L’America dei loro padri

Un liberal è uno che accoglie il dissenso e che rimane sconvolto se scopre che davvero c’è qualcuno che dissente.

E’ una citazione da un discorso di Bobby Jindal, governatore della Louisiana, sulla libertà religiosa, che potete trovare tradotto qui o vedere in originale qui sotto (comincia al minuto 15, la citazione è al minuto 41 circa). Anche se è lunghetto penso che valga la pena.
Certo, è riferito alla realtà americana, ma per una volta qui in Europa siamo anche più avanti – o indietro, a seconda del punto di vista di chi guarda.

Mi limito a far presente che forse è ora di cominciare a rendersi conto di quale sia la posta in gioco. In un mondo in cui la nostra agenda telefonica, la corrispondenza, i soldi, le nostro foto, private o meno, sono online, e quell’online è di qualcuno che ha una precisa idea su di te, potrebbe non esserci più un’America nella quale fuggire.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 24 febbraio 2014 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 11 commenti.

  1. L’ha ribloggato su Non fu vera Gloriae ha commentato:
    Stasera vorrei fare un discorso che non ho mai fatto prima, vorrei parlare di un argomento nascosto appena sotto la superficie, vorrei parlarvi della guerra silenziosa alla libertà religiosa. (…)
    In questi giorni pensiamo che tale diversità di credo sia tollerata, ai sensi della nostra legge e della nostra Costituzione. Eppure sbagliamo. Tale diversità è il fondamento della nostra legge e della nostra Costituzione. L’America non sostiene e crea la fede. E’ la fede che ha creato e che sostiene l’America.

    Bobby Jindal, governatore della Louisiana. 20 febbraio 2014

  2. Ci hanno dichiarato guerra. Hanno iniziato a perseguitare i cristiani (per ora soprattutto amministrativamente). Ma Sua Santità preferisce dire buongionobuonaserabuonpranzo e soprattutto “chi sono io per giudicare”…

  3. Francesco richiama l’essenziale: che non è la guerra a chi ci fa la guerra, ma la conversione innanzitutto nostra.
    E’ utile capire chi e come sta cercando di eliminarci, ma non è gemere sui tempi che potrà cambiare le cose. Basterebbe, semplicemente, amare veramente Cristo, e agire di conseguenza.

  4. Gesù Cristo? Un tempo Sua Santità “salutava” i fedeli con “Sia lodato Gesù Cristo”. Oggi li saluta con “Buon pranzo”. Se questo è richiamare l’essenziale…

  5. Caro trolley costantinus
    Prima che berlicche mi inviti a soprassedere ti comunico che se non sei cristiano ciò’ che di male fa il papa a te non deve riguardare. Se invece sei cristiano sei tenuto – anche nel dissenso – a entrare nell’obbedienza e a suo tempo la spiegazione verrà. Se invece non puoi contenerti nel vedere il male che sta facendo il papa, allora scrivigli in privato e con spirito filiale. Può darsi che ti dia ragione e ti ringrazierà corregendosi. In ogni altro cAso stai zitto, non pontificare contro di lui finanche fosse un tuo diritto, accetta la sua risposta o non risposta per te come cosa buona per te, torna a fare servo inutile lodando sinceramente Dio per la sua fedeltà alle promesse che egli ti ha fatto e che ovviamente si avvereranno.

  6. Quanto da me detto poco fa merita un inciso. Padre Livio ha fatto benissimo a rimuovere il prof. De Mattei da radiomaria. Amare e’ anche avere dei diritti E RINUNCIARE AD ESSI. Mentre nella lettera di p. Livio egli dice in sintesi “tu hai fatto questo” nella sua replica il prof dice “e tu sei così e sei cosa’”. Piccoli dettagli

    Infine il vangelo ti ordina di correggere in privato tuo fratello (figuriamoci il fratellone Francesco) e lui non l’ha fatto adducendo diritti e amore per la verità. E allora quella e’ la porta. Bravo padre Livio

  7. Gentile Mario, vedo di rispondere in maniera educata a una risposta che mi fa fare un grande sforzo di auto controllo…

    Intanto etichettare come “troll” una voce critica mi sembra decisamente vigliacco: apprezzo la discussione con Berlic che, nella diversità di opinioni, porta argomenti e non cerca solo di “chiudere il becco”. Etichettare la gente è invece tipico del modo di pensare illiberale dei liberal (ieri “non la pensi come me? nemicodelpopoloservodellemasseaffamatore”, oggi “omofoborazzista”).

    Secondariamente, sì, io mi proclamo Cattolico Apostolico Romano. E proprio per questo, solo&soltanto alla luce della Dottrina mi permetto di avanzare delle critiche (magari sbagliando) a Sua Santità, allo stesso modo per cui posso avanzare delle critiche da adulto (magari sbagliando) a mio padre, pur continuando a volergli bene e a rinoscerlo come padre.

    D’altra parte, mi sia concesso il paragone, se San Paolo non avesse criticato il Papa saremmo ancora tutti circoncisi. Se Santa Caterina non avesse criticato il Papa, la Chiesa avrebbe ancora sede ad Avignone. E non è neanche necessario essere santi: mi sembra che il sig. Dante Alighieri non ci sia andato leggero con i suoi Papi… e nessuno mette in dubbio che Egli sia stato un grande cristiano.

    Ma un Padre Livio del XIV secolo avrebbe certamente epurato il sig. Alighieri, reo di avere non criticato il Papa, ma addirittura messolo all’inferno!

  8. Adesso ho da fare. Ti rispondo stasera

  9. Un conto e’ iPhone con i miei scomodi ditoni e un conto e’ sedia tavolo e tastiera che fa rima con stasera

  10. Mi auguro che la discussione prosegua sui fatti.

    “Costantinus”, sì, il Papa saluta con buon pranzo; d’altra parte di Cristo ha parlato fino ad un secondo prima. Chi ha capito ha capito.
    Se fossi certo che un saluto ieratico potesse convertire anche uno solo dei presenti in piazza S.Pietro potrei criticarlo, ma io francamente non mi sento di dirlo.
    Tu sì?
    Il problema è di portare Cristo nel mondo di oggi senza fare sì che sia il mondo a “mangiarsi” Cristo.
    A mio modo di vedere, certe critiche rischiano di essere distruttive e più legate ad una propria idea piuttosto che alla fede.
    Ti faccio notare che prima di criticare i Papi, i santi si sottomettono umilmente ad essi. La critica cattiva, che io sappia, è qualcun altro che la fa, e la provoca.

  11. Preferisco non aggiungere altro alla risposta di Berlicche. Il cristiano è chi segue Gesù Cristo, oggi in abito bianco dell’Eucaristia, e lo stesso colore è del Papa e dell’Immacolata Concezione. In questo triangolo chi ha delle critiche – sto con Padre Livio – Ecco la porta.

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