pornificazione rende incapaci di guardare oltre; sia che il “sospetto” sia falso, ma ancora di più nel caso sia vero.

  13. Non sono assolutamente incapace di concepire l’esistenza di rapporti non-sessuali, sto contestando una visione che mi pare semplificata. La mia obiezione è su due livelli:

    – che smarrire uno sguardo “innocente” sia per forza un male (perchè se rimpiangi un tempo in cui questa immagine http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/7/77/Batbed.png non faceva alzare il sopracciglio del lettore, non rimpiangi un’epoca in cui non esisteva la pedofilia, ma in cui la pedofilia probabilmente non veniva sospettata e perseguita quanto oggi). A tutti piacerebbe tornare bambini, ma evidentemente non è possibile.

    – che lo “sguardo innocente” fosse effettivamente un’interpretazione più fedele della realtà rispetto a quello “smaliziato”.

    “che in una società con ruoli maschili-femminili ben diversi dai nostri certi atteggiamenti potessero essere normali”

    Questo può essere vero in alcuni casi e meno vero in altri. E’ la solita dialettica tra relativismo e assolutismo, cose che cambiano a seconda del contesto e cose che rimangono sempre uguali. Ad esempio, nell’Inghilterra elisabettiana era evidentemente più trasgressiva la presenza di una donna in palcoscenico che non di uomini vestiti da donna, al contrario di quello che succede oggi (però sappiamo che nello stesso periodo travestirsi da uomo per una donna era un comportamento fortemente stigmatizzato; Giovanna D’Arco fu bruciata anche per quella imputazione. Eppure le donne nel teatro shakespeariano si vestono da uomini continuamente, con equivoci chiaramente omoerotici come in Così è se mi piace.); e ad esempio in alcuni paesi arabi è assolutamente normale e non-sessuale per due uomini tenersi per mano. Però il sesso è pervasivo in ogni tempo e ogni cultura. Noi non abbiamo notizie della sessualità dei giovani attori che si vestivano da donna a Londra o in epoca classica; sappiamo però che dove forti tabù limitano i rapporti sociali e affettivi tra uomini e donne i legami che si creano tra maschi sono spesso di natura sessuale (come nell’antica Atene o nel moderno Afghanistan). E la distanza geografica o culturale di una società spesso nasconde ai nostri occhi aspetti intimi o protetti da tabù come quelli sessuali. Magari si eccede in malizia, sarà anche che non sono per nulla nostalgico dei ruoli maschili-femminili che caratterizzavano ad esempio l’Inghilterra di Arthur Conan Doyle o, se è per questo, quelli impliciti nella società della Terra di Mezzo (dove apparentemente le donne rappresentano tipo il 4% della popolazione, mi pare che le battute si scrivano da sole).

  14. Non un’interpretazione più fedele, ma un’interpretazione possibile. La pronificazione non è un’allargamento di prospettiva, è una restrizione: perché esclude in partenza la possibilità di costruire qualcosa che non sia sesso. Finendo con il distruggere il rapporto stesso. Qui un piccolo esempio di qualche anno fa.
    Noto però che il gusto della battuta ti fa perdere un poco di prospettiva. Il caso della Terra di Mezzo che citi è abbastanza indicativo del tuo errore. Se il Signore degli Anelli ha protagonisti in larga parte maschili dipende anche dall’argomento trattato: guerra e difficili viaggi, che mi dispiace dirlo sono decisamente più conformi all’archetipo maschile che a quello femminile. Se provi a esaminare accadimenti storici reali di valenza simile potrai trovare percentuali analoghe, o maagri minori, senza una Galadriel, la più potente tra gli elfi, o una Eowyn che sogna la battaglia. Ora, quanto la “deformazione” di cui parlavamo ti induce a questo errore di prospettiva?

  15. Ne ho sentiti tanti che trinciavano giudizi supponenti su libri che non avevano letto, ma se devo scegliere quello che mi farebbe morire dalle risate è la storia del Tolkien maschilista.

    P.S. La scena sopra è utile non solo per ridicolizzare chi presume il maschilismo di Tolkien. E’ anche un superlativo esempio di come uno che conosce, ama e rispetta la fiaba possa usarne il materiale sacro ed esplosivo per intessere nuove storie “che forse non morranno”. Il film di cui si parla dell’articolo è uno stupro della fiaba e produrrà solo cenere velenosa.

  1. Pingback: Il deserto avanza - Pagina 9

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