Pensieri politici

Nessuna forma politica è perfetta, perché è fatta di uomini che governano altri uomini; e gli uomini non sono perfetti.
Nessuna forma politica ci può salvare, perché può salvare solo ciò che è profondamente diverso.
Nessuna forma politica che non riconosca un senso, uno scopo che la supera riuscirà mai ad evitare il fallimento e la rovina di quanti si affidano ad essa.

Quasiasi governo non è migliore degli uomini lo compongono.
Un uomo non è migliore dello scopo per cui vive.

 

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 13 maggio 2014 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 17 commenti.

  1. Perché possa dare il meglio, un sistema deve essere supportato dalla volontà di farlo funzionare; che sia un buon sistema non basta (al momento, noi, in Italia, saremmo capaci di non far funzionare anche il sistema perfetto, se esistesse).
    E sì, ci vuole senso: senso civico.

  2. Scusa, ma non ho capito il secondo punto: “può salvare solo ciò che è completamente diverso”.
    Cosa intendi esattamente?
    Grazie, ciao!

  3. @Marcoz

    per poi scoprire che ognuno ha il “suo” senso civico, ovviamente migliore di quello dell’altro.

  4. Per me senso il senso civico è univoco (brevemente: essere responsabili delle proprie azioni e consapevoli delle relative conseguenze); poi è una questione di misura, come in tutte le cose: se ne abbiamo poco, si fanno danni di varia entità; se ne abbiamo troppo, si cade nella paranoia e nella morbosità (e si fanno altri danni).

  5. Chiedo scusa: “Per me il senso del senso civico è univoco”

  6. “Nessuna forma politica che non riconosca un senso, uno scopo che la supera riuscirà mai ad evitare il fallimento e la rovina di quanti si affidano ad essa.”
    Ma allora tutte le forme politiche “moderne” (laico-repubblicane) sono destinate al fallimento…

  7. @marcoz

    ok e quando è troppo quando è poco?

    dare al senso civico e all’etica un valore univoco o assoluto mi sembra bizzarro quando è ovvio che si tratta di mediazioni tra varie aspettative, visioni, sensibilità etc.

    comunque anche io come te mi auguro che sempre più ci accorgiamo che le azioni hanno delle conseguenze, magari prima del verificarsi delle conseguenze.

  8. Alèudin, naturalmente la consapevolezza deve essere utilizzata a scopo preventivo, per quanto sia ragionevolmente possibile.

    Qual è il troppo e quale il poco? Posso fare due esempi significativi: se ci sentiamo autorizzati a svuotare fuori dal finestrino il posacenere dell’auto, è decisamente poco; se invece ci sentiamo autorizzati a dire cosa una coppia può o non può fare a letto, e troppo.

  9. Se niente è perfetto… abbiamo una ragione per essere perfetti.
    (“Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro…)

    Un governo può essere migliore se gli uomini che lo compongono sono diventati migliori.
    Mentre un governo che odia non sarà mai migliore e tanto meno perfetto.

  10. Marcoz

    “se invece ci sentiamo autorizzati a dire cosa una coppia può o non può fare a letto, e troppo.”

    secondo te e anche secondo me ma non vedo perchè sia “troppo”, è solo una mia e tua opinione valida né più né meno di chi lo ritiene giusto.

  11. Alèudin, siamo in piena maieutica, vedo. Ci sto (ma non so per quanto ancora, per cia del lavoro).

    Ho affermato di recente che nessun impianto etico è dimostrabile valido oggettivamente; quindi la morale è una scelta che si basa su premesse arbitrarie, che fungono da assiomi (compreso postulare un Dio Buono).

    Comunque, è “troppo” considerando l’attività intima della coppia in base al principio del danno sociale (ovviamente, escludo l’ipotesi che sia troppo rumorosa e che svegli tutti i vicini alle tre di notte). Chi avesse la pretesa di regolare tale attività dimostrerebbe, dicevo, paranoia (immaginando chissà quali tremendi rischi) e/o morbosità (estendendo il controllo al prossimo, non avendo probabilmente sufficiente “soddisfazione” dall’esercitarlo su di sé).

  12. xGodparent: Che per potere salvare qualcuno non bisogna essere nella sua stessa identica situazione. Se ambedue non abbiamo soldi, non ti posso prestare ciò che non ho; se io stesso non ho speranza, non te la posso dare. Un uomo che promette di potermi salvare o ha poteri che io non ho oppure non può fare niente.
    In altre parole: non sarà un nuovo sindaco, un nuovo consiglio regionale, un Presidente, un Governo, la Comunità Europea, la Costituzione, un giudice o un politico a potere darci la salvezza. Attendere lì il Messia, stracciarsi le vesti se si fanno notare i limiti è solo una presa per i fondelli o una mancanza di consapevolezza.

    Detto questo, allora la domanda seguente è: come fare dunque a fare andare meglio le cose, se è possibile?

    xCostantinus: esatto. Ed è precisamente quello che, storicamente, è accaduto e accade.

    Marcoz: “Per me senso il senso civico è univoco” vs “nessun impianto etico è dimostrabile valido oggettivamente; quindi la morale è una scelta che si basa su premesse arbitrarie
    Ti rendi conto, vero, che le tue due affermazioni sono contrapposte?

  13. Non sono contrapposte, Berlicche:
    – primo, perché c’è un “per me” (e già questo basterebbe a risolvere la questione);
    – secondo, perché il senso civico è legato all’educazione civica, che è un sistema culturale orientato a sensibilizzare l’individuo sulle conseguenze delle proprie azioni, in relazione alla convivenza col prossimo. Sarebbe strano affermare che il senso civico – quello che normalmente conosciamo come tale, quindi – prevede azioni che recano danno evidente al prossimo.
    – terzo, perché qualcuno potrebbe dire che sì, il senso civico è quella roba lì, ma anche obiettare che il miglior modo di vivere è cercare di ottenere il massimo dei risultati e della comodità a discapito degli altri.

  14. Marcoz e in base a cosa hai scelto una delle tanti morali disponibili?

    come hai detto giustamente anche sopraffare gli altri per i propri comodi è una opzione valida quanto le altre.

  15. Alèudin, penso che la mia scelta sia il risultato della somma di calcolato interesse su base statistica (più gente collabora e maggiore è la probabilità che io possa giovarmi dei vantaggi comuni) e di empatia (conoscendo il significato del danno subito, della sofferenza, non fare agli altri ciò che non vuoi fosse fatto a te, mi sembra un buon adagio).

    “come hai detto giustamente anche sopraffare gli altri per i propri comodi è una opzione valida quanto le altre”
    Dipende da cosa si intende esattamente per “valida”.

  16. Scusa marcoz, mettendo da parte il solito infinito discorso sul relativismo che non terminerà mai, però la frase “per me il senso del senso civico è univoco” mi sembra scricchiolante proprio grammaticalmente prima ancora che filosoficamente.
    Univoco significa (in quest’accezione) che ha un solo significato, una sola possibile interpretazione.
    Se ci metti il “per me” davanti, e lo sottolinei pure, stai dicendo “per me è così ma per l’altro è cosà”, e allora non è più univoco.
    E’ equivoco.

  17. Sono disposto a concedere bontà all’osservazione, Claudio, prendendo la frase a se stante, ma non riesco a comprendere dove stia il problema, se rileggo il contesto in cui è stata depositata.
    Ho replicato all’osservazione di Alèudin, che manifestava dubbi su quale senso civico sia migliore, perché ognuno potrebbe avere il suo, limitandomi a dare una sintetica definizione di quello che ritengo sia il senso civico e la misura entro la quale individuo una condizione ottimale di esercizio del medesimo.
    Se il termine “univoco” è troppo forte o fuori luogo o fuorviante, lo posso sostituire: per me il senso del senso civico è essere responsabili delle proprie azioni e consapevoli delle relative conseguenze.

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