Dateci qualcosa

Che cosa volete da noi? Ci avete detto che solo noi potevamo decidere del nostro sesso. Che il corpo era nostro. Se è nostro, perché non possiamo venderlo? Solo gli ingenui e i cretini danno via le proprie cose gratis. Il metro è il piacere, no? E noi proviamo piacere ad avere soldi nella borsetta, telefonini sempre carichi, qualche pastiglia.
Se la famiglia non vale niente, se il matrimonio è una parola a cui dare il significato che più piace, cosa ci trattiene? Dateci qualcosa, una ragione qualsiasi per non guadagnarci su.

Che siamo troppo giovani? Non feteci ridere. Ci avete addestrate a questo fin da piccolissime. A scuola, persino. Spiegato tutto per filo e per segno. Incoraggiandoci a non farsi limitare da falsi pudori. Senza mai dirci quali siano i pudori veri. Se non siamo troppo piccole per capirlo, non siamo neanche troppo piccole per farlo. Con chi vogliamo. Teoria e pratica. Possiamo, perché non dovremmo?
Una ragione, dateci una ragione. E se è sul prezzo che avete da ridire, possiamo metterci d’accordo.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 13 novembre 2013, in diavolerie e cattiverie, fiaboidi, meditabondazioni con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 35 commenti.

  1. Alcuni tornano ad invocare addirittura la riapertura delle case chiuse…Si vede che quasi nessuno sa che razza di inferno fossero nella maggior parte dei casi quei posti.
    In questo senso, ho salutato con favore il bello sceneggiato “Altri tempi” di Marco Turco: finalmente qualcuno che racconta questa storia!
    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-5b854995-e814-43c5-bdfc-ee027882a51f.html

  2. Sei grande Berlicche: dritto al punto, come al solito! Grazie

  3. e adesso usciranno i soliti babbei e/o ipocriti che urleranno indignati “il cattolico Berlicche è a favore della pedofilia! VERGOGNA!”

  4. post perfetto.

  5. Ragionamento che non fa una piega. Come pendant ci sarebbe l’affare Paolini. Stracciamento di vesti su tutti i canali ma se ci fossero stati implicati ragazzi di diciotto anni e un minuto, ora tutti i salotti televisivi si contenderebbero Paolini come testimonial antiomofobo.

  6. Mah, Claudio, spero proprio di no. Anche perché io le ragioni le posso dare.

    La prostituzione c’è sempre stata. Ci sono sempre stati coloro che l’hanno sfruttata. E anche coloro che l’hanno giustificata. Ma, appunto, occorre dare le ragioni.

  7. Nella pagina

    http://www.parrocchiaspiritosanto.org/index.php?catid=52

    tempo fa scrissi alcuni articoletti. Sul tema prostituzione ce n’è uno piccolo piccolo di una sola pagina pdf alla voce casta et meretrix che notoriamente ci ricorda che la Chiesa non può chiamarsi fuori da questo sostantivo …. eheheheh …. ed ecco quindi qualche sintetica precisazione.

  8. Ben detto, caro Berlicche, sei stato chiaro e lapidario.

    Però la colpa del comunismo è anche nostra che abbiamo accettato e accettiamo ancora questa “scuola” per i nostri figli.
    L’accettiamo e la difendiamo da ogni riforma cristiana perché così, se sbagliano i nostri figli, non possano a loro volta giudicarci delle nostre sozzure e vergogne. Abbiamo si sbagliato, e vogliamo che altri sbaglino (per nostro imbarazzo).
    Si, siamo anche noi degli sporcaccioni (compreso io), e infingardamente ci scandalizziamo di loro;
    Non ci muoviamo per la moralità della scuola, ma siamo solo attenti all’economia del Paese e non ai valori che ci hanno tolto.

    La vergogna è e rimane solo nostra se succedono tali cose.

    “Dateci qualcosa” anzi, ridateci ancora i nostri valori di un tempo e ristabiliremo di nuovo la società da questo schifo.
    (…ci vorrà una generazione di genitori…).

  9. Armando, non sono del tutto d’accordo con ciò che dici.
    Il comunismo ha le sue colpe, ma quella mentalità non è certo solo comunista. E i valori di un tempo nessuno ce li può ridare, anche perché se non ci sono più è perché spesso non si erano capiti. Non c’è niente di più inutile che la risposta ad una domanda che non si pone, e le cose inutili tendono a sparire.
    Se si vuole che le cose cambino siamo noi, in prima pesona, che dobbiamo cambiare: approfondire le ragioni, farsi domande, trovare le risposte percorrendo la strada della vita.
    In altre parole: vedendo e facendo vedere che c’è una maniera migliore per vivere.

  10. Post molto azzeccato! Logica, ahime’, incontrovertibile.Non possiamo lamentarci se ci ritroviamo a precipitare dopo aver tagliato il ramo dell’albero su cui eravamo seduti …

  11. “In altre parole: vedendo e facendo vedere che c’è una maniera migliore per vivere.”

    Lodevole, ma fallimentare, purtroppo.
    La cosa non interessa, e comunque anche di fronte all’evidenza, direbbero che quella maniera al massimo sara’ la migliore per te, e che se le ragazzine vogliono darla, che male c’e’ dopotutto? Se poi qualcuna di loro si distrugge la vita per sempre, se lo e’ scelto lei, sono affari suoi.

    E’ il tuo stesso post che paradossalmente testimonia che mostrare e descrivere un modo di vita migliore semplicemente non serve a nulla.

    Scusa, fase di pessimismo cosmico e integrale.

  12. Infatti non serve a poco mostrare e descrivere…occorre incontrare.
    La mia speranza è che, dopo avere incontrato, si ricordino che gli è stato mostrato e descritto e possano meglio capire e approfondire ciò che hanno incontrato.
    Oppure che, dopo che gli è stato mostrato e descritto, guardino con curiosità ciò a cui non avevano mai prestato attenzione prima.

  13. Mi pare incredibile che in un post sulla mercificazione del corpo, immaginando quali possano essere le influenze esterne che hanno condotto delle adolescenti o giovani donne a vivere la propria sessualità in termini di scambio (piacere per soldi, soldi per altri piaceri), hai citato esplicitamente solo due esempi: il blog di una femminista (credo) e l’insegnamento della scuola (educazione sessuale?). Il commentatore che ha tirato fuori i comunisti ha semplicemente seguito coerentemente le tracce che avevi lasciato tu: chi controlla la scuola pubblica? Chi trama per dissolvere le virtù della famiglia cattolica?

    Quali altri media, difatti, propagandano a spettatori giovani e giovanissimi modelli di successo facile, culto dell’apparenza fisica, apologia della spregiudicatezza sessuale per ottenere fama e beni materiali? Fammi pensare… no, non mi viene in mente niente.

    Deve proprio essere tutta colpa dei comunisti.

  14. Martedì mattina (credo) a lavoro una mia collega ha detto che “se esistono le baby prostitute è colpa di Berlusconi”. Ognuno si crea i propri spauracchi a quanto pare.

  15. Questo è un sito cristiano. Se Berlusconi dice qualcosa di cristiano o contro chi è cristiano va giustamente citato. Il tema era però che tua figlia a 14 anni decide di rimediare soldi in un certo modo. Se sei contento della sua scelta, puoi sempre tenergli la contabilità ed andare a comprare le forniture (sali da bagno, rossetti etc). Se invece per questa tua figlia sei straziato esiste l’aiuto di Dio, devi affidarti a Dio e non ai talk show con Don Mazzi e Mara Venier. Anzi ti ci devi affidare anche se tutto va bene materialmente e spiritualmente, anche nei giorni che dici 4 rosari senza neppure sbadigliare. Mi viene in mente il famoso Vangelo del deserto (la nostra vita è un deserto, ma la quaresima ci ricorda che in quella aridità desolata lo spirito fa anche il taxista, e questo suo avantindre è quello di un taxista che feconda e vivifica). In quella desolazione il tentatore è in agguato e aspetta proprio il momento in cui siamo così sicuri di noi stessi che non pensiamo di doverci affidare a Dio. Non così Gesù NEL SUO VERO DESERTO DI ISRAELE. Lui, che è Dio, risponde alla triplice tentazione sempre con la Parola, quella che gli è stata insegnata dalla cura paziente di Maria e Giuseppe. Lui, Parola fatta carne, non sceglie di essere Lui Parola che salva, ma si affida alla Parola della Chiesa meno che in bocciolo (Maria e Giuseppe anno 30), si affida alla Parola che gli è stata consegnata. “Sta scritto”. Non dice nulla di nuovo, ripete ciò che sta scritto. Oggi possiamo solo dire “La legge testè scritta del parlamento, la libertà testè definita , la costituzione dei padri fondatori, l’età spostabile per decreto, i diritti inalienabili, l’Unione europea di Bruxelles e il manuale OMS sulla sessualità, il degrado, le tasse, il PIL e non si arriva alla fine del mese, internet, il pensiero globale. Invece Gesù dice al demonio: “Già lo sai che hai perso, è già scritto, perché ancora ti ostini?”. Questa è la differenza. Credere a Gesù e all’esistenza del demonio o credere a chi occupa i palcoscenici e domani sarà meno che cenere.

  16. “In altre parole: vedendo e facendo vedere che c’è una maniera migliore per vivere.”

    Lodevole, ma fallimentare, purtroppo.

    Anonimoz mi piacerebbe propio verificare se é fallimentare. Purtroppo i cattolici in questi tempi non si distinguono propio dei non cattolici e questo é grave.

  17. xFasullo: E’ a Roma che c’è “Via delle zoccolette”?

    xQuente: non è il blog di una femminista, è un articolo di una signora un po’ di sinistra che dice che quelle ragazze fanno bene a battere perché così demoliscono l’idea di famiglia. L’ho citato solo per fare vedere a quali abissi ideologici si possa scadere: quelle ragazze sono ancora una volta usate, questa volta a fini politici o ideologici, ma in fondo c’è sempre l’assoluta indifferenza per chi sono, per i desideri profondi del loro cuore, per il loro bene. Così come stai facendo tu, a ben guardare.
    Il riferimento alla scuola era per quel post di qualche settimana fa sulle linee educative da tenere con i bambini.
    Ora, io mi chiedo: di fronte alle domande che pongo nel post, qual è la tua risposta? Perché è tutto lì. Me ne frego di chi non ha dato loro risposte, perché è chiaro che non gliele ha date nessuno. Te lo chiedo ancora: tu le puoi dare?

  18. L’ha ribloggato su notedinamichee ha commentato:
    Le logiche conseguenze di una società in cui il valore di riferimento assoluto diventa il piacere (in ogni suo aspetto) ed in cui si pensa che per qualunque cosa è solo questione di prezzo

  19. Mi sembrava semplicemente buffo che in un paese in cui forme soft di prostituzione sono sbattute in televisione ed esaltate in prima serata e in cui l’uomo più potente e ricco pagava ricche somme o dava posti in TV o nella pubblica amministrazione a donne giovani e giovanissime per compagnia e balletti (volendo anche ignorare le accuse più gravi) in un post con riferimenti espliciti questi siano a:
    – l’opinione di una signora, una delle tante tra tante altrettanto poco influenti nella società
    – delle direttive dell’EU evidentemente non ancora applicate

    Per il resto, le risposte non ce le ho. Non ho figli, non conosco praticamente nessun adolescente (i miei amici al massimo hanno figli di 4-5 anni…), non conosco il caso di cronaca in questione, non conosco la letteratura e le statistiche in merito alla prostituzione minorile o sull’attività sessuale a rischio dei minori oggi in Italia. A parlare in queste condizioni si rischia veramente l’effetto “Signora mia”, vedi alla voce Concita DeGregorio, Mauro Covacich, Massimo Gramellini. Quello che posso dire, a livello di pura speculazione filosofica, ed è la mia “risposta”, è che libertà vuol dire anche responsabilità. Dire che la libertà sessuale (e l’ideologia della libertà sessuale) equivale a considerare il sesso come merce di scambio, è come dire che la democrazia equivale all’elezione di un dittatore populista, quando in teoria è esattamente il contrario. A livello ideale (non parliamo più di minori adesso, ovviamente) posso immaginare che a una donna o un uomo piaccia fare sesso con sconosciuti e che decida di farne una carriera, a livello pratico, di esperienza personale, mi pare che quello che si perde è tale e tanto che quasi nessuno in condizioni di totale libertà e consapevolezza vi rinuncerebbe.

  20. per Monica: scusami ma mi urge correggerti, visto che hai sbagliato 2 volte in 3 righe: PROPIO non esiste propRio. Grazie, scusami.
    Nel merito: verifica e poi fammi sapere.
    Del resto basta leggere i commenti a questo post, non c’e’ bisogno di andare lontano. A me preoccupa francamente capire come posso salvare la mia piccola bambina da questo orrore.

  21. Federico Fasullo

    Berlicche, sì. Cosa mi volevi comunicare ?__?

  22. Fasullo, che non per niente è chiamato il mestiere più antico del mondo.

    Quente, non so se sono riuscito a capire bene la conclusione del tuo commento: potresti ridirmela, per favore?
    Per il resto: ho legato quell’articolo perché lì si teorizza la distruzione della famiglia, si esalta dal punto di vista diciamo filosofico la prostituzione. Considero significativo ma incidentale che l’autrice sia di ultrasinistra. Se vogliamo buttarla in politica, per così dire, è che mentre una certa parte per così dire usa senza teorizzare, l’altra teorizza e poi finisce per usare. Né una né l’altra però forniscono quelle risposte di cui parlavo.
    Se avessi avuto tempo di farlo avrei certo potuto linkare una bella antologia. Tutti quelli che esaltano il sesso fine a se stesso possono rientrarvi, anche se forse per una vera teorizzazione nei tempi moderni occorre aspettare l’illuminismo dei libertini.
    Leggi, ad esempio, De Sade, che esalta la libertà sessuale e finisce lucidamente ad esaltare la distruzione di ogni legame e la sopraffazione totale. Se non mi sai dare una ragione per la quale non si dovrebbe allora mi spiace, ma non hai modo di dire che il sesso non deve essere usato come mezzo di scambio. C’è una domanda, un’offerta, consenso. Può essere fatto, secondo una certa etica. E, data l’avidità umana, lo sarà.

    PS: L’effetto “Signora mia” è certo un pericolo, ma se non si hanno ragioni da dare. O non le si danno.

  23. Certo che il concetto di misura è proprio alieno a certe menti (anche l’acqua uccide, se assunta in dosi massicce).

  24. Marcoz, l’acqua non uccide se la si assume secondo la natura del nostro corpo. Se tu affermi che non esiste una regola, che “non posso dire niente”, che la misura è arbitraria, anzi, assumere più acqua possibile è da fighi, finisci per esplodere.
    Quindi la domanda è: quando è ragionevole bere acqua?
    O, detto in termini più generali: per cosa siamo fatti?
    Trovata la domanda, occore dare la risposta.

  25. Il tuo parlare sia sì sì no no, e il di più viene dal maligno. Il buon Don Giussani (uno fra i tanti comunque) l’aveva capito e parlava con semplicità e tutti lo capivano, e non voleva avere ragione ad ogni costo. In sostanza diceva “Gesù dice questo. Puoi negare che sia sensato e buono?”. Dopo di che Don Giussani staccava la spina con il mondo e i suoi occhi e la sua attenzione pendevano solo e soltanto su di te che doveviprendere la parola di replica come risposta.

    Risposta, certo che posso negarlo in quanto se bevi 18.000 litri di acqua in un solo colpo allora morirai quindi non è sicuro che l’acqua sia buona per dissetare. Dipende !!

    Scusami Marcoz, niente di personale ma sei quello sopra di me a portata di mano. Mi riferisco a molti detrattori non a te in particolare.

    Uno dei motivi per cui sono intelligentemente cristiano (essere cristiani nasce dalla grazia di un dono non meritato ma offertoci per amore) è che alla frase da sempre presente nella Tohrà “Ascolta / Shemà in lingua locale” io ho davvero ascoltato e poi ho pensato (la mia intelligenza) “Ohibò, mi sembra davvero ragionevole. Che debbo fare per contestarlo sia pure nella rettitudine?”. La mia intelligenza (oltre la grazia etc etc) ha trovato di fatto una sola risposta “Ecco uno specchio ben levigato, coraggio arrampicati”.

    Non ho gettato quello specchio, ma l’ho usato esclusivamente per farmi la barba.

    Per concludere, la Tohrà (oggi di nome Bibbia e un poco più aumentata nelle pagine che la compongono) risponde in modo sapiente autorevole viscerale (aggettivo che rimanda alla maternità di Dio) anche alle baby squillo e perfino ai clienti paganti. E senza minacce ovviamente.

  26. Mi riferivo a qualsiasi esagerazione (quindi, anche a quelle eventuali secondo cui “la famiglia va demolita” o “l’attività sessuale deve essere sfrenata”).
    Poi, per morire d’acqua, a quanto pare ne bastano molto meno di 18.000, di litri: se assunti nell’arco di poche ore, meno di dieci.
    Sembra incredibile, no?

  27. anonimoz, tu non puoi salvarla, dipende di lei. Se lascia operare la Grazia o no. Tu solo puoi farli desiderare vivere da cristiano come te con l´esempio.

  28. @Berlicche: provo a ricapitolare quello che ho capito dici tu per risponderti. Secondo te, propagandare l’autodeterminazione delle proprie scelte sessuali e negare i tabù sessuali tradizionali porta come logica conseguenza alla svalutazione della sessualità (sempre più giovani, sempre più casual), alla venalizzazione del piacere (fino alla prostituzione) e addirittura, in potenza, allo scatenamento degli impulsi più estremi, distruttivi o autodistruttivi.

    La mia risposta si articola dunque su due punti.

    1) sarebbe troppo facile dire che il libertinismo è una corrente filosofica marginale (di cui, ammetto, so poco niente) all’interno della quale DeSade è una figura estrema; ancora più facile ascrivere il pensiero di quest’ultimo alla malattia mentale. In realtà purtroppo DeSade è stato reso fin troppo attuale da tutte le situazioni (le più note nella Seconda Guerra Mondiale) in cui persone che non avevano dato segno di disturbo nella loro vita precedente, in occasioni propizie, hanno commesso atti orrendi soddisfacendo qualche tipo di desiderio sadico prima evidentemente sopito. Ma la chiave di lettura di questi episodi secondo me non è il sesso, ma il potere, derivante da istituzioni onnipotenti e incontrollate e dalla disumanizzazione di categorie umane; e d’altra parte la storia ci racconta di innumerevoli sovrani “sadici” che torturavano o giustiziavano personalmente i prigionieri. La liberazione sessuale c’entra molto poco, perché si accompagna all’idea di autodeterminazione. Il consenso sessuale (e il corollario dell’età del consenso) è un principio mai stato tanto importante come nella società moderna; non penso sia troppo azzardato dire che l’emancipazione femminile e la maggiore rilassatezza dei costumi sessuali (nei vari paesi e nelle varie epoche) correla positivamente con l’approfondirsi del confine tra stupro e seduzione (che, per dire, nella lingua latina non esisteva ed era comunque sottile fino a non molto tempo fa).

    2) più in generale, credo che il libertinismo, DeSade, o per dire lo Stavrogin dei Demoni immaginato da Dostoevski (che aveva letto DeSade) più che una logica conseguenza del principio di autodeterminazione sessuale (e non) ne siano gli effetti “tempestosi”, di rebound se vogliamo, su una società e una cultura che era abituata alla repressione; come l’Iraq dopo la caduta di Saddam Hussein. Esistevano prima del cristianesimo, e possono esistere oggi dopo più di un secolo di lento sommovimento dell’etica sessuale, dei modelli di comportamento centrati sul principio di piacere, e nonostante ciò (o forse proprio per questo motivo) avulsi dagli eccessi di cui stiamo parlando. Non sto dicendo che voglio rifondare l’epicureismo, nè che riduca l’etica al principio di piacere, ma che è uno strumento molto utile quando si vuole rinunciare a dei tabù di tipo tradizionale-religioso. Ti dico dunque i principi che proverei a passare a un mio eventuale figlio adolescente, basandomi dunque su una prospettiva puramente edonistica nel senso epicureo del termine (senza negare che possano esistere altre prospettive):
    – Reciprocità (Regola Aurea): rispetta la volontà e la libertà del prossimo (questo è qualcosa che dovrebbe essere insegnato prima dell’asilo, spero di non dover mai spiegare a un ragazzino di quattordici anni che non deve violentare il prossimo)
    – Responsabilità (Non Farti Male): la sessualità ha i suoi pericoli, immediatamente fisici (le malattie, le gravidanze, la violenza) come quelli psicologici e affettivi. Per questo motivo mi arrogo la possibilità di utilizzare i miei mezzi repressivi di genitore fino al momento in cui non ritengo ci sia la maturità necessaria. Non esiste libertà senza responsabilità
    – Moderazione: è alla base del principio di piacere. Nerone, Pietro il Grande, DeSade e compagnia cantante sono edonisti dilettanti oppure individui che nel profondo desiderano farsi male. Se una ragazzina fa sesso nel bagno di un centro commerciale in cambio di schede telefoniche, oltre a svendere la propria dignità, sta rinunciando a un piacere e forse se lo sta anche rovinando per il futuro.

    Spero di essere stato più chiaro.

  29. Quente, non mi trovi d’accordo su tutta la linea…mo’ vado a dettagliare.

    Innanzi tutto, tu nel punto 2 mi stai sostanzialmente dicendo che se il male esiste è perché c’è una mancanza di libertà a far quello che si vuole e l’individuo oppresso reagisce.
    Niente potrebbe essere più lontano dalla realtà.
    I protagonisti dei romanzi di De Sade agiscono proprio perché non si sentono costretti da nessuna convenzione. Ma, senza volere ricorrere ad esempi letterari, ogni padrone di schiavi, ogni potente di un certo tipo in ogni tempo ha fatto quelle che io chiamo mostruosità semplicemente perché poteva farlo. Poteva farlo, quindi l’ha fatto. Ma per chiamarle mostruosità bisogna mettersi d’accordo su cosa sia l’uomo, ovvero dare almeno in parte quelle risposte invocate.
    Non è l’oppressione di classe della vulgata marxista che genera il terrorista, infatti in gran parte borghesi, come non è il moralismo borghese che causa una generazione dedita solo al vizio. E’ semplicemente il ritenersi svincolati da tutto, quindi essere incapaci di valutare il vero valore delle cose, e di sé. Il ritenersi svincolati da tutto, il credersi dei. Siamo sempre lì.
    Usura, lussuria, potere diventano i propri dei, come ha detto molto bene il buon Eliot.
    Perché, caro Quente, se non mi definisci perché devi rispettare l’altro, per quale motivo devi moderarti, per quale motivo la logica del piacere dovrebbe limitarsi, al tuo figliolo non riuscirai a spiegare proprio niente.
    Perché o tracci dei limiti non arbitrari, o dovrai giustificare il tuo arbitrio. Se non definisci una dignità più grande del piacere, non puoi dire che la sta svendendo. Ma da cosa è data quella dignità? Cos’è?
    Quelle ragazzine applicavano il tuo principio della reciprocità, magari anche quello della responsabilità, e come definisci moderato? cinque volte al giorno è moderato? Una?

    No, Quente, il punto è qualcosa che sta prima: tu dai raccomandazioni, buone pratiche morali(stiche) che, da esperienza, non saranno ascoltate. Perché non sono consistenti, non poggiano su niente. Ci vuole terreno ben più solido: se non arriva fino all’eterno, se non è per sempre ogni desiderio terreno si risolve in – mi si consenta il termine – puttanate. Ovvero in egoismi, e dolore.
    Non è “propagandare l’autodeterminazione delle proprie scelte sessuali e negare i tabù sessuali tradizionali” la causa. Quella è una conseguenza. La causa è il non aver dato, il non dare quelle ragioni.

  30. Insomma, Cachorroquente, spiega una volta per tutte dove appendi il cappello (quel coso che ti metti in testa e che chiami cappello, ma che, per il fatto che non hai di dove appenderlo, non è un cappello).

  31. Mi sono espresso male se hai capito così, la repressione non è assolutamente la fonte del male (questa era una teoria molto in voga nel contesto para-marxista e para-freudiano degli anni ’60-’70 ma non ha praticamente nessun contatto con la realtà). La repressione è il contesto culturale in cui può nascere l’idea per cui, se non ci sono vincoli, non c’è limite alle efferatezze che si possono compiere, l’idea portata avanti dai testi di DeSade e da personaggi letterari come Stavrogin e Raskolnikov.

    E bada bene, questa idea è PARZIALMENTE vera. Come dici tu i padroni di schiavi, le guardie dei campi di concentramento, i signori della guerra africana, i cadetti rinchiusi all’interno della “Gabbia” nell’Harem di Topkapi che hanno violentato e ucciso per puro divertimento sono persone che non avevano nessun vincolo (perchè non rischiavano alcuna conseguenza), ma l’assenza di vincoli non era legata a un eccesso di libertà bensì al suo contrario, a sistemi dispotici assolutisti; alla legge marziale; a ideologie che deumanizzavano classi sociali o gruppi etnici. Per sentirsi degli dei bisogna avere qualcuno intorno che si considera subumano.

    Il discorso del motivo l’abbiamo fatto troppe volte e non mi pare pertinente qui.

  32. Scusa, Quente, ma non riesco a concilare la tua frase “La repressione è il contesto culturale in cui può nascere l’idea per cui, se non ci sono vincoli, non c’è limite alle efferatezze che si possono compiere” con “la repressione non è assolutamente la fonte del male“. Non è lo stesso? Dove sta la differenza?
    l’assenza di vincoli non era legata a un eccesso di libertà bensì al suo contrario, a sistemi dispotici assolutisti“: ancora no, perché stiamo ragionando per coloro che godono dell’assenza di vincoli, qualunque sia l’origine di questa assenza, che ai nostri fini non conta. Un sistema che garantisce la libertà ai suoi componenti, comunque si chiami o quanti essi siano. La società americana dell’800 non era un dispotismo, eppure vi erano schiavi e si massacravano i pellerossa; anche se non lo riconosci, i subumani di oggi sono i vecchi e i bambini non nati, un massacro ben più grande di ogni idea sadistica.
    Se la libertà è concepita, appunto, come assenza di vincoli e non “essere ciò che si deve essere”.

  33. Beh, la società del Sud americano era eccome un dispotismo: la categoria oppressa era solo numericamente inferiore rispetto ai casi più classici di dittature, dove è la grande maggioranza. Quello che Quente dice, e che non mi sembra sbagliato per quanto credo abbia dei limiti come approccio, è che la brutalità non deriva dall’assenza di regole ma dal suo contrario, dalla presenza di leggi scritte ed esplicite che mi autorizzano a fare del male a una certa categoria di persone.

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