il Paradiso in Terra

“Allora, ricapitoliamo” disse il Funzionario.
Si schiarì la voce. Un sottoposto, muovendosi come un lampo, versò un bicchiere d’acqua e glielo porse. Il Funzionario lo prese, senza neanche voltarsi, e ne bevve un piccolo sorso.
Schioccò la lingua. “Tutto quello che volevate, noi l’abbiamo realizzato. Avete lottato per anni contro l’aborto, ed adesso noi abbiamo abolito l’aborto.”
Si sedette sul bordo della scrivania. “Avete lottato per anni contro l’eutanasia, ed ora l’abbiamo proibita. Non esistono più unioni civili, e neanche matrimoni civili. Abbiamo reso obbligatorio il matrimonio religioso, e vietate persino le convivenze.”
Il tono era suadente, dolce. Si guardò le unghie perfettamente curate. “Omosessualità? Non esiste più, abbiamo provveduto. Niente droghe. Nessuno si ubriaca. Nessuno ruba, o uccide. Abbiamo provveduto anche ai poveri.”
Si tirò ancora in piedi, fece due passi verso l’uomo seduto sulla sedia.
“Insomma, abbiamo compiuto quello che avete sempre sognato, che avete tentato tante volte di realizzare fallendo. Il Paradiso in Terra. Ogni più piccola trasgressione è immediatamente punita ed eliminata.”
Sospirò. “Ed è questo che non capisco. L’ostinazione.”
Sbattè con forza sulla scrivania il bicchiere, che si ruppe in mille frammenti. I sottoposti guardavano costernati, incerti sul da farsi.
“Ancora non lo volete capire? Siete inutili. Possiamo, anzi, dobbiamo nominarci da noi i nostri sacerdoti. Voi siete indegni. Avete fallito.”
Accostò il viso a pochi centimetri da quello dell’uomo sulla sedia. “Inutili. Non necessari. Non avete più niente da fare. Abbiamo fatto tutto noi. Dovete solo ammetterlo. Poche parole, per certificare la grande vittoria di tutta l’umanità. Non che ce ne sia bisogno: ma anche questo è fatto per il vostro bene, come tutto quello che facciamo.”
L’uomo sulla sedia rimase in silenzio.
Si drizzò, si massaggiò gli occhi. “Non capisco tutta questa ostinazione. La vostra battaglia è vinta. Avetete vinto, abbiamo vinto noi per voi. I vostri valori sono i nostri. Tutto ciò per cui avete combattuto. Vorremmo solo che lo riconosceste.”
Si chinò di nuovo sull’uomo seduto. “Ci basta un ringraziamento, un semplice riconoscere la nostra superiorità. Dopodiché potremo dichiarare sciolta la vostra ormai inutile congrega. I valori che portavate oggi sono i nostri. Non meritiamo un poco di considerazione?”
L’uomo sulla sedia alzò la testa. Si passò la lingua sulla labbra gonfie e incrostate di sangue. “No, non vi adorerò mai.”
Il Funzionario ristette una attimo, poi scosse la testa. “Sciocchi ostinati. La vostra organizzazione non governativa, come tutte le altre, è decretata illegale. E’ finita l’ora del dilettante, ormai ci siamo noi del Governo che pensiamo a tutto.”
Fece un cenno ai sottoposti, che afferrarono per le ascelle l’uomo seduto e lo solevarono di peso. “Nel nostro mondo perfetto non c’è posto per l’imperfetto.” scandì gelidamente il Funzionario “quindi provvederemo ad eliminare i pazzi che si oppongono a questo Paradiso di cui noi siamo gli angeli. E voialtri cattolici siete i più pazzi di tutti”. Sospirò ancora. “Portatemente un altro.”
Mentre lo facevano uscire, l’uomo si voltò “Ma qualcuno ha ceduto? C’è gente che vi ha dato la sua anima in cambio di ….questo?”
Il Funzionario sogghignò. “Perché credete che saremmo qui, altrimenti?”

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 14 marzo 2014 su fiaboidi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 30 commenti.

  1. ti meriti ogni disgrazia

  2. Berlicche, non credi di esseri esposto un po’ troppo? Addirittura pubblicare una tua foto nudo…

  3. Capisco che cosa vuoi dire, Berlicche. Eppure intuisco che c’è qualcosa che non va.
    Si tratta di un paradosso. Vero.
    Perché non c’è verità senza libertà, per gli uomini, e sacrificio.
    Ma questa distopia è più utopica delle altre. Non è il rischio che corriamo oggi. Che ci ammaniscano una società “cristiana” per far fuori Cristo.E la Chiesa.
    Quindi? Trattasi dell’ennesima polemica contro quegli “ossessionati” dai principi non negoziabili? Non lo credo.Sei troppo intelligente.
    Aspetto delucidazioni.

  4. Io non intendo rispondere al posto di Berlic, che lo sa fare benissimo da sé.
    Ma a me questo racconto fa venire in mente il discorso finale de “L’anticristo” di Soloviev…e la risposta di Giovanni (se ricordo bene).

    P.S: Ciao Berlic, un abbraccione!

  5. In effetti, Poemen, mi sono trovato nell’imbarazzo di cercare di non replicare quel famoso racconto che, anche se il mio link originale è andato, è comunque disponibile in rete. E’ un accento un po’ diverso, spero si intenda.

    Fabiola, non è un rischio che corriamo oggi? Che la Chiesa sia un inutile retaggio del passato perchè provvederà lo Stato a tutto lo hanno affermato un bel po’ di governi del passato e ancora lo affermano in nazioni che ospitano una larga percentuale della popolazione terrestre. E’ quello che, a sentire alcuni politici, si vorrebbe ottenere con la comunità europea e l’ONU. E ‘ di fatto quello che vogliamo anche noi, quando poniamo l’accento solo su certe battaglie: pensare che basti fermare una certa legge, o fare una legge giusta, perché i problemi si risolvano. Non che siano ingiuste, ma si può perdere di vista la mossa iniziale, fondamentale, che ci muove.

    Forse non lo sapete ma Benson, autore della distopia “Il padrone del mondo”, ha scritto anche un altro libro gemello nel quale racconta anche della “vittoria” opposta

    Il raccontino, comunque, parte dalla domanda che facevo qualche post fa: ma se vincessero tutte quelle battaglie su cui ci impegnamo, me per primo, ma non vincesse Cristo, saremmo felici?
    In fondo non sono che le tentazioni che a Cristo furono poste nel deserto. Ottenre quello che ci pare di volere, invece di quello che ci renderebbe felici.

    PS: non si tratta di polemica! L’ultima cosa che voglio fare è polemizzare.

  6. mi rimane una domanda…chi decide se Cristo non ha vinto? E quale sua la sua volontà? Tu Berlicche? Eppure Lui è venuto e solo 12 lo hanno seguito..la sua vittoria è sul male……cosa sia il centuplo quaggiù, lo si capisce guardando indietro alla propria storia…e un giorno saremo giudicati per quanto siamo stati capaci di amare, dice san Giovanni della Croce…non per quanto abbiamo dubitato..ciao..

  7. Infatti, in questo dialogo, tanto simile a quelli che lessi accaduti in Russia nel secolo scorso, non ho mai detto Cristo abbia perso.
    Ma se non Lo seguiamo, noi abbiamo perso.

  8. Nonostante decenni di comunismo, il 90% dei russi si dice cristiano…ma la strada e la tragedia che hanno vissuto è accaduta. Mentre l’Europa occidentale sta perdendo le sue radici, nonostante la sua storia cristiana. Bisogna porsi delle domande serie su questo.

  9. Viviana del Lago

    Il post ricorda piuttosto la tentazione offerta al credente de La sfera e la Croce, di Chesterton

  10. A me il post ha fatto venire in mente un libro di SF letto questa estate scorsa, “A case of conscience” di tale James Blish. Un gruppo di scienziati tra i quali un padre gesuita devono valutare un pianeta abitato da rettili intelligenti che vivono in una società perfetta, paradisiaca, tale da far pensare all’uomo prima della caduta. Il gesuita conclude che si tratta di una raffinata tentazione messa in piedi da Chi-sai-tu. In se è un libro vecchiotto (1958), ma fa riflettere sul fatto che chi-sai-tu possa assumere forme all’apparenza molto ragionevoli e che la sua arma più potente sia far credere che no esista.
    Penso che sia giusto e cristiano difendere e lottare per il bene dell’uomo ma sono d’accordo sul fatto che è sempre facile finire per vedere il dito e perdere di vista la luna. Credo che comunque la soluzione si trovi nell'”et-et” che caratterizza la chiesa cattolica. Serve chi lotta, ma serve anche chi prega.

  11. Berlicche, pensare che i difensori dei principi nonnegoziabili diano la vita per questi e solo per questi é sottovalutare coloro che gli hanno enunciati, coloro che li difendono e dimostra che non hai capito cosa sono alla pari di Francesco.

  12. Ecco un altro che vorrebbe insegnare al Papa a fare il Papa. I valori non negoziabili stanno in piedi ed hanno senso per un cristiano come conseguenza dell’incontro con Cristo; se si insiste solo sui valori e si fa azione politica su questi, ma si dimentica Cristo tutta la storia non ha senso. Papa Francesco dice: prima parliamo di Cristo, poi i valori verranno di conseguenza e non avrà alcun senso discutere se siano o meno negoziabili, perchè una volta accettato Cristo li si accetteranno come logica conseguenza (e saranno “naturaliter” non negoziabili). D’altro canto, all’opposto, se si dimentica Cristo non ci sarà lobby politica che tenga ed i valori non negoziabili saranno destinati a svanire, come è già successo in passato e come accade oggi nelle nazioni che si stanno via via allontanando dalla loro eredità cristiana. Questo è quello che ha sempre pensato anche Messori: parliamo dei fondamenti del cristianesimo, perchè sono quelli che devono reggere e devono essere convincenti (uniti certo, come dice Berlicche, all’esperienza). Le tematiche etiche e morali senza tutto questo finiscono per perdere senso.

  13. Blas, se guardi in questo blog fin dall’inizio ti accorgerai che sono sempre stato un combattente di prima linea. Direi che conosco abbastanza sia quei principi che coloro che hanno sempre combattuto a fianco a me.
    Ti sbagli, sai: il problema non sono i principi, ma proprio alcuni di “coloro che li difendono”.
    Dimmi, ma tu sei proprio così sicuro di essere nel giusto con questo disprezzo?

    “A case of conscience”, ovvero in italiano “Guerra al grande nulla”. L’ho nominato recentemente. Un libro interessante ma che – mio parere – ho trovato abbastanza inferiore alle attese.
    Il tuo intervento, Lidia, però mi serve per sgomberare il campo da un equivoco: il porre Cristo come unica cosa da seguire non vuol dire quella che un tempo si chiamava “scelta religiosa”, o sola preghiera. Anzi. E’ semplicemente porre qualcosa che sta prima, che illumina tutto il resto. Sì, anche l’azione.

  14. “Ti sbagli, sai: il problema non sono i principi, ma proprio alcuni di “coloro che li difendono”.”

    Papa Francesco ha parlato dei “valori” non negoziabili, non di chi li difende, e tu hai scritto un post difendendolo.

    “Dimmi, ma tu sei proprio così sicuro di essere nel giusto con questo disprezzo?”

    Disprezzo? dove?

    Io credo essere nel giusto difendendo i principi non negoziabili, ho fiducia nelle persone che li hanno enunciato e difeso. Credo che Francesco é capace di dire tutto ed il suo contrario in una sola intervista e lodarlo irragionevolmente non é amarlo ma tutto il suo contrario.

  15. Caro Berlic, lo so che vuoi difendere acriticamente a spada tratta la politica di Carron, ma in tutta sincerità mi sembra che tu stia esagerando.
    Scusa, secondo te esiste un solo cristiano, UNO SOLO, dico (e tantomeno un solo CLino), che in coscienza ritiene che, e.g. l’abolizione dell’aborto porterà la felicità sulla terra? Naturalmente no. Tuttavia è un pezzo di giustizia di più sulla terra.
    Perché, come ho già detto, noi non lottiamo contro l’aborto perché “non è carino”, ma perché è ASSASSINIO. E così via per tutto il resto.
    E’ possibile costruire una società perfetta in questo mondo? No, non è possibile. Si ottiene la salvezza dell’uomo (il paradiso) con le leggi, le strutture sociali e statali? No, certamente, la salvezza si ottiene solo attraverso la Redenzione di Cristo Gesù.
    Ci sono però delle condizioni civili, politiche, sociali, che facilitano la trasmissione di Gesù, e condizioni che la rendono più difficoltosa (San Tommaso, Dante, Dottrina Sociale della Chiesa…), così come ci sono delle leggi giuste e delle leggi ingiuste.
    E frattanto che il Cristiano porta Cristo, deve parimenti spendersi pubblicamente per la giustizia. O, come dice Eliot, “la cazzuola in una mano, la spada nell’altra”. E invece Carron sta propinando di abbandonare la spada e lavorare solo di cazzuola… fintanto che i barbari non distruggeranno tutto quello che abbiamo costruito, e che non abbiamo saputo difendere perché lui ci ha detto di sotterrare la spada….

  16. Per chi è duro di comprendonio il Papa ha affermato testualmente: “Non ho mai compreso l’espressione valori non negoziabili. I valori sono valori e basta. Per cui non capisco in che senso vi possano essere valori negoziabili”. Il significato di questa frase è abbastanza lampante: non ha senso parlare di valori non negoziabili non perchè non ne esistano ma, all’opposto, perchè se ci sono dei valori in cui si crede questi sono per forza non negoziabili. E lo sono tutti! Non solo quelli cari alla destra conservatrice (tutela della famiglia, della libertà di educazione, della vita dalla nascita alla morte ecc.), ma anche quelli più di “sinistra” della condivisione, dell’apertura al prossimo, dell’attenzione ai più deboli ecc. Se gli ultra-conservatori si sono ribellati di fronte a questa dichiarazione è, non solo per via della loro pregiudiziale avversione verso questo Papa, ma appunto per il fatto che il Papa ha così implicitamente messo sullo stesso piano le tematiche etiche di “destra” con quelle di “sinistra” (mi rendo conto che sto usando delle semplificazioni estremamente grossolane, ma spero siano esemplificative). Gran brutta roba quando la religione diventa l’appendice di un’ideologia politica…

  17. Caro Costantinus,
    Mi sembra che tra quello che “sai” e quello che “è” corra un abisso…quello del preconcetto. Brutta cosa, che tutti dovremmo evitare.
    Non sto difendendo acriticamente nessuno. Sull’argomento sono letteralmente anni che ci sto lavorando, e ti assicuro che la mia coscienza critica ha lavorato parecchio.
    Ha lavorato parecchio, come ho già scritto, partendo dalla mia personale esperienza; e l’evoluzione del mio interrogatrmi si può seguire anche nei post di questo blog.
    Secondo te sto esagerando nel difendere la centralità di Cristo rispetto a qualsiasi battaglia anche giusta si voglia combattere? Se sì, bene, sono contento di esagerare.

    Sono abbastanza certo che teoricamente ogni cristiano, te compreso, dica che l’abolizione dell’aborto non porterà la felicità sulla terra.
    E quelli più certi ti diranno anche che “la salvezza si ottiene solo attraverso la Redenzione di Cristo Gesù.”
    Allora perché praticamente quella Redenzione è messa al secondo posto? Perché se si sente il Pontefice che privelgia l’annuncio di Cristo subito si dice che non ha capito niente o peggio? E se l’abolizione dell’aborto non porta la felicità, per quale motivo metterlo prima di qualcosa che invece dovrebbe portarla?

    Non è che se si annuncia Cristo non ci debba battere poi per quello che è giusto; ma battersi per quello che è giusto “perché è giusto” (perché è assassinio, perché è contro il matrimonio, la morale, eccetera) rischia di andare a finire in un moralismo per cui tutti quelli che non rientrano nella nostra visione – Papa, Carron e questo blogger compresi – sono “nemici” o non hanno capito niente.
    Se in quello che abbiamo costruito non vi abita più nessuno, forse non è il caso di riportarci la gente prima di pensare a difendere edifici vuoti e in rovina?

    Cristo non è che ha preso la spada ed ha sterminato quelli che non rientravano nella sua visione, come avrebbero voluto alcuni dei suoi discepoli; ha agito diversamente.

    Blas, quando parli del Papa (e di me) che non abbiamo capito niente non sembra che tu ci stia valutando molto. Posso capire che ci sia un diverso approccio; ma nell’istante in cui quel diverso approccio diventa considerare solo il proprio approccio giusto e tutti gli altri infami o cretini, bene, non so perché ma qualcosa mi suona male. Manca proprio quella misericordia che dovrebbe essere caretteristica dei cristiani; manca quella comunionalità con il Capo della Chiesa che dovrebbe essere caratteristica dei cattolici (che non vuol dire non dare sempre ragione al Papa, ma almeno non dargli addosso); è un presumere che la salvezza giunga solo con la nostra forza, la nostra battaglia. Pelagiani o protestanti.
    Io indico un pericolo; ma più che indicarlo non posso fare.

  18. “Blas, quando parli del Papa (e di me) che non abbiamo capito niente non sembra che tu ci stia valutando molto. Posso capire che ci sia un diverso approccio; ma nell’istante in cui quel diverso approccio diventa considerare solo il proprio approccio giusto e tutti gli altri infami o cretini, bene, non so perché ma qualcosa mi suona male.”

    E cosa dovrei dire? Si forse ha ragione Francesco e JP II era sbagliato? Dovrei dire la veritá sta un po qua e un po lá, offendendo la Veritá? Non diffendiamo il cattolicesimo, tanto tutte le religione hanno qualcosa di ver.

    “Manca proprio quella misericordia che dovrebbe essere caretteristica dei cristiani; manca quella comunionalità con il Capo della Chiesa che dovrebbe essere caratteristica dei cattolici (che non vuol dire non dare sempre ragione al Papa, ma almeno non dargli addosso)”

    Ti sei contagiato anche tu la franceschite? Epidemia forte con pochi avendo anticorpi.

    “è un presumere che la salvezza giunga solo con la nostra forza, la nostra battaglia. Pelagiani o protestanti.”

    Ecco tiriamo fuori le etichette. Chi ha parlato di salvezza? Perché pensi che io creda che mi salvo con la propia forza? Tutto quello che so é posso capire lo riconosco come un dono dal cielo, e non credo che per questo mi salveró. Anzi so che solo non mi salveró avró bisogno di essere salvato. Se tu credi che io difendo i principi non negoziabili per la salvezza mia o di qualcun altro sbagli, e sbagli tu se credi che chi li difende lo fa per la salvezza di qualcuno. Quei principi si difendono prima per difesa della Veritá, e secondo perche se nelle nostre societá si aplicassero sarebbero un posto meglio per vivere. <e forze sarebbe piú facile fare che la Grazia ci salvi.

    "Io indico un pericolo; ma più che indicarlo non posso fare."

    Io faccio lo stesso.

  19. Vorrei ricordare a Enrico che Benedetto XVI capiva benissimo l’espressione “valori non negoziabili”: è Francesco che ha qualche “limite”, chiamiamolo così. Piccolo promemoria a questo link:

    http://www.fidesetforma.com/2014/03/05/certo-certo-ce-continuita/

    Vorrei dire a Costantinus che ci sono troppi cristiani che pensano che un errore vada corretto commettendo l’errore estremamente opposto.

    Così, per curare uno spiritualismo si finisce in un attivismo e per curare l’attivismo si finisce di nuovo in uno spiritualismo (solo più elegante).

    In tutto questo nessuno ricorda più le conseguenze della regalità sociale di Nostro Signore Gesù Cristo e le strutture di peccato.

    Il cattolicesimo ridotto a tifoseria papista riesce a far meglio del cattocomunismo, staccando Cristo da alcune delle naturali conseguenze dell’essere cristiani e addirittura disprezzandole come attivismi fuori luogo. Piccolo promemoria a questo link:

    http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2013/10/diagnosi-il-cattolicesimo-ridotto-a-tifoseria-papista.html

  20. gattorandagio

    “… la vostra battaglia è vinta …”
    Scusate, ma sto invecchiando troppo e non ci vedo più o qualcuno si è fumato l’impossibile?
    Tornando sulla terra, mi sembra che la descrizione del Funzionario sia un po’ diversa (mica tanto, solo un pochino) dalla realtà attuale.
    Poi possiamo parlare di tutto, ma prima chiariamo che si tratta di fantascienza. O no?

  21. gattorandagio,
    come tutto ciò che sul mio blog è etichetto come “fiaboidi” il pezzo è un raccontino, quindi opera di fantasia, fantascienza se vogliamo. Che mi sia ispirato a fatti realmente avvenuti non cambia il fatto. Non pensavo ci fosse bisogno di specificarlo.

    Blas,
    sbagliato? Guarda che non stiamo parlando di verità di fede. Stiamo parlando di diversi accenti e approcci a quello che è il tentativo di portare Cristo nel mondo. Francesco è diverso da Benedetto, che era diverso da Giovanni Paolo, che era diverso da Paolo VI eccetera eccetera. Paolo VI si era sbagliato? Pio XII si era sbagliato? Ognuno di loro ha tentato di dare la sua soluzione. Ma che Cristo, e NON i “valori non negoziabili” siano il centro dell’azione di ogni cristiano ognuno di loro l’ha detto. Potrei citare barcate di Benedetto e GPII in proposito, basterebbe leggere con attenzione quella stessa Evangelium vitae.
    Cosa dovresti dire? Intanto, evitare di considerare cretini o traditori i tuoi interlocutori. Magari valutare bene quello che hanno da dire, perché ora come ora gli unici argomenti che mi sono stati proposti contro quello che ho affermato è “sei esagerato”, e “il vecchio Papa diceva un’altra cosa” (cosa quest’ultima non vera, prego rileggerlo ben bene, il Benedetto). Che quei principi siano verità non ci piove; ma esaltarli sopra ogni altra cosa, e inalberarsi quando qualcuno fa notare che c’è qualcosa che sta prima, proprio no.
    Chi estrapola passi che erano diretti a circostanze e occasioni particolari, fuori contesto, per cercare di seminare divisione, dovrebbe avere ben chiaro cosa sta facendo e quali conseguenze ci possano essere. Ricordo solo la radice greca del verbo dividere, dia-ballo.

    EP,
    non confondere la papolatria con il pensare e credere che Cristo è prima di ogni altra cosa. Lo diceva GPII, lo diceva Benedetto. Mettere falsamente Benedetto contro Francesco, non è forse una papolatria, o forse papaemeritolatria? Con tutto ciò che Benedetto “per me, N.1”. Forse bisognerebbe cominciare veramente a leggere cosa dice, Benedetto e anche Francesco, non solo nelle interviste. Magari nel contesto, con mente aperta e senza preconcetta cattiveria, come quell’articolo che linki veramente deformante e irridente.

  22. Premetto che condivido in pieno quanto scritto da Berlicche, volevo solamente fare una precisazione riguardo a questo passaggio di E.P.

    “Vorrei ricordare a Enrico che Benedetto XVI capiva benissimo l’espressione “valori non negoziabili”: è Francesco che ha qualche “limite”, chiamiamolo così. Piccolo promemoria a questo link”.

    A parte il fatto che Colafemmina è probabilmente il blogger più pregiudizialmente avverso a Papa Francesco tra quelli che conosco e quindi citarlo serve a gran poco se si vuole postare un’analisi obiettiva, il punto che qui qualcuno si ostina a non capire è che Papa Francesco nell’intervista al corriere ha detto che TUTTI i valori cristiani (anche quelli maggiormente cari ad E.P.) sono naturalmente non negoziabili e non c’è alcun motivo di dubitare di questo. Solo che il Papa argentino ritiene che, a livello comunicativo, sia preferibile porre il centro dell’attenzione su Cristo e non sui valori (magari anche solo alcuni) non negoziabili, perchè quest’ultimo fatto può dare ai “lontani” l’impressione che la Chiesa sia il luogo dei “no” e delle limitazioni, e non della pienezza di vita. Benedetto, a mio parere, agendo su un livello speculativo più alto e di fatto rivolgendosi (per abitudine accademica) ad interlocutori culturalmente strutturati (e quindi abituati alle distinzioni sottili ed a ragionamenti più ampi) poneva l’accento su alcuni principi non negoziabili in quanto costitutivi della nostra civiltà e quindi da difendere non solo per un discorso puramente religioso. Il problema è che questi ragionamenti alti si prestavano ad interpretazioni malevolmente brutali e semplificatrici da parte dei media che, purtroppo, alimentavano l’idea del cristianesimo come religione dei no e dei divieti. Papa Francesco, che è molto più “terra a terra” e certamente meno appagante dal punto di vista intellettuale di Benedetto XVI, ha però una straordinaria umanità e capacità comunicativa e – nella sua idea pastorale – preferisce innanzitutto ribadire che la Chiesa è luogo dell’accoglienza e della misericordia di Dio, per cui se ritiene (a mio parere giustamente) che la locuzione “valori non negoziabili” si presti alle semplificazioni brutali di cui sopra ed all’allontanamento potenziale di alcuni, preferisce non usarla, rimanendo ben fermo però nella convinzione che quei valori siano effettivamente non negoziabili. Si tratta di differenti strategie comunicative, ma i due Papi nella sostanza concordano e ciò è pienamente testimoniato anche dal clima estremamente cordiale che ha caratterizzato tutte le loro uscite pubbliche insieme (o forse Benedetto XVI è un falso che maschera affabilità quando in realtà ritiene interiormente Papa Francesco un proprio avversario nella dottrina? Su dai, non scherziamo). A vedere dai risultati poi (è innegabile che molte persone si siano riavvicinate alla fede dopo la sua elezione), la strategia comunicativa di Papa Francesco non pare sia così male.

  23. Avevo indicato due link: uno che cita direttamente Benedetto XVI e Francesco sull’argomento “valori non negoziabili” e un altro sulla tifoseria papista (che non coincide con la papolatria).

    Berlicche mi risponde con un’affermazione a dir poco assurda: “non confondere la papolatria con il pensare e credere che Cristo è prima di ogni altra cosa”. Sic.

    Non avevo fatto tale bizzarra confusione, e nemmeno avevo negato che Cristo sia prima di ogni altra cosa.

    Berlicche quindi accusa la “preconcetta cattiveria, come quell’articolo che linki veramente deformante e irridente”.

    Di articoli ne avevo indicati due: a quale si riferisce? A quello dove parlano solo Benedetto XVI e Francesco, oppure a quello sulla tifoseria papista?

    Berlicche distribuisce accuse gratuite di “preconcetti” senza corredarle di dimostrazione. Forse è perché non ha letto nemmeno di sfuggita i due articoli citati.

    La mia tesi è che tanti avvertono oggi il bisogno di “creare un nuovo nemico”, additando problemi che non ci sono. Lo dico perché da un anno a questa parte vedo con quanta facilità ci si scaglia contro un “cristianesimo dei valori” sebbene nessuno dichiari almeno implicitamente di professarlo.

    Enrico giudica “pregiudizialmente avverso a papa Francesco” un autore e perciò si rifiuta di leggerlo. Gli costerebbe infatti troppa fatica trovare l’araba fenice del “giusto contesto” delle singole affermazioni dei due papi.

    Enrico poi mi accusa di propugnare i “valori cristiani” (in opposizione alla centralità di Cristo), anche qui gratuitamente.

    Quindi Enrico dice che i “valori non negoziabili” non vanno posti al centro dell’attenzione comunicativa, poiché bisogna mettere al centro Cristo. Ma le due cose non sono in opposizione. E alzare bandiera bianca sui “valori non negoziabili” non significa dare più onore a Cristo.

    Aggiungo infine che chi è sempre pronto ad accusare di “opporre Benedetto a Francesco”, è poi sempre il primo a fare altrettanto. Si veda per esempio Enrico, che va elucubrando di un “cristianesimo dei divieti” che non aveva minimamente notato quando un annetto fa sosteneva Benedetto.

    Era facile essere tifosi del Papa quando c’era Benedetto. Ora, per continuare ad esserlo, c’è bisogno di utilizzare tutti i mezzucci del cattoprogressismo clericalista. Probabilmente è proprio di questo che si fregano le zampe i Berlicchi e le Malacode.

  24. EP,
    Berlicche distribuisce accuse gratuite di “preconcetti” senza corredarle di dimostrazione. Forse è perché non ha letto nemmeno di sfuggita i due articoli citati.”
    Direi che questa tua frase si smentisce da sé. Autodimostrazione, per così dire, che il preconcetto c’è e lancia accuse gratuite.
    Gli articoli li ho letti con attenzione. Al primo era riferita la frase: “Chi estrapola passi che erano diretti a circostanze e occasioni particolari, fuori contesto, per cercare di seminare divisione, dovrebbe avere ben chiaro cosa sta facendo e quali conseguenze ci possano essere.
    Quegli stessi pezzi citati io li ho letti nel loro contesto, alcuni già quando erano stati pronunciati la prima volta. Vorrei invitare a fare lo stesso.
    Il secondo pezzo, che peraltro avevo già letto anch’esso, è così pieno di tristi forzature che dovrei scrivere un commento ben lungo, e non ne ho alcuna voglia nè tempo. Francamente mi ha rattristato. Perché poi il succo della vicenda è un odio che mi appare immotivato e che traspare da ogni parola. Posso essere sincero? Proprio questa ostilità così ostinata mi conferma che qualcosa non va, che si è perso di vista il motivo per cui si fanno le cose.
    Come scritto nelle regole di questo blog, invito a smetterla con gli attacchi personali. Io ho le spalle larghe, ma insolentire gli altri commentatori porta, ha sempre portato, alla rimozione del commento con l’invito a riscriverlo in forma più rispettosa.
    Rispondi piuttosto alla domanda che ho fatto: se Cristo è la prima cosa, come mai attacchi tutti quelli che mettono per primo Cristo?
    Se i “valori non negoziabili” giungono dalla visione cristiana, perché affermare Cristo sarebbe negarli?
    Essere d’accordo con il Papa vuol dire essere automaticamente “tifosi” e squalificati?
    E, per l’amor del cielo, dove trovate il “cattoprogressismo clericalista” in questo blog?

  25. “Che quei principi siano verità non ci piove; ma esaltarli sopra ogni altra cosa, e inalberarsi quando qualcuno fa notare che c’è qualcosa che sta prima, proprio no.”

    Forse se ci diamo una calmata possiamo centrare quale sia il probblema della discussione. Qui nessuno esalta i principi non negoziabili come base del cattolicesimo. Qui si critica un papa che dichiara di non capirli. E per te va tutto bene. Anzi meglio. Quando veramente dire di non capire affermazione vere e giuste derivate(non principio) da le veritá della fede cattolica sia veramente un insulto piú grande di tuti quelli che io ti stia dicendo. Si Cristo sta prima dei valori non negoziabili ma se Cristo é il verbo incarnato i principi non negoziabili sono ragionevoli.

    “Chi estrapola passi che erano diretti a circostanze e occasioni particolari, fuori contesto, per cercare di seminare divisione, dovrebbe avere ben chiaro cosa sta facendo e quali conseguenze ci possano essere. Ricordo solo la radice greca del verbo dividere, dia-ballo.”

    Bene passiamo alla prassi. Qui il discorso diventa un pó piu complicato perche si dovrebbe valutare fatti, ed ancora di questi nel papato di Francesco no ci sono tanti, solo tante parole.
    Io capirei che Francesco dicesse: “Guardate cattolici, io credo che parlando prima di tutto dei principi non negoziabili sia una strategia sbagliata. Mettiamoli tra parentesi, cerchiamo di innamorare il mondo con l´allegria del Vangelo é dopo insegnamoli questi principi”:

    Sarebbe in principio ragionevole ma pericoloso, é come innamorare una ragazza con un immagine parzialmente vera di te per dirgli la parte meno amabile di te dopo. Ma almeno io, ya innamorato non sospetterei che in realtá Francesco dice che il vangelo é solo la parte che a ognuno piú piace del Vangelo.

  26. Blas,
    sul fatto che non è che non capisce i principi non negoziabili ma non capisce quali siano invece quelli negoziabili (anyone?) è già stato detto, non ripeterò,

    Il punto è che certi valori non si capiscono bene se non c’è una strada dietro.
    Faccio l’esempio della mia personale esperienza: all’inizio proprio non capivo tutto quanto diceva la Chiesa sul rapporto con la donna, sulla castità, la purezza, eccetera. Mi sembravano cavolate senza senso. Piano piano, poi, ho dovuto constatare che invece un perché ce l’avevano. Ho toccato con mano la loro verità, e quelle parole hanno acquistato un senso. Questo perché, avendo constato che su altre cose la Chiesa aveva ragione, anche su queste ho scelto di darle fiducia, o almeno di valutare con menta aperta.
    Se mi avessero, prima, dato l’aut-aut, se quegli argomenti lì fossero stati il criterio dentro\fuori, allora pobabilmente sarei stato fuori e mai sarei entrato.

    Non ha fatto così anche Cristo? Mica ha detto ai suoi discepoli appena incontrati “Guardate, io sono il Messia, sono Dio, morirò in croce e risorgerò”. L’avrebbero lapidato o fuggito come pazzo. Solo dopo anni di convivenza hanno potuto, a stento, comprendere la pretesa di quell’uomo.

    Non so se hai figli, ma pensa a cosa sia l’educazione. Non si dà tutto subito: prima occorre dare gli strumenti per comprendere. Non è che si scende a compromessi, si passa tutto, ma a tempo debito.

  27. “Qui nessuno esalta i principi non negoziabili come base del cattolicesimo. Qui si critica un papa che dichiara di non capirli. E per te va tutto bene. Anzi meglio”. Blas, perdona la franchezza, ma a questo punto delle tre l’una: o ci stai coglionando, o soffri di gravi deficit cognitivi, oppure la tua avversione per questo Papa offusca ogni tua capacità di comprensione. Il Papa ha detto che non capisce l’espressione principi non negoziabili non perchè non la ritiene vera ma perchè gli sembra tautologica, nel senso che è OVVIO che I PRINCIPI SIANO NON NEGOZIABILI. E’ come fare grandi discorsi sul fatto che il fuoco brucia ed il sole scalda; con l’aggravante che – per i motivi che ho cercato di spiegare sopra – oltre che tautologica (e quindi inutile nel fornire nuove informazioni) l’espressione dei principi non negoziabili rischia di essere fraintesa. C’è una parziale discontinuità nella strategia comunicativa di Papa Francesco rispetto a Benedetto XVI? Certo, nessuno lo nega e non vedo dove stia il problema: ogni Papa, come ogni sacerdote ed ogni cristiano, ha la sua sensibilità che lo porta a privilegiare inevitabilmente alcuni aspetti del Vangelo e possiede una propria capacità comunicativa personale.

    Emblematica poi la tua frase “Sarebbe in principio ragionevole ma pericoloso, é come innamorare una ragazza con un immagine parzialmente vera di te per dirgli la parte meno amabile di te dopo”. Questa affermazione fa intendere che secondo te quelli che chiami principi non negoziabili non siano in realtà così desiderabili, tanto da essere definiti come una parte meno amabile. Li si segue quasi per una concezione farisiaca della religione e non perchè migliorano la nostra esistenza. Dimostri in pratica di pensarla come chi ha una visione superficiale del cristianesimo, che lo immagina come un ammasso di regole più o meno comprensibili da seguire. Sono certo che in realtà non la pensi così e che hai usato un’immagine infelice nel tentativo di spiegarti. Ecco diciamo che Papa Francesco nel mettere tra parentesi l’espressione “non negoziabili” ha voluto evitare di incorrere proprio nel rischio di essere frainteso in cui sei caduto tu.

  28. gattorandagio

    Caro Berlicche, nel cercare di essere breve mi sono reso conto di essermi spiegato malissimo. Chiedo venia. Mi è chiaro che il racconto sia di fantasia, volevo solo dire che attualmente la realizzazione del tuo “Paradiso in terra” ha la stessa probabilità di realizzarsi di quanta ne abbia io domattina di trovarmi davanti alla porta di casa una di quelle belle fanciulle piazzate sui giornali per far vendere qualche copia in più, con identica, succinta tenuta di vestiario.
    Liberissimo, e ci mancherebbe visto che il blog è tuo, di proporre riflessioni in astratto, semplicemente mi pare che qui ogni possibile aggancio alla realtà sia saltato: aborti se ne fanno, per l’eutanasia in Belgio ti fanno fuori alla stessa stregua di 2000 anni fa a Betlemme, solo in maniera un po’ meno sanguinolenta ecc., ecc, sangue invece ne scorre in abbondanza in paesi extraeuropei (Pakistan, Iraq, Egitto …) se osi professarti cristiano.
    Insomma mi è un po’ difficile anche solo riuscire a immaginare questo mondo pseudoperfetto per cui ne deduco che forse mi sono introdotto per sbaglio nella discussione. ops.

  29. Gattorandagio, se quarant’anni fa avessimo suggerito che le cose oggi sarebbero andate come stanno andando ci avrebbero presi per pazzi.
    E’ chiaro che il Paradiso sarebbe stato fatto dal marxismo, che la religione sarebbe sparita, che presto avremmo avuto colonie sulla luna con cabine telefoniche e, scusa, cosa sono i gay?

  30. “Emblematica poi la tua frase”

    Ma quella frase é il programma di Francesco, basta di parlare sempre di morale, di pricipi negoziabili o no. Parliamo “prima” della Misericordia divina. Doppo verrá tutto il resto.

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