C’è tempo

Non si vede un’accidente, e così mi sono sbucciato una caviglia contro uno spuntone. Le grandi idee del Maestro, passeggiata notturna nei campi. Meno male che Matteo ha avuto la pensata di prendere le coperte, perché c’è un sacco di umidità che sale dal terreno. La luna sarebbe anche piena, ma una nuvolaglia la nasconde a tratti. Quando compare tutto sembra argentato, una grossa moneta d’argento che incombe su di noi come un presagio.

Dico la verità: sono un poco brillo, ed ho mangiato troppo. Ma non sono il solo. Giacomo nel silenzio fa un gran rutto e tutti scoppiamo a ridere. Per stasera è meglio dimenticare le tensioni e le preoccupazioni della settimana. Tra tre giorni ripartiamo, ed ormai è evidente a tutti che quelle capre del Sinedrio sono solo dei bau-bau. Non avranno mai il coraggio di colpirci apertamente, non con tutto il popolo che ci segue. Ammetto che l’altro ieri mi sono cagato sotto, avevano già le pietre in mano: ma il Maestro è troppo forte, li ha sistemati tutti. Che tipo. Ormai non ci ferma nessuno.
Pietro è troppo gasato da come stanno andando le cose. Dice a tutti che è un altro dei suoi miracoli, che non riusciranno mai a toccarlo. Oh, speriamo.

Simone mi si accosta. “Ma tu, cosa hai capito di quello che ha detto stasera?” mi chiede sottovoce. Io faccio una smorfia. E’ andato avanti per un pezzo a parlare di uva e viti e tradimenti e noi in lui e amici e figli. Forte, eh, ma proprio tutto non è che l’abbia colto. Si farà come al solito, si cercherà di arrivarci tra di noi, si discuterà per ore e poi alla fine andremo da lui  a domandargli di spiegarsi meglio. Anche quella cosa del “fate questo in mia memoria” è stata abbastanza spiazzante. Ne parliamo per qualche minuto, ma è evidente che è l’ora dell’abbiocco, perché la conversazione langue.  Metà di noi sono già partiti, qualcuno russa perfino. “Dov’è l’Iscariota?” chiede Taddeo, e Giovanni “L’ha mandato il Maestro a fare una commissione, ci raggiunge dopo”.

E intanto si aspetta, Giacomo è cotto come una pera, Pietro fa sforzi eroici ma anche lui ha il capo che penzola. Il Maestro è laggiù tra gli ulivi. Non ha una bellissima cera, magari ha lo stomaco in disordine. Questo bisogna riconoscerlo: con il Maestro si mangia e si beve divinamente. Meno male che camminiamo anche un sacco, e così smaltiamo.
Ora però sta pigliando sonno anche a me. Col cavolo che ce la faccio a pregare. Dovremmo parlare, organizzarci tra noi mentre il Maestro è via – a lui non piace che cerchiamo di darci una struttura politica, e questo per me è uno dei suoi maggiori limiti. Capisco che può apparire prematuro, ma se non ci prepariamo come faremo quando avremo responsabilità di governo? Ci facciamo cogliere impreparati? Ma è evidente che per stasera non ce la possiamo fare. Ci sono serate in cui è chiaro che niente di serio può venire fuori.

Magari se dormo qualche minuto mi si schiarisce un po’ la testa. Non ce la faccio proprio a tenere gli occhi aperti. Prima ci ha già cazziato, ma che ci posso fare. Quello che ha detto a cena…ci penserò domani. Capirò domani.
C’è tempo.

Ian van Eyck - Cristo nell'orto degli ulivi - 1437

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 28 marzo 2013 su Apocrifatti, fiaboidi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 5 commenti.

  1. Eh sì, è il maestro che non ci arriva…

  2. …ci penserò domani. Capirò domani.
    C’è tempo.

    Fu in questa circostanza che Rossella O’Hara sfornò la sua frase magna di “Via col vento” e cioè “Domani è un altro giorno ….. si vedrà” e che poi Ornella Vanoni ci ha costruito una canzone di successo.

  3. “a lui non piace che cerchiamo di darci una struttura politica, e questo per me è uno dei suoi maggiori limiti. Capisco che può apparire prematuro, ma se non ci prepariamo come faremo quando avremo responsabilità di governo?” Frasi come queste me le immagino scambiate tra i parlamentari grillini in questi giorni… Comunque, Berlicche, se ti proponevi di dire che gli apostoli erano persone del tutto comuni che si credevano chissà chi per essere stati scelti (cioè come i parlamentari – non soltanto grillini – ma soprattutto come tutti noi) ci sei riuscito molto bene.

  4. Che bella resa questa tua visione…..giovanni amico di classe di mia figlia(III elementare) che ama l’immaginario e racconta fiabe a tutti ne sarebbe entusiasta!!
    In realtà anche a me è piaciuta molto anzi a dirla tutta a volte anche io me la sono immaginata così: quel sopore postprandiale che proprio non ti lascia scampo. Anche io mi sarei addormentata, di sasso, pensando, come spesso faccio, che ci sarebbe stato ancora tempo, ancora un domani.
    Questa inerzia, questa pigrizia che a volte mi blocca e non mi fa cogliere il vero significato degli eventi è ciò che più mi spaventa. Essere nel bel mezzo di una scena e non accorgermene…idiota che sono svegliati!!!!

  5. Bellissima questa versione umanissima degli apostoli. Li immaginiamo sempre come i santi che sarebbero diventati in seguito, ma probabilmente nella realtà erano proprio come li hai descritti.

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