La sindrome del coniglio

Ho sentito, poco fa, qualcuno affermare che il divorzio breve in via di approvazione dal parlamento è una cosa ottima.
Certamente questo è un provvedimento portato avanti, da qualcuno almeno, con le migliori intenzioni. Perché perdere tempo ad aspettare chissà cosa se un amore è finito?
Da un certo punto di vista il ragionamento è corretto. Se il punto di vista è che ogni cosa è in balia del nostro impulso, del nostro desiderio, tutto torna. Ogni cosa che potrebbe ostacolare il trionfo dell’istinto è da eliminare. Il guaio è che, così facendo, l’istinto più forte che rimane è la paura.

Si ama con la paura che si potrebbe smettere di amare. E quindi non si ama sul serio, ma con il freno a mano tirato. Mai del tutto. Conservandosi sempre una via d’uscita.
Si ama con la valigia in mano, senza capire che per amare davvero occorre che quella valigia la si butti via. In maniera che quando arriveranno i tempi grami, ed arriveranno, non si abbia l’impulso di prendere e scappare. Si combatte meglio se si sa di non avere una via di fuga.
Se si sa di averla, invece, quanti resistono alla tentazione di prenderla? Se l’hanno messa è perché serve, dice il ragionamento. Dimenticando che se hai progettato bene un’uscita d’emergenza non dovrebbe servire mai.
Le migliori intenzioni fanno sì che si ama frustrati, infelici, rabbiosi, perché non si ama mai del tutto. Pur potendo divorziare, non ci si sposa; pur potendo avere figli, non li si fanno. Per paura di perdere quello che si ha, di non farcela. Creando uno sfacelo delle vite nostre e degli altri. Non è una novità. La realtà, ciò che accade, è lì, basta osservare.

Si scappa come conigli, spaventati di tutto.
Non ci si sposa. Non ci sono più figli. Quelli restanti viziati oltre ogni limite, perché ci si stringe a quello che si pensa proprio. L’insicurezza si spinge fino a dubitare del proprio sesso, a teorizzare che anche questo sia opinabile. Con sprezzo totale del reale.
Siccome ci hanno spiegato che costruire sulla sabbia i palazzi crollano, si preferisce vivere da baraccati. Una baracca piena di gadget, ma pur sempre una baracca. Visto che la realtà è invincibile, si finisce per fuggire in mondi artificiali, chimici o virtuali. Migliaia di amici sui social network, nessun amico vero; nessuno di cui fidarsi. Neanche chi abbiamo giurato di amare.

Dato che abbiamo dimenticato che siamo fatti per l’eterno. Che solo cercando l’eterno possiamo trovare quella gioia che dura, oltre ogni caso amaro della vita.
Così togliamo ogni barriera alla nostra fuga: ogni tempo di riflessione sui nostri errori, ogni barriera a mortiferi sogni artificiali. Come conigli spaventati che scattano ad ogni rumore. Scappando.
Dalla vita.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 30 maggio 2014 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 39 commenti.

  1. Primo in Italia. Oggi il sindaco di Fano PU ha trascritto in comune un matrimonio fatto in Olanda nel 2008 tra due gay nel silenzio dei partiti “cattolici”!!

  2. Se non si comprende cosa sia il matrimonio,
    allora il divorzio farà paura al coniglio perché ha
    concepito il matrimonio con la sindrome del coniglio…
    e teme di stancarsi presto della sua coniglietta.

  3. Caro Massimo tu dici … nel silenzio dei partiti “cattolici”!!

    Io metto sempre lo stesso disco. Cattolico (traducibile con universale o romano) e’ un aggettivo secondo di cui il primo e’ CRISTIANO e in paragone possiamo pensare ai cristiani ortodossi, cristiani maroniti, cristiani caldei etc

    Dicasi cristiano (e poi vedremo l’aggettivo secondo) coloro che credono che Gesù Cristo e’ Dio e poi lo seguono sorvolando su cadute non eresiache che tecnicamente si chiamano peccati.
    Un partito cristiano? Perché no! Purché sia fatto da individui con quella definizione. L’episodio da te citato ci indica che se qualcosa c’è di cristiano in quei partiti, essa sta in qualche persona la quale un bel giorno riceverà un premio al netto delle maggioranze sia del suo partito di traditori sia del partito coerentemente avverso.
    E’ come se fossimo al referendum del dopoguerra e ovviamente esiste un partito Repubblica e un partito per il re fatto da te e altri monarchici e UNO STUOLO DI SORPRENDENTI REPUBLICANI. Ok, vince anzi stravince la repubblica e che be sarà’ del piccolo gregge fesso che ha votato per il Re??
    Accadrà che il regno promesso fin dall’eternità verrà’ dato loro ….. E tutti gli altri fuori a dare cazzotti alla porta urlando “signore aprici eravamo iscritti ad un partito cristiano”. E il signore potrebbe dire …. Beh lo lascio alla vostra corretta fantasia, la mia spesso e volentieri vede agugliate dalle mani la misericordia come fosse una saponetta bagnata e poi ho la tendenza a divenire volgare all’improvviso

  4. Augugliate – sgusciate
    Scherzi delle dita grosse

  5. Trovo vero, quanto dice Mario,

    Troppi si dicono cristiani per confondere… e poi si rivelano col essere dei cristiani repubbli”cani”

    La Misericordia è un dono “solo” per quelli che temono Dio… non per quelli che se ne irridono.

  6. Documentario interessante da cui emerge, oltre ai problemi con il metodo scientifico che hanno i due studiosi “gender” norvegesi, che per far sì che l’individuo faccia la cosa giusta [qui nel senso di “più conforme alla propria natura (biologica ed evolutiva), al proprio sentire istintivo”] deve essere lasciato libero di scegliere.
    La realtà del video ci dice, quindi, tanto per fare un esempio, che è più utile non osteggiare il matrimonio omosessuale, se si vuole riportare sulla strada dell’eterosessualità le persone che si sono perdute, perché si eliminano di fatto il fascino del peccato e le tentazioni alla trasgressione, dei quali si conosce fin troppo bene il potere attrattivo.
    Io ci farei su un pensierino.

  7. Marcoz, potrebbe essere un’idea interessante se non ci fosse qualcuno che, ingannandoti, esalta lo “sbaglio” come fosse una meraviglia. E dopo chi te la ridà la vita che hai buttato?

  8. Replica irrilevante, perché quel “qualcuno” non appartiene alla categoria dei dati scientifici, che il video ha il pregio di sottolineare.

    Comunque, qualcuno che “sbaglia” ci sarà sempre, così come c’è sempre qualcuno che annega mentre arrivano i soccorsi, dopo un grave naufragio. Il punto è: quale metodo adottare per salvare più vite possibile? Sulla scorta dell’esperienza Norvegese, quello “proibizionista” o quello “liberale”?

  9. Marcoz, dov’è il proibizionismo? In Italia è forse proibito essere gay o cambiare sesso? Suvvia, non essere ridicolo!

  10. Forse sono ridicolo (e la cosa non mi sorprenderebbe) o forse non ho capito a quali funzioni esclusive sono deputate, in un dato testo, le virgolette.
    Comunque, nella fattispecie mi riferivo a quanto menzionato in precedenza: il matrimonio omosessuale.

  11. Non si tratta di proibire il “matrimonio” omossessuale ma di sottolineare che ciò che viene chiamato “matrimonio” omossessuale non è il matrimonio, come la “famiglia” omossessuale non è la famiglia. Lo si contesta non perché si ha il timore che se fosse possibile per legge fiotti di omossessuali accorrerebbero in massa a sposarsi, ma lo si contesta per combattere (o se non altro mettere in evidenza) l’attacco alle uniche istituzioni umane che possono proteggere l’essere umano dalle proprie debolezze: l’unica famiglia che può garantire stabilità e futuro a una società, quella fondata a partire del matrimonio (senza virgolette) e naturalmente feconda, e la legge che tutela il soggetto più esposto e inerme e lo difende dai soprusi e dai “desideri” del più forte. Rendere possibile costruirsi una famiglia su misura mettendo insieme i pezzi come in un lego, cambiandoli a seconda del sentire del momento, fabbricarsi un bambino a piacimento, scartare le unità difettose o che non funzionano più come prima e pervertire la legge in modo che consenta tutti i capricci sono sintomi di un umanità malata, invischiata nella propria malattia e fiera della propria putrefazione, sempre più lontana da Colui che potrebbe salvarla, sempre più dimentica di “essere fatta per l’eterno”.
    Come fare per urlare a tutti “SVEGLIA!”?

  12. una cosa è certa: morirai anche tu.
    nonostante tu abbia venduto l’anima (e la tua vita) al tuo burattinaio di fiducia, e nonostante ti sia stato permesso (e promesso) di fare tutto il male che hai scelto di fare (a me, per esempio), ebbene, nonostante tutto questo morirai anche tu.
    e state pure certi, tu e tu, e quell’altro, e quell’altra, che sarò lì a compiacermene.

  13. Licia Corengia

    Le lettere di Berlicche ed i suoi commenti sono sempre piacevolmente illuminanti: complimenti !

  14. scappare dalla vita!

  15. La realtà è la precarietà e la paura di smettere di amare è fondata nella realtà, si invecchia per esempio oppure si prendono psicofarmaci o altro senza accorgersene, cioè la paura è fondata sulla realtà se si ha del coraggio bisogna andare contro la realtà per come è, l’unico caso che io credo possibile di amare e mai smettere è con la ragazza giusta ma si sa che sta già con un altro, dico sul serio cioè ci sono ragazze che mai smetterei di amare ma stanno con un altro, dunque siccome questa costanza non capita con tutte quelle che ti piacciono ma solo con alcune allora si capisce perchè si ha paura se poi vedi che lavorare è una schiavitu vera e propia si capisce perchè si ha paura lavorare per altri, ma poi i figli non si hanno non per paura, ma non si hanno per causa dei perservativi che a loro volta sono usati per la paura dell’aids ma non per la paura di fare i figli cioè sesso, dunque è ovvio che non tutti giovani sono di successo che avranno una carriera e potranno fare e mantenersi e mantenere gli altri è ovvio che non avendo certezze si ha paura, quindi non ci vedo niente di strano, perchè se io ho desiderato fare l’amore con tante ragazze e donne è ovvio che poi ci saranno problemi se mi sposo a una soltanto, ma poi equivale a schiavizzarsi per il resto della tua vita perdere ogni possibilità di essere felici così viene pensato propio perche siamo fatti per vivere e per la felicitàe ce lo dicono sempre ma poi è ovvio che non si puo essere felici in questa vita in questo mondo
    Invece su mettere in dubbio il propio sesso mi sa che sia una cazzata dell’ideologia gender, credo che i travestiti affeminnati lo facciano per soldi cioè per la precarietà che è la realtà esistente comunque e hanno mercato perchè le ragazze e le donne non la danno mai da giovani e dunque non si è mai soddisfatti e se non si è soddisfatti come si potrà mai essere felici rimanendo normali?

  16. Permettimi, Marco, ma quelle paure che tu nomini sono esattamente quello che descrivo nell’articolo.
    Paura dell’Aids? Ma se stai con una donna e lei sta con te, e vi fidate e vi amate, e volete un futuro cioè dei figli, a che servono in realtà? E il successo, chissenefrega del successo se ti impedisce di vivere bene. Quello non è successo, è morte della persona. O paura di fare la cosa giusta. Sta con un altro? Allora non è quella giusta, perch occorre stare alla realtà e non all’uillusione anche se si ha paura di lasciarla andare. E una sola ma giusta è meglio di cento sbagliate. E’ meglio di quante vuoi sbagliate.
    Se ci si aggrappa a ciò che è solido, ciò che è vero, non c’è paura. Non c’è niente di cui avere paura.

  17. C’è una vecchia barzelletta che qui calza a pennello: Un direttore di una scuola privata cattolica siede nel suo ufficio e aspetta i genitori dei futuri alunni. Arriva una coppia gay e il direttore strepita: “Fuori di qui, peccatori!”. Arriva una coppia non sposata e il direttore li caccia con la stessa acrimonia. Poi arriva un uomo solo con un crocifisso enorme al collo. Il direttore vede il crocifisso e chiede: “Lei mi sembra un credente, ma come mai è solo? Non sarà mica un divorziato?” L’uomo ride e pare la finestra dell’ufficio: “La vede quella scema in auto con due occhi neri e un braccio rotto, che trema solo al pensiero del ritorno a casa? Ecco, quella cretina è mia moglie”. Il direttore sorride soddisfatto: “Finalmente, una bella famiglia cattolica!”.

  18. Esattamente, cosa dovrebbe far ridere? Strano senso dell’umorismo. A me più che una vecchia barzeletta sembra l’usuale diffamazione frustrata.

  19. Quello che dovrebbe fare ridere è che per un Cristiano il problema sono i gay, il divorzio o le coppie non sposate, che non fanno male a nessuno, e non altre bagatelle come i mariti che ammazzano di botte le mogli (che magari si confessano, si sentono in pace con la conscienza e ritornano a riempire di mazzate la consorte).

    E ciò nonosante il Cristianesimo si ammanta della definizione di “religione dell’amore”. Così nasce la domanda spontanea di chi Cristiano non è: “Quale amore?” E la paura spontanea è che la risposta sia “Solo quello che piace a noi, perchè noi siamo i migliori”.

    Non tutti i cristiani sono così, per fortuna. Ma su chi fa articoli sulla “sindrome del coniglio”, il sospetto ti viene.

    Nessuna frustrazione, caro Berlicche. Solo una semplice e amara constatazione della doppiezza di una certa morale cattolica. Continuate pure a colpevolizzare chi è gay, chi non si sposa o chi divorzia. Noi non Cristiani continueremo a suggerirvi di guardarvi allo specchio e, prima di categorizzare gente che non conoscete come “conigli”, di ricordarvi cosa avete fatto voi prescelti per aiutare, magari, la vostra vicina che “cade dalle scale”ogni volta che il marito torna a casa.

    Magari le servirebbe un divorzio. Ma forse è solo una conglia.

  20. Per usare la metafore della casa e della porta dell’uscita d’emergenza, se le casa è in fiamme l’uscita d’emergenza è necessaria. Altrimenti si muore bruciati.

    E si fa una figura barbina se si criticano le case altrui, definenole “baracche”, solo perchè l’uscita d’emergenza ha un bel cartello luminoso invece di essere ostruita da un crocifisso (che magari si può fare rimuovere dietro lauto pagamento dalla Sacra Rota).

    A proposito, sai che la Sacra Rota ha deciso di velocizzare i procedimenti di annullamento? Forse qualche coniglio aveva fretta.

  21. Oh, Kirbmarc, quanto sbagli!
    Gay, divorzio, coppie non sposate fanno un sacco male. Quanti ragazzi vedo letteralmente spostati a causa del divorzio dei loro genitori. Quanto ci si può far male illudendosi che esseregay sia una risposta. Quanto male ci si può fare come coppia, quanta infelicità inseguendo l’effimero e non l’eterno.
    Non è per sfizio o chiusura mentale che il cristianesimo dice che queste cose (non chi le pratica) sono male, ma perché ha a cuore la verità della persona. Non è “quello che piace a noi”, ma quello che realmente è meglio, testato alla prova dei fatti.
    Chi ammazza di botte la moglie non è certo cristiano. In ogni caso non fa un atto cristiano, anzi, sommamente anticristiano. Dire che lo fanno perché cristiani è come dire che tu sei omicida perché sei un essere umano. Esiste la libertà, anche quella di fare del male alle altre persone. Chi pensasse che una confessione possa mettere a posto senza essere realmente pentito non ha capito niente del cristianesimo, ma proprio niente niente.
    La doppiezza non è della morale cattolica, è degli uomini. Se la seguissero, le cose che narri non avrebbero luogo. Anche perché, senza una morale, chi potrebbe dire che quelle cose siano male?

    PS: la sacra Rota fa dichiarazioni di nullità, non di annullamento o divorzio. Se non ti è chiara la differenza, approfondiscila.

  22. Beh, io conosco parecchi ragazzi “spostati” (ammesso che pensiamo alla stessa cosa) che vivono con genitori non separati. Chissà, forse il problema non è tanto il divorzio in sé*; forse il problema sono principalmente i genitori stessi.

    *anche se sono dell’idea che sia un elemento di rischio, quando la rottura coincide con determinate fasce di età dei figli.

    P.S.: Berlicche, se andassi a dire che, quando mi sono sposato: a) non credevo in Dio;
    b) non ho mai pensato che il matrimonio fosse “fin che morte non ci separi”;
    c) ho mentito quando dissi al prete che mi impegnavo a crescere i figli nella dottrina della Chiesa Cattolica;
    me lo danno l’annullamento?

  23. “Chi ammazza di botte la moglie non è certo cristiano. In ogni caso non fa un atto cristiano, anzi, sommamente anticristiano.”

    OK. Quindi la moglie ammazzata di botte che fa? O divorzia e si libera del suo aguzzino, o non lo fa e resta sposata da chi la tortura. A me sembra che faccia più male la seconda opzione. Spero che tu sia d’accordo.

    “Quanto ci si può far male illudendosi che esseregay sia una risposta.”

    Chi è gay ci nasce. Non “risponde” a niente, è nato così. E’ un uomo a cui piacciono gli uomini o una donna a cui piacciono le donne. E’ fatto così, e non cambia.

    Solo perchè tu ritieni che qualcosa sia un male non vuole dire che lo sia.

    “Non è “quello che piace a noi”, ma quello che realmente è meglio, testato alla prova dei fatti.”

    Hai delle statistiche serie al riguardo? Perchè la “prova dei fatti” va provata sul campo, non in astratto.

    Qui usciamo dalla metafisica dell'”eterno” e entriamo nella realtà. Servono prove documentate, non impressioni personali.

    “la sacra Rota fa dichiarazioni di nullità, non di annullamento o divorzio. Se non ti è chiara la differenza, approfondiscila.”

    La differenza, in pratica e non nella fumosa teoria filosofica, è nel portafoglio del VIP di turno.

    Oh, certo, il cavillo è che si suppone che il matrimonio non sia mai stato valido. Ma un pretesto per dichiare l’invalidità lo si trova sempre, se si paga abbastanza.

    Valeria Marini ha chiesto l’annullamento alla Sacra Rota perchè lei e il marito non hanno mai consumato (le risate, le grasse risate). Il marito non è d’accordo, ma se lo era il pretesto era valido. E chi può controllare che non abbiano mai fatto il fattaccio? ;)

    Perchè in realtà ciò che da fastidio ai preti non è il divorzio in sè, ma avere perso l’esclusiva.

  24. “Anche perché, senza una morale, chi potrebbe dire che quelle cose siano male?”

    La morale non è un’esclusiva cristiana. Ci sono diverse morali, la mia si fonda sul principio per cui un individuo fa delle scelte e se queste scelte non fanno del male a nessun altro impedirgli di farle è immorale.

    Ho anche questa strana idea che prima di chiamare gli altri conigli bisognerebbe capire perchè fanno certe scelte e non pontificare senza conoscere.

  25. Marcoz, da quello che vedo nella realtà i ragazzi che subiscono separazione dei genitori hanno molti, ma molti più problemi degli altri. Per converso vedo che anche in famiglie non perfette ma che decidono di stare assieme questo generale peggioramento non c’è. Ti parlo di esperienza. Ugualmente ho visto recuperare situazioni “impossibili” tra due persone, di quelle che ti farebbero dire “scappa”. Certo, bisogna che si considere il matrimonio, e l’altra persona, per quella che è e non per quanto si pretende che sia.
    Detto questo come considerazione generale, ogni storia ha la sua da insegnarci.
    E sì, se ti sei sposato in chiesa con queste premesse, cioè mentendo consapevolmente alle domande che ti sono state poste nell’occasione, il tuo matrimonio è nullo.

    Kirbmarc: Un matrimonio valido rimane tale qualsiasi cosa facciano i due coniugi. Se non tenta di salvarti – anche da te stesso – chi ti ha giurato eterna fedeltà, chi può farlo? Poi certo, se tutto sembra inutile te ne vai: ma questo non cancella quello che sei. Nè la possibilità di un perdono o di un ritorno.

    “Chi è gay ci nasce”: prove scientifiche di questo?
    Giustamente tu dici “Hai delle statistiche serie al riguardo? Perchè la “prova dei fatti” va provata sul campo, non in astratto.”. Sì, le ho. Le ho già pubblicate in passato, e sono reperibili comodamente in rete. Se necessario le rilinko. Statistiche a parte, me lo dice l’esperienza. Non impressioni. Il discorso, naturalmente, vale a anche per te.

    “La differenza, in pratica e non nella fumosa teoria filosofica, è nel portafoglio del VIP di turno.”
    Direi invece che è nell’approssimazione con cui tratti l’argomento. Non è filosofia la differenza tra nullità e annullamento: uno non è mai stato valido, l’altro sì. Quanto al costo, è spesso meno alto di quello di una causa di divorzio normale. Infòrmati.
    “avere perso l’esclusiva”: mai avuta. Faresti bene ad approfondire anche la storia dell’istituzione matrimoniale, così da evitare affermazioni campate in aria.

    La tua morale si basa “sul principio per cui un individuo fa delle scelte e se queste scelte non fanno del male a nessun altro impedirgli di farle è immorale.”. Quindi divorziare quando hai dei figli non deve essere permesso, perché fai del male a loro? Se fai del male a te stesso deve essere proibito? E cosa intendi con “male”, esattamente?

  26. “E sì, se ti sei sposato in chiesa con queste premesse (…), il tuo matrimonio è nullo.”

    Buone nuove per chi avesse un motivo qualsiasi per fare istanza di annullamento (magari sperando che ciò abbia anche effetti civili), e non ha mentito in origine: basta mentire dopo.

  27. ““Chi è gay ci nasce”: prove scientifiche di questo?”

    Tutta la letteratura psicologica e neurobiologica degli ultimi venti anni. Giusto per farti un esempio, questi articoli sono le referenze di una lecture sull’argomento a cui ho assistito tre mesi fa.

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    Buona lettura.

  28. Ué, non ne conosco uno che sia uno. Che tristezza.

  29. “Un matrimonio valido rimane tale qualsiasi cosa facciano i due coniugi. Se non tenta di salvarti – anche da te stesso – chi ti ha giurato eterna fedeltà, chi può farlo?”

    Se massacri di botte qualcun altro nessuno ha l’obbligo di “tentare di salvarti”. Devi salvarti da solo, ovvero farti ricoverare al più presto.

    Questo tuo atteggiamento dà la colpa alla vittima. La moglie presa a botte ha tutto il diritto di fare tutto ciò che è necessario e legale per proteggersi. Poi se per la tua religione ha il dovere di “salvare” il marito, è una tua opinione, ma non la puoi imporre a chi giustamente come prima cosa pensa alla propria incolumità.

    “Nè la possibilità di un perdono o di un ritorno.”

    Perdonare un abusante crea un circolo vizioso per cui molto spesso un abusante ritornerà ad abusare. Troppe donne “perdonano” chi davvero non se lo merita.

    “Se necessario le rilinko.”

    Vai pure, poi le valuteremo.

    “Non è filosofia la differenza tra nullità e annullamento: uno non è mai stato valido, l’altro sì. ”

    Se il matrimonio è un contratto, di cui si può contestare validità e invalidità, cosa ci impedisce di riconscere che la sua validità può anche essere annullata in seguito?

    “mai avuta. Faresti bene ad approfondire anche la storia dell’istituzione matrimoniale, così da evitare affermazioni campate in aria.”

    Infatti non è mai successo che un re abbia contribuito a fare fondare una nuova confessione cristiana perchè un papa (che aveva il monopolio dell’ annullamento dei matrimoni di teste coronate) non gli concedeva di abbandonare la moglie.

    Mai successo. L’Anglicanesimo non esiste.

    “Quindi divorziare quando hai dei figli non deve essere permesso, perché fai del male a loro?”

    C’è anche un principio di riduzione del danno. Due persone costrette a stare insieme contro la loro volontà difficilmente potranno contribuire a un ambiente familiare sereno.

    Certo, anche un divorzio comporta un trauma (specialmente se i figli sono molto piccoli) ma i traumi si superano, mentre una situazione che non fa altro che peggiorare logora la psiche dei bambini in maniera più duratura.

    Un divorzio quando si hanno figli non è certo una cosa da celebrare con lo champagne, ma può essere un male necessario a prevernirne altro.

    Per non parlare di quando il marito (o la moglie) mette le mani addosso ai figli (il che succede putroppo più spesso di quanto si pensi.

    ” Se fai del male a te stesso deve essere proibito?”

    No. Ma se questo far male a te stesso ha delle conseguenze per gli altri tu devi giustamente fare i conti con queste conseguenze.

    Se sprechi i tuoi soldi giocando a poker o se ti ubriachi o ti droghi,la tua famiglia ne soffre, e giustamente devi essere obbligato a ripagarli in qualche modo. A mio avviso tua moglie o tuo marito dovrebbe anche cominciare a pensare se valga la pena starti vicino, e anche i tuoi genitori hanno il diritto (se sborsano il vil denaro che tu sperperi) a tagliare i cordoni della borsa.

    Se nessuno dipende da te, e tu non dipendi da nessuno, a chi fai male? Solo a te stesso.

    Ma una persona che si fa del male non lo fa perchè si alza un mattino e decide di suicidarsi, o di darsi al gioco, all’alcool o alla droga. C’è dietro un percorso di dolore e spesso di malattia mentale, che va riconosciuto e rispettato. Un suicida, un alcolizzato, un drogato, un giocatore patologico, è una persona che spesso ha sofferto molto di più di chi si permette di bollarlo come “immorale”.

    Colpevolizzare i suicidi, gli alcolizzati, i drogati e le dipendenze in generale non serve a nessuno. Quello che serve è tentare di prevenire questi comportamenti a rischio, cosa che is fa non con i sensi di colpa e il richiamo al “peccato”, ma con l’assistenza psicologica e personale.

    Diverso è il caso dell’eutanasia. Qui rientriamo nell’ambito della riduzione del danno. Una persona sa che morirà presto e in maniera dolorosa e decide di limitare la sua sofferenza. Che c’è di male in questo?

    “E cosa intendi con “male”, esattamente?”

    La sofferenza ingiustificata e gratuita che una persona infligge ad altre.

  30. Marcoz, non è certo una novità…

    Kirbmarc:
    “Tutta la letteratura psicologica e neurobiologica degli ultimi venti anni”: non mi pare. Se hai seguito una lecture sull’argomento, e questa era seria, in essa ti dovrebbero avere detto che la maggior parte di questi studi sono contestati, se non altro nelle conclusioni, e non esiste certo accordo che siano conclusivi. Noto tra parentesi che solo una parte di quelle citazioni riguarda direttamente l’argomento. Non entro nei particolari, dato che siamo OT, riservandomi di farlo in un post successivo. Permettimi comunque una chiosa: ci sono molte cose che sono certamente di origine genetica, ma non è certo detto che siano per questo accettabili o desiderabili o “normali”. Per quanto riguarda quello che uno finisce per fare, è la libertà di ognuno che è messa in gioco.

    “Se massacri di botte qualcun altro nessuno ha l’obbligo di “tentare di salvarti”. Devi salvarti da solo
    Obbligo? Non sto certo parlando di obbligo. Però nessuno si salva da solo. In tutti i casi che ho visto, solo la pazienza e la misericordia salvano.
    La tua morale è una morale da solitari: io decido cosa è bene per me, e se faccio o meno del bene a qualcuno. E se decido di fare del male a qualcuno, chi mi viene a dire cosa? E perché?

    “Questo tuo atteggiamento dà la colpa alla vittima”
    Perché dici questo? Dove l’hai letto? A chi tu stai dando la colpa, con questa frase?

    “Perdonare un abusante crea un circolo vizioso”
    Quindi, nella tua morale non esiste un perdono, e chi sbaglia non può cambiare. Interessante.

    Le rilinko: appena possibile.

    “Se il matrimonio è un contratto”
    Ti sei letto il mio link? Noi stiamo parlando della Sacra Rota, dove il matrimonio è indissolubile. Premesse diverse, stai parlando d’altro.

    Anglicanesimo: il matrimonio è un sacramento dei coniugi, non della Chiesa. La Chiesa, come già detto, non ha la facoltà di annullare quanto è valido. Non ha quindi controllo sul matrimonio: la nullità si basa su premesse oggettive, e sebbene uno possa mentire questo rientra nella libertà umana e non può essere attribuita alla Chiesa stessa. Ti faccio notare, en passant, che è invece il tuo approccio che espone agli abusi peggiori. Un re che si sposa e si separa a suo capriccio non ti dice niente? Se fosse stata la Chiesa la “padrona” del matrimonio, e fosse quella che tu dici, non avrebbe avuto problema a concedere ad Enrico VIII quanto chiedeva ed evitare scismi e spargimenti copiosi di sangue. E’ l’esempio stesso che hai scelto che ti smentisce.

    “principio di riduzione del danno”: e chi lo dice che il danno così si riduce? (Sì, appena riesco documento anche questo)

    Perché non deve essre proibito fare del male a se stessi? Tu, se vedi uno che si vuole suicidare, gli dai una spinta?
    Io non mi sogno di bollare nessuno come immorale, nè lo fa la Chiesa. E’ il comportamento che lo può esesre. Mi permetto di dirti che se applichi nel confronti del prossimo lo stesso metro che stai usando nel caso della Chiesa, o dei mariti violenti, allora tu stesso sei il primo “bollatore”.

    “riduzione del danno”: quindi uccidere qualcuno riduce il danno? Hai uno strano concetto di riduzione, o di danno.

    SE il male è quanto dici, “La sofferenza ingiustificata e gratuita”, quando la sofferenza inflitta è giustificata, e da che?

  31. “Marcoz, non è certo una novità…”

    Spero che sia riferito al mentire per avere l’annullamento dalla Sacra Rota e non al fatto che non conosco nessuno degli autori della lista di Kirbmarc; altrimenti, sarebbe un crudele girare il coltello nella piaga.

  32. “Permettimi comunque una chiosa: ci sono molte cose che sono certamente di origine genetica, ma non è certo detto che siano per questo accettabili o desiderabili o “normali”. ”

    Cosa c’è di “indesiderabile” nell’omosessualità? Che danni crea?

    “Quindi, nella tua morale non esiste un perdono, e chi sbaglia non può cambiare. Interessante.”

    Dipende.

    Il perdono va meritato, e non tutte le azioni si perdonano allo stesso modo. L’abuso fisico non è una cosa da poco, non è una lite o una stupidaggine detta durante un momento teso.

    Chi abusa ha un difetto della personalità che può cambiare, ma che richiede lunghi tempi di terapia e, a mio avviso, la separazione fisica da chi hai abusato (e che ormai giustamente non si fida più di te).

    E sì, ci sono alcune azioni che non si perdonano. L’omicidio volontario, lo stupro, l’abuso infantile. Si può cercare di rimediare, di cambiare dopo queste azioni, ma non si può chiedere alle vittime di “perdonare” chi ha compiuto queste azioni.

    “Tu, se vedi uno che si vuole suicidare, gli dai una spinta?”

    No, ma perchè dovrei? Che c’entra con quello che ho scritto?

    “Mi permetto di dirti che se applichi nel confronti del prossimo lo stesso metro che stai usando nel caso della Chiesa, o dei mariti violenti, allora tu stesso sei il primo “bollatore”.”

    Ma io non ritengo la Chiesa o i mariti violenti dei “peccatori”.

    Per quanto riguarda la Chiesa mi limito a constatarne le contraddizioni e le ipocrisie, il giustificare comportamenti per sè stessi mentre si giudicano le stesse azioni come “sbagliate” se le fanno gli altri (divorzio e annullamento, per esempio e il decidere cosa è accettabile e cosa no sulla base di precetti di un profeta vissuto duemila anni fa, che viveva in una società diversa dalla nostre, con regole sociale diverse dalle nostre.

    Per i mariti violenti ne constato le scarse possibilità di cambiare il proprio comportamento. Ci sono numerosi studi al riguardo.

    “il matrimonio è un sacramento dei coniugi, non della Chiesa.”

    Quindi perchè la Chiesa non vuole che i coniugi decidano di scioglierlo?

    “quindi uccidere qualcuno riduce il danno? Hai uno strano concetto di riduzione, o di danno.”

    Uccidere una persona che lo richiede riduce il danno se questa persona è costretta a vivere una vita breve e ricca di dolore che questa persona trova insopprtabile. Se il danno di questa sofferenza è X, il danno della morte è sostanzialmente zero, in quanto da morti non si soffre.

    Il danno della morte non è la morte in sè, ma ciò di cui privi chi è vivo. Se rubi un portafogli commetti un danno. Ma se quel portafogli è incandescente e una persona ti supplica di aiutarlo di buttarlo via non commetti nessun danno.

    Allon stesso modo se uccidi qualcuno commetti un danno. Ma se questo qualcuno di supplica di farlo morire in un modo che lo faccia soffrire meno dell’alternativa, non commetti nessun danno.

    “SE il male è quanto dici, “La sofferenza ingiustificata e gratuita”, quando la sofferenza inflitta è giustificata, e da che?”

    Dalla riduzione di una maggiore sofferenza gratuita.

    tanto per fare un esempio, se rompo un braccio a un pazzo che sta per uccidermi, gli procuro sofferenza, ma sto riducendo della sofferenza gratuita che lui potrebbe causare a me e ai miei familiari.

  33. Certo, Marcoz…

    Cosa c’è di “indesiderabile” nell’omosessualità? Che danni crea?
    L’uomo è uomo, e la donna è donna. Si completano a vicenda, mentalmente e non solo. Un rapporto omosessuale dovrà per sua natura “lasciare fuori” qualcosa, ovvero non potrà essere completo in tutto. E’ intrinsecamente sterile, e questo si ripercuote nel rapporto con il partner: si richiude in se stesso. In ultima analisi è un egoismo, con fine il piacere: il contrario di quello che dovrebbe essere un rapporto di coppia.

    Il perdono va meritato, e non tutte le azioni si perdonano allo stesso modo.
    E cosa ci può fare perdonare? Una persona che uccide un’altra, chi la può perdonare? Decidi tu chi è meritevole e chi no? Se la tua è una morale individuale, come affermi, chi me lo fa fare di perdonare? Non “mi conviene” schiacciare l’altro? Se è individuale, cosa me ne frega in fondo di non fare soffrire l’altro? L’importante è che non soffra io. Se afffermi diversamente vuol dire che ti stai riferendo a un “terzo” più grande di te e di me, che mi garantisca il perdono, che dica che non è giusto far soffrire. E cos’è dunque questo terzo che non poni?

    No, ma perchè dovrei? Che c’entra con quello che ho scritto?
    Se uno ad ammazzarsi fa bene, come affermi, allora perché non aiutarlo?

    Ma io non ritengo la Chiesa o i mariti violenti dei “peccatori”.
    Come no? Sono peccatori nei riguardi della tua morale, una morale che non ammete perdòno (a differenza di quella della Chiesa). Probabilmnete ti manca l'”insight” per rendertene conto, ma è così. Con una ulteriore differenza: che per me e la Chiesa pecato vuole dire un’altra cosa da quello che sembri pensare.
    Aggiungo che, per la Chiesa, Gesù non è un profeta, ma Dio stesso. Non un uomo, quindi, ma Colui che ha creato il mondo e l’uomo, e quanto ha detto prescinde da morali e tempi. Se tu volessi approfondire te ne accorgeresti. Una piccola nota: ai tempi di Gesù divorzio, aborto, omosessualità e via andare erano molto ma molto più diffusi di adesso. E anche la violenza sulle donne, già che ci siamo.

    perchè la Chiesa non vuole che i coniugi decidano di scioglierlo?
    Perché, una volta scelto, è un vincolo indissolubile. Non è che se l’è inventato la Chiesa, è stato Gesù stesso a specificarlo. Ai tempi di Gesù c’era il ripudio.

    Oh bella! quindi è la sofferenza, non la vita quella che conta. Tanto vale allora se ti suicidi subito: ti avviso, tutti i tuoi anni, e i mei, saranno pieni di sofferenza.
    Non è piuttosto meglio la domanda: perché vivere?

    Se rompi il braccio al pazzo, il pazzo potrebbe non essere d’accordo con te. “Volevo ridurre la tua sofferenza, e tu mi fai male così?? “

  34. “Un rapporto omosessuale dovrà per sua natura “lasciare fuori” qualcosa, ovvero non potrà essere completo in tutto.”

    Ma che ne sai? Conosci degli omosessuali, e puoi sapere come è un rapporto “completo”? Queste sono tue illazioni, supposizioni prive di fondamento.

    “Decidi tu chi è meritevole e chi no? Se la tua è una morale individuale, come affermi, chi me lo fa fare di perdonare? ”

    Nessuno. La scelta di perdonare è personale. Nessuno può obbligarti a perdonare qualcun altro.

    Fra parentesi c’è una bella differenza fra il perdonae e il cessare di vendicarsi. Io posso benissimo non fidarmi mai più di te anche se non ti punisco.

    Il perdonare, il ristabilire un rapporto di fiducia interrotto da un atto, è una cosa che va ben oltre il rispettare i diritti altrui. E ci sono certe azioni che distruggono la fiducia per sempre.

    Tu lasceresti i tuoi figli affidati a un pedofilo “pentito”? Non credo.

    “Non “mi conviene” schiacciare l’altro? Se è individuale, cosa me ne frega in fondo di non fare soffrire l’altro? L’importante è che non soffra io.”

    Questo è il ragionamento di uno psicopatico. La persone che non sono affette percepiscono la sofferenza altrui e “compatiscono” ovvero soffrono assieme.

    Se ti mostro la foto di un uomo che piange e ti dico di fissarla per dieci minuti il tuo umore sarà peggiorato. L’empatia è un sentimento perfettamente naturale, che non ha bisogno di “terzi”.

    A differenza di quella che pensate voi credenti la maggior parte degli esseri umani non ha bisogno di un sorvegliante sovrannaturale per comportarsi bene. Non ne hai bisogno nemmeno tu, perchè non credo che cominceresti a rubare e uccidere se non fossi credente.

    O almeno lo spero.

    “Aggiungo che, per la Chiesa, Gesù non è un profeta, ma Dio stesso.”

    Ma va? Non lo sapevo. Guarda che non sono un idiota. E’ solo che dell’opinione della Chiesa non mi interessa granchè.

    Provami tu che quel profeta era un essere sovrannaturale.

    “Perché, una volta scelto, è un vincolo indissolubile. ”

    Per quale motivo?

    “Tanto vale allora se ti suicidi subito: ti avviso, tutti i tuoi anni, e i mei, saranno pieni di sofferenza.”

    Ci sono dei livelli di sofferenza tollerabili ed altri intollerabili. Questo discorso fallo a un malato terminale che rischia dib soffocare nel suo vomito. Digli che la vita vale la pena di essere vuissuta. Ma riparati la faccia, che potrebbe sputarti addosso.

    “Non è piuttosto meglio la domanda: perché vivere?”

    Vivere non è solo sofferenza. Se vivere fosse solo sofferenza alora non varrebbe la pena continuare. Ma ci sono opportunità di non soffrire e di fare qualcosa di soddisfacente ad ogni angolo.

    Per conto mio ritengo di avere una vita più che soddisfacente. Il trucco è sapersi accontentare: certo che se si vuole la vita erfetta e priva di sofferenza non la si troverà mai.

    Ma oggi la vita media (almeno in Italia) è tutto sommato piacevole. Bisogna essere molto sfortunati (beccarsi una malattia terminale, per esempio) per soffrire a tal punto che le parti negative superino quelle positive.

  35. Per quanto la cosa ti possa lasciare stranito, Kirbmarc, non vivo in una torre d’avorio.
    Ho visto molto male, ed ho ben poca speranza che l’uomo possa “comportarsi bene” da solo. Specie quando è educato all’individualismo, al non-perdono, e a pensare che può fabbricarsi la propria morale. Psicopatico? Lo vedo continuamente, nella vita di ogni giorno. Prova a farci caso.
    Guarda te stesso. “Dell’opinione della Chiesa non mi interessa granchè”, ed è evidente perché mi sembra che tu del cristianesimo non conosca poi tanto. Sei ignorante, nel senso che ignori, per tua ammissione non ti interesa di sapere eppure sei qui a irridere e insultare ciò che non conosci. Stai insomma avendo quel medesimo tipo di atteggiamento che rimproveri ai cattolici, e che io sto cercando praticamente di mostrarti come non sia che uno stereotipo che hai ingoiato senza averlo verificato.
    Io ti sto invitando appunto a fare questo: verificarlo, nei fatti, nella realtà, togliendoti da quei pregiudizi di cui apparentemente sei infarcito. Non mi hai risposto sul “terzo”, non hai replicato sul concetto di peccato. Mi auguro che tu abbia capito cosa volevo dire, che abbia letto, perché se non l’hai fatto ti sarai lasciato alle spalle una buona occasione per imparare.
    Se non se un idiota, non comportarti da idiota ma cerca di capire cosa sto dicendo. E’ Gesù stesso che dice di non essere un profeta. E la verifica di questa sua affermazione è la più importante scelta che può fare una persona, dato che se veramente Dio, colui che ha fatto il mondo, ha camminato sulla Terra e ha parlato è interesse assoluto sapere cosa ha detto, per la mia stessa vita.
    L’ipotesi è che vivendo come Lui ha detto si debba vivere si possa giungere alla felicità molto di più che non seguendo i miei personali ghiribizzi. Dopo lunga sperimentazione pratica ho verificato che è così. E’ un problema di libertà. Vuoi provarci anche tu?

    Una domanda personale: quant malati terminali hai visto, a quanti sei stato accanto fino alla fine? Io ti dico che non ne ho mai incontrato nessuno, dico nessuno, che non si aggrappasse alla vita con tutte le forze che gli restavano. Ho ancora negli occhi mia cugina, i piedi in necrosi e amputati, infezione al cuore che non la faceva respirare, fare progetti per il futuro. Altro che sputare addosso. Leggiti il post di oggi, quelle parole dette da una persona che stava per morire e lo sapeva bene.

  36. “Per quanto la cosa ti possa lasciare stranito, Kirbmarc, non vivo in una torre d’avorio.”

    No, vivi nel paese delle favole, come la favola della superiorità morale della famiglia tradizionale.

    “ed è evidente perché mi sembra che tu del cristianesimo non conosca poi tanto.”

    Ne so più di quanto tu creda. Semplicemente non credo alla logica delle belle parole (come “amore”), e guardo gli effetti del cristianesimo sulle persone emerginate dalla sua morale.

    Guardo a chi non può sposarsi con la persona che ama perchè un bigotto qualunque ritiene che il suo amore sia “immorale”, guardo a chi è imprigionato in un matrimonio senza amore e se prova a liberarsi viene chiamato “coniglio” da un saccente con un blog con un nome ripreso da un’opera di uno scrittore antisemita e razzista come Chesterton.

    (Sì, antisemita e razzista. Basta leggersi Padre Brown e contare il numero di stereotipi sugli ebrei e sui neri, come in una certa storiella “Il dio dei Gong” tanto per fare un esempio).

    “Non mi hai risposto sul “terzo”, non hai replicato sul concetto di peccato”

    E che c’è da rispondere? Il “terzo” non è necessario, perchè l’empatia è una parte integrante dell’essere umano, ma sono le ideologie (fra cui le religioni) a deviarla disumanizzando certe minoranze (come i gay) per giustificarne lo status di cittadini di serie B.

    Tant’è che se si fanno dei test su una storia dove un condottiero ebreo stermina tutti gli abitanti di una città per volere del suo dio i bambini ebrei indottrinati risponderanno che aveva ragione, mentre se la storia parla di condottiero cinese qualunque l’empatia avrà la meglio e i bambini risponderanno che ha torto.

    Il “peccato” non esiste, esistono le persone e la sofferenza gratuita causata agli altri, che spesso viene giustificata con idee sul “sommo bene” o sul “volere divino”.

    “Ho visto molto male, ed ho ben poca speranza che l’uomo possa “comportarsi bene” da solo.”

    Quindi se tu non fossi un credente saresti in giro a ammazzare a rubare? L’unica cosa che ti frena è la paura dell’inferno?

    Se è così, la tua morale non è una morale, è solo l’opportunismo di chi vuole evitare le fiamme. Non me ne faccio granchè, dato queste fiamme sono immaginarie.

    “Mi auguro che tu abbia capito cosa volevo dire, che abbia letto, perché se non l’hai fatto ti sarai lasciato alle spalle una buona occasione per imparare.”

    Imparare ho imparato: ho imparato che il cristianesimo è una bella scusa per farsi gli affari degli altri e tranciare giudizi sugli stili di vita che non si comprendono (conigli, “non normali”) ammantandoli di “amore”.

    Mi aspettavo quantomeno un minimo di comprensione per gli stili di vita diversi dal proprio (cosa che ho incontrato in altre confessioni, come gli Unitaristi), ma ho trovato solo difese stereotipate della “famiglia tradizionale” (ovvero la famiglia eterosessuale, sposata in chiesa e che obbedisce ai preti).

    “E’ Gesù stesso che dice di non essere un profeta.”

    Correzione: è un libro scritto su Gesù che riporta le parole che vengono attribuite a Gesù. Il personaggio in questione è assente da tempo, causa dipartita.

    “Una domanda personale: quant malati terminali hai visto, a quanti sei stato accanto fino alla fine? Io ti dico che non ne ho mai incontrato nessuno, dico nessuno, che non si aggrappasse alla vita con tutte le forze che gli restavano.”

    Non tutte le persone sono uguali. Potrei ricordarti un certo Pergiorgio Welby, o citarti il gran numero di persone che hanno fato un testamento biologico, ma visto che fai domande personali ti risponderò che io personalmente ho avuto una persona cara che ho visto macerarsi fisicamente e psicologicamente, che non riusciva più a camminare, o a parlare, o a sedersi, che mi ha CHIESTO esplicitamente di poter smettere di soffrire.

    Un “coniglio” senza dubbio. Un “immorale”. Un servo del demonio, magari.

    Sinceramente, caro Berlicche, se il tuo dio esistesse sarebbe il peggiore bastardo dell’universo: un genocida (uccidete tutti gli Amaleciti!), infantile (gliuomini non mi obbesiscono più, quindi li ucciderò tutti con il diluvio) sadico bullo che uccide bambini (come certi primogeniti in Egitto) che fa soffrire innocenti (ricordiamoci un certo Giobbe) e i cui seguaci vogliono dettare legge sulla vita altrui ammantandosi di presunte superiorità morali.

    Sarebbe il Supremo Fascista, ed è per questo che alle chiese i fascisti piacciono parecchio.

    A questo punto, come dice Stefano benni, a non esistere ci fa una più bella fiducia.

  37. Ops, ammetto il mio unico grande errore. Non è Chesterton ma C.S. Lewis. (Fra un razzista sui neri e uno sugli arabi mi ero confuso). Chiedo venia, e ovviamente questo prova la realtà del cristianesimo.

  38. No, se prova qualcosa prova piuttosto il tuo modo di commentare. Ovvero: molta approssimazione, calunnie gratuite e non provate.
    Io non credo che tu ne sappia molto del cristianesimo. A giudicare da quello che scrivi non ne hai nessuna esperienza diretta, ma ti sei imbottito di quei libri che si trovano nei supermercati la cui approssimazione è di poco inferiore a quella di una rivista di gossip. Mi sbaglio?

    Se basta l’empatia, non avrai problema a spiegarmi cosettine come le guerre, gli omicidi, gli stessi mariti violenti dai quali sei partito. Favole? E l’empatia, in quale maniera può vincere l’egoismo del dire “faccio ciò che mi sembra meglio?”
    Noto che non hai letto quanto ti avevo linkato sul peccato. Peccato, continua la tua ignoranza. Lì avresti potuto vedere che non è certo la paura dell’inferno che mi frena, ma la consapevolezza che la vita di chi segue Dio è molto migliore; del fatto che siamo tutti figli di Dio, mentre tu non dai alcuna ragione per non danneggiare l’altro. Nessuna, se non una tua sensibilità. Che non ti impedisce di dire peste e corna di chi non ti sta simpatico, sembra. Non hai paura di causarmi sofferenza con le tue parole, dato che sembra che tu le studi apposta per ferire, mosso dall’odio?
    Continui ad avere in testa una tua idea di cosa sia un cristiano. E a riempire di commenti (meno flood, please) usando questa idea. Peccato sia completamente sbagliata. Quello che tu descrivi non è un vero cristiano, è un burattino che ti sei inventato. Perché invece non provi ad ascoltare quello che dico e cercare di capire? Eviteresti di andare avanti a luoghi comuni errati. Non paura, ma bellezza e verità.

    Tanto per dirne una, con il cristianesimo si vive, e si muore, meglio. Io ho questa esperienza. Se tu sei soddisfatto di come stai, rimanici pure.

    Perciò, credi pure al dio sadico senza credere al Dio Salvatore. Poi mi spieghi in base a cosa operi la selezione delle letture.

    E, per finire, se dici “chi è imprigionato in un matrimonio senza amore e se prova a liberarsi viene chiamato “coniglio”” vuol dire con hai neanche letto bene neanche il post. O non l’hai comunque compreso. Questo dovrebbe farti riflettere.

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