Tanto onesto, pare

Si sente talvolta insistere sul fatto che una educazione cristiana genererebbe cittadini onesti.
Bene, è vero. Essere cristiani, veramente cristiani, rende probabilmente anche onesti. Ma temo che spesso la si pigli dal lato sbagliato.
Ovvero dal punto di vista delle regole. Al cristiano viene insegnato a seguire le regole, a rispettare la legge, e quindi di conseguenza…
Ecco, questo è un colossale sbaglio, un enorme errore.

Il cristianesimo non insegna a seguire la Legge. In effetti, proprio il contrario. Il cristianesimo ci ha liberati dalla legge.
La legge è una enumerazione di tutti i casi della vita, si fa non si fa. Siccome la realtà è sempre varia, il tomo delle regole aumenta sempre nel vano tentativo di inseguire ogni possibile variante di essa. Giudici e avvocati, esegeti della parola e sacerdoti del culto, dettano il passo dell’esistenza.
E alla fine si soffoca di commi, si annega nei paragrafi. Ci si schianta di fronte a ciò che ancora codificato non è.

L’onesto che segue la legge esplorerà ogni meandro della stessa per trovare il varco che gli consenta di essere furbo. Mentre nessuno guarda, l’infrange con un ghigno.

La legge è una conseguenza. L’onestà, quella vera, è una conseguenza. E’ la conseguenza del bene, arriva dalla fonte del bene, della giustizia, della verità.
E’ solo imparando ad amare quella fonte, che è ciò che vuol dire essere cristiani, che si può essere onesti anche quando nessuno guarda. Anche quando la legge non lo dice.
Solo marciando verso quella luce – magari inciampando, magari sbucciandosi le ginocchia, magari rompendosi una gamba e poi continuare strisciando – le conseguenze verranno.
Come essere innamorati della più bella, e vivere ogni cosa cercando di essere degno di lei.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 24 aprile 2013 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 5 commenti.

  1. Leggo:
    ” Il cristianesimo non insegna a seguire la Legge. In effetti, proprio il contrario. Il cristianesimo ci ha liberati dalla legge.”

    Per non fraintendere io lo direi così:
    La legge umana va si osservata fin tanto che non infranga quella divina. Meglio ubbidire a Dio che all’uomo senza esimersi di dare sempre a Cesare ciò che è di Cesare.

    Il fatto poi di essere liberi dalla legge si riferisce a quella divina; mi spiego, Chi ama Dio (con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutte le forze) non è più sotto la legge ma nella legge perché Dio è la Legge.
    Ad esempio se ci comandasse di uccidere, non commetteremmo nessuna infrazione alla legge di Dio in quanto ubbidiamo a Lui che è Legge e comanda. Disse ad Abramo: tu mi offrirai tuo figlio come sacrificio.
    Tutto questo per la legge umana sarebbe un delitto… ma sappiamo bene che anch’essa ha delle eccezioni, come l’aborto e l’eutanasia (si ricordi Eluana).
    Quindi tutto ciò che la legge prescrive bisogna osservare, sia la legge umana che a maggior ragione quella divina.

    Non è cosi Berlicche che intendi dire liberi dalla legge?

  2. Lo intendo nel senso Paolino del termine. Non una adesione ad una lettera che uccide, Fatta di prescrizioni da seguire, ma allo spirito di questa. Il vangelo è pieno di esempi, tipo quello sul sabato dei farisei. Bisogna solo fare attenzione a non seguire invece della legge divina o umana la propria testa.

  3. @ Berlicche

    Infatti, seguire la propria testa ci porta ad essere “furbi” nel interpretare le prescrizioni e infrangerle, come hai ben detto.
    Siamo certi che i comandi di Dio non sono volti ad uccidere l’uomo ma a renderlo libero dalle conseguenze del peccato.
    Di certo i Farisei volevano applicare le prescrizioni alla lettera solo per contrastare Gesù, poi anche loro si comportavano da furbi.

    Grazie Berlicche per la tua cortese e chiara risposta.

  1. Pingback: Anonimo

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