La consapevolezza della pecora

Sono abbastanza vecchio da essere andato a raccogliere il granoturco su un carro trainato da un cavallo. Un cavallo vero, non un trattore. Quando ero un ragazzo, ho anche pascolato le mucche. E le pecore.
Le pecore sono tremende. Poca intelligenza, nessun rispetto. Se ne vanno dove vogliono, di solito dove non vuoi tu. Sono animali grossi, e pesanti, tremendamente ostinati.

Mi sono tornate in mente a messa, quest’oggi. Ci sono certe messe che mettono a dura prova la fede. I pastori, certo, ma anche il gregge fa la sua parte. E Lui inchiodato lassù. E ti viene da domandargli: ma ne valeva la pena? Per la signora con il tacco assassino e la scollatura abbastanza profonda da mostrare tatuaggio e peli pubici. Per i ragazzi dalla pettinatura satellitare che per tutto il tempo sghignazzano e messaggiano.

Ho ricordato le pecore. Dispettose, stupide, ignare. Ma che senza un pastore, quel pastore di cui sono a stento consapevoli, sarebbero perse. Perse.
Un pastore che, senza che loro se ne rendano pienamente conto, le ama.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 12 maggio 2014 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 12 commenti.

  1. Dici bene Berlicche;

    Gesù ha ragione a chiamarci pecore…
    anzi, da giovane sono stato anche un caprone.

  2. Speriamo solo che il recinto sia robusto!

  3. Questo post post mi dà l’idea, a fronte del fatto che viviamo entrambi nel limitato contesto della parte settentrionale di un paese non proprio enorme, dell’estrema diversità degli universi di cui abbiamo quotidiana esperienza. Dico ciò perchè l’idea di un individuo di maggiore età (intesa come >14 anni) che assista a una messa controvoglia mi sembra eccezionale per non dire irreale… cioè, capisco l’occasionale colpo di noia o di disattenzione, non il plateale menefreghismo o l’abbigliamento da parata che fanno pensare a un ruolo sociale della partecipazione alla liturgia, ruolo direi totalmente scomparso nella società (microsocietà, diciamo) a cui appartengo.

  4. Quente, mai partecipato ad una Prima Comunione di qualche parente?

  5. Sembra un post per celebrare i quarant’anni dal referendum sul divorzio.

  6. E cosa dire di quando è il pastore che sollecita l’applauso? Ad ogni occasione e più volte nella stessa messa… Ultimamente sono costretta a frequentare le “messe in orario di punta” e devo fare appello più del solito alla pazienza, messa a dura prova da iniziative mi pare assai discutibili: gli applausi per tutti (battezzati, cresimati, anniversari di matrimonio, addirittura i chierichetti ai quali sono stati lavati i piedi giovedì santo) tranne che per colui in memoria di chi si fa la messa, “partecipazione” di catecumeni che sono invitati ad appiccicare dei post-it con preghierine all’altare del tabernacolo (naturalmente, niente inchino, che fa troppo “finto”), conferenze di persone estranee (non ordinati) su argomenti non attinenti al posto dell’omelia… Ma la cosa terribile e che queste iniziative arrivano appunto dai “pastori” che dovrebbero prendersi cura di noi pecore cocciute e spericolate. Invece pare sia in corso una gara all’autocelebrazione tra pastori e pecore, chissà quale sarà il premio… Se non altro, di positivo c’è che, a causa di tutto ciò e dell’effetto che ha su di me, mi capita di dover confessarmi più spesso…

  7. @Berlicche: per dire la differenza di esperienze, io a una prima comunione non sono stato mai (la mia famiglia allargata è abbastanza piccina, poco cattolica e se mai qualche mio cugino più piccolo l’ha fatta nessuno si è sognato di invitarmi). Avevo capito dal tuo post che si trattava di una messa della domenica qualsiasi, da cui il mio stupore per la presenza di persone non motivate ad essere lì (bambini a parte). In genere quando mi trovo per motivi vari ad assistere a un rito cattolico (non mi capita spesso) in me vince la curiosità e sono piuttosto attento alle parole del sacerdote, quindi non ho fatto caso a comportamenti particolarmente inappropriati del pubblico (sempre bambini a parte). Tipicamente la situazione è un matrimonio; chi come me non è cattolico è in genere un po’ intimidito o in trance per la noia, a seconda, comunque silenzioso. Matrimoni e battesimi a parte, nel mondo di cui faccio quotidiana esperienza (che è il ‘mio’ mondo; questo è l’esercizio in realtivismo che mi ha pungolato a rispondere) non vedo nessuna motivazione razionale per cui qualcuno che non è interessato si prenda la briga di assistere a una messa.

  8. In effetti, Quente, concordo con te che in alcuni casi non c’è motivazione razionale. Ma mi potrebbe anche star bene: conosco un paio di santi che si sono convertiti dopo avere assistito casualmente, o peggio, ad una messa. Il problema è non solo che sono lì, è che non fanno il minimo sforzo per capire dove sono e cosa ci si aspetta da loro. Suppongo che, in un contesto evolutivo, una simile mancanza di consapevolezza non possa che condurre all’estinzione.
    Poi ci sono quelli che decidono di disturbare, provocare, offendere. Spesso sono casi mentali, cervelli piccini, realmente da compatire. Altre volte è proprio una decisione consapevole per il male, e sono proprio coloro che mi fanno più pena. E’ difficile talvolta capire dove finisse il disagio mentale e comincia il cattivo uso della libertà.

  9. Cara Lidia, lo sappiamo bene…

  10. Io credo di aver battuto ogni record una volta in cui sono casualmente capitata in una Messa domenicale in cui si teneva anche un Battesimo, e casualmente ci sono capitata vestita in maniera abbastanza elegante. Potevo passare per un’invitata, diciamo.
    E infatti, un giovanotto che era lì per il Battesimo, sedutosi vicino a me nel banco, deve avermi scambiata per un’invitata (forse anche notando che ero molto giovane, e per quale ragione al mondo una giovane ragazza dovrebbe andare a Messa la domenica?)… e ci stava a provare. Durante la Messa.
    -__-

    Peraltro… lì da voi non c’è la tipologia del tizio-che-finisce-a-Messa-per-la-Messa-di-trigesima? E’ da un po’ di tempo che noto lo sconcertante aumento di questa tipologia di persone, che a quanto pare si radunano in grande stile per la Messa di trigesima quasi fosse un secondo funerale (ma proprio nel senso che si mettono vestiti neri eleganti, portano fiori alla vedova O__o , si sconvolgono se scoprono che i primi banchi sono già occupati), e poi se la prendono col prete per non aver neanche nominato il defunto durante l’omelia.
    O__o

  11. Riassumendo, Marcoz:
    -La prima parte delle tue affermazioni, quelle dopo “per me”, a questo punto le possiamo buttare via. Dato il seguito, che mi importa di quello che è solo “per te” e che è pure contraddittorio? Se non ha fondamento non vale la pena neanche parlarne. Questione risolta.
    -Il senso civico è legata all’educazione civica(?)…che è legata alla persona, che è legata all’essere umano. Perché ti fermi al primo passaggio?
    -e per il punto tre si capisce perché il relativismo è una stronzata, e a cosa porta.

  12. Lucia, Petrarca “puntava” Laura in chiesa…niente di nuovo sotto il sole.
    Da me le messe di trigesima sono ancora abbastanza informali…

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