Il Papa in mutande

Il paradosso è questo: che i discorsi del Papa con i giornalisti, Scalfari compreso, siano molto più letti e studiati di tutti gli altri. Di tutti quelli delle dichiarazioni ufficiali, pronunciati davanti a migliaia e milioni di persone, delle encicliche…

La cosa ha un po’ del voyeuristico. E’ come se sperassimo di trovare il Papa in mutande. Come se stessimo guardando dal buco della serratura del Vaticano, cercando di cogliere chi sta dentro con la barba lunga mentre si scola una birra e si gratta il sedere. Come se origliassimo una conversazione bisbigliata nell’altra stanza, una specie di fuorionda rispetto alla ufficialità del Magistero.
Perché, diciamolo chiaramente: sono ben pochi quelli che il Magistero se lo filano. Chi si legge tutti i discorsi papali sono una ristretta minoranza di entusiasti, i roadie papali, i veri aficionados. Non penso proprio tutti i cattolici. Neanche tutti i preti. Certamente non tutti i giornalisti, dato gli svarioni tipici di chi ha bigiato il catechismo dopo il primo giorno che si possono ascoltare.
Amici belli, quanti di coi hanno letto il discorso di Papa Francesco ai medici cattolici? Uno, due, abbassa la mano che ti ho contato…E ora, chi ha letto l’ultima intervista a Scalfari? Ecco.

I discorsi del Papa vengono presi, se va bene, per una frase o due. Un po’ storpiata, e se solo se va bene al redattore. Non interessano. Sono noiosi. Meglio: sono considerati noiosi. Controprova? Guardate quanti ne ha fatti Benedetto XVI. Alcuni sono delle vere bombe, stupendi. Eppure, quale si ricorda di più? Quello “scandaloso” di Ratisbona, frainteso e strumentalizzato a dovere.
E meno male.
Perché quello stupendo pezzo, in questa maniera, l’hanno letto tutti. O, se non tutti, molto di più di quelli che altrimenti l’avrebbero preso in considerazione. Il Papa che parla ai docenti di una facoltà teologica? Bleah. Il Papa che attacca l’Islam? Ehi, dai qui, fammi vedere.
Per lungo tempo è stato così. Il titolo, decidere cosa dire o non dire della Chiesa è stato affidato ai maestri del pensiero a capo delle redazioni, ai loro ammici dei salotti. La Chiesa è stata costretta a giocare in difesa, puntualizzando, sperando che si degnassero di scrivere quello che diceva e non quello che sceglievano di farle dire. Quello che sceglievano di riportare.
Una specie di fortezza, sempre più isolata. I suoi soli testimoni universalmente ascoltati ed invitati ovunque quei preti e teologi del dissenso il cui unico merito è di cercare di distruggere ciò che dicono di essere. La bellezza del bosco raccontata dai piromani.

Improvvisamente, tutto cambia. Non più i paparazzi che con i teleobbiettivi cercano di beccare un’immagine sgranata. No, il Papa è passato al contrattacco.

Sfruttando proprio la debolezza, il limite intrinseco di questa kultura del nulla che cerca di cancellare il cristianesimo.
Tu non parli di me? Io parlo con te. Non scrivi quello che dico? Bene, faccio in maniera che diventi una notizia. Che tu non la possa bucare. Soddisfo la tua voglia di gossip, di pettegolezzo, di sensazione. Perché in questa maniera non puoi tenermi nell’irrilevanza, per riffa o per raffa scriverai quello che dico. Quello che dice la Chiesa. Le parole del Papa. Ad ogni costo.
Tipo quello di affidare ciò che dice alla memoria di un laicista monomaniaco ottantenne. Già, perché sembra che il buon Scalfari, a differenza di quello che insegnano ai cronisti novellini, parlando con Francesco non abbia né registrato né preso appunti. Quindi non c’è da fidarsi troppo di quel virgolettato, certo non abbastanza da rivoluzionare un dogma.

Perché il dogma rimane, il magistero rimane. Ma milioni di persone hanno letto parole che altrimenti non sarebbero mai giunte alle loro orecchie. Che magari le hanno incuriosite. Che magari proveranno l’impulso di approfondire.
Nessun ateo egocentrico rifiuterà di pubblicare il dialogo del Papa, il Papa! con lui. Nessuno smisurato orgoglio può mancare di cedere alle lusinghe della vanità. Neanche quando risulta evidente che la tua idea di Dio farebbe ribaltare dalle risate un perito elettrotecnico. Neanche quando stai dando voce a chi è il tuo nemico da sempre.

Il pastore ha mollato la pecora nel recinto ed è andato a cercare le novantanove che si erano disperse in giro. Non potete non notarlo: è in mutande. Ma non è questo che importa.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 7 ottobre 2013, in tra lassù e quaggiù con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 35 commenti.

  1. se l’intervista e’ manipolata perche’ l’osservatore romano la pubblica lo stesso giorno di repubblica?? http://www.vatican.va/holy_father/francesco/speeches/2013/october/documents/papa-francesco_20131002_intervista-scalfari_it.html

  2. Calogero, l’hai letto il post?

  3. Strategia assai pericolosa. Sopratutto quando nella propia truppa hai gente che é piú dàccordo con Scalfari che con il catechismo.

  4. Per un cristiano si sa comunque come va a finire: la croce. D’altronde anche poco meno del 10% degli apostoli non era d’accordo con Gesù.
    Sono ben d’accordo con Bergoglio che è meglio incidentati che fermi in garage. Questo blog ha la carrozzeria ben ammaccata…

  5. Da come la metti tu, l’interesse dei giornalisti per le possibilità di titoli ad effetto, le controversie e i personalismi sembra un’esclusiva della copertura del Vaticano, quando invece è una caratteristica intrinseca del medium (“E’ la stampa, bellezza”). Esistono ambienti molto più bistrattati in questo senso della chiesa cattolica, tipo la ricerca scientifica (“Scoperto il gene che fa fumare” ecc. ecc.). Inoltre vige la regola del bambino che morde il cane, perchè dovrebbe interessare al pubblico della Repubblica (o del Corriere della Sera, o di Libero) un discorso ai medici in cui il Papa conferma la dottrina precedente.

    Su papa e proselitismo volevo documentarmi di più (sia sulle sue effettive parole che su quanto dice il Magisterio) poi mi sono trovato su un sito che si chiama messainlatino punto it a leggere i commenti di gente incazzata con Bergoglio e ho deciso che questa è una lattina piena di vermi (scusa l’americanismo) che non voglio assolutamente aprire in un placido pomeriggio di semi-vacanza. Mi guardo un’altra puntata di “Orange is the new black”.

  6. PS no scusate, ma se Scalfari ha veramente taroccato un’intervista al Papa fino a far sbroccare questi qua in questo modo (http://blog.messainlatino.it/2013/10/il-proselitismo-e-una-solenne.html “Quest’uomo non è un cattolico, è un deista”) è uno dei più grande troll di tutti i tempi. Se invece il Papa ha veramente detto “E qui lo ripeto. Ciascuno ha una sua idea del Bene e del Male e deve scegliere di seguire il Bene e combattere il Male come lui li concepisce. Basterebbe questo per migliorare il mondo” non mi pare roba da poco, ex cathedra o meno.

  7. Eh, se vai su messainlatino…spesso, in buona fede, non si è non solo più realisti del re ma più papisti del Papa. Bisognerebbe chiedersi se il Papa ha detto proprio quello (e, viste le modalità, non è una domanda peregrina: a parte la teologia, già sappiamo per certo che Scalfari ha capito fischi per fiaschi anche cose decisamente più concrete e verificabili) e poi, anche ammesso che fosse, cosa ha inteso dire.
    Tanto per dire, sono un poco stupito che nessuno dei superesegeti del sito abbia ricordato che Gesù stesso parlò contro i farisei così: “Guai a voi, Scribi e Farisei ipocriti, perché percorrete il mare e la terra per far un proselita, e, una volta fatto, lo rendete un figlio della geenna due volte più di voi“. Non sta nel numero, la salvezza, o pensare che siamo noi a potere convertire davvero qualcuno.
    E’ questo il proselitismo di cui parla il Papa? Immagino di sì.
    Così come il passaggio sul Bene e il Male si capisce solo se riferito alle frasi precedenti, a quanto detto in precedenza e alla dottrina della Chiesa sulla coscienza che ti avevo già esposto. Non si può prendere una frase fuori dal contesto e farle dire quello che non ha inteso dire. Se la Verità è rapporto, rapporto dell’uomo con la realtà, e il Bene è rapporto dell’uomo con Dio, che è sommo bene, allora certo che seguire questo Bene porta a un…bene. Prova a rovesciare la frase: se uno decidesse di non seguire quello che lui pensa sia il bene ma ciò che pensa, sa essere il male, che accadrebbe.

    Per ritornare un attimo sul tuo primo commento, certo che l’approssimazione e lo scoop sono l’essenza di certo giornalismo: ma se a questo aggiungi la malevole interpretazione, che inutile negarlo c’è…

  8. Bellissimo post, Berlicche. Complimenti davvero! Condivido al 100% e leggerti è stata una vera boccata d’ossigeno per chi, come me, da cattolico si è trovato a frequentare alcuni siti di tradizionalisti (vedi messainlatino, ma anche fidesetforma ecc) dove il livello di malevolenza nell’interpretare e parole di Papa Bergoglio compete con quello della stampa internazionale di sinistra nei confronti di Papa Benedetto XVI.

  9. Scalfari E’ un troll. Un troll con un suo giornale, ma conserva le caratteristiche intrinseche del troll: il piacere di disprezzare e insultare, l’ego smisurato, la noncuranza per la verità e la consecutio.

    http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1839888&codiciTestate=1

    “I suoi soli testimoni universalmente ascoltati ed invitati ovunque quei preti e teologi del dissenso il cui unico merito è di cercare di distruggere ciò che dicono di essere”

    Ci vuole una virgola dopo ovunque ;-)

    PS grazie per questo post. Mi ha fatto molto bene.

  10. “Bisognerebbe chiedersi se il Papa ha detto proprio quello”

    Dopo che l`intervista é stata pubblicata a Vatican.va, questa non é piu un dubbio da sollevare. Se non l`ha detto avrebbe dovuto correggerla.

  11. L’ha ribloggato su Il Guerriero della Luce.

  12. Grazie per questo post, mi hai offerto una chiave di lettura che non avevo mai considerato e che aiuta a superare certe titubanze che possono sopeaggiungere ogni tanto, osservando l’insolito operato del papa Francesco.

  13. Senm_wm: :-)

    Claudio: no, senza virgola.

    Blas, sappiamo per certo che almeno una cosa in quell’intervista era errata. Quindi, piuttosto la domanda deve essere: perché non l’ha corretta? E si ritorna sul post.

  14. L’eccesso di interpretazioni sulle parole del Papa dimostra che qualcosa è andato storto. O no? I discorsi di Benedetto erano inequivocabili, e forse per questo il mondo lo ha tanto odiato, è stato segno di contraddizione, come Gesù. La differenza risulta evidente anche confrontando la lettera di Francesco a Scalfari con quella di Benedetto ad Odifreddi: il primo evita le contrddizioni, il secondo le evidenzia e le affronta.
    Queste cose non le dicono i biechi “tradizionalisti”, i cui blog sono “lattine piene di vermi” , bensì Magister sul suo sito Chiesa. Quanto alle lattine piene di vermi non mi sembra un argomento razionalmente accettabile.Ci sarà qualcuno che insulta, per il quale la definizione potrebbe adattarsi, molti però argomentano, ragionano. E si dovrà rispondere ragionando e argomentando. Oppure dialoghiamo solo con Scalfari, per far bella figura, e siamo buoni solo in pubblico per essere politicamente corretti?
    Per quanto mi riguarda ciò che il Papa ha scritto e detto nella lettera e nella successiva intervista mi ha lasciato sconcertata.
    Il discorso sulla coscienza era quantomeno monco, quello secondo cui ciascuno deve seguire la sua idea di bene mi ha fatto accapponare la pelle.
    La dottrina della Chiesa non si esprime in questi termini.
    Poi Berlicche sembra affermare che sia positivo il fatto che il mondo ascolti il Papa a prescindere da ciò che dice.
    Ma non è così, tant’è che il mondo, ed anche una parte della chiesa cattolica ansiosa si dissolversi in esso, ha colto due o tre concetti, completamente errati: ci si salva seguendo la propria coscienza (?), ognuno segue la sua idea di bene e di male ( che a ben vedere è una sottolineatura del primo concetto), e chi sono io per giudicare?, e quindi via con la comunione ai divorziati, via alla cultura del gender che si sta affermando oggi.
    La predica di Bergoglio è stata nei fatti un’anestesia che invece di risvegliare sani dubbi sul mondo lo ha confermato nella sua corsa nichilista.
    E’ stato un dolore immenso per chi, amando la Chiesa,conoscendone la dottrina, seguendo nel faticoso quotidiano i suoi insegnamenti, ha avvertito ed avverte il pericolo enorme che essa corre anche a causa di esternazioni i cui frutti sono, già oggi, molto amari ( si veda la decisione della diocesi di Friburgo sulla comunione ai divorziati).

  15. Ripeto però quello che ho già chiesto nel post: abbiamo letto tutto quello che ha scritto o detto in circostanze ufficiali, o solo ciò che è riportato da Scalfari?
    Se una parte della Chiesa brama di dissolversi nel mondo, sono le interviste (che, aggiugo, vanno lette bene per capire cosa si dice veramente) a fare la differenza? Benedetto ha usato la forza della ragione al massimo grado, argomentazioni che avrebbero sriciolato una roccia, ma qualcuno di questi anti-papi-fai-da-te è cambiato di tanto? No, anzi, si è accreditata l’idea della Chiesa chiusa. Non era così, ma si voleva che fosse così.
    Adesso questa cosa non la possono più dire. Però con la dottrina della Chiesa devono ancora avere a che fare.
    Penso che sarà risolutivo il proseguimento del discorso. Che sì, è monco, ma solo se si prescinde da quanto la Chiesa dice. Prima.
    Su Friburgo, dirò qualcosa non appena avrò approfondito la vicenda.

  16. Però devo annotare un’ulteriore considerazione.
    Il commento qui sopra, di “Lorenza”, in realtà proviene da uno dei troll più beceri e falsi di questo blog. Un troll trasformista, che è stato noto come “Massimo”, “Norberto”, eccetera, e che puntualmente cambiando ogni volta nome e spesso anzichenò anche spacciandosi per cattolico\a, almeno all’inizio, cerca di seminare zizzania. Salvo, quando scoperto, ricorrere a insulti e bestemmie spaventose.
    Ho risposto, approvando la sua mail, perché volevo far vedere come non necessariamente dobbiamo credere a quanti si spacciano per cattolici offesi da Francesco. Il qui presente “Lorenza” vorrebbe vedere la Chiesa sprofondare, altro che animuccia bella.
    Attenti, quindi.

  17. Guarda che sbagli proprio , io leggo il tuo blog cui in genere accedo da campari e de maistre, e sono una signora, mi chiamo Maria Lorenza Agnoli, vivo a Trento , sono cattolica apostolica romana, compio tanti peccati ma non bestemmio di sicuro, e non sono un troll. Faccio parte di liberta e persona, che ha anche un sito. É la prima volta che scrivo su questo blog e direi anche l’ultima. Massimo e Norberto non so chi siano, ma tu mi sembri quantomeno avventato a dare per certi fatti cosí gravi.
    Stai sereno , non disturberò più il tuo blog con i miei commenti, posto che immagino sia stato il contenuto del commento di cui sopra a disturbarti. Tra parentesi il Papa non mi offende, ma come (s)ragioni? , ma tutto ció che sta succedendo mi lascia perplessa e mi addolora. Può darsi che mi sbagli, ma io non aspetto altro che di avere torto: ne saró felicissima.
    Saluti
    Lorenza

  18. In ogni caso scusate, l’espressione “lattina piena di vermi” è meno offensiva di quello che sembra. E’ un calco dall’americano fatto perchè scrivevo in fretta, il senso è che la lattina con le esche vive se la apri non riesci più a rimettercele dentro, in italiano si potrebbe dire con metafora molto meno espressiva un ‘campo minato’, nel senso di una controversia ad alto rischio di escalation pericolose.

  19. “L’unico modo per rimettere i vermi dentro una lattina una volta aperta è possedere una lattina più grande.” Citazione OT

  20. Lorenza, certo che posso anche sbagliarmi. Però l’IP del tuo precedente commento coincideva con quello del troll di cui sopra, tanto che ho dovuto approvarlo per pubblicarlo. Può anche darsi che il troll in questione sia un tuo vicino d’ufficio, dato che appartiene alla tua medesima sottorete (quindi, al massimo duecentocinquanta indirizzi). Una delle ultime volte ha impersonato una donna, Laura, che come stile e come proteste d’innocenza una volta individuato non si discostavano molto dalle tue. Che quello fosse un troll, visto il tono dei commenti che mi ha inviato dopo essere stato scoperto, non ci sono dubbi. La mia non è stata quindi un’identificazione avventata.
    Il commento, visto il tono generale dei commentatori qui intorno, non mi ha certo disturbato. La prima replica l’ho scritta prima di accorgermi che il commento era in sospeso. Ora, però, il dubbio: sei veramente Maria Lorenza Agnoli, nome conosciuto, innocente, o un impersonatore? Scusa la prudenza, ma arriva da precedenti pessime esperienze.

  21. Il non ci capisco nulla di reti e sottoreti, ora scrivo da casa mia e potrai quindi verificare. Quanto ai tuoi dubbi non so che farci, come si fa a dimostrare la propria identità su un blog?saluti

  22. io sono preoccupata per le reazioni scomposte di Berlicche, la penso ESATTAMENTE come Lorenza , ma non sono un troll e non bestemmio, sono cattolica, apostolica romana. Cerco semplicemente di usare la ragione. E’ diventata una colpa questa?

  23. Grazie per la preoccupazione, Giovanna, ma se hai letto bene i miei commenti noterai che nel primo ho risposto in maniera che non credo si possa definire scomposta; nel secondo ho semplicemente avanzato dei dubbi sulla vera identità dell’estensore del commento al quale ho replicato, considerazione che prescinde dal commento stesso (di per sé assolutamente normale), e che nasce da dati oggettivi. Ricordo che se quel commento è scritto da un impersonatore è un reato, e io sono responsabile del blog.
    Dato l’usuale “veemenza” di parecchi commentatori di questo blog, anche nei miei confronti, e la pazienza che dimostro con essi non credo che nessuno mi possa accusare di scompormi più di tanto.
    Quindi anche tu, cortesemente, se vuoi puoi replicare al post tralasciando considerazioni personali OT sei bene accetta.

  24. C’è posta per te…

  25. Berlì, forse è il caso che ti fai un mini corso di networking. Le reti IP non sono limitate a 256 indirizzi. E pensare di identificare una persona con l’IP che tu (wordpress) vedi è quanto meno impreciso (ma il termine esatto sarebbe un’altro… ma verrei bannato). E non parlare di identità: perchè ti interessa sapere se Lorenza è veramente la Lorenza che dice di essere se tu neanche dici chi sei?

  26. Fabrizio, come credo tu sappia non sono per niente digiuno di reti. Se ho fatto quell’affermazione, che è corretta riferita al caso in esame, ho le mie ragioni, che sono disposto a spiegarti privatamente quando vorrai.
    Riguardo alla questione identità, io non sto fingendo di essere qualcun altro. Chi parla con me sa le idee che esprimo. Il troll in questione invece usa false identità per fingersi cattolico, catechista, questo e quest’altro. O lanciare insulti irriferibili. L’esempio che ho linkato nello scorso commento è emblematico: ha inventato fatti non accaduti per cercare di spingere la sua idea. Tra “nascosta”, cioè usare uno pseudonimo, e “falsa” passa un mare di differenza. Non ho problemi a dialogare con chi mi nasconde il suo vero nome, un po’ di più con chi sistematicamente mi mente.
    Tra parentesi, casi come il troll sunnominato, che è giunto a mandarmi mail esprimendo auguri non proprio teneri a me e alla mia famiglia, mi dicono che la scelta di un minimo di privacy non è poi così sbagliata.

  27. Allora lo vedi, caro Berlicche, che bannare troll è cosa buona e giusta ?
    Tieni solo uno o due di costoro, i meno fastidiosi, perché in fondo gli scemi del villaggio sono sempre esistiti e, come dicono i Russi Sono dei “voluti da Dio”, e poi servono per esercitare la pazienza.
    Ma anche la pazienza deve avere un limite, come il tempo loro concesso.

  28. Sfruttando proprio la debolezza, il limite intrinseco di questa kultura del nulla che cerca di cancellare il cristianesimo.

    Mi piace questa tua tesi, Bergoglio sottilissimo stratega, come ogni figlio d’Ignazione deve essere. Difatti io ne diffido (me lo consentirai, spero). Però i molti puristi della solennità, i guardiani del cerimoniale e altra consimile umanità proprio non riescono a mandare giù il nuovo piano di rilancio. Tipo quelli de Il Foglio, non sono molto convinti:

    Gli unici a trovarsi spiazzati, in questo caso, sarebbero stati i “normalisti”, quei cattolici intenti pateticamente a convincere il prossimo, e ancor più pateticamente a convincere se stessi, che nulla è cambiato. E’ tutto normale e, come al solito, è colpa dei giornali che travisano a bella posta il Papa, il quale direbbe solo in modo diverso le stesse verità insegnate dai predecessori.

  29. Ma no, non lo vedi come sono? Vanno OT, si ingarbugliano, si contraddicono, insultano, cambiano discorso quando in difficoltà, non ammettono neanche l’evidenza e danno spettacolo di loro, fornendo ottimi esempi. Del tipo, “Attento, Pierino, che se diventi ateo finisci come loro”… A me basta dare loro un colpetto ogni tanto, il resto la fanno da soli.
    Come dice il Vangelo di oggi, “e io non dovrei avere pietà di (…) persone che non sanno distinguere la loro destra dalla loro sinistra” ?

  30. in effetti la mia conversione è passata anche per la constatazione degli errori palesi degli anticristiani.
    Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi…

  31. mi piace l’odore dell’IPfisso di mattina. odora di… odora di Stasi.

  32. Anch’io sono rimasto perplesso da certe dichiarazioni del Papa. Poi sono andato a leggere le interviste e le dichiarazioni integrali, e ho tirato un sospiro di sollievo.
    Che il Papa stia passando all’attacco lo spero vivamente; non ci avevo pensato in questi termini, ed è confortante interpretarla in questo modo.

    Ciononostante, la mia domanda resta: dal momento che i media continuano ad aggiustarsi le dichiarazioni a piacimento, questa strategia di attacco cosa porterà alla Chiesa? Ho qualche amico che grazie a Papa Francesco si è riavvicinato alla Chiesa. Ma spesso questi amici hanno male interpretato le parole del Papa (magari perché si fermavano ai titoloni dei giornali). In pratica, si stanno avvicinando a una loro interpretazione della Chiesa, non alla Chiesa cattolica.

    Domanda 1: quando (se?) il Papa deciderà di affondare il colpo, parlando in maniera più diretta e meno sfumabile dai media, oppure quando le circostanze sociali non permetteranno altro che un franco schieramento da una parte o dall’altra, cosa succederà? Certe posizioni non puoi tenerle, se la tua fede è posticcia. Assisteremo dunque a un drastico fuggi-fuggi dalla Chiesa?

    Domanda 2: ammettendo che si verifichi davvero questo fuggi-fuggi: sarebbe davvero un male? Mi viene da pensare che la Chiesa dovrebbe essere composta non dico da veri cristiani (chi lo è?), ma almeno da persone che cercano di esserlo, e sappiano almeno a grandi linee di cosa parla il Magistero, che non si professino cristiani e poi fanno come gli pare. Come a dire: meglio la qualità che la quantità. Detto alla brutta: che ce la teniamo a fare in Chiesa una moltitudine di fedeli che pensa “alla Scalfari”?

    Domanda 3: Se la strategia di Papa Francesco ha attirato in Chiesa questi pseudofedeli che non hanno capito una cippa di niente e pensano che “il Papa apre ai divorziati risposati”, che “l’importante è rispondere alla propria coscienza” eccetera, e che alle prime avvisaglie di burrasca se la daranno a gambe, allora questa strategia sarà servita a qualcosa? C’è stata, effettivamente, una evangelizzazione, o è stata solo una perdita di tempo, come un sommare 100 e poi un sottrarre 100?

    Ho l’impressione che Scalfari & Co. promuovano questo percorso: non più quello di far allontanare i fedeli dalla Chiesa (tanto non ci riescono), bensì quello di manipolare le dichiarazioni del Papa per far avvicinare alla Chiesa persone che non sono veramente cristiane, che vivono un cristianesimo all’acqua di rose, un cristianesimo di cuoricini e vogliamoci bene. Col risultato di infilare nella Chiesa cattolica un sacco di fuffa (inconsapevolmente? o nella deliberata intenzione di indebolirla? di creare scismi? boh). Se così fosse, la carta di attacco giocata dal Papa sarebbe rischiosa.

    La mia consolante (e personale) idea è che Scalfari& Co. stiano giocando col fuoco (sacro), e non sappiano con chi hanno davvero a che fare: non prendono in considerazione lo Spirito Santo, il quale può scegliere un qualsiasi pseudofedele convinto che il Papa sia un moderno che vuole rivoluzionare il Magistero, e mentre quello si confessa o prende l’Eucaristia, toccarlo, e convertirlo davvero.
    Sotto questa prospettiva, credo che questa strategia di accoglienza sia una buona cosa per la Chiesa. E il Papa dimostrerebbe un grande atto di fede: quello di affidare la vera conversione a Dio, anziché a tanti discorsi sulla legge o sulla morale.
    Senza l’aiuto “dall’alto”, aumentare il numero di fedeli mi sembrerebbe solo fatica sprecata.

  33. OlioERucola, se ti ricordi ad un certo punto dietro a Gesù andavano folle che volevano farlo Re. Poi lui parlò di dare in cibo il proprio corpo, e fuggirono tutti. Rimasero in pochi. a questi chiese: “Volete andarvene anche voi?” e la risposta fu “Da chi andremo? Solo tu hai parole di vita eterna”, parole che spiegano veramente la vita.
    Ma quelle parole bisogna sentirle. Grazia, e libertà. L’algebra della salvezza non è lineare.

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