La famiglia sono io

Onorevoli colleghi,
il provvedimento che vado ad illustrarvi è già stato discusso dalle commissioni, ma ritengo che sia utile prima del voto finale ricapitolare il percorso che ci ha condotti sin qui.

I più anziani certamente ricorderanno la Legge 40; uno dei primi tentativi di regolare la riproduzione artificiale. Grazie alla lungimiranza dei nostri giudici la sostanza di quel provvedimento fu a poco a poco svuotata dal senso che avevano voluto darle i legislatori, succubi di una concezione della vita arretrata  e non al passo con le conquiste delle libertà civili.

Infatti, perché una coppia dovrebbe vedere lesa la sua libertà di avere figli solo perché non è fertile? Così fu autorizzata la pratica di fare partecipare altre persone nella generazione dei propri figli. In altre parole, un proprio figlio poteva anche non essere figlio proprio.

A questo punto erano ovvi i passi successivi. Se un provvedimento è incostituzionale perché discrimina tra coppia e coppia, perché discriminare un singolo individuo solo perché non fa parte di una coppia? I suoi diritti non sono lesi alla stessa maniera?

E quindi, perché discriminare una persona fertile da una non fertile? Per quale motivo io non potrei acquistare un figlio come io desidero, se ne ho la possibilità? Mi si vuole negare un mio diritto? Il ragionamento è esattamente il medesimo, si tratta solo di estenderlo con un po’ di coraggio per raggiungere la vera libertà.

Il risultato l’abbiamo sotto gli occhi. Abbiamo tutti presente il caso di quell’imprenditore di Prato con trecento figli, che utilizza con gran risparmio fiscale nellla sua ditta tessile. Oppure la notizia di quel’appassionato di calcio che ha undici figli con materiale genetico di grandi campioni. Di fatto il cittadino italiano, alla pari di quello di altre nazioni, oggi può ottenere un figlio facilmente ed economicamente. Figlio che può essere correlato o completamente scorrelato geneticamente da lui; con i tratti che preferisce, ad esempio alto, biondo, occhi azzurri, garantito libero da malattie oppure con altre caratteristiche ugualmente gradite. Nei cataloghi delle tantissime cliniche per la correzione della fertilità sono anche acquistabili figli con molta forza e sviluppo precoce, o dalle caratteristiche sessuali particolarmente attrattive, e lascio a voi decidere perché si possano volere ragazzi del genere.

Assistiamo quindi da una parte all’instaurarsi di un mercato sempre crescente di figli con caratteristiche speciali usati, è il caso di dirlo, per fini che con l’affetto filiale hanno poco a che fare.

E’ opinione mia e del mio partito che occorra regolare al più presto questo tipo di commercio di esseri umani. La situazione non può più essere tollerata. Non si possono chiamare figli degli individui generati per il proprio piacere fisico o per farli lavorare gratuitamente nella propria azienda. Il provvedimento che presento va proprio in questa direzione.

Il primo articolo, che potete leggere sull schermo, distingue tra i bambini generati ai fini di darsi una vera discendenza e quelli nati per soddisfare altre necessità. Questi ultimi, se la legge in discussione sarà approvata, potranno anche non essere più etichettati come figli, e il loro status civile sarà sospeso in attesa del riconoscimento di cittadinanza. Questo snellirà la burocrazia e permetterà allo stato di rivalersi in materia fiscale su coloro che fino ad ora erano chiamati genitori e d’ora in avanti sarano chiamati gestori.

E’ conveniente per tutti: per i genitori perché potranno tutelarsi nei confronti delle pretese di questi ragazzi che egoisticamente chiedono ricchezze che non sono loro; per i figli generati legittimamente che eviteranno di confondersi con coloro che sono stati fatti per altre motivazioni; per questi ultimi, che saranno tutelati e, se rifiutati, potranno trovare impieghi in strutture statali. Da ultimo per lo Stato stesso, per i prevedibili ritorni economici.

Sono sicuro, rispettabili colleghi, che non mancherà il vostro voto favorevole. Grazie a questa legge fnalmente potremo tornare a dire “la famiglia sono io”. E torno a decidere io chi c’è e chi non c’è.

 

 

 

 

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 10 aprile 2014 su fiaboidi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 45 commenti.

  1. AAA – Vendo figlio ben educato causa doppio regalo. Eventuale scambio con smartphone ultima generazione. Astenersi perditempo.

  2. sì certo. il fervente Cristiano mette al mondo figli solo per amore. gli altri, compresi coloro i quali ricorrono a fecondazione eterologa, lo fanno solo per un capriccio personale. logico. per fortuna che dite di essere quelli che non giudicano e non scagliano la prima pietra. mi sa tento che ci rivedremo tutti all’inferno allora.

  3. Vuoi sposarti? Fallo con chi vuoi e quante volte vuoi.
    Vuoi un figlio? Producilo con ogni mezzo.
    Non vuoi un figlio? Abortiscilo con ogni mezzo.

    That’s amoreee….

  4. @eric: ma chi ha detto che il cristiano deve astenersi dal giudizio? forse che il “fervente cristiano” è uno che nonvede-nonsente-nonparla? forse che deve comportarsi come un’ameba omertosa, un decerebrato tutto sorriso e tolleranza?

  5. Federico Fasullo

    @Franz: eric non sta parlando di “giudizio” ma di “pregiudizio”, rileggi per bene quello che ha scritto. D’altro canto quella di berlicche è una “metafora distopica”, se la vogliamo chiamare così, non è che voleva descrivere una realtà oggettiva, voleva usare un racconto per dimostrare una sua teoria.

  6. Che dipinto è quello nell’immagine?

  7. Il dipinto è “L’asta degli schiavi”, di Jean Leon Gerome.

    Eric, perdonami ma dimostri molto poco realismo.
    Non ho mai detto le cose vuoi farmi dire. Ma parto da una constatazione: che un conto è generare un figlio all’interno di una storia, di un amore, e un altro ottenerlo tramite un contratto commerciale (eh sì, costa) che si risolve in un gesto tecnico.

    Con l’eterologa, il figlio non è generato dai due appartenenti alla coppia ma è “figlio d’altri”. Nel caso di singoli, certamente per gli infertili ma, come ipotizzo nel racconto, anche potenzialmente per i fertili, il bambino potrebbe essere completamente staccato geneticamente dal “genitore”. Che quindi può ordinarselo come vuole.

    E’ così assurdo pensare a degli abusi? Aggravati dal fatto che l’unico vincolo di affetto che lega in prima battuta il bambino al genitore è quanti soldi ha pagato per averlo?
    Ti faccio notare, prima che sollevi la questione, che è molto diverso adottare un bambino: nel caso dell’adozione si tratta di dare ospitalità a qualcuno che già esiste, non che ti sei “comprato” tu.

  8. che goduria questi cattolici

  9. fescennin hai proprio ragione: fare le cose perchè sono vere e non per capriccio o per un qualche diritto, dà molto più piacere.

  10. tutti sono bravi a dire che le cose che fanno sono vere

  11. Infatti, fescennin, occorre verificare. Tu puoi verificare se hai una bella vita, colma di gioie, di amore, di significato. Noi faremo altrettanto.

  12. tu puoi giudicare la tua vita ma non quella degli altri e non puoi pretendere che se la vita degli altri non fosse bella e’ per i motivi che vuoi tu

  13. Caro Berlicche, questo è un argomento che mi tocca da vicino, come ho già raccontato tempo fa in questo blog. Prego per questo paese perché quello che stà succedendo l’ho già visto accadere nel mio paese d’origine, dove leggi che oggi qui si vogliono introdurre a colpi di sentenze esistono da diversi anni, e so già per esperienza personale come andrà a finire e chi ne farà soprattutto le spese. Piango per tutte quelle creature indifese e di cui nessun adulto nell’inseguire i propri desideri si cura mai. E non parlo di creature ipotetiche, ma di personcine che sono diventate di carne e ossa, che ormai fanno parte anche della mia vita e alle quali voglio bene e per le quali soffro in prima persona. Sia fatta la Sua volontà.

  14. fescennin, raccontami per favore quanto è bella la tua vita e perchè. Forse non mi crederai, ma mi interessa.

  15. Fescennin, io posso giudicare tutto, tenendo conto che sarò giudicato con lo stesso metro. Ma qui sto dicendo una cosa completamente diversa.
    Tu hai detto che “tutti sono bravi a dire che le cose che fanno sono vere”. Se sei abituato a persone così, povero te. Per me non è così vero, perché certamente io faccio anche cose non vere. Ma dentro di noi sappiamo – tutti possiamo – se una cosa è vera o no. Quindi non sono io che giudico, ma chiedo a te di farlo. Di paragonare la verità che è anche presente in te con la tua vita, e quanto vedi.
    Guarda, io oggi sono stato a pranzo con persone grandi, e non avevo nessuno che mi suggerisse che quello che dicevano era la verità: lo potevo giudicare da me. Quando percepisci la verità, che è differente da quello che tu pensi sia la verità, la segui. Sta tutto nella lealtà verso la realtà e (quindi) se stessi.

  16. Grazie, Lidia. Ma chissà che questa prova non ci sia risparmiata.

  17. @Fescennin

    la cosa bella è proprio questa: non sono io a dire che le cose che faccio sono vere, io non ho alcun merito, quindi non ho ragione, è la realtà ad essere vera, ad aver ragione, non le nostre opinioni..

    A noi non resta che prenderne atto e seguirla (la realtà).

  18. @eppe: ci sono cose di una bellezza delicata che non vanno condivise con tutti, solo con persone dotate di delicatezza. tu dai l’impressione di essere solo un impiccione, sei escluso

    @berlicche: per giudicare gli altri bisogna conoscere gli altri. non puoi giudicare chi non conosci

    @aleudin: non si puo’ conoscere tutta la realta’, la verita’ della tua realta’ potrebbe essere incompleta o sbagliata

  19. @fescennin: Escluso da che? Dal comunicare con te? Al mondo ci sono sette miliardi di persone, me ne farò una ragione anche se mi spiace comunque che tu non voglia dire – non tanto a me ma soprattutto a chi legge qui – quanto e perché la tua vita sia bella.

  20. Benissimo, Fescennin. Infatti di te posso giudicare solo quello che hai detto fino ad ora. E certamente niente di più, dato che rifiuti di parlare. Però, come ti ho detto, sei tu che devi giudicare la tua vita, se ti conosci. Solo tu puoi verificare che sia veramente soddisfacente e, se non lo è, provare a cambiarla. Non posso farlo io per te, in nessun caso, neanche se ti conoscessi perfettamente.

  21. @eppe: prima hai detto che ti interessava la mia vita. adesso dici che lo chiedevi per gli altri. che volubile

    @berlicche: non ti chiesto di cambiare la mia vita. non scrivere come se te l’avessi domandato. nella mia vita le poche cose fastidiose sono le persone che credono di poter fare a gara a chi ha la vita piu’ bella. credo che siano le persone piu’ infelici e ipocrite

  22. @fescennin

    certamente, l’importante è iniziare a seguire la realtà invece delle proprie impressioni/aspettative/nevrosi/illusioni, si tratta di incamminarsi.

    “Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.”
    Matteo 16,24-28

  23. Fescennin, hai insinuato che ognuno sostiene solo quello che gli fa comodo. Le tue risposte dimostrano che sei tu, piuttosto, che non hai capito cosa significhi volere il vero, cercando sempre di migliorarsi. Non è una gara, è il modo giusto di vivere la vita, e solo tu – te lo dico per la terza volta – puoi scoprirlo. Te lo auguro.

  24. cachorroquente

    1) Mediare tra la Roccella e Rutelli non è un grande lavoro di mediazione. La 194 è un compromesso, la 40 è una legge cattolica che si ferma un attimo prima del divieto di PMA

    2) Io non so come funzioni in Svizzera nè penso che il sistema italiano sia un modello imperfettibile. Io parlo della possibilità del potere giuridico (giudici ordinari o costituzionali) di contraddire il potere legislativo. Secondo la retorica del tuo intervento, e di tanti simili, questo è antidemocratico. Ma è evidente che non è così

    3) In che modo la sanzione di un diritto naturale ci aiuta nel caso specifico della legge 40? Gli appartenenti alle principali religioni monoteiste non concordano tra loro. I giudici hanno considerato il divieto di eterologa in contraddizione con il principio costituzionale del diritto alla salute. Puoi non essere d’accordo con i giudici o con la costituzione e ne hai tutto il diritto. Ma quale principio ‘antecedente’ dovevano rifarsi se non alla costituzione? Al Deuteronomio? Io non sto contestando il giusnaturalismo perchè è un bersaglio al di sopra delle mie conoscenze filosofiche. Ti sto chiedendo come il giusnaturalismo poteva modificare la sentenza in esame. Ah btw negli ultimi 2000 anni di teocrazie (anche se parziali) se ne sono viste assai.

  25. La discussione continua da qui. Ho anche cancellato un commento duplicato.

    “Mediare tra la Roccella e Rutelli non è un grande lavoro di mediazione”? Quente, come liquidare con una battuta il lavoro di anni. Puoi andarti a rivedere tutte quelle discussioni, le ragioni per cui alla fine si è deciso così – anche solo le trascrizioni delle sedute del Parlamento. Ma ti fa ben poco onore il non volere interrogarti sulla ratio che sta dietro a certi provvedimenti.
    Il “diritto alla salute”, in che maniera entrerebbe nella PMA? La PMA non è una cura; Anzi, la salute delle donne che forniscono gli ovuli è spesso danneggiata dalle tecniche usate, tanto che si sfruttano poveraccie con bisogno di soldi, possibilmente anche ignoranti del fatto che si compromette la loro possibilità di riproduzione. Non è neanche la salute del bambino, dato che se si permette la diagnosi preimpianto il “malato” (o, semplicemente, quello con il sesso sbagliato) viene eliminato; e gli studi dimostrano in maniera incontrovertibile che i bambini nati con queste tecniche hanno molti più problemi di salute che quelli nati nel modo naturale.
    Da quanto ti ho detto, e se il diritto del bambino entra nel giusnaturalismo, ne consegue che la PMA non è né un diritto né qualcosa di desiderabile, che causa immani problemi etici circa paternità e maternità di cui alcuni esempi spuntano fuori in questi giorni; e in altri paesi da tempo sono esplosi in tutta la loro drammaticità. Ma che non si vogliono riconoscere o considerare perché a “qualcuno” non fa comodo.

    Se il potere giuridico può contraddire quello legislativo, qui in Italia però non può avvenire il contrario. Sempre più il potere giuridico si sta dimostrando una sorta di “dittatura soft” che si impone al di fuori di ogni controllo e limitazione. Se un giudice decide in barba alle leggi, nonostante quel “I giudici non possono creare o modificare le leggi, ma le devono applicare (essi sono «soggetti soltanto alla legge», come dice l’articolo 101 della Costituzione italiana).”, allora è chiaro che i giudici non sono soggetti a nessuno. Chi è che non è soggetto a nessuno? Il padrone.
    Padrone di chi? Domandati questo, e vedi se rientra nella tua idea di democrazia.

  26. 1) Era una battuta fino a un certo punto. La legge 40 ha richiesto sicuramente una mediazione (tanto che c’erano degli ultraconservatori che l’hanno criticata) ma mediazione all’interno di uno schieramento cattolico conservatore che, in quel frangente politico, aveva una (non più esistente) maggioranza trasversale. E dico conservatore perchè la legge risultante era una delle più restrittive del mondo occidentale. Forse l’espressione “il vostro giocattolo” è poco rispettosa: parliamo allora del più importante atto di rivalsa rispetto alle vittorie laiche degli anni ’70 e ’80. Era un atto di kulturkampf, ed era profondamente partigiana; questo non la squalifica di per sè ma sicuramente spiega molti eccessi argomentativi (da una parte e dell’altra) e tra di essi la tua tempestosa arringa contro il diritto costituzionale

    2) come ho detto già, la sentenza della corte costituzionale è oggetto di legittima discusione. Non riuscire ad avere un figlio è una malattia? Ottenerlo è una cura? E questa cura lede i diritti di altri individui (gli embrioni? I figli? I padri o le madri naturali)? Ed è legittimo sottoporsi a questa cura se questa mette a rischio la propria salute? Sono tutte domande interessanti e meritevoli di riflessione, ma non sono secondo me rilevanti in questo momento. Quello di cui stiamo discutendo è se un giudice non eletto possa dichiarare nulla una legge prodotta da un parlamento di rappresentati eletti. Un giudice che, come scrivi tu, è soggetto solo alla legge: tutta la legge, ivi inclusa la Costituzione e altre leggi eventualmente in contraddizione con quella in esame. E io ti chiedo, se questo non è possibile, cosa impedisca una dittatura (neanche tanto soft) della maggioranza. Poi, il diritto comparato non è esattamente il mio campo. Se poi vogliamo parlare della contingenza italiana, qualsiasi considerazione sull’attivismo politico dei giudici è tanto legittima quanto facilmente contro-argomentabile con l’incompetenza, irresponsabilità e inettitudine dei legislatori. Il caso “porcellum” è, ahimè, emblematico.

    3) “Da quanto ti ho detto, e se il diritto del bambino entra nel giusnaturalismo, ne consegue che la PMA non è né un diritto né qualcosa di desiderabile, che causa immani problemi etici circa paternità e maternità di cui alcuni esempi spuntano fuori in questi giorni; e in altri paesi da tempo sono esplosi in tutta la loro drammaticità.” Il diritto del bambino fa parte dell’ordinamento giuridico italiano come di qualsiasi altro, ma evidentemente nessun giusnaturalismo dà una ricetta inequivoca su come tutelarlo. Tutto dipende, ad esempio, dallo status che dai all’embrione, su cui confessioni diverse hanno opinioni diverse. Gli ebrei ortodossi sono contrari all’aborto, ma non alla diagnosi preimpianto perchè la loro religione non considera gli embrioni degli individui; dal loro punto di vista impedire la diagnosi preimpianto per malattie genetiche (ad esempio quelle diffuse tra ashkenaziti, come la Tay-Sachs) è un vulnus al diritto dei bambini. Rappresentanti italiani della chiesa metodista, valdese e luterana hanno reagito con soddisfazione alla sentenza della CC; dal loro punto di vista l’eterologa (che, quantomeno nella forma di inseminazione artificiale da un donatore di sperma, non costituisce certo rischi di salute per la madre o per il figlio) probabilmente garantisce a un bambino il diritto di nascere e crescere in una famiglia che l’ha desiderato. Non voglio entrare nel merito della questione, solo provare a spiegarti come il diritto naturale non è una formula magica. Noi abbiamo dei legislatori che scrivono una legge; dei parlamentari che l’approvano; dei cittadini che si ritengono lesi da questa legge e fanno ricorso; un tribunale che dà ragione ai cittadini. Ognuno di questi passaggi è soggetto alla possibilità di errore umano, ma non è esattamente un processo tipico delle dittature, anzi è caratteristico di un ordinamento giuridico costruito nel terrore delle dittature (vedi anche il bicameralismo imperfetto). E’ verosimile che gli svizzeri si fidino di più dei loro legislatori. Per ovvi, e condivisibili, motivi.

  27. Quente, ed io ti ripeto: ogni sistema (giuridico, politico, ma non solo) funziona finché non lo si abusa. Nel nostro caso stiamo scivolando rapidamente nell’abuso – di fatto, ci siamo già.
    Tu parli di errore umano: io ti dico che non c’è nessun errore, si tratta di azioni esplicitamente, volontariamente e coerentemente volute.
    In questo caso la tua difesa ad oltranza di una utopica funzione, che può anche essere utile ma che se travalica quanto pensato settant’anni fa diventa letale, è quantomeno ingenua. Ovvero: non si capisce se stai difendento quella struttura conscio dei suoi problemi ma disposto a pssarvi sopra perché agisce secondo quanto ti fa comodo, o veramente non vedi il tremendo pericolo che si annida dietro giudici che sono fedeli solo a loro stessi e che nessuno può fermare.

    Apro una parentesi (so che me ne pentirò) per dire che ad esempio mi ha lasciato basito la sentenza di ieri contro Berlusconi, che diceva esplicitamente: “Non ti facciamo fuori perché ci servi, ma prova a dire qualcosa contro di noi e te la facciamo pagare, ora ti abbiamo davvero in pugno”. Non per Berlusconi, fosse stato chiunque altro sarebbe stato lo stesso, ma per la tranquilla arroganza che hanno dimostrato i giudici. A me ha portato alla mente inesorabilmente “Il Padrino”. (E’ ben chiaro a tutti che non voglio parlare e non parlerò di B, ma era solo per la citazione? Sì?)

    Tu parli di dittatura della maggioranza; quindi ti è preferibile una dittatura della minoranza?

    La legge 40 è restrittiva perché è arrivata tardi, e ha potuto godere dell’esperienza di altre nazioni, evidenziando gli immani problemi e crcando di porre rimedio. Quegli stessi problemi che ora i giudici vogliono donarci. Leggi questo, ad esempio. Ti ricordo che kulturkampf in origine era la soppressione della cattolicità nella Prussia Bismarckiana. Nel nostro caso nessun atto di rivalsa, quanto una legge che mirava a proteggere i deboli. Non è certo per vendetta che è stata scritta (perché attribuisci sempre motivazioni spregevoli, invece di pensare a cosa miravano davvero?), ma per fare sì che certi palesi ingiustizie e abusi non ci fossero. Tu dai per scontato un predominio radical laicista che non è mai esistito, se non nei salotti e sui giornali ad loro finanziati. Che infatti, non potendo vincere numericamente, hanno usato quei loro singoli che neanche tutto il popolo può toccare.
    Insomma, non ti rendi conto che sei dalla parte del sopruso?
    Apro una parentesi: come le chiese protestanti, da sempre serve del potere?

  28. Ma ti rendi conto della contraddizione per cui ti indigni se le intenzioni umanitarie di Roccella & co. non vengono riconosciute, ma per te quelli che la pensano diversamente sono salottieri radical-chic al servizio più o meno inconsapevole del Maligno?

    “Non potendo vincere numericamente”? Il referendum sulla legge 40 era (col senno di poi…) un errore strategico, perchè alla gente non fregava niente. Ma se (ri)facessimo votare gli italiani su aborto e divorzio cosa credi che sceglierebbero? E se la legge 40 fosse proposta al parlamento di oggi, o a quello della precedente legislatura, avrebbe qualche chance di passare? NB questo non dice nulla sulla sua validità o legittimità o costituzionalità, è semplicemente un reality check alla tua narrazione francamente irrealistica di un popolo che non può decidere mentre una minoranza tiene in pugno l’egemonia culturale a colpi di sentenze.

    Facendo un passo indietro e provando a guardare il quadro generale: il sistema italiano si presta agli abusi? Probabilmente sì, io non lo sto negando. Che va al di là della “magistratura politicizzata” o della Corte Costituzionale; penso alla teoria di ricorsi al TAR, alle sentenze che obbligano i medici a continuare trattamenti inutili con le cellule staminali (o con la cura DiBella l’altro ieri), in genere a un sistema istituzionale farraginoso che limita l’autonomia e la manovrabilità della macchina governativa. Un sistema costruito nel terrore di una svolta autoritaria, e difeso con la stessa motivazione quando Berlusconi e adesso Renzi hanno provato a modificarlo. A ragione, a torto, chissà. Però qui stiamo parlando di problemi che precedono e travalicano quello dello scontro culturale sui cosiddetti temi etici.

    In questo caso specifico siamo di fronte a un abuso? Secondo me no. Secondo me siamo di fronte semplicemente a una risposta discutibile, in risposta a una legittima domanda (posta da persone, non salotti, che ritenevano lesi i loro diritti). E ti dirò che, giurisprudenza a parte, la mia posizione in merito all’eterologa non è assolutamente netta. La mia acrimonia verso la legge 40 è legata al divieto della diagnosi pre-impianto che, lo ripeto senza voler cominciare la discussione fatta altre volte, era crudele e incoerente con l’orientamento della legge italiana (e con la mia personale opinione) sulla figura dell’embrione. L’eterologa invece coinvolge inevitabilmente i diritti di un soggetto terzo, il donatore di gameti, per quanto possa essere volontario, e un soggetto quarto, il figlio. La rivendicazione del diritto alla salute non può essere automatica. Non è un caso che una sentenza del 2009 della Corte Europea, dopo un iter arzigogolato, abbia lasciato sostanziale discrezionalità ai paesi membri di legiferare in merito.

    Per cui non vivo come una particolare vittoria ideologica la sentenza di questi giorni ed è, credo, con relativa tranquillità, che difendo la ragion d’essere di una corte costituzionale.

  29. Quente, ancora una volta: la Corte Costituzionale ha una sua ragione di essere. Questa Corte Costituzionale ha ragione di essere riformata, perché strumento assolutamente antidemocratico.
    Se non te ne ricordi, infatti, i quesiti del referendum erano stati approvati dalla medesima corte. O si è sbagliata allora, o si è sbagliata adesso. La sentenza dell’altro giorno cancella di fatto la sentenza del 13 gennaio del 2005, quando era stata ammessa la legittimità di quel quesito referendario connesso. L’eterologa quindi è legittima o no?
    L’articolo 1 della Costituzione recita “la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. I giudici hanno tolto la sovranità al popolo perché si sono appropriati della Costituzione e le fanno dire quello che vogliono.
    Io riconosco che spesso dietro alla PMA c’è un desiderio forte: ma un desiderio non fa un diritto. Non ho diritto ad un figlio, perché il figlio è una persona, e avere diritto ad una persona è come decretarne la schiavitù. Ma non sono loro che mi fanno problema. Sono quelli che della PMA gliene frega poco o niente, ma perseguono un chiaro progetto di distruzione e di morte. Che fanno in modo che ci siano certe sentenze, che gioiscono ad ogni aborto, che più ne ammazzano meglio è. Che più la donna è trattata da oggetto, come produtrice di materiale genetico o ospite di figli non suoi o non della persona amata, più contenti sono. Che non vedono l’ora di potere selezionare geneticamente la prossima generazione per migliorare la razza a proprio piacimento, staccando amore e riproduzione e straccaindo l’umanità come è.
    Il referendum è stato fatto da gente convinta di vincere a mani basse, come tu sei convinto ora. Il reality check ha dato loro torto marcio. Alla gente, in altri momenti, “è fregato” pure di cose molto più irrilevanti. Ti stai narrando una storia inesistente.
    “posta da persone, non salotti”?? Datti un’occhiata ai nomi degli avvocati che hanno tirato su tutto il polverone. Li trovi uguali uguali nei ricorsi sui matrimoni gay e sull’eutanasia.
    Caso o salotto?

  30. “che gioiscono ad ogni aborto, che più ne ammazzano meglio è.”

    QED. Come puoi chiedere rispetto se questo è il beneficio del dubbio che concedi?

    ” Datti un’occhiata ai nomi degli avvocati che hanno tirato su tutto il polverone.”

    Gli avvocati saranno quelli dell’associazione Coscioni, immagino. A me non interessano loro, interessano le coppie di portatori sani di fibrosi cistica o di talassemia, ad esempio, che hanno fatto ricorso. Ora tu sei libero di immaginare qualcuno tipo l’avvocato dei Simpson che insegue le ambulanze, un satanico radicale che si apposta nelle sale d’aspetto degli ambulatori PMA e convince coppie magari pronte a rassegnarsi agli oneri della legge 40 a impugnare i forconi contro il Vaticano, e io sono libero di dubitare.

    Sulla contraddizione (tra approvazione del quesito referendario e successiva sentenza di incostituzionalità) non so risponderti; lo dico per l’ennesima volta, nessuno di noi due è un costituzionalista. Quello che ti chiedo però è: come dovrebbe essere riformata la Corte Costituzionale per non essere antidemocratica? Venire eletta direttamente dal popolo? In questo modo sarebbe strettamente interdipendente al potere legislativo.

    “Il referendum è stato fatto da gente convinta di vincere a mani basse, come tu sei convinto ora. Il reality check ha dato loro torto marcio”

    Dai Berlicche, dimmi onestamente che tu pensi che oggi gli italiani voterebbero qualcosa di diverso sul divorzio e sull’aborto rispetto agli anni ’70. Dimmi che secondo te la mens legis della legge 40 corrispondeva alla visione del popolo italiano nel 2004. Dimmi che percentuale di italiani rispetta le indicazioni della Chiesa sulla contraccezione o, se si scoprisse sterile, sulla procreazione medicalmente assistita. Erano quesiti complessi, per un problema che riguarda una minoranza.

    “Alla gente, in altri momenti, “è fregato” pure di cose molto più irrilevanti.”

    Tipo? Dal 1997 ad oggi un solo referendum ha raggiunto il quorum, ed era quello di giugno 2011 sull’acqua pubblica e il nucleare e magari io e te siamo d’accordo che erano cavolate ma capirai che avevano un appeal maggiore della crioconservazione degli embrioni. E ammetto che negli anni ’90 hanno passato il quorum consultazioni molto più astruse ma erano anni in cui l’istituzione referendaria era molto più in auge e soprattutto anni in cui la gente andava anche a votare “no” (vedi il risultato del referendum del 1995, tra l’altro preceduto da una famosa campagna pubblicitaria sulle reti mediaset).

  31. Cachorro Quente:

    «Sulla contraddizione (tra approvazione del quesito referendario e successiva sentenza di incostituzionalità) non so risponderti; lo dico per l’ennesima volta, nessuno di noi due è un costituzionalista».

    Non sono costituzionalista nemmeno io, ma mi riesce difficile trovare una contraddizione tra la Corte che ammette un referendum abrogativo delle norme contrarie alla fecondazione eterologa e la Corte che abroga quelle stesse norme…

  32. Quente,
    QED? Non sto parlando a vanvera: io ho parlato con gente di questo tipo. E ti confermo pure che fanno proprio così: cercano apposta il caso limite da impugnare. Dubita pure, ma leggiti un poco di testimonianze e prova a controllare quale sia la realtà.
    O non pensi che ci sia al mondo questo tipo di persone? Gente guidata da un odio insanabile, associata con altra che è realmente convinta che il bene dell’umanità come loro la intendono sia la concreta demolizione di quello che è chiamata legge naturale? Eppure scrivono articoli e libri, anche se spesso mascherano il loro pensiero più profondo; cosa praticamente facciano si vede.
    Tutte le iniziative di questo tipo degli ultimi anni sono state portate avanti da una cerchia ristretta di individui. Per quale ragione pensi lo facciano?
    Guarda, io credo che anche la peggiore di queste persone possa ad un certo punto rendersi conto di quello che sta facendo, e cambiare. E’ successo. Il fatto che siano pochi, sempre gli stessi, che è quello che sto sostenendo e che tu contesti, che ha a che fare con la tua risposta?

    Su come rimediare alla corte costituzionele, ci sono molte soluzioni in giro per il mondo. Io posso dire che il problema c’è, e c’è, su come metterci una pezza sarebbe solo fiato sprecato, come discutere di quale modulo deve adottare il Milan.

    Mi chiedi di aborto o divorzio; direi che è un argomento completamente diverso. Ti rispondo rapidamente dicendo che purtroppo la mentalità che tutti cercano di imporre è verso la distruzione dell’umano, e solo chi ha provato sa cosa si intende. Alla maggior parte delle persone manco sono mai state spiegate le ragioni del perché sono un male. Ma suppongo che tu ti rammenti poco la martellante campagna sui referendum che era stata imposta allora, certamente molto più pervasiva rispetto a certe più recenti e su quesiti molto più ostici che pure hanno avuto esito ben diverso. Ti rammento che NESSUNO ha avuto così pochi votanti, né prima né dopo.
    Devo dire che per uno che si straccia le vesti sulla democrazia hai decisamente molta poca fiducia in quel popolo che dovrebbe esserne la componente fondamentale.
    I miei sono fatti, non supposizioni.
    Sulla contraccezione e sterilità non ti so dire: io conosco parecchia gente che segue quanto dice la Chiesa, e dato che ho rapporti stretti con associazioni che si occupano di affido intendo davvero tanta. Le (poche) persone che conosco che hanno avuto tentativi con la PMA sono o non cristiani o diciamo tali “all’acqua di rose”.

    Giuseppe, se tu ammetti che una legge si possa abrogare vuol dire che la ritieni valida. Non chiedi se va bene una cosa che non esiste.

  33. Berlicche:

    «se tu ammetti che una legge si possa abrogare vuol dire che la ritieni valida».

    Mi dispiace, ma non funziona così. Quando la Corte deve decidere sull’ammissibilità di un referendum, non può esaminare la costituzionalità della legge che quello intende abrogare; glielo vieta la legge costituzionale 9 febbraio 1948, n. 1, che ha stabilito all’art. 1 che «la questione di legittimità costituzionale di una legge o di un atto avente forza di legge della Repubblica rilevata d’ufficio [cioè autonomamente dal giudice ordinario] o sollevata da una delle parti nel corso di un giudizio e non ritenuta dal giudice manifestamente infondata, è rimessa alla Corte costituzionale per la sua decisione» (corsivo mio). Solo le Regioni hanno la stessa facoltà (art. 2), se ritengono che una legge statale o di un’altra Regione violi le loro prerogative costituzionali. Quindi la Corte Costituzionale non può giudicare autonomamente o comunque fuori da questi due casi la costituzionalità di una legge; deve essere sollecitata a ciò da un giudice ordinario o da una giunta regionale (e questo spiega anche perché ci sia voluto così tanto perché quella parte della legge 40 venisse abrogata: deve prima essersi avviato un processo in cui qualcuno si sentisse leso nei suoi diritti costituzionali da quella norma, e il giudice deve avere ritenuto che effettivamente ci fosse un fondato sospetto di incostituzionalità, tanto da trasmettere la questione alla Consulta).

    Nel caso del referendum la Corte esamina invece, tra le altre cose, se i referendum proposti abbiano «per oggetto disposizioni legislative ordinarie a contenuto costituzionalmente vincolato, il cui nucleo normativo non possa venire alterato o privato di efficacia, senza che ne risultino lesi i corrispondenti specifici disposti della Costituzione stessa (o di altre leggi costituzionali)» (Corte Cost., sentenza n. 16/1978). Nel caso dei referendum sulla legge 40 la Corte ha giudicato all’epoca che l’abrogazione delle norme che vietavano l’eterologa non avrebbe leso nessuna parte della Costituzione. Questo è diverso dallo stabilire che quelle norme sono incostituzionali, ma è palese che non c’è nessuna contraddizione tra le due cose.

  34. Giuseppe, poiché c’erano anche altri quesiti all’attenzione su articoli diversi vuol dire che l’impianto della legge era comunque costituzionalmente valida anche con l’eterologa.
    Poi, come al solito, si può ribattere che nuovi motivi di incostituzionalità sono stati portati all’attenzione della corte, dato che son ammessi reiterati ricorsi sulle stesse leggi.
    Io dico: fuffa cosmica. Se fosse stato davvero incostituzionale lo sarebbe stato anche dieci anni fa, e sicuramente sarebbe stato sollevato allora. Non contiamo balle sul fatto che non si fosse trovato nessuno. Lo sai tu e lo so io che si sanno benissimo le opinioni dei componenti quella corte, e si è atteso (manovrato, potrei dire) fino a quando quella maggioranza c’è stata. Il che ha poco a vedere con la costituzionalità, o con la democrazia oppure la verità.
    Non era Terenzio che diceva “Ius summum saepe summa est malitia”?
    Guarda, ti dico una cosa: mi veniva da piangere pensando a quella povera coppia su cui il caso è stato montato, quando tra qualche anno si trovaranno a crescere un figlio non loro dopo averne ammazzati tanti di proprii. Ovvero, quando capiranno di avere sbagliato tutto inseguendo un’illusione, incoraggiati da gente senza scrupoli.

  35. Berlicche:

    «poiché c’erano anche altri quesiti all’attenzione su articoli diversi vuol dire che l’impianto della legge era comunque costituzionalmente valida anche con l’eterologa».

    Alla luce di quanto ho scritto sopra, questo semplicemente non è vero.

    «Se fosse stato davvero incostituzionale lo sarebbe stato anche dieci anni fa, e sicuramente sarebbe stato sollevato allora».

    E infatti: il Tribunale di Catania, Prima Sezione Civile, con ordinanza del 3 maggio 2004 respingeva il ricorso di due coniugi che avevano chiesto alla Corte «di accertare il loro diritto ad avere trasferito gli embrioni sani già in forza dell’ordinamento giuridico vigente [cioè di praticare una diagnosi preimpianto, interpretando adeguatamente la legge 40] e comunque rilevando il palese contrasto della nuova normativa sulla procreazione medicalmente assistita con i principi costituzionali [cioè in subordine di presentare questione di legittimità costituzionale riguardo alla parte pertinente della l. 40]». La legge era stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 24 febbraio 2004. E questo è solo il primo caso.

  36. Se la valutazione era (…)”il cui nucleo normativo non possa venire alterato o privato di efficacia, senza che ne risultino lesi i corrispondenti specifici disposti della Costituzione stessa (o di altre leggi costituzionali)” significa che la 40 con l’eterologa non ledeva i corrispondenti specifici eccetera.
    Catania, benissimo. Forse non si capisce bene da quello che hai scritto, ma il giudice allora respinse le pregiudiziali di incostituzionalità: “Il Giudice ha inoltre giudicato manifestamente infondate alcune questioni di legittimità costituzionale sollevate dai ricorrenti”. Qui la sentenza. Poi, è ovvio, si prova finché non incontri il giudice “giusto”, e i 99 precedenti che seguivano le legge sono sbertucciati.
    Grazie, Giuseppe, per avere confermato la mia tesi.

  37. Federico Fasullo

    No Berlicche hai letto male, Giuseppe diceva che già allora era stata denunciata la possibilità della sua incostituzionalità ma che nel frattempo la hanno “per forza di cose” applicata.

    “io ho parlato con gente di questo tipo. […] Dubita pure, ma leggiti un poco di testimonianze e prova a controllare quale sia la realtà”

    Non è che hai qualche link da fornire ai tuoi affezionatissimi?

  38. Berlicche:

    «Se la valutazione era (…)”il cui nucleo normativo non possa venire alterato o privato di efficacia, senza che ne risultino lesi i corrispondenti specifici disposti della Costituzione stessa (o di altre leggi costituzionali)” significa che la 40 con l’eterologa non ledeva i corrispondenti specifici eccetera».

    Casomai il contrario: era l’abrogazione della 40 che non avrebbe leso la Costituzione. Rileggi con attenzione.

    «Catania, benissimo. Forse non si capisce bene da quello che hai scritto, ma il giudice allora respinse le pregiudiziali di incostituzionalità».

    Direi che si capisce più che bene, visto che ho scritto: «il Tribunale di Catania, Prima Sezione Civile, con ordinanza del 3 maggio 2004 respingeva il ricorso etc.».

    «Poi, è ovvio, si prova finché non incontri il giudice “giusto”, e i 99 precedenti che seguivano le legge sono sbertucciati».

    E cosa ci sarebbe di male a riprovare, esattamente? Secondo te un avvocato dovrebbe rimandare indietro i propri clienti perché in passato dei giudici hanno respinto richieste analoghe? In base a quale strana concezione della deontologia professionale?

    «Grazie, Giuseppe, per avere confermato la mia tesi».

    La tua tesi era che gli avvocati stessero aspettando una Corte Costituzionale più favorevole. Io ti ho trovato un caso (seguito da altri analoghi) in cui già dieci anni fa gli avvocati avevano chiesto a un giudice di sollevare eccezione di incostituzionalità. Il che, direi proprio, confuta la tua tesi.

  39. “Ti rammento che NESSUNO ha avuto così pochi votanti, né prima né dopo.”

    Scusa Berlicche ma se non prendo un abbaglio wikipedia ti smentisce.
    2009: 9,4 milioni di sì.
    2003: 10,6 milioni di sì.
    2005: 10,7 milioni di sì.
    Se proprio vogliamo giocare con i numeri e le parole, posso dirti che è stata la consultazione abrogativa più partecipata di quel decennio (anche se calcoli i voti totali, o i voti validi totali, il risultato non cambia). O se invece vogliamo parlare come persone ragionevoli, diciamo che è un risultato in linea con le fortune dell’istituzione referendaria in quel periodo.

    “Le (poche) persone che conosco che hanno avuto tentativi con la PMA sono o non cristiani o diciamo tali “all’acqua di rose”.”

    Possibile, ma secondo i tuoi standard che percentuale di italiani è veramente cristiana? Che percentuale, ad esempio, si astiene dal sesso prima del matrimonio e non pratica la contraccezione (anche solo il coito interrotto)? Poco dopo scrivi che le persone hanno subito un lavaggio del cervello per quanto riguarda l’aborto, e se sono veri i sondaggi (http://www.nocristianofobia.org/nuovo-sondaggio-60-italiani-favorevoli-allaborto/) il 60% degli italiani è favorevole in linea di massima a permettere l’IVG. Come puoi seriamente pensare che l’obiezione alla legge 40 sia una battaglia di “salotto”, mentre la legge 40 sia rappresentativa delle opinioni del “popolo”? Semplicemente, l’elettore medio non si è identificato in chi accede alla PMA e/o non ha perso una mezzoretta per informarsi e capire di cosa si stava parlando.

    “Devo dire che per uno che si straccia le vesti sulla democrazia hai decisamente molta poca fiducia in quel popolo che dovrebbe esserne la componente fondamentale.”

    La stessa fiducia che ha riposto il fronte pro-legge 40 quando ha invitato all’astensione anzichè a votare NO. La stessa fiducia che riponi tu quando dici che “Alla maggior parte delle persone manco sono mai state spiegate le ragioni del perché sono un male.”, come se senza la paterna assistenza di un consigliere spirituale uno non potesse farsi un’idea su questioni etiche come divorzio e aborto (un tantino meno esoteriche del concetto di diagnosi pre-impianto, per dire).

    E comunque no, non ho molta fiducia nel popolo. Non ho fiducia nel popolo, nè nei giudici, nè nel braccio legislativo o esecutivo del governo. E’ una sfiducia con basi, credo, piuttosto solide. Per questo credo nella democrazia costituzionale, e non sono populista, presidenzialista, parlamentarista o giustizialista. Che poi il sistema si possa cambiare, ci mancherebbe altro, mica sono del club “la costituzione più bella del mondo”.

  40. Quente, chiedo venia. Effettivamente ricordavo male. Ma, se non leggo altrettanto male, in realtà la consultazione del 2000 fu molto più partecipata, e quella del 2003 pure, seppure di poco.
    Ti faccio notare però che, a differenza di tutti gli altri referendum del periodo che erano di fatto boicottati da tutti i maggiori partiti e mezzi di comunicazione, quelli sulla legge 40 erano sponsorizzatissimi. E ti prego altresì di notare il risultato del referendum sull’eterologa: sebbene a votare ci siano andati solo i convinti, quasi un quarto delle schede erano per il no, il doppio degli altri quesiti.

    Questo non contrasta con il seguito della tua deduzione? E’ così peregrino affermare che sia tu ad essere in netta minoranza? Tutti fessi o disinformati, gli altri? O piuttosto vedono ragioni che tu non cogli?
    Continui a chiedermi delle percentuali: e io ti dico, chissenefrega. Che percentuale si mette la cintura di sicurezza? Che percentuale mangia troppi dolci? Il moralismo francamente mi nausea. Tutti sbagliamo. Tutti vediamo il bene e facciamo il male. Proprio per quest abbiamo bisogno di misericordia, e qualcuno che ci ricordi cos’è bene e cos’è male. L’ultima cosa di cui necessitiamo è qualcuno che ci dica che va tutto bene, che qualsisi cosa scegliamo fa lo stesso, che ogni nostro desiderio è un diritto. Perché questi ci vuole male.
    Dire che “alla maggior parte delle persone manco sono mai state spiegate le ragioni del perché sono un male” non è mancanza di fiducia, è una constatazione. Basata su conoscenza diretta. Quante volte anche a te, che pure sei una persona che si interessa alle cose, ho corretto certi preconcetti? Se ti mancano gli elementi per giudicare, se (in generale) leggi solo Repubblica, certe cose non le apprenderai mai. Rimarrai un gaio nichilista, una falena che danza alla luce del nulla. No consigliere spirituale? Filosofo fai-da-te? Se leggi solo una campana difficilmente potrai farti un’idea equilibrata. Ne parlavo giusto l’altro ieri con due amici. Dopo un pranzo insieme, una mezz’ora rubata al tempo, ho detto loro: “Ma ci pensate se non avessimo incontrato la Chiesa? Dove le sentite, altrove, le cose che ci siamo detti? Saremmo come tutti, che parlano solo del niente e di niente di quello che rende vera la vita. Invece, che bello qui.”
    La tua ultima frase mi lascia perplesso. Allora, cosa mi hai contestato finora?
    PS, Una curiosità: ritieni che anche per gli altri referendum senza quorum in realtà la maggioranza fosse favorevole?

    Giuseppe: rileggi tu con attenzione. Se la legge 40 senza una parte che non è il divieto dell’eterologa (c’erano altri referendum, ricordi?) costituzionalmente regge, vuol dire che regge.
    Da quello che avevi scritto in prima battuta non si capiva con chiarezza cosa sostenesse il giudice e cosa ciò che era stato respinto. Comunque spero adesso sia chiaro.
    Secondo te un avvocato dovrebbe rimandare indietro i propri clienti perché in passato dei giudici hanno respinto richieste analoghe?
    Sì. O la legge è uguale per tutti, e a richiesta uguale risultato uguale, o è incerta ee dipende dal ghiribizzo del giudice: e allora a che serve?
    Vedi il problema del tuo concetto di giustizia? E’ che non è giusta. E quindi, non parlarmi di deontologia che mi faccio una grassa ridata.
    Intendevo che confermavi la mia tesi primitiva: cioè che siamo in mano a pochi che decidono al posto del popolo, contro la legge e i giudici che la seguono, e che basta una singola mela marcia per rovinare l’intero cesto.

  41. Federico Fasullo

    “quelli sulla legge 40 erano sponsorizzatissimi.”

    Io ho ben altri ricordi, la sinistra fu molto spaccata soprattutto gli esponenti della margherita. Nella destra c’era solo Fini a favore di tre sì ed un no (nn ricordo quale domanda).

    Ma soprattutto ho il ricordo imbarazzante dell’insegnante di religione che ci invitava a stare a casa il giorno del referendum (nello specifico ero in quinta superiore quindi maggiorenne e sì ero iscritto all’ora di religione).

  42. Berlicche:

    «Se la legge 40 senza una parte che non è il divieto dell’eterologa (c’erano altri referendum, ricordi?) costituzionalmente regge, vuol dire che regge».

    Provo a spiegarlo in un altro modo. Esistono dei diritti costituzionali che per essere tutelati hanno bisogno di una norma. Esaminando le richieste referendarie, la Corte stabilisce se le norme che potrebbero essere abrogate con il referendum sono di questo tipo: cioè se cancellando quella certa norma (cioè quei certi articoli della legge) il diritto rimane privo di tutela. Il caso classico è quello dell’aborto (faccio un esempio, non voglio aprire una discussione in proposito): nel 1981, con la sentenza n. 26, la Corte dichiarò inammissibile il cd. referendum “massimale” del Movimento per la Vita, perché avrebbe cancellato (tra le altre cose) l’art. 6 della l. 194, che secondo la Corte aveva «dato […] attuazione al primo comma dell’art. 32 Cost. […] in tema d’interruzione volontaria della gravidanza». Quindi la Corte non giudica, come dici tu, se il resto di una certa legge è ancora costituzionale dopo l’abrogazione; giudica se il pezzo da abrogare è necessario di per sé per proteggere certi diritti. E questo per ciascun singolo quesito, sempre considerato (a questi fini) individualmente.

    «O la legge è uguale per tutti, e a richiesta uguale risultato uguale, o è incerta e dipende dal ghiribizzo del giudice: e allora a che serve?».

    Ma noi viviamo in un ordinamento di civil law, in cui ogni giudice decide per il caso singolo, concreto, e non determina un precedente (anche se i giudizi della Corte di Cassazione hanno un’autorità speciale). Per garantire quello che vorresti tu dovremmo passare a un ordinamento di common law; solo che come ti è stato già fatto notare, in questo modo sarebbe (anche) il giudice singolo a poter fare la legge…
    Non dico che quello che segnali non sia un problema; è ovvio che la certezza del diritto ne soffre. Avere leggi scritte meglio, più meditate, certamente aiuterebbe.

  43. Scusi Fasullo, ricordo “imbarazzante” perché? Perché l’insegnante di religione si era messo a parlare di politica? Perché questo non capita mai all’insegnante di italiano o di matematica o perché è giusto lo possano fare soltanto loro?

  44. Federico Fasullo

    Hai ragione Eppe, sarebbe stato imbarazzante anche se lo avesse fatto la mia insegnante di economia aziendale. Ed è successo in effetti. Chiedo venia perché mi sono espresso molto male, volevo semplicemente far notare a Berlicche che è stato molto appoggiato l’astensionismo.

  45. Grazie per la precisazione, Fasullo. Il fatto che l’astensionismo sia stato molto appoggiato, immagino motivandone le ragioni, mi sembra indicativo del dibattito intercorso tra la gente e di conseguenza del fatto che si sia trattato di un astensionismo ragionato e quindi di una espressione seria della volontà popolare. Auguro Buona Pasqua a te ed a tutti i frequentatori del blog!

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