Miserelli

il demonio (non sto parlando in senso figurato), sfrutta sempre le aspirazioni del cuore per tirare a sé le persone. Come del resto fa Dio.

Aspirazioni ad una vita più comoda, ad una società più giusta, alla ricchezza, ad una Russia più grande, alla libertà sessuale, a leggi migliori, a combattere aborto\omosessuali\omofobi\eretici, alla bellezza, ad abbattere il tiranno, ad eliminare i ribelli, perfino alla verità e a dare lode al Signore.

Qual è la differenza? Che nel caso del primo ci si ferma subito, ci si arresta al desiderio, alla risposta immediata, alla risposta che già pensiamo o che ci danno.
Ce la danno e ci danniamo, perché ogni risposta parziale che pensiamo completa è un di meno. Qualcosa che ci stoppa sulla nostra posizione invece di procedere verso l’infinito.
Miserelli chiusi nel loro particolare, che fanno quel che possono.

Le risposte parziali sono piccole. Non coprono tutta la realtà, come una coperta troppo corta. Rimane tanto spazio da riempire.
E siccome occorre colmare questo vuoto ci si inventa un nemico da accusare.

Quando invece la nostra esistenza la riempiamo di Dio, cioè dell’unica cosa abbastanza grande, posto non ne rimane. Non si rimane a corto, con Dio: più ne mettiamo tanto meno posto c’è per altri idoli (positivi o negativi).

Anche il demonio, in fondo, è una figura miserella che fa quello che può, e senza di noi non può.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 21 marzo 2014 su tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 4 commenti.

  1. Noi miserelli abbiamo in gioco il nostro destino,
    e dobbiamo lottare (e non in senso figurato)
    contro il nostro acerrimo nemico.

    Il nemico non si inventa, c’è già stato dato.
    Non sarà una lotta impari, se chiediamo l’aiuto a Dio.

    Non serve a nulla accusare il nemico (e di che?)
    perché abbiamo il compito di combatterlo.
    Se perdiamo dovremmo soccombere senza appello.

    Stare con Dio significa (e non in senso figurato)
    dover combattere tutta la nostra vita
    per poterGli stare accanto (alla Sua destra) eternamente.

  2. lottare fino alla fine contro ogni tentazione, per difendere tutto ciò che è puro, per difendere chi ha più bisogno,per aiutare gli indifesi indipendentemente alla spacie a cui appartengono…

  3. c’è chi può, e chi non può

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