Una storia dell’altro mondo

Stasera, piccolo concerto per raccogliere fondi per l’Avsi. In particolare, per un gruppo di rifugiati siriani in Libano, poche centinaia di persone piantate con tende sul cucuzzolo del nulla. Donne, bambini, storie tragiche di uomini malati o uccisi ad un posto di blocco. I bambini, nonostante tutto, giocano.

Pensavo alle persone che si stanno muovendo per loro. Noialtri qui, nel nostro sacrificio ma anche nella nostra relativa comodità, e quelli che corrono fin laggiù, condividendo la vita stessa.

E mi domandavo che storia grande possa far muovere un uomo dalla sua casa per tentare di darne una ad un altro che manco conosce, di un altro paese, un’altra lingua, un’altra religione. Che cosa dell’altro mondo è, ed infatti è proprio dell’altro mondo.
Questo mondo non ha abbastanza ragioni.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 13 dicembre 2013 su tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 24 commenti.

  1. “Questo mondo non ha abbastanza ragioni”…

    …eppure una ragione c’è, Berlicche
    è nei nostri cuori quando facciamo qualcosa per gli altri,
    non si fa niente per niente, sarebbe illogico.

    Io ti aiuto, mi spendo per te, mi batto per i tuoi diritti,
    ma poi condividi con me la mia idea, i miei “ideali” la mia moralità di vita? Ti associ a me o forse ne sei disgustato?

    Noi troviamo giusto darti una casa e curare i tuoi diritti,
    ma poi devi accettare di far parte di questa nuova società
    col accettare i nostri “diritti” le nostre leggi.

    …altrimenti sarebbe illogico, lasciarti nella tua libertà.

    Sbaglio o è così?

  2. Il solito “sempliciotto” Armando…

    Temo che tu abbia frainteso il messaggio di Berlicche in questo bel post.

    Berlicche sta parlando di persone che lasciano la propria casa per partire verso un altro Paese ed AIUTARE persone in difficoltà….

    Tranquillo Armando: non si sta parlando dei musulmani che vengono nel nostro Paese e dicono di non volere il crocifisso nelle scuole. L’abbiamo già affrontato quel tema…. relax.

    E goditi il bel messaggio che vorrebbe (ormai uso il condizionale) trasmettere Berlicche.

  3. @andybona

    Si, ho ben capito il messaggio del post… grazie,
    ma ho voluto capovolgere la situazione.

    Mi sono messo io al loro posto nel aver bisogno di aiuto. Mi son detto: ora che ricevo l’aiuto, mi sarà dovuto o è anche un mio diritto? come potrò mai ringraziare? (se volessi ringraziare).
    Posso poi pretendere, se venissi magari accolto e ospitato che rispettino anche i miei principi? Sarò poi tenuto io a rispettare i loro principi, o mi devo anche offendere delle loro usanze? Se mi trovo nella loro casa, dovranno pur adeguarsi… ?

    Così uno ti da una mano e poi gli si chiede anche il braccio: no, esagero. Meglio pensare che dobbiamo aiutare chi è nel bisogno perché è notorio che gli Italiani sono brava gente, generosa e altruista, pronti ad aiutare un estraneo prima di un famigliare; A volte siamo capaci di fare cose degne di ammirazione e di rispetto, ma quello che si vorrebbe capire ora è perché lo si fa (è quello che si aspetta Berlicche) lo facciamo per la gloria o per Dio?

    Se è per la gloria, siamo davvaro dei sempliciotti….
    scusate se lo dico, …lo sono pure io.

  4. Ah ecco… “Confessione di OOT preterintenzionale”… :-)
    (scusate l’emoticon…)

  5. Visto che sempre a Lui andiamo a finire o comunque alludiamo sempre a Lui a favore o contro, orbene ……. Se uno lo facesse per il Signore (il quale è una persona) ma per quale motivo (il motivo non è una persona) lo fa?

    Aripeto :

    PER QUALE RAGIONE LO FA ? si prega di usare soggetto verbo predicati e complementi. Grazie

  6. Per quale motivo lo fanno? Per soddisfare un proprio ideale*. Quindi lo fanno per se stessi.

    *Le vie del piacere – non di Dio – sono infinite. O qualcuno vuole forse mettere in dubbio che il piacere intellettuale può essere pari o superiore a quello sporco, brutto e cattivo dei “sensi corporei”?

  7. Grazie Marcoz ma la mia domanda era agganciata AL SIGNORE. La tua risposta è corretta senza coinvolgere il Signore. E quindi non era in linea con la mia domanda.

    Aripeto = Esiste il Signore nel mio agire; quindi vado in capo al mondo a fare cose buone a poveri disgraziati. Per quale ragione coinvolgente il Signore e non i miei ideali o i miei personali pruriti?

    Ritengo che la risposta non sia unica

  8. Per me sì, la risposta è unica: perché il Signore o qualsiasi filosofia di vita o la soddisfazione di un “prurito” sono ideali (l’edonismo, anche nella sua forma più basica, è un ideale) e hanno origine dalla stessa pulsione che muove verso la ricerca benessere (che, nella versione da minimo sindalcale, è allontanamento del dolore o dell’angoscia).

    È chiaro che questa affermazione non può raccogliere consensi, da queste parti, perché tutto dipende dalle premesse: se sono accettati gli assiomi che Dio esiste, che Gesù è risorto e via dicendo, la mia risposta non può che risultare incorretta.

  9. Esiste una ragione di cui nessuno qui ha parlato: donare, donarsi dà gioia e fa stare meglio.
    Sto usando il tuo blog non solo per leggerti ma anche per visionare i tuoi contatti e il mondo che essi rappresentano.

  10. “lo fanno per se stessi”/ “fa stare meglio”

    Vabbé che qui si parla di missioni all’estero, di lasciare casa e famiglia per chissà dove, per chissà cosa, ma per stare più terra terra pur sempre parlando di missioni, che tornaconto emozionale ci può essere nel togliere la cacca dal culo di un vecchio che puzza e dopo che lo fai ti sputa pure in un occhio?
    Lo si fa per compassione? L’amore per il prossimo, per l’umanità? Discorsi finali da miss mondo con lo scettro in mano. Ti fa stare meglio uno sputo nell’occhio? Siam mica masochisti. Persone non cristiane che hanno a cuore di curare gli altri e che lo fanno con dedizione ci sono, ma provate a metterle e a metterci davanti al malato o all’amico o al collega o al marito o alla moglie che invece di ringraziarci per il bene che gli facciamo ci ricambiano con un insulto come spesso capita negli ospedali dove la sofferenza ci rende più aspri. Chi ce lo fa fare ad ingoiare certi rospi?… davanti a chi ci sputa in un occhio e ci maledice, se non la prima volta la terza, tutti noi ci fermiamo, maggiormente se lo facciamo senza interessi. Ed è lì che si vede di che pasta è fatta la donazione del proprio tempo, delle proprie energie, dei propri sacrifici, delle proprie abnegazioni. Il test è superato solo se superato nelle avversità, quando le cose vanno tutte male. Lì nessun ottimista potrebbe essere felice. Eppure contro ogni logica di tornaconto, nelle tribolazioni, nelle angosce, nelle percosse, nelle prigioni, nei tumulti, nelle fatiche, nel disonore, nella cattiva fama, il cristiano sta come un afflitto, ma è sempre lieto.

  11. Siam mica masochisti

    Naturalmente.
    Però, in alcuni casi, accade: «Era io delicata a segno, che anche una lieve immondezza moveami nausea. Di un cotal vizio il Signore ripresemi sì gravemente, che una volta accingendomi a pulire il suolo dal vomito d’un’ammalata, non potei contenermi di tergerlo colla lingua, e di tranguggiarlo, al mio Signore dicendo: Se mille corpi avessi, mille amori, mille vite, tutto ciò a voi ben volentieri immolerei, per esser tutta vostra.» (da Vita della venerabile madre Margherita Maria Alacoque, cap. XL, p. 79)

  12. Come sei venuto in possesso di questo verso ? E da quando tempo lo tieni in serbo in frigo per tirarlo fuori al momento opportuno, in modo che la platea dica “Oohhhhh” ?

    Ti immagino gongolante come Ezecchiele Lupo che finalmente ha afferrato uno dei tre porcellini. Bravo Marcoz, tu si che sei un uomo no tu sorella !!

    Aspetto qualche altra caritatevole riflessione e poi ti do la mia risposta e aggiungo uno spaghetto di nome santa Rosa da Lima e non solo.

    Siam mica masochisti.

    Comunque quel che la tua santa ha fatto e che ti fa rabbrividire, lo han fatto milioni di persone nei gulag anticristiani della tua parte amichevolmente politica ed ideologica e con le armi spianate. Dopo la bravata c’è stata lo stesso la tortura e la morte. e non ti dico che tortura, che le leccate di vomito erano una delicatezza da chef.

    Siam mica masochisti

    Hai un’opinione su chi si fa trafiggere in croce per te ? Come lo definiresti ? Masochista ? Marcozista ? Gesùcrista ?

    Fra un paio di giorni, anche in caso di zero gentili risposte alla mia richiesta di chiarimento, ti dirò la mia ragione agganciata al Signore e allargherò lo zoom su queste due sante citate oggi, una da te tirandola fuori dal frigo e una da me senza fatica a la page.

  13. “Come sei venuto in possesso di questo verso ?”
    Googlando, poco prima di lasciare il commento.

    in modo che la platea dica “Oohhhhh”
    A me pare solo un caso che dimostra come la soddisfazione segua percorsi bizzarri, a volte.
    (io, per esempio, prima che mi si schiantassero le ginocchia, godevo un sacco nel tentativo di scalare il “muro dei 35”, anche se la sofferenza fisica era pervasiva)

    “Comunque quel che la tua santa ha fatto e che ti fa rabbrividire”
    (la santa mia???) Non mi fa rabbrividire affatto (io sono il tipo che mangerebbe tranquillamente un panino al salame con la sinistra mentre pratica un’autopsia con la destra).

    ” lo han fatto milioni di persone nei gulag anticristiani
    Non mi è difficile immaginarlo. Tuttavia, credo che in quei frangenti il menù non offrisse molte opportunità di scelta.

    “Hai un’opinione su chi si fa trafiggere in croce per te?
    Sì, che è un tipo portato all’esagerazione, a cui dico che non è il caso di arrivare a tanto, se è solo per me. Tuttavia, se proprio ci tiene a farlo e la cosa gli fa in qualche modo piacere, nonostante le mie raccomandazioni a desistere, che faccia pure. Non intendo scadere nel paternalismo.

  14. Marcoz, non è incorretta la tua risposta. E’ solo debole, parziale, insufficente. Non osa abbastanza. Banale.
    “Il benessere”? Fatti una sauna in una spa, con un cocktail il mano e una ragazza bellissima che ti massaggia, ah, il benessere…e vedrai che non ti basta.
    L’essere umano cerca qualcosa di più che il benessere. Cerca la felicità.
    Il prurito che ti fa grattare ti fa solo desiderare di grattarti di più, fino a che il tuo grattare ti scarnifica. Nessun desiderio corporale, nessun ideale terreno possono bastare, sono uno più insoddisfacente dell’altro. e si finisce per diventare cinici e disperati. No?
    Bisogna poi capire se si vuole realmente quella felicità, o ci si accontenta di vivacchiare. Essere seri con se stessi, senza cadere in esibizionismi morbosi – e chi lo dice che quella venerabile madre sia un esempio da seguire? Per citare uno dei miei autori preferiti,
    “Santità non è farsi lapidare in terra di Paganìa o baciare in bocca un lebbroso, ma fare la volontà di Dio, con prontezza, si tratti di restare al nostro posto, o di salire più alto.”

    Ecco, vedi Marcoz, tu non hai e non sei la felicità, quindi a cercarla in te stesso non arriverai mai a niente. L’egoismo è come avere bisogno di un milione di euro e cercarlo nelle proprie tasche. Per essere felici occorre cercare la felicità suprema, totale, la somma di tutte le felicità. Questa di solito è definita con un termine: Dio. Non manca da capire come fare per arrivarci, a quella felicità totale…

  15. Mi sembra che su “Un uomo chiamato cavallo” (tempo fa rispolverato in questo blog) ad un certo punto il nostro attore cui è morta la sua moglie pellerossa, si carica a spalla la vecchia squaw suocera e la porta in salvo con sè anziche lasciarla morire ove si trovava.

    E’ attendibile che ci siano stati vari motivi per fare una simile azione. Personalmente mi sento di citare che sua moglie meritava questo gesto di carità indiretta, ma con facilità si possono trovare altre ragioni.

    Nel caso delle azioni fatte in favore degli ultimi, penso di poter altresì affermare che

    GESU’ SE LO MERITA.

    E’ appena il caso di rispolverare “…. lo avete fatto a me”. Frase che anche la moglie pellerossa poteva dire dalle celesti praterie di Manitù.

    E gli sputi e lo schifo e il vomito di Marcoz e santa Bernardette che a Lourdes mangia il fango ?

    Neppure lontanamente accostabile a certe disgustose immagini di pornografia in cui ci si imbatte, e ad ogni buon conto solo i grandi santi sanno cosa è il peccato e le conseguenze del peccato. Senza mezzi termini Gesù ha detto che anzichè fare un solo peccato è meglio che ti amputi una mano, un piede o ti cavi un occhio. E io oggi – non ci riuscii subito – sono d’accordissimo con lui.

    E’ una affermazione verissima, poichè peccando divieni schiavo di chi rovinerà la tua vita per miliardi di millenni, e ti garantisco che non è una disposizione amministrativa, una specie di divieto di sosta o di eccesso di velocità da pagare con multe a 10 zeri per cui sarai rovinato, ma è proprio il territorio del divieto di sosta che esploderà uccidendoti o la tua vettura lanciata a velocità proibita che sbanderà uccidendoti. E non c’era bisogno di multa amministrativa che ti avrebbe rovinato. Non ti è ancora successo ? Ringrazia chi ha tolto finora il peccato dal mondo. Ma la realtà è quella, qualunque sia il tuo fatuo riscontro in cui ti pavoneggi su questa pagina web.

    TESTUALE = “Hai un’opinione su chi si fa trafiggere in croce per te?
    Sì, che è un tipo portato all’esagerazione, a cui dico che non è il caso di arrivare a tanto, se è solo per me. Tuttavia, se proprio ci tiene a farlo e la cosa gli fa in qualche modo piacere, nonostante le mie raccomandazioni a desistere, che faccia pure. Non intendo scadere nel paternalismo.

    Bravo. Capisci adesso perchè all’inferno non ti ci manda nessuno ma ci si va con i propri piedi in quanto sei diventato una cosa in mano al tentatore di cui spesso hai anche avvertito lo sghignazzare ?? Gesù Cristo non esiste e se esiste è scemo. Ecco la differenza fra te e santa Margherita Maria Alacoque.

    Non sapevo che avevi un blog. In passato cliccando sul tuo nome appariva il tuo avatar, mentre adesso appare il tuo blog che praticamente è la tua carta di identità.

    Santa Rosa da Lima SAPEVA cos’era il PARADISO (come santa Alacoque) cioè la vita eterna nella beatitudine, e per non perderlo, se arrivava una tentazione che tu associ al numero 35, lei aveva una specie di cilicio per mortificare il corpo (ogni tentazione non è eterna ma ha un tempo, un tempo per superarla e santificarci) e lo applicava alla sua fronte procurandosi mal di testa atroci.

    E adesso ecco i frutti di tutti quelli che ho citato, e poi dammi i frutti tuoi così potrò esclamare al meglio, vomito o non vomito : Signore da chi andremo ? Tu solo hai parole di vita eterna !!

    Le mortificazioni ? Certo è meglio un drink e una nuotata in piscina riscaldata, ma se un solo peccato, una sola vita umana, CUBA più di tutto l’universo (ho detto tutto l’universo) allora capirai che il riscatto e la riparazione dell’universo qualcosa ben invocheranno …. chiodi, vomito, scegli … e comunque ogni malattia – ad esempio – è un togliere la malattia al Signore cui competeva tutto il male del mondo, sulla falsariga di Simone di Cirene. E – aripeto – Gesù se lo merita.

    Se hai capito poco o niente, è tardi e rileggilo domani. Buona notte.

  16. La vita è una bilancia a due piatti: da una parte si mettono i momenti pessimi-frustranti-di sofferenza e dall’altra i momenti buoni-piacevoli-gratificanti (momenti già archiviati, in corso d’opera o che ci possiamo aspettare nell’immediato futuro).
    Quando il secondo gruppo pesa più del primo (a insindacabile giudizio del diretto interessato, perché lo stesso evento – positivo o negativo che sia – pesa in maniera differente per ciascuno), si ha la felicità, che è, quindi, una somma di stati di benessere, al netto di quelli di malessessere.

    [Dio è il peso jolly che sbanca sempre tutto? Non dico mica di no. Ma questo vale solo per chi ci crede. Non si vorrà chiedere al non credente di sollevarsi da terra tirandosi per i capelli, spero.]

    Poi, per benessere – e non vorrei doverlo ribadire ancora – non intendo solo ed esclusivamente quello dovuto a “massaggi materiali” di vario tipo. Il piacere, e il conseguente benessere, come ho già affermato, può avere origini esclusivamente intellettuali.

    “chi lo dice che quella venerabile madre sia un esempio da seguire?”
    Boh, non so. Chi l’ha detto? Io no di certo.

    “Senza mezzi termini Gesù ha detto che anzichè fare un solo peccato è meglio che ti amputi una mano, un piede o ti cavi un occhio
    Così, su due piedi, mi viene da pensare che questa è un’altra esagerazione. Tuttavia, dipende dal tipo di peccato a cui ci si riferisce (npotrei essere d’accordo, in alcuni casi particolari).

    “Santa Rosa da Lima (…) applicava alla sua fronte procurandosi mal di testa atroci.”
    Un altro caso di masochismo. Ottimo.
    [Vorrei specificare: io non ho nulla in contrario, se la persona è consapevole e libera di scegliere, sia che si tratti di masochismo, sia che si tratti di sadomaso o altro.]

    “Capisci adesso perchè all’inferno non ti ci manda nessuno ma ci si va con i propri piedi”
    Qui mi potrei offendere: guarda che io l’ho capita un sacco di tempo fa, questa cosa. E che ci posso fare se, per natura, mi trovo a mio agio solo all’opposizione?

    Buona giornata a tutti.

    (non so se mi farà vivo, oggi: mi scoperchiano il tetto dello studio e, comprenderete, ci sarà un po’ di trambusto).

  17. Che possiamo farci se la carità rende felici chi la fa e chi la riceve ?

    Gioirne.

  18. “La vita è una bilancia “: Marcoz, permettimi, non è così. Esperienzialmente, non è così.
    La tua vita può essere un susseguirsi di “benessere” fisici e intellettuali, e non sei felice.
    La tua vita è il contrario di quella di cui sopra, e sei felice.
    Il punto è: quando vedi qualcuno di felice (non soddisfatto, felice) gli vai dietro e cerchi di capire perché lo è, oppure no?
    Essere sempre e solo all’opposizione è un masochismo molto peggiore di qualsiasi cilicio.

    Mario, vuoi insegnare a guidare a qualcuno lo metti al volante della Ferrari di formula 1?
    E’ inutile e controproducente fare esempi o esporre dottrine che si capiscono solo se si è già capito.

  19. Federico Fasullo

    A leggere quello che scrivono le persone non mi sembra di aver mai incontrato qualcuno “felice” qui dentro.

  20. Fasullo, guarda che, come si è appena finito di dire, felicità non vuol dire essere senza problemi. La felicità di questa terra è poi per forza di cose sempre incompleta, transitoria, perché ci portiamo addosso quel famoso peccato di cui ho parlato ben più di una volta. E tanto più sono consapevole di quella felicità che mi è offerta, tanto più sento acutamente il dolore e la sofferenza altrui, di quelli che non l’hanno vista.
    Premesso questo, dimmi, da quali parole che puoi trovare scritte in un commento puoi capire se una persona è felice o meno?

    edit: questo articolo può essere utile

  21. Ho scritto in base ad una sensazione “a pelle” non voglio puntare dita contro qualcuno, sei libero di ignorarmi.

  22. Federico, se posso permettermi: fare affidamento sulle sensazioni “a pelle” (o peggio “a schermo”) è come fidarsi dell’ouija. La felicità bisogna avere gli occhi per vederla: se vuole illustrazioni del concetto rilegga «I vestiti nuovi dell’imperatore»

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