Unità

Cos’è l’unità? E’ una esigenza, una necessità, oppure un dato di fatto?

Siamo tutti esseri umani. Quindi siamo uniti da una stessa natura. Sotto sotto, desideriamo le stesse cose. Condividiamo un qualcosa che ci identifica come appartenenti alla nostra specie, che ci fa riconoscere a vicenda. Insieme siamo più forti.
Ma siamo tutte persone diverse. Ognuna con la sua testa, i suoi pensieri. Con la convinzione che se riuscissimo ad imporre la nostra volontà sugli altri allora saremmo felici.

Lo vediamo tutti i giorni, no? Le arrabbiature perché l’altro non è come vorremmo. Il rodersi perché non siamo capiti, apprezzati, amati.

Quindi abbiamo un altro tipo di unità: non più un’unità come condivisione, ma un’unità come imposizione. Imponiamo agli altri di essere uniti a noi, con qualche genere di forza. Violenza o persuasione che sia.

Qui sorgono i conflitti: l’imposizione crea una scala di privilegi e di potere, e ben pochi vogliono stare in fondo.

La necessità di convivere assieme tra esseri umani più o meno della stessa nostra forza ci ha fatto escogitare una soluzione nuova: l’unità tramite mediazione. E’ la politica.
Si pone in mezzo tra unità in quanto condivisione, dalla quale mutua gli ideali, e quella per imposizione, che tenta di regolare.

Da notare che anche entità che si uniscono per mediazione possono entrare in conflitto tra di loro, perché la forma di mediazione tra i loro membri può essere diversa dalla mediazione tra le entità stesse. E’ il conflitto tra bande, tra stati.
Se si vuole superare la conflittualità e trovare veramente una forma di unione bisogna tornare all’unità per condivisione.

Questa però è osteggiata dai soggetti più potenti, forti della  loro unità per imposizione. Questi potenti hanno la necessità di eliminare i fattori di condivisione perché chi non condivide è molto più debole di chi condivide: è un isolato. Divide et impera: dove c’è unione qualcuno tenterà di imporre divisione per i suoi fini. Se l’unica natura umana unisce, occorrere falsificare, abolire quella stessa natura umana per isolare gli uni dagli altri. Si crea quindi una falsa natura, che non unisce ma tiene divisi, e la si sostituisce a quella vera.

Nazionalismi, teoria gender, ideologia politica, tifo sportivo come ragione di vita…tutti esempi di ciò.

Quando Gesù ha detto che i cristiani si riconosceranno perché saranno uniti nel Suo nome, intendeva che la profonda natura umana che Lui stesso ci “tira fuori” ci unirà oltre ogni altro tipo di unità, e saremo riconoscibili per questo. Se seguire Cristo realizza la vera natura e desiderio dell’uomo, questo non può che legare oltre ogni possibile tentativo di separazione. Perché rappresenta il “nocciolo” della condivisione.
L’appello ad essere ultimi, a servire, rovescia l’unità per imposizione, la svuota, l’annulla. Ragione di più per cui il cristianesimo è odiato dal potente.

Corollario: Se non siamo uniti, che vuole dire? Che non portiamo fino in fondo la nostra esperienza della natura di Cristo.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 28 marzo 2014 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 7 commenti.

  1. Che ci fa la teoria gender tra i nazionalismi e la politica? No, aspetta…. non rispondere.

  2. Divisione, ricordi?

  3. Eh, caro Berlic… l’unità è indubitabilmente qualcosa di importantissimo….

    MA

    ma non è da perseguire “ad ogni costo”. Perdonami ma la tua frase “Se non siamo uniti, che vuole dire? Che non portiamo fino in fondo la nostra esperienza della natura di Cristo.” è decisamente sbagliata. Perché? Perché c’è una cosa più importante dell’unità; ed è la Verità. Il problema è proprio questo: invocando la necessità di unità si mette in secondo piano la Verità.

    “Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada. Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera: e i nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa. Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me” (Mt 10, 34-38)

    PRIMA Gesù Cristo, POI l’unità; ossia PRIMA la Verità, POI l’Unità. E alle volte, come dice Matteo, per seguire la Verità, cioè Gesù Cristo, è necessario sacrificare l’unità.

  4. Costantinus, credo che tu non abbia letto bene il post. Secondo te, la mia frase che hai citato significa che l’unità è da perseguire ad ogni costo oppure che è solo in Cristo, che ricapitola il sommo della natura umana- cioè il desiderio di Verità, di Bello, di Giusto – che questa uniità si può ricomporre?
    E che se questa unità non c’è vuol dire che probabilmente ci sfugge qualcosa? Magari perché pensiamo, tralci o pampini, di essere noi il tronco?

  5. L’Unità vuole portarci a condividere, ed è vero.

    Ma se una parte non condivide,
    rimane allora l’imposizione per poter restare uniti.

    Così l’unità ci porta solo a convivere e non a vivere.
    Questo vale sia nel bene che nel male.

    Parlando di Gesù: Pure i suoi Apostoli erano uniti,
    ma uno di loro conviveva.
    Non basta essere con Cristo per essere “tirati fuori”

    Un detto dice:
    “Le cose fatte per forza non valgono una scorza”

    L’unità non è un recinto, ma la libertà di condividere
    lo stesso ideale voluto dal Cristo:
    “Siate uno come IO sono Uno col Padre”

    Vero?

  6. gattorandagio

    Parlo per me: o l’unità mi viene donata da Qualcun altro (cioè non la faccio innanzitutto io) e io riesco ad accoglierla, oppure è già fallita ancor prima di partire.
    Spero di non essere stato troppo astruso.

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