Inadeguati

Non so a voi, ma a me arrivano da diverse fonti notizie, approfondimenti, giudizi su quanto accade nel mondo. Ben più di quanto riesca a seguire. Sono estremamente grato a questi amici che, incredibile a dirsi, riescono a scrivere persino più di me.
Spesso queste notizie sono però davvero brutte. Stragi. Massacri. Rapimenti. Bombardamenti. Leggi ingiuste. Condanne arbitrarie. Le menzogne più o meno palesi. Leggiamo, attoniti, a volte increduli per il male che è possibile fare.

Perché stupirsi? Da sempre ci sono i prìncipi che badano al loro tornaconto, e la violenza bestiale di chi odia. Le letture politiche che ne facciamo possono essere più o meno giuste, più o meno informate, ma in tutti i casi mi paiono drammaticamente inadeguate.

Inadeguate perché anche se so chi finanzia le stragi in Siria e Ucraina e Nigeria e ogni  dove, anche se conosco per filo e per segno tutte le falsità, le menzogne, le propagande di una e dell’altra parte questo non mi avvicina di un solo metro alla pace, e men che mai a ciò che desidererebbe il mio cuore.

Oh, le analisi sono sacrosante. E’ importante capire. Comprendere. Ma dopo che ho compreso rimane sempre il mio interrogativo, e continua la morte e la violenza. Al soldato, al miliziano con il Kalashnikov in mano acquattato sotto un carrarmato bruciato, con le pallottole che fischiano un metro sopra, l’odore di carne bruciata nelle narici , importa molto poco della correttezza della mia analisi politica. Alla ragazza morta, assassinata, certamente non importa più.

Nessuna delle mie analisi potrà cambiare la violenza che c’è dentro l’uomo. Non potrà mutare il fatto che se un massacro viene compiuto dal nostro nemico occorre bombardare, se è fatto dal nostro alleato lo si insabbia, oppure lo si giustifica. Perché l’uomo è fatto così: si finge giusto, e pensa al suo guadagno. A quello che pensa, a quello che finge essere il suo guadagno (perché anche su questo ci si inganna).

Guardiamo quei video, quelle fotografie, ascoltiamo quei fatti, e pensiamo: non sono come loro. Invece no: siamo esattamente come loro. Anche se forse ci manca il coraggio di andare fino in fondo. Il coraggio, capite? Come se uno fosse coraggioso ad ammazzare e mentire. Che se uno lo trova, non ha più problemi.

Se ci diciamo “non lo farei mai” dobbiamo renderci conto che non è vero. Lo potremmo fare.

Forse, a differenza loro, noi abbiamo incontrato qualcosa che ci ha fatto vedere chi siamo. Chi potremmo essere. Dopo averlo visto, il nostro vecchio io ci ha fatto orrore. Come l’ombra di una malattia mortale che non sapevamo di avere. Una malattia da cui non è semplice guarire, ma da cui si può uscire, se aiutati. Solo se aiutati.

Questa strana comprensione è l’unica cosa, letteralmente l’unica cosa che può salvare quel soldato, quel miliziano. Quella ragazza morta, e il suo uccisore. E’ esattamente quello che quell’uccisore voleva uccidere. Che ha ucciso, in se stesso.

Io non nutro illusioni, ma so che se la prossima guerra sarà peggiore sarà perché troppi non avranno visto. Non perché la mia lettura politica non è adeguata.
Quindi, il mio compito? Far vedere. Il bene. Inadeguatamente, il bene.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 5 maggio 2014 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 4 commenti.

  1. basterebbe accettare di poter essere cattivi e malvagi, accettare che il male e’ in noi…solo così possiamo combatterlo…riconoscendolo…

  2. “Quale peccato non ho commesso? Quali delitti non ho compiuto solo per non averne avuto l’occasione!?”

  3. Sociologismo, psicologismo, marxismo, hanno stemperato il male; lo hanno disciolto nelle infinite responsabilità di una società imperfetta e ingiusta. Hanno declassato le inquietudini, i dubbi, gli affanni degli uomini a problemi relazionali, incomprensioni genitoriali, frustrazioni sociali; hanno aspirato l’anima dal mondo, e il mondo si è trasformato in un enorme meccano mosso solo dalla legge di causa ed effetto. Questa società è incapace di capire che il male non è un accidente sulla via del progresso e del benessere. Il male è fin dall’inizio del mondo, è principio che attraversa la storia, è il nemico che contrasta il progetto provvidenziale di Dio. L’unica salvezza allora è ritrovare il giusto baricentro: ricollocare Dio al centro del mondo, là dove ora, con stoltezza, si è posto l’uomo. (Papa Paolo VI, 29 giugno 1972).

  4. L’ha ribloggato su notedinamichee ha commentato:
    Non siamo migliori di chi ci circonda … non siamo più bravi di quelli che critichiamo … non siamo innocenti solo perché non abbiamo fatto nulla di male …

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